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543 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Maxi sequestro in tutta Italia di motorini elettrici cinesi venduti come e-bike: sono pericolosi

    Motorini venduti come biciclette elettriche a pedalata assistita non conformi alla marcatura CE. È questo l’oggetto del maxi sequestro compiuto in queste ore in mezza Italia. L’operazione, di cui dà notizia oggi la Guardia di Finanza, è scattata dalla Sicilia: i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale di Palmi col quale è stato disposto il sequestro di un ingente quantitativo di scooter elettrici non conformi e considerati anche pericolosi per la salute dei consumatori. Il maxi sequestro ha coinvolto le Fiamme Gialle della Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana: i finanzieri hanno sequestrato, presso i magazzini di grossisti e venditori al dettaglio dislocati su tutta Italia, migliaia di veicoli importati dall’estero non conformi alle prescrizioni imposte dalla normativa europea e nazionale. Risultano indagati, nell’ambito del procedimento, un imprenditore palermitano e una società in relazione alla responsabilità degli enti, per i reati di frode in commercio e falso in atto pubblico. Questi scooter sono considerati pericolosi anche perché, nonostante le fattezze esteriori, sono spesso oggetto di modifiche fatte per alterarne le caratteristiche tecniche e in grado di circolare senza targa e omologazione sulle strade italiane. "Quando si acquista una bicicletta elettrica da poter utilizzare sulle strade italiane, innanzitutto bisogna verificare che sia una bicicletta. Dopodiché l'e-bike o l'EPAC, per dirla in maniera più tecnica, è una bicicletta a pedalata assistita, dotata di un motore elettrico ausiliario, avente potenza massima pari a 250 W, la cui alimentazione è interrotta o è progressivamente ridotta se il ciclista smette di pedalare e comunque prima che la velocità raggiunga 25 km/h", è quanto spiega uno dei finanzieri che ha condotto l'operazione. Maxi sequestro in tutta Italia di motorini elettrici cinesi venduti come e-bike: sono pericolosi

  • Femminicidio su commissione, paga i sicari ventimila euro per uccidere l'ex fidanzata: «Sequestratela e fatela sparire»

    I carabinieri di Caserta e la Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno sventato un femminicidio, eseguendo un provvedimento di fermo nei confronti di cinque persone. Tra queste figura Andrea Autiero, a capo di un gruppo criminale casertano legato al clan dei Casalesi, e Vincenzo Russo, 44 anni, ex compagno della vittima designata, ritenuto il mandante dell'omicidio commissionato per 20mila euro. Le intercettazioni disposte dagli inquirenti hanno permesso di ricostruire il piano criminale ai danni di una donna residente in un comune densamente popolato dell'area napoletana. Di fronte al concreto pericolo per la vita della vittima, gli investigatori hanno deciso di agire d'urgenza con un provvedimento precautelare, evitando che il progetto omicidiario venisse portato a termine. Un piano già in fase avanzata: auto clonate e telefoni dedicati Le indagini, coordinate dai pubblici ministeri Simona Belluccio e Vincenzo Toscano e dal procuratore aggiunto Michele Del Prete, hanno accertato che Autiero aveva già ricevuto un anticipo di 5mila euro sui 20mila pattuiti. L'organizzazione dell'omicidio risultava a uno stadio avanzato: gli indagati avevano infatti già procurato veicoli con targhe clonate e cellulari dedicati, da utilizzare esclusivamente per l'esecuzione del delitto. Sequestro, omicidio e occultamento del corpo: il piano nel dettaglio Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il mandante — in concorso con uno dei fermati — aveva fornito ad Autiero fotografie e informazioni personali della donna, che dal piano criminale doveva essere sequestrata e condotta in un luogo isolato. Qui sarebbe stata uccisa a coltellate, con l'intenzione di farne poi sparire il corpo. L'uomo, già segnalato in passato per stalking e revenge porn, avrebbe inoltre consegnato agli esecutori le chiavi dell'abitazione e dell'automobile della vittima, per facilitarne il sequestro. Le accuse: tentato omicidio con aggravante mafiosa Ad Autiero, Russo e agli altri due fermati, Aniello De Luca (49 anni) e Giuseppe Severino (44 anni), viene contestato il reato di tentato omicidio pluriaggravato, anche dalle modalità mafiose. Il gip ha disposto per tutti la misura cautelare del carcere. Le indagini si allargano: raid con le pistole contro imprenditore e sindaco Il quadro accusatorio si arricchisce di altri due episodi al centro delle indagini della Dda di Napoli e dei carabinieri di Caserta: due atti intimidatori compiuti lo scorso 30 aprile con l'uso di due pistole, una calibro 7,65 e una 9x21. Le armi sarebbero state utilizzate per colpire l'abitazione di un imprenditore e, nella stessa giornata, un distributore di carburanti riconducibile alla famiglia del sindaco di Gricignano, Vittorio Lettieri, situato nel comune di Carinaro. Per questi episodi sono indagati Autiero, De Luca e Giuliano Esposito, 41 anni. Secondo la ricostruzione, gli autori dei raid sarebbero entrati in azione a volto coperto da casco, spostandosi a bordo di moto di grossa cilindrata. Il possibile movente: il bene confiscato alla camorra Un elemento chiave nell'inchiesta riguarda l'attività amministrativa del sindaco di Gricignano, impegnato nella riqualificazione di un immobile confiscato alla camorra e appartenuto proprio ad Autiero. Il Comune aveva programmato l'inaugurazione della struttura per il mese di giugno, circostanza che potrebbe aver innescato la reazione intimidatoria. Il contributo della giornalista sotto scorta Marilena Natale Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno acquisito informazioni utili anche dalla cronista sotto scorta Marilena Natale, in possesso di elementi ritenuti rilevanti per la ricostruzione dei fatti. Femminicidio su commissione, paga i sicari ventimila euro per uccidere l'ex fidanzata: «Sequestratela e fatela sparire»

  • Aeronautica, Nasto nuovo comandante del 36esimo Stormo a Gioia del Colle

    Massara cede il comando. Lant: continuità e fiducia nel Reparto (ANSA) - TARANTO, 28 LUG - Cerimonia di avvicendamento al comando del 36° Stormo Caccia dell'Aeronautica Militare, nell'aeroporto "Antonio Ramirez" di Gioia del Colle. Alla presenza del comandante delle Forze da Combattimento, generale di Divisione Aerea Marco Lant, il colonnello Antonino Massara ha ceduto il comando del Reparto al colonnello Michele Nasto. Nel tracciare il bilancio del biennio alla guida dello Stormo, Massara ha ricordato, tra gli obiettivi raggiunti, il 60° anniversario del Reparto e la vittoria al NATO Tiger Meet 2026, evidenziando "la professionalità e la dedizione del personale", considerate determinanti per l'efficacia operativa. Assumendo il comando, Nasto ha espresso l'impegno a proseguire il percorso di crescita dello Stormo, valorizzando le competenze interne e rafforzando la prontezza operativa in ambito nazionale e internazionale Ha inoltre sottolineato che "la forza del 36° Stormo risiede nelle donne e negli uomini che ne garantiscono quotidianamente l'efficienza", ricordando anche il sostegno delle loro famiglie. Nel suo intervento, il generale Lant ha riconosciuto i risultati conseguiti dal Reparto negli ultimi due anni, ribadendo la "piena fiducia" nel nuovo comandante e ricordando che ogni avvicendamento rappresenta "un momento di continuità nella storia del Reparto e un'opportunità per consolidare capacità, valori e tradizioni" maturati in oltre sessant'anni di attività operativa. Il 36° Stormo è tra i cinque reparti dell'Aeronautica Militare che assicurano la difesa aerea nazionale e il servizio di Quick Reaction Alert della Nato. (ANSA). Aeronautica, Nasto nuovo comandante del 36esimo Stormo a Gioia del Colle | ANSA.it

  • Accoltella un uomo (senza motivo) davanti alla moglie e ai figli: poi il 43enne tunisino tenta la fuga a Roma ma viene arrestato

    Guidonia: l'uomo è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico Accoltellato alle spalle, in strada, senza motivo: è successo vicino Roma. Così, gli agenti della Questura di Roma, a conclusione di un'indagine lampo condotta sotto la direzione della Procura di Tivoli, hanno arrestato un 43enne tunisino, gravemente indiziato di tentato omicidio. L’attività investigativa è nata da un episodio consumatosi la sera del 9 luglio scorso, quando un uomo, originario di Tivoli, è stato colpito da un fendente mentre si trovava in compagnia della moglie e dei loro due figli a Villalba di Guidonia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile capitolina, diretti e coordinati dal Pm di Tivoli, la vittima, al momento dell’aggressione, si trovava in attesa all’esterno di un esercizio commerciale, mentre il resto della famiglia stava facendo compere all’interno. La vittima sarebbe stata avvicinata alle spalle da uno straniero, che, senza alcun motivo apparente, lo ha colpito alla schiena con un coltello. E' stata poi la stessa moglie della vittima ad allertare il Numero Unico di Emergenza per chiedere soccorso L’uomo, trasportato d’urgenza al pronto soccorso più vicino, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, riuscendo a superare la fase più critica. Le indagini degli investigatori romani si sono subito concentrate sull’analisi delle telecamere di zona e sulle descrizioni fornite da alcuni testimoni. Sono stati alcuni frame dei video acquisiti a consentire di ricostruire la dinamica del momento apicale dell’episodio delittuoso, catturando l’indagato nell’istante in cui, dopo aver estratto un coltello, ha colpito la vittima alla schiena. Il quadro indiziario raccolto a carico del 43enne tunisino è stato confermato nell’ordinanza del Gip che ha disposto la custodia cautelare incarcere. È ora gravemente indiziato del reato di tentato omicidio, aggravato dall’aver agito per futili motivi. Sono stati gli stessi agenti della Squadra Mobile ad eseguire il provvedimento al termine dell'intensa attività di ricerche dell’indagato, che è stato rintracciato e bloccato, in un ultimo tentativo di fuga, in zona La Rustica. Accoltella un uomo (senza motivo) davanti alla moglie e ai figli: poi il 43enne tunisino tenta la fuga a Roma ma viene arrestato

  • Roggero dopo la prima settimana di carcere: «Ho detto a mia moglie di affidarsi a un vigilante»

    Il gioielliere: «Temo per quando calerà il clamore mediatico» Dopo la prima settimana trascorsa nel carcere di Bollate, Mario Roggero rompe il silenzio. Lo fa mentre segue da vicino, attraverso i colloqui con la famiglia, gli avvocati e la televisione della cella, gli sviluppi della sua vicenda giudiziaria e le iniziative promosse per chiedere misure alternative alla detenzione e la grazia. Il suo primo pensiero, tuttavia, non va al suo immediato futuro ma corre di continuo alla famiglia e alla gioielleria di Grinzane Cavour, riaperta lo scorso martedì 21 luglio dalla moglie e dalle figlie. «Gli serve assolutamente una guardia giurata — ha confidato al suo avvocato, Stefano Marcolini —. Senza di me, in caso di una nuova rapina, non so come potrebbero difendersi. Tutti sanno che io non sono più lì, potrebbero approfittarsene. Non adesso, che sono sotto l’occhio attento delle forze dell’ordine e della stampa, ma tra un mesetto sì. Sono in apprensione pensando a loro in negozio senza di me. Per questo a ogni telefonata mi raccomando perché stiano molto attente. Dobbiamo aggiungere una guardia giurata che possa proteggerle, il prima possibile, senza badare a spese». Una preoccupazione condivisa anche dal fratello di Roggero, Dante, che nei giorni scorsi aveva già raccontato l’ansia vissuta dalla famiglia per il ritorno dietro il bancone. Aveva parlato della tensione con cui moglie e figlie hanno affrontato la riapertura della gioielleria, ricordando la paura ancora evidente nei loro occhi nel primo giorno di attività. Una situazione che ha portato anche a un rafforzamento dell’attenzione sul negozio, con diversi passaggi delle pattuglie delle forze dell’ordine davanti all’esercizio commerciale per monitorare la situazione e offrire una presenza rassicurante. Nella speranza, ancora viva, di poterle raggiungere al più presto: «Mi auguro che il presidente Mattarella prenda in esame la richiesta di mia moglie con molta attenzione e umanità, al di là e al di sopra delle polemiche che hanno segnato la vicenda», è il messaggio che il gioielliere ha voluto far arrivare all’esterno. Solo due giorni fa Roggero ha ricevuto la visita del senatore Giorgio Bergesio, uno dei primi politici a interessarsi del suo caso all’indomani della rapina del 28 aprile 2021. L’incontro è stato l’occasione per raccontare come sta trascorrendo le sue giornate in cella. «Dalle 8 alle 21 possiamo muoverci al di fuori delle celle, sempre nel rispetto degli spazi consentiti», ha spiegato. «Riesco a dialogare con le altre persone recluse, pensavo che avrei avuto più difficoltà. Anche con il compagno di cella andiamo d’accordo, abbiamo entrambi un carattere taciturno», ha riferito. Inoltre, da oggi, per Roggero, inizia una nuova vita da volontario: «Mi occuperò di alcune incombenze nella biblioteca e nel centro di assistenza. Soprattutto pratiche amministrative a servizio dei detenuti». Negli scorsi giorni, invece, ha passato la maggior parte del tempo «parlando con gli altri detenuti, e guardando insieme i programmi televisivi». Nei suoi desiderata anche l’iscrizione a un corso di inglese, sempre nella direzione di una crescita personale, portata avanti anche con le letture consegnategli dalla moglie e le figlie nella prima visita in carcere. Un incontro di circa tre ore. Roggero dopo la prima settimana di carcere: «Ho detto a mia moglie di affidarsi a un vigilante» | Corriere.it

  • La Sicurezza deve appoggiarsi, per essere vincente, sui pilastri dello Spirito Critico: oggi ne abbiamo davvero bisogno ! (dott.ssa Daniela Bellomi)

    Se facciamo riferimento allo Spirito Critico pensiamo immediatamente alla filosofia perché la critica è il motore stesso della filosofia: da Socrate che usava il dubbio e la confutazione per liberare la mente dalle certezze infondate, a Kant che trasforma la stessa in un’analisi formale dei limiti e delle possibilità della ragione andando proprio ad inaugurare l’età del criticismo per arrivare alla Scuola di Francoforte che con la Teoria Critica insegna come applicare lo spirito critico all’analisi della società, andando a smontare le logiche di potere, l’alienazione e il conformismo di massa. La filosofia ci insegna a pensare in modo rigoroso. Ma non solo: insegna a valutare l'ignoto. Chiaramente in filosofia lo spirito critico è la capacità di analizzare la realtà e i concetti senza accettare dogmi o verità assolute. Dal greco kritikós (l'arte di discernere), impone di sottoporre al vaglio della ragione ogni affermazione, smascherando false credenze e interrogandosi sui limiti della conoscenza. Lo spirito critico non è mero scetticismo o polemica fine a se stessa: è uno strumento attivo di liberazione intellettuale che permette di distinguere i fatti dalle opinioni e di riconoscere e superare i propri pregiudizi. Aiuta ad evitare manipolazione e l’omologazione sociale. E non solo, ovviamente. La Sicurezza, oggi in particolare, ha bisogno di recuperare sia l’approccio sia i pilastri fondamentali e concettuali per poter essere OPERATIVAMENTE VINCENTE. Per prima cosa, questo approccio esce dalla concettualità e dalla teoria e diventa operativamente utile per aiutare la Sicurezza a non affidarsi completamente e senza visione prospettica a dei protocolli rigidi. Anzi. Insegna a comprendere le cause umane di un pericolo e permette di superare l’’illusione che esista un rischio zero. Perché questo è un grande errore. E’ proprio con lo spirito critico che la capacità di analizzare la realtà in modo razionale permette di separare i fatti dalle opinioni. È un'attitudine riflessiva che permette di non accettare le informazioni in modo passivo, ponendo le giuste domande per verificare le fonti ed evitare manipolazioni. I pilastri fondamentali sono l’avere curiosità ed apertura mentale, spingendo a non fermarsi alle apparenze e ad accogliere punti di vista diversi per testare le proprie convinzioni; sono l’autonomia di giudizio, ovvero il filtro attraverso cui valuti il mondo per prendere decisioni indipendenti, evitando di omologarti al pensiero di massa e, non ultimo, l’umiltà intellettuale che richiede il coraggio di rimettersi in discussione e di accettare che le proprie certezze possano essere confutate da nuove prove. Lo spirito critico nella sicurezza fa sviluppare l'attitudine a mettere costantemente in discussione procedure, sistemi e assunzioni e permette di identificare le vulnerabilità nascoste, superare l'eccesso di fiducia nelle tecnologie e promuovere una cultura basata sulla consapevolezza attiva piuttosto che sulla passiva obbedienza alle regole. La Sicurezza trova altri suoi pilastri, non semplici da tradurre fattivamente ma autenticamente i migliori se si vuole fare la differenza, nel superamento del Bias di conferma: nella sicurezza non bisogna cercare solo dati che confermino l'efficacia delle misure adottate ma è necessario valutare attivamente cosa potrebbe causare un fallimento; nell’analisi del rischio contro la percezione, colmando il divario tra i rischi reali e quelli percepiti, ed evitando di investire risorse in misure scenografiche a scapito di interventi realmente efficaci; nella gestione dell’errore umano ovvero nella capacità di trasformare l'errore umano da colpa individuale a indicatore di sistema, consentendo di analizzare perché una procedura sia fallibile e migliorando i processi aziendali anziché punendo il singolo. E’ come se mettesse in atto una valutazione continua delle minacce che evolvono costantemente. La Sicurezza si avvale dello spirito critico in diversi ambiti di applicazione: nella Sicurezza Informatica, ormai conosciuta principalmente come Cybersecurity: è essenziale per valutare i rischi legati alle nuove tecnologie e proteggere la triade Confidenzialità, Integrità e Disponibilità; nella Safety sul Lavoro perché incoraggia i lavoratori a segnalare i "quasi incidenti" e a discutere criticamente le procedure operative, migliorando l'ambiente lavorativo. Nell’Intelligence e nella Geopolitica perché saper vagliare le fonti, evitare le "fake news" e prendere decisioni strategiche in contesti complessi non è semplice ed immediato. E’ chiaro che la Sicurezza possa prendere in prestito queste conoscenze attraverso tutti i moderni canali di informazione. Ma il punto è un altro: lo stesso potremmo affermare per un Esperto di Sicurezza: usa i canali media e di informazione per sapere cosa fa...Ma mi permetto di aggiungere che nemmeno i titoli, spesso, sono garanzie assolute. Sono le persone che fanno, ancora una volta, la differenza: chi ha “la Filosofia dentro, la possiede e la padroneggia” è come il Security Manager o Security Specialist che sa esattamente cosa sia e come la si possa e la si debba applicare. Talvolta la sinergia di competenze è un valore aggiunto, migliore del poter avere a disposizione un “Consulente specializzato” e basta. L’integrazione della gestione tecnica e procedurale del rischio con una riflessione critica sul valore della sicurezza permette di prevenire le minacce legate al fattore umano e a definire l'impatto morale e sociale delle decisioni aziendali. Non parliamo più di un semplice esecutore di protocolli ma di un leader consapevole in grado di comprendere appieno le implicazioni delle proprie azioni sull'intera organizzazione. Con l’Etica bilancia le esigenze di protezione, il rispetto della privacy e la dignità dei dipendenti. Con la gestione della crisi e dei bias cognitivi, in contesti di emergenza, si riconoscono schemi mentali rigidi e pregiudizi (bias), migliorando il processo decisionale sotto stress. Tornerebbe ad essere prioritaria la cultura aziendale ed il fattore umano: e non sarebbe un tornare indietro nel tempo perché proprio oggi molte falle nella sicurezza derivano da errori umani e contribuire a creare una cultura della sicurezza basata sulla consapevolezza e sui valori condivisi, piuttosto che sulla semplice imposizione di regole potrebbe darci quella visione d’insieme e quella prospettiva che, oggi, inseguendo a folle velocità solo altre logiche, ci sta togliendo molto. Troppo, in termini proprio di Sicurezza. Siamo vulnerabili lasciando che non vengano esaminati i cambiamenti geopolitici, sociali o culturali che impattano direttamente sulla sicurezza fisica e logica dell'impresa. Ormai è un dato di evidenza. Ma possiamo ancora correggere molti tiri e salvare molte realtà. Autore dott.ssa Daniela Bellomi

  • Ragazza aggredita a Bari nei bagni del parco Rossani. "Nessuno mi ha aiutato"

    Ha denunciato di essere stata colpita da una decina di persone tra cui due minori Una ragazza di 26 anni ha denunciato di essere stata aggredita nel pomeriggio del 23 luglio nei bagni pubblici del parco Rossani a Bari: dieci persone, tra le quali due minorenni, l'avrebbero colpita, strattonata e presa a calci. La ragazza, soccorsa dal personale del 118 e trasportata al Policlinico di Bari, ha riportato traumi nasale e oculare. La polizia locale ha ascoltato alcuni testimoni dell'aggressione. “Volevo utilizzare il bagno pubblico ma sono stata accerchiata, gettata a terra e presa a calci - ha denunciato la giovane sui social - i soccorsi li ho chiamati io con una platea di gente che guardava mentre prendevo i calci in faccia da adulti e ragazzini. Sembra così lontano l'odio, sembra così lontana la violenza, invece l'odio è reale, sono reali le notizie che vediamo nel tg”. Ragazza aggredita a Bari nei bagni del parco Rossani. "Nessuno mi ha aiutato"

  • Firenze: poliziotto libero dal servizio salva un anziano da un incendio in abitazione.

    Nei giorni scorsi, un poliziotto, nel raggiungere gli Uffici di via Zara per il suo turno di servizio, ha salvato un signore di 75 anni. L’Ispettore della Polizia di Stato, in servizio presso la Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo di Firenze, si stava recando in ufficio quando, percorrendo via Boccherini, ha notato la dipendente di una farmacia della zona parlare in modo concitato con un anziano affacciato ad una finestra del secondo piano di un palazzo e un’ulteriore finestra con una copiosa fuoriuscita di fumo. L 'anziano è apparso particolarmente confuso, quasi assente. Il poliziotto ha immediatamente chiesto alle persone presenti di chiamare il numero unico di emergenza 112 e, nel frattempo, è entrato, senza esitazione, nello stabile, raggiungendo l’abitazione interessata e il 75enne in difficoltà. Dopo aver richiamato varie volte la sua attenzione, bussando ripetutamente alla sua porta e tentando di sfondarla con una spallata, è riuscito ad accedere all'interno, constatando l'abitazione completamente invasa dal fumo che fuoriusciva da una camera da letto. L’Ispettore della Polizia di Stato ha così soccorso l’uomo provvedendo a farlo uscire celermente dall'abitazione e accompagnandolo all'esterno dello stabile, dove poi è giunta un’ambulanza per prestare le cure del caso e i Vigili del Fuoco per domare le fiamme. Firenze: poliziotto libero dal servizio salva un anziano da un incendio in abitazione. - Questura di Firenze | Polizia di Stato

  • Il 1° reggimento artiglieria da montagna alla “Casalps 26”

    L’ esercitazione multinazionale condotta sulle Alpi francesi ha riunito i militari di otto nazioni. Un nucleo specializzato nel controllo e nel coordinamento del supporto aereo ravvicinato (Tactical Air Control Party - TACP) del 1° Reggimento Artiglieria da Montagna della Brigata Alpina "Taurinense" ha partecipato all'esercitazione multinazionale "Casalps 26", che ha riunito militari di otto nazioni a Valloire, sulle Alpi francesi, per rafforzare l'integrazione tra forze terrestri, assetti aerei e sistemi a pilotaggio remoto. All'attività addestrativa, organizzata dal 93° Reggimento Artiglieria da Montagna francese, hanno preso parte militari provenienti da Italia, Francia, Spagna, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svezia e Finlandia, impegnati in attività congiunte per l'integrazione delle procedure operative. Nel corso delle due settimane, i partecipanti hanno operato in uno scenario complesso, in cui il supporto aereo ravvicinato (Close Air Support - CAS) è stato integrato con la manovra delle unità alpine, il fuoco di artiglieria simulato e l'impiego di sistemi a pilotaggio remoto. L'esercitazione ha previsto anche l'impiego di sistemi aerei senza equipaggio (Unmanned Aircraft System - UAS), utilizzati per attività di osservazione, sorveglianza e acquisizione degli obiettivi. L'integrazione con gli assetti terrestri e aerei ha consentito ai partecipanti di addestrarsi nelle procedure di condivisione delle informazioni e di coordinamento tra le diverse componenti operative. Le attività di coordinamento tra forze terrestri e velivoli hanno coinvolto aerei Mirage 2000D e Rafale dell'Aeronautica francese e sono state condotte secondo procedure NATO. Il personale abilitato al controllo terminale degli attacchi aerei (Joint Terminal Attack Controller - JTAC) e gli operatori dei nuclei per il controllo e il coordinamento del supporto aereo ravvicinato (Tactical Air Control Party - TACP) delle diverse nazioni hanno confrontato procedure, metodologie e modalità operative durante le attività addestrative. L'esercitazione si è conclusa con un'attività tattica continuativa di circa 72 ore, durante la quale i team multinazionali hanno operato a supporto delle unità di fanteria alpina francese in uno scenario a partiti contrapposti, consentendo al Team TACP del 1° Reggimento Artiglieria da Montagna di confrontare le proprie procedure operative con quelle delle altre nazioni partecipanti. Il 1° reggimento artiglieria da montagna alla “Casalps 26”

  • FORMAZIONE SAFETY ORION (ROMA)

    Corsi di formazione professionale nell'ambito Safety Ente di Formazione: Orion Security & Safety Responsabile: Security Manager Danilo Bellardini Modalità: Formazione in Presenza Rilascio: Attestati di Certificazione Professionale Sede: Roma Contatti e Iscrizione: squadformazione@gmail.com whatsapp 3885845872 Scontistica: per i soci SQUAD tutti i corsi dal seguente listino hanno uno sconto di €15 ORION SECURITY & SAFETY Sicurezza, Formazione e Consulenza Professionale ORION SECURITY & SAFETY, di Bellardini Danilo, è una realtà specializzata nella consulenza, progettazione e gestione della sicurezza, nata con l'obiettivo di offrire soluzioni complete e personalizzate a privati, aziende, enti pubblici e organizzazioni operanti in qualsiasi settore. Grazie a competenze tecniche, esperienza operativa e un approccio orientato alla prevenzione, ORION SECURITY & SAFETY rappresenta un partner affidabile per la tutela delle persone, dei beni e delle infrastrutture. Area Security Operiamo nel settore della Security offrendo servizi di consulenza e pianificazione per: - Analisi e valutazione dei rischi per aziende e organizzazioni. - Consulenza per la sicurezza di enti pubblici e privati. - Protezione di infrastrutture strategiche e siti sensibili. - Soluzioni per la sicurezza della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). - Studio e progettazione di misure per la protezione di abitazioni, condomini, locali commerciali, uffici, magazzini e strutture industriali. - Pianificazione delle procedure di sicurezza e gestione delle emergenze. Area Safety Nel settore della Safety supportiamo le aziende nell'adempimento degli obblighi normativi previsti dal D.Lgs. 81/2008, attraverso servizi altamente qualificati, tra cui: - Redazione e aggiornamento di Piani di Emergenza. - Elaborazione di Piani di Evacuazione. - Organizzazione e gestione del servizio antincendio. - Coordinamento delle emergenze. - Consulenza per la sicurezza nei luoghi di lavoro. - Supporto nell'implementazione delle procedure di prevenzione e protezione. Formazione ORION SECURITY & SAFETY eroga percorsi formativi rivolti ad aziende, lavoratori ed enti, tra cui: - Corsi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08. - Formazione generale e specifica per i lavoratori. - Corsi per rischi specifici. - Corsi di Primo Soccorso Aziendale. - Formazione antincendio. - Aggiornamenti periodici obbligatori. - Percorsi formativi personalizzati in base alle esigenze del cliente. Dove operiamo La nostra sede operativa di riferimento è Roma, ma siamo in grado di fornire consulenze, servizi e attività formative su tutto il territorio nazionale, garantendo professionalità, tempestività e un elevato standard qualitativo. La nostra mission La sicurezza non è soltanto un obbligo normativo, ma un valore fondamentale. Per questo ORION SECURITY & SAFETY affianca ogni cliente con competenza, affidabilità e soluzioni concrete, contribuendo a creare ambienti di lavoro e di vita più sicuri, efficienti e conformi alla normativa vigente. ORION SECURITY & SAFETY Professionalità, competenza e sicurezza al servizio delle persone e delle organizzazioni.

  • Intervista alla dott.ssa Diletta FILENI ( Analista Geopolitica e Finanza) Autrice di: “Capitalismo Finanziarizzato” (dott. Dario Procida)

    “Capitalismo Finanziarizzato” libro scritto dalla dott.ssa Diletta Fileni ( Analista Geopolitica e Finanza) Karl Marx e molti dei suoi riformatori contemporanei, meno radicali vedevano il ruolo storico del capitalismo industriale come quello di spazzare via l'eredità del feudalesimo: i proprietari terrieri, i banchieri e i monopolisti estraevano rendita economica senza produrre valore reale. Tuttavia, quel movimento di riforma fallì. Oggi, il settore finanziario, assicurativo e immobiliare (FIRE) ha ripreso il controllo dei governi, creando economie neo-rentier. Lo scopo di questo capitalismo finanziario postindustriale è l'opposto del capitalismo industriale come noto agli economisti del diciannovesimo secolo: cerca la ricchezza principalmente attraverso l'estrazione della rendita economica, non la formazione del capitale industriale. Il lavoro è sempre più sfruttato dal debito bancario, debito degli studenti e debito della carta di credito mentre i prezzi delle case sono gonfiati a credito, lasciando meno reddito da spendere in beni e servizi poiché le economie soffrono di deflazione del debito. Negli ultimi trent'anni il capitale ha fatto astrazione verso l'alto, dalla produzione alla finanza; la sua sfera di operazioni si è espansa verso l'esterno, in ogni angolo e fessura del globo; la velocità del suo movimento è aumentata, fino a millisecondi; e il suo controllo si è esteso fino a includere "tutto". Ora viviamo nell'era del capitalismo finanziario globale. Il presidente dott. Dario Procida ha così intervistato l'autrice dott.ssa Diletta Fileni chiedendo: dott. Dario Procida: Dott.ssa Diletta Fileni in primis la ringraziamo per aver accettato il nostro invito a questa intervista, le chiediamo poi se è corretto dire che nasce come giornalista e saggista, e che nel corso degli anni i suoi interessi si sono focalizzati in ambito geopolitico. Cos’altro vorrebbe condividere di sè, della sua visione e del suo approccio professionale? dott.ssa Diletta Fileni: "Innanzitutto vi ringrazio per l'invito. Più che definirmi semplicemente giornalista e saggista, mi piace pensare al mio percorso come a un'evoluzione continua, costruita mettendo insieme studio, esperienza e curiosità intellettuale. Provengo da una solida formazione economico-giuridica. Successivamente, il lavoro nelle redazioni e la collaborazione con diverse testate giornalistiche hanno trasformato queste basi teoriche in un approccio concreto, fondato sull'analisi, sulla verifica delle fonti e sulla capacità di contestualizzare le notizie. Parallelamente, un percorso di approfondimento in ambito internazionale mi ha fornito gli strumenti per interpretare i fenomeni complessi con metodo e spirito critico. Con il tempo i miei interessi si sono orientati sempre più verso la geopolitica, la finanza e gli aspetti geoeconomici, nella convinzione che oggi gli equilibri internazionali non possano essere compresi senza analizzare anche le dinamiche economiche, finanziarie e strategiche che li influenzano. È proprio da questa visione interdisciplinare che è nata anche la mia attività di saggista e, con essa, l'esigenza di andare oltre la cronaca, approfondire le cause dei grandi cambiamenti globali e offrire una lettura più ampia delle loro conseguenze. La mia visione professionale parte da un principio semplice, l'informazione non dovrebbe limitarsi a raccontare ciò che accade, ma aiutare le persone a comprenderne il significato. Per questo cerco sempre di coniugare rigore analitico, chiarezza espositiva e indipendenza di giudizio, rendendo accessibili anche temi complessi senza rinunciare alla profondità dell'analisi". dott. Dario Procida: Nel 2023 ha pubblicato il suo libro: “Come il capitalismo finanziarizzato ha minato, corrotto e sopraffatto i governi democratici” cosa ha ispirato l’idea di questo titolo è qual è lo scopo di questo libro? dott.ssa Diletta Fileni: "L'idea del libro nasce dall'esigenza di analizzare un fenomeno che, negli ultimi decenni, ha trasformato profondamente gli equilibri economici e politici, in particolare la crescente influenza della finanza sull'economia reale e, più in generale, sui processi decisionali degli Stati. Ho scelto un titolo volutamente provocatorio per stimolare una riflessione critica sul rapporto tra potere economico, mercati finanziari e democrazia. L'obiettivo non è sostenere una tesi ideologica, bensì offrire al lettore strumenti di analisi per comprendere come la finanziarizzazione dell'economia abbia progressivamente ridotto i margini di autonomia dei governi, influenzando in molti casi le decisioni di politica economica. Con questo libro desidero accompagnare il lettore oltre la semplice cronaca, ricostruendo le dinamiche che hanno contribuito a definire l'attuale assetto del sistema economico globale. Comprendere questi meccanismi è, a mio avviso, indispensabile per interpretare con maggiore consapevolezza le sfide del presente e del futuro". dott. Dario Procida: Nel suo libro analizza come i mercati finanziari abbiano gradualmente condizionato le agende politiche. In che modo il capitalismo finanziarizzato è riuscito a svuotare dall'interno la sovranità popolare senza bisogno di modificare formalmente le costituzioni democratiche?" dott.ssa Diletta Fileni: "Il capitalismo finanziarizzato non ha sostituito le istituzioni democratiche né modificato formalmente le costituzioni. Il cambiamento è avvenuto in modo più sottile, attraverso un progressivo spostamento del potere decisionale verso attori finanziari globali e mercati sempre più interconnessi. In questo contesto, i governi si sono trovati spesso a dover orientare le proprie politiche tenendo conto delle aspettative dei mercati, delle agenzie di rating e dei grandi investitori internazionali. Ciò ha inevitabilmente ridotto i margini di autonomia nella definizione delle politiche economiche, soprattutto in un mondo caratterizzato da un'elevata mobilità dei capitali. Quando le decisioni politiche vengono influenzate principalmente dall'esigenza di rassicurare i mercati o mantenere la fiducia degli investitori, il rischio è che la volontà espressa dai cittadini attraverso il voto perda parte della propria capacità di incidere concretamente sulle scelte di governo. È proprio questa la riflessione che propongo nel libro, non una crisi della democrazia sul piano formale, ma una trasformazione dei rapporti di forza che può limitarne, nella pratica, l'effettiva capacità decisionale. Il mio intento non è sostenere che la finanza sia un elemento negativo in sé. I mercati svolgono una funzione essenziale nell'economia. Il punto è interrogarsi su quale debba essere il giusto equilibrio tra il ruolo della finanza, quello della politica e la tutela dell'interesse pubblico, affinché le decisioni democratiche possano continuare a rappresentare realmente la volontà dei cittadini". dott. Dario Procida: La finanziarizzazione dell'economia ha spesso spostato la ricchezza dal lavoro al capitale. In che misura questa crescente disuguaglianza ha logorato la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche, aprendo la strada a populismi e autoritarismi? dott.ssa Diletta Fileni: "La crescente finanziarizzazione dell'economia ha contribuito ad ampliare il divario tra i rendimenti del capitale e quelli del lavoro, alimentando disuguaglianze economiche e sociali che, in molti Paesi, hanno inciso anche sulla fiducia nelle istituzioni. Quando una parte della popolazione percepisce che la crescita economica non si traduce in un miglioramento delle proprie condizioni di vita, oppure ritiene che le opportunità siano distribuite in modo sempre meno equo, può maturare un senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni democratiche e della loro capacità di rappresentare l'interesse generale. In questo contesto trovano spesso spazio movimenti populisti e, in alcuni casi, derive più autoritarie, che si presentano come risposta a un diffuso sentimento di insoddisfazione. Naturalmente sarebbe riduttivo attribuire questi fenomeni esclusivamente alla finanziarizzazione dell'economia. Entrano in gioco anche altri fattori, come la globalizzazione, le trasformazioni del mercato del lavoro, le crisi economiche, i flussi migratori e l'impatto delle nuove tecnologie. Nel mio saggio sostengo che la questione centrale sia ristabilire un equilibrio tra efficienza economica, giustizia sociale e partecipazione democratica. Una democrazia solida non può prescindere da un'economia che favorisca crescita, opportunità e una distribuzione più equilibrata dei benefici dello sviluppo, perché solo così è possibile rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni". dott. Dario Procida: Di fronte a un sistema finanziario che sembra aver sopraffatto la politica, da dove può ripartire la democrazia per riprendere il controllo? Quali sono le leve concrete legislative o di mobilitazione cittadina per invertire questa rotta?" dott.ssa Diletta Fileni: "Credo che la democrazia possa recuperare centralità solo tornando a esercitare pienamente la propria funzione di indirizzo politico. Non si tratta di contrapporre politica e mercati, ma di ristabilire un equilibrio nel quale la finanza torni a essere uno strumento al servizio dell'economia reale e non un fine in sé. Le leve concrete sono diverse. Innanzitutto, una regolamentazione dei mercati finanziari capace di ridurre gli eccessi speculativi e aumentare la trasparenza. In secondo luogo, politiche economiche orientate agli investimenti produttivi, all'innovazione, alla ricerca e alla valorizzazione del lavoro, affinché la crescita generi benefici diffusi e non si concentri esclusivamente nella rendita finanziaria. Un altro elemento fondamentale è rafforzare la cooperazione internazionale. I mercati operano su scala globale e molte sfide non possono essere affrontate efficacemente da un singolo Stato. Per questo è necessario promuovere regole condivise che rendano il sistema più stabile, equo e sostenibile. Infine, credo sia indispensabile investire nella cultura economica e finanziaria dei cittadini. Una democrazia è tanto più forte quanto più i suoi cittadini comprendono i meccanismi che influenzano le decisioni pubbliche. Solo una partecipazione consapevole può contribuire a costruire istituzioni più solide, responsabili e realmente orientate all'interesse collettivo". dott. Dario Procida: Che ruolo hanno avuto le grandi crisi finanziarie, come quella del 2008, nel rafforzare il potere della finanza rispetto alla politica? dott.ssa Diletta Fileni: "La crisi finanziaria del 2008 ha rappresentato uno spartiacque. Ha mostrato con estrema chiarezza quanto il sistema finanziario fosse diventato centrale e quanto le sue fragilità potessero avere ripercussioni sull'intera economia mondiale. Molti governi sono stati costretti a intervenire per evitare il collasso del sistema bancario e, da quel momento, il rapporto tra politica e mercati è diventato ancora più complesso. In molti casi, le priorità si sono concentrate sulla stabilità finanziaria e sul ripristino della fiducia degli investitori, spesso a scapito di altre esigenze economiche e sociali. Nel libro non sostengo che la crisi abbia creato questo fenomeno, ma che lo abbia reso evidente e, per certi aspetti, accelerato. La finanziarizzazione era un processo già in atto da tempo; il 2008 ne ha semplicemente messo in luce le conseguenze, mostrando quanto le decisioni dei governi fossero ormai strettamente legate alle dinamiche dei mercati finanziari. Credo che quella crisi abbia lasciato un insegnamento importante: un sistema economico può essere davvero stabile solo se esiste un equilibrio tra finanza, economia reale e capacità della politica di perseguire l'interesse pubblico. Quando questo equilibrio si rompe, aumentano non solo i rischi economici, ma anche quelli sociali e democratici". dott. Dario Procida: A distanza di alcuni anni dalla pubblicazione, ritiene che le sue analisi siano state confermate dagli eventi più recenti? dott.ssa Diletta Fileni: "Ritengo che molti degli sviluppi degli ultimi anni abbiano confermato le riflessioni contenute nel libro. Gli eventi recenti, dalle tensioni geopolitiche alle crisi energetiche, fino all'aumento del debito pubblico e alla crescente centralità dei mercati finanziari nelle decisioni economiche, hanno mostrato quanto economia, finanza e politica siano ormai profondamente interconnesse. Naturalmente il contesto evolve continuamente e ogni fase storica presenta caratteristiche proprie. Tuttavia, la questione centrale che ponevo nel libro rimane, a mio avviso, estremamente attuale, ovvero, come garantire che la politica conservi la capacità di orientare le scelte strategiche nell'interesse collettivo, senza essere eccessivamente condizionata da logiche esclusivamente finanziarie. Più che offrire risposte definitive, il mio obiettivo era aprire una riflessione su un tema che considero cruciale per il futuro delle democrazie. Se il libro continua a suscitare dibattito e a stimolare domande su questi temi, credo che abbia raggiunto il suo scopo più importante". dott. Dario Procida: Guardando al futuro, è ottimista sulla capacità delle democrazie di recuperare il primato della politica oppure ritiene che il processo di finanziarizzazione sia ormai irreversibile? dott.ssa Diletta Fileni: "Le istituzioni sovranazionali hanno svolto un ruolo complesso e non possono essere valutate in modo univoco. Organismi come l'Unione europea o il Fondo Monetario Internazionale sono nati con l'obiettivo di favorire la stabilità economica e la cooperazione tra gli Stati. Tuttavia, in alcune circostanze, le regole e i vincoli da essi previsti hanno ridotto i margini di manovra dei governi nazionali, soprattutto durante le crisi economiche e finanziarie. Nel libro non sostengo che queste istituzioni siano la causa della perdita di sovranità democratica, ma che abbiano operato all'interno di un sistema economico sempre più globalizzato e finanziarizzato, nel quale le decisioni nazionali sono inevitabilmente influenzate da dinamiche internazionali. Credo che la vera sfida non sia mettere in discussione l'esistenza delle istituzioni sovranazionali, bensì rafforzarne la legittimazione democratica, la trasparenza e la capacità di perseguire non solo la stabilità finanziaria, ma anche lo sviluppo economico, la coesione sociale e l'interesse dei cittadini. In un'economia globale, la cooperazione internazionale è indispensabile; ciò che conta è trovare un equilibrio tra governance sovranazionale e responsabilità democratica". Ringraziamo la dott.ssa Diletta Fileni redattrice per il Corriere di Puglia e Lucania nonchè Web Content Editor, specializzata nella gestione strategica della comunicazione aziendale. Blogger per caso, scrittrice per passione. Scrivo saggi ed editoriali. Acquista ora il link cliccando sulla copertina!

  • Cosenza, 25enne si lancia dal balcone durante perquisizione dei carabinieri e muore, la madre: "Si sentiva tormentato"

    Un ragazzo di 25 anni, Mohamed Amin Bessioud, è morto tragicamente oggi a Cosenza dopo essersi lanciato dal balcone di casa durante una perquisizione dei Carabinieri. La tragedia si è consumata nel pomeriggio di giovedì dopo che i militari erano arrivati nell'abitazione del giovane al terzo piano di uno stabile nella città calabrese. "Era spaventato, si sentiva tormentato, non sono riuscita a salvarlo" ha dichiarato la madre del giovane, una donna di origine tunisina ma residente da anni in Italia dove il figlio era nato e cresciuto. Fonti delle forze dell'ordine spiegano che il ragazzo si trovava agli arresti domiciliari per una questione di droga e che i militari erano intervenuti per un controllo sul rispetto dell'obbligo di custodia cautelare. Durante la perquisizione avrebbero rinvenuto nella casa 100 grammi di hashish e avevano ammanettato il 25enne. A quel punto però si è consumata la tragedia: il ragazzo avrebbe spintonato un militare lanciandosi dal balcone. Inutili per lui l'intervento del 118 e poi il trasporto immediato in ospedale dove purtroppo è deceduto poco dopo. Sulla dinamica esatta dell'accaduto la procura di Cosenza comunque ha deciso di aprire un fascicolo di indagine per accertare i fatti. "Mio figlio soffriva di depressione ed era spaventato dai controlli, si sentiva tormentato da uno dei militari. Ho aperto la porta della stanza e l'ho visto lanciarsi dal balcone: non sono riuscita a salvarlo" è la testimonianza della madre che ha spiegato di voler sporgere denuncia sostenendo che i carabinieri hanno chiuso la porta della stanza impedendogli di entrare. "Ho sentito la pressione che gli stavano facendo e ho aperto la porta. Lui si è lanciato in quel momento" ha raccontato la donna, aggiungendo: "Poi mi hanno tenuta fermata in casa fino all'arrivo dei soccorsi, non permettendomi di avvicinarmi neanche quando è giunta l'ambulanza". "Io non perdono a quello che ha fatto arrivare mio figlio a morire, ad ammazzarsi. Perché mio figlio è depresso. Ho chiesto sempre aiuto per il ricovero, ma nessuno ha sentito e nessuno è intervenuto. Lo dicevo anche a chi veniva, di fare il loro il lavoro ma di fare piano. È un ragazzo ed è depresso. Io non lo perdono per il resto della vita" è lo sfogo della donna. "Il ragazzo ha avuto una crisi di panico ed era molto agitato e la madre aveva chiesto ai carabinieri se lo potevano calmare perché lui aveva già tentato un gesto estremo tagliandosi il braccio a marzo" ha spiegato invece l’avvocato della famiglia rivelando che per il 25enne "Era stato disposto un percorso al Centro di salute mentale autorizzato sia dal giudice monocratico che dal magistrato di sorveglianza, percorso che stava seguendo". Cosenza, 25enne si lancia dal balcone durante perquisizione dei carabinieri e muore, la madre: "Si sentiva tormentato"

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