Investigatori Privati nel Mondo. Un viaggio tra professione, regolamentazione e curiosità internazionali. (di Riccardo Mambrini)
- squadsmpd

- 20 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min

La professione di investigatore privato nasce ufficialmente nella seconda metà dell’Ottocento, con la fondazione della prima agenzia di investigazione privata da parte di Allan Pinkerton negli Stati Uniti, non tutti sanno però che in realtà, in Francia nel 1833, Francois Vidocq, fonda il “Bureau de renseignement”, agenzia che si occupava principalmente di informazioni commerciali e sorveglianza sui commercianti; dopo Vidocq e Pinkerton, la professione dell’investigatore privato si è diffusa a livello globale, assumendo caratteristiche peculiari a seconda dei contesti culturali e delle normative locali.
Possiamo certamente affermare che, ovunque si trovino ad operare nel mondo gli investigatori privati hanno molti punti in comune, tra cui la tipologia di attività svolte, per citarne alcune:
Indagini su infedeltà coniugali,
Rintraccio di persone scomparse,
Indagini aziendali su frodi o assenteismo,
Raccolta di prove per procedimenti giudiziari,
Bonifiche ambientali e digitali per rilevare microspie,
Verifiche patrimoniali e recupero crediti,
le tecniche di raccolta delle informazioni come le registrazioni, l’acquisizione di materiale foto/video od i colloqui, e soprattutto il fatto di lavorare su commissione per un cliente privato, sia esso un avvocato, un’azienda o un privato cittadino.
Cosa c’è di diverso allora tra un investigatore privato in Italia ed un investigatore privato in Brasile?
Ad esempio, le certificazioni e le qualifiche saranno diverse, le modalità di rilascio della licenza, i poteri di cui sono investiti, il rispetto della privacy, e il loro ruolo all’interno della società.
Vediamo brevemente alcune differenze nei vari continenti.
Partiamo nel dire che esistono paesi nel mondo dove questa figura assolutamente non esiste e tutti i poteri di indagine, sia penale che civile sono demandati esclusivamente alle forze di polizia, alcuni di questi paesi come il Tagikistan e l’Uzbekistan, o comunque tutti quei paesi in cui vige un regime autoritario e/o dittatoriale, non prevedono ne regolamentato la figura dell’investigatore privato, in altri casi, data la scarsità di informazioni pervenute, non ci è dato sapere se queste figure esistano e come sono eventualmente regolamentate, basti pensare alla Corea del Nord, paese del quale sappiamo poco o nulla; esistono altre realtà, prevalentemente in Asia e in Medio Oriente, dove esistono delle figure parallele all’investigatore privato, quelli che chiameremmo in gergo “informer”, e cioè degli informatori, figure che sì, compiono atti di indagine, ma lo fanno con l’intento di controllo sulla popolazione, potremmo definirle quasi come spie che agiscono dietro richiesta del governo o delle forze di polizia, anche questi sono paesi nei quali, la libertà di pensiero, di informazione o di parola è limitata, insomma tutti quei paesi non democratici, per citarne alcuni, l’Afghanistan, la Siria, l’Iran, la Cina.
All’opposto dei paesi sopracitati possiamo notare che, nella maggioranza dei paesi realmente democratici, nella maggioranza dei paesi occidentali, la figura dell’investigatore privato è regolamentata, normata, legale; in tutti questi paesi le differenze si rilevano praticamente solo a livello operativo, in alcuni paesi gli investigatori privati hanno più ampi poteri o possono accedere a banche dati più riservate; a livello geografico, in Europa, vi è l’eccezione della Bielorussia, la quale similarmente ai paesi del Medioriente, non prevede la figura dell’investigatore privato.
Ancora geograficamente in Europa, più precisamente nel Regno Unito, curioso è il caso del SIA (Security Industry Authority), essendo un ente pubblico non dipartimentale (esclusivo del Regno Unito), addetto alla gestione dei fondi pubblici, a causa della mancanza di quest’ultimi, non è più in grado, ormai da alcuni anni, di erogare nuove licenze, e non esistendo altri organi addetti a questa funzione, chi volesse fare l’investigatore privato aprendo una nuova agenzia, è impossibilitato a farlo.
Negli Stati Uniti la professione è regolamentata a livello statale; ogni stato ha i propri requisiti per ottenere la licenza, in linea generale, similarmente all’Italia questa viene rilasciata dietro specifici requisiti come, un valido titolo di studio, la stipula di una polizza assicurativa a tutela dell’agenzia, la differenza consiste nell’organo che rilascia la licenza, in Italia è la Prefettura, negli USA sono le autorità locali di ciascuno stato; i poteri investigativi sono simili a quelli Italiani, consentite registrazioni, colloqui, acquisizione materiale audio/video, la privacy deve sempre essere rispettata, e come in Italia, c’è il divieto di effettuare intercettazioni oppure condurre interrogatori, in alcuni stati però l’accesso ad alcune banche dati federali è consentito.
In Europa la maggioranza dei paesi è allineata ai requisiti italiani In Francia, gli investigatori privati devono essere titolari di un’autorizzazione rilasciata dal CNAPS (Conseil National des Activités Privées de Sécurité) e seguire percorsi formativi specifici. L’attività è regolamentata per garantire il rispetto dei diritti dei cittadini così come in Spagna, Austria, etc., una piccola parentesi va aperta per la Germania, la quale consente l’attività di investigazione privata in forma libera, un'altra importante differenza la troviamo nel rispetto della privacy, in Germania la legge non tratta direttamente il rapporto tra investigatore privato e privacy, ma tramite un regolamento nazionale
consente all’investigatore di reperire informazioni personali dietro un “interesse legittimo”.
In Sudamerica esistono agenzie investigative regolamentate in maniera differente a seconda dello
stato in cui operano, in Brasile, ad esempio non è sempre richiesta la laurea per esercitare e oltre ai
classici poteri dell’investigatore, emerge curiosamente il potere di recupero della refurtiva, esatto, l’investigatore che indaga su un furto ai danni di un privato può recuperare l’oggetto del furto e restituirlo al legittimo proprietario.
Sulla bilancia pesano molto di più le affinità rispetto alle differenze tra investigatori privati,
soprattutto in Europa e nei paesi occidentali, nonostante ciò sarebbe utile e doveroso secondo il mio punto di vista avere una omogeneità normativa quantomeno all’interno dell’Unione Europea, il cybercrime è in forte crescita e le indagini possono sempre più spostarsi su panoramica Europea ed internazionale, una normativa chiara ed uguale per tutti porterebbe sicuramente maggiore chiarezza tra i professionisti e garantirebbe al cliente una maggiore qualità dei servizi.
La figura dell’investigatore privato si è formata ed evoluta nel tempo, oggi più che mai è necessaria una adeguata cultura e formazione anche in campo internazionale, ciò permetterebbe di vedere questo professionista sotto una luce diversa, abbandonando la vecchia idea di personaggio “fumoso” alla quale creazione hanno contribuito i mass media con film e serie tv, dando un’immagine distorta di quello che in realtà è l’investigatore privato.
Essere investigatore privato oggi significa muoversi tra regole diverse, sfide tecnologiche e
crescenti aspettative da parte dei clienti. Che si tratti di indagare su un tradimento, di risolvere un caso aziendale o di contribuire a una causa giudiziaria, l’investigatore privato resta una figura chiave per la tutela dei diritti e la ricerca della verità.
Fonte: Investigatore Privato dott. Mambrini Riccardo













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