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543 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Degrado lungo la scala dei Giganti: scendono in campo anche le guardie giurate

    Il servizio di prevenzione mancava nell’area dal dicembre 2024 ed è attivo in nove punti della città di Trieste. Il servizio sarà a supporto e non sostituisce quello delle forze dell’ordine, fungendo da deterrente e da monitoraggio iparte il servizio delle guardie giurate lungo scala dei Giganti , a Trieste. Un’attività di “vigilanza ausiliaria” che su quei 252 scalini mancava dal dicembre del 2024. Le recenti segnalazioni, anche dei residenti, che lamentano soprattutto sporcizia, abbandono di rifiuti, temendo inoltre che con la bella stagione quello riprenda ad essere ritrovo di gruppi di giovani molesti, ha fatto scattare da parte del Comune la reintroduzione della misura. Che, va subito chiarito, opera a supporto e non sostituisce quella delle forze dell’ordine , fungendo da deterrente e da monitoraggio. La squadra di guardie giurate sarà operativa prevalentemente nel tardo pomeriggio . Di giorno in giorno gli orari si affineranno, a seconda delle evidenze. La presenza di quelle figure, garantita da un finanziamento regionale, in passato era stata molto apprezzata da chi vive o lavora nei pressi di quel passaggio che da piazza Goldoni accompagna verso il parco della Rimembranza e San Giusto. La scorsa settimana l’ assessore alle Politiche sulla sicurezza, Caterina de Gavando, aveva raccolto anche di persona le criticità rilevate dai residenti, incontrando alcuni di loro. E nella successiva riunione proprio con l’azienda che ha in appalto quel servizio ausiliario (de Gavardo era affiancata dal vice comandante della Polizia locale, Paolo Jerman, e dal vice commissario Stefano Lapel , che organizza quell’attività) ha definito di inserire nuovamente scala dei Giganti tra i punti da sottoporre a quel tipo di controllo. Che per ora sarà operativo fino al 30 aprile e poi, valutazioni alla mano, potrà essere prorogato. Nella riunione è stata così aggiornata la mappa dei punti della città dove è attiva ogni giorno la “vigilanza ausiliaria” . Con una presenza in termini di orari che viene definita in base alle peculiarità dell’area da monitorare, ai fenomeni da contrastare o prevenire. Attualmente quell’attività con quattro guardie giurate è presente vicino alla stazione ferroviaria (piazza Libertà, via Flavio Gioia e largo Santos), in via Bonomo, nel giardino de Tommasini, in villa Engelmann, villa Revoltella, sulle Rive, in rotonda del Boschetto e in piazza Volontari Giuliani. Quelle guardie giurate «sono sentinelle sul territorio, la loro è un’attività che funge da deterrente, sono in costante contatto con la sala operativa della Polizia locale in caso serva un intervento», precisa de Gavardo. Che spiega che oltre alle emergenze, quegli operatori «stilano dei report che poi vengono sottoposti ai diversi uffici della Polizia locale, così da consentire interventi mirati, andando anche ad affinare l’attività». Scala dei Giganti è uno dei punti finito più volte al centro di casi di cronaca. Dal primo all’ultimo scalino è ripresa da un fitto sistema di video sorveglianza. È un punto insidioso da controllare, perché la scalinata è lunga e non riesce ad essere perlustrata dalle forze di polizia durante i passaggi con volanti o gazzelle: il controllo va fatto a piedi. Più o meno quello che, sebbene con caratteristiche diverse, viene fatto anche nel giardino pubblico de Tommasini , dove il servizio delle guardie giurate è spalmato su tutta la giornata per la costante presenza di cittadini. «Lì, negli ultimi mesi – indica de Gavardo – c’è stato anche un monitoraggio sui bagni pubblici, dove in passato erano stati segnalati dei problemi, che in questo momento comunque non vengono riscontrati». Sulle Rive , invece, gli occhi sono puntati sui parcheggiatori abusivi, mentre in via Bonomo sui balordi che da anni minano la serenità di quell’angolo della città. Tornando a scala dei Giganti, visto che sono comparsi nuovi graffiti, nuove scritte e scarabocchi sulle pietre, «chiederò – conclude l’assessore – un controllo specifico del Nis della Polizia locale, anche nell’area del parco della Rimembranza». fonte: Degrado lungo la scala dei Giganti: scendono in campo anche le guardie giurate | Il Piccolo

  • Nascondersi e trasmettere la posizione, il vademecum per i piloti

    La procedura di sopravvivenza dell'esercito Usa, un kit nel sedile eiettabile Ipiloti militari statunitensi sono addestrati secondo i principi di Sopravvivenza, Evasione, Resistenza e Fuga (Sere, l'acronimo in inglese), nel caso i loro caccia dovessero essere abbattuti in territorio ostile. Il primo passo è eiettarsi in sicurezza dall'aereo tramite il paracadute, spiega al Nyt l'ex comandante del Comando Centrale Usa, ammiraglio William J. Fallon. Una volta a terra, i piloti devono trovare un luogo sicuro per evitare di essere catturati e devono utilizzare le radio in dotazione per comunicare la propria posizione alle forze statunitensi, che faranno il possibile per soccorrerli. Hanno a disposizione un kit di sopravvivenza (Ejection Seat & Vest) integrato con il sedile eiettabile: ogni pilota di F-15E dispone di una dotazione suddivisa tra il sedile e la tuta di volo, riportano i siti di difesa specializzati. L'attrezzatura comprende mezzi di comunicazione, fondamentali per il contatto con i team di recupero, tramite canali criptati in grado di trasmettere l'esatta posizione Gps. L'equipaggiamento prevede poi specchietti di segnalazione, torce stroboscopiche per la notte e fumogeni/razzi per il giorno. I piloti utilizzano radio sofisticate per evitare l'intercettazione e la geolocalizzazione da parte del nemico, attraverso un sistema di invio di brevi impulsi criptati contenenti coordinate, Id del pilota e stato della situazione. Il kit comprende anche prodotti e dispositivi per la sopravvivenza fisica: sacche d'acqua potabile, compresse per la purificazione, razioni d'emergenza ad alto contenuto calorico (Mre) progettate per durare diversi giorni. E, ancora, un kit di primo soccorso medico avanzato con lacci emostatici, bende per ferite gravi e farmaci essenziali, oltre a strumenti quali coltello, sega a filo, acciarino e fischietto, sacco a pelo e coperte termiche. I piloti portano inoltre una pistola d'ordinanza con caricatori di riserva per la difesa immediata. Se il pilota viene catturato, deve attenersi agli articoli del Code of Conduct del personale militare Usa: è tenuto a fornire solo nome, grado, numero di matricola e data di nascita; deve evitare di fornire informazioni che possano danneggiare gli Stati Uniti o i propri commilitoni, nonostante interrogatori o pressioni. Secondo le procedure il pilota ha poi l'obbligo morale di cercare di fuggire o di aiutare altri a farlo. In ogni caso non deve accettare favori speciali o fare dichiarazioni scritte o orali sleali verso il proprio Paese. Nascondersi e trasmettere la posizione, il vademecum per i piloti - Notizie - Ansa.it

  • Una “normale” giornata di Guerra... perchè è questo che succede quando il paradigma penetra il sottile tessuto di un conflitto. (dr.ssa Bellomi Daniela)

    Ascoltiamo, leggiamo. Forse Sentiamo. Notizie di una giornata di Guerra: oggi si vocifera  che  gli USA  abbiano un piano per l’Iran e che sia stato svelato da Channel 12. L’emittente  Israeliana, dando la notizia, ha comunicato alcuni dei 15 punti dell’accordo che gli USA avrebbero proposto all’Iran, tra i benefici per Teheran e la revoca delle sanzioni. Resta che, ad oggi, sempre l’Iran ha annunciato il lancio di missili verso Israele, Bahrein, Kuwait e Giordania. Il New York Times riporta che gli Usa hanno inviato all'Iran il piano in 15 punti, sottolineando che lo stesso è stato trasmesso tramite il Pakistan. Non è chiaro quanto sia stato condiviso fra i funzionari Iraniani, né se l'Iran è propenso o meno ad accettarlo come base per i negoziati. Secondo il New York Times non è chiaro neanche se Israele abbia condiviso la proposta. Sempre lo stesso Iran dovrebbe non perseguire – mai - lo sviluppo di armi nucleari. Oltre che smantellare le capacità nucleari esistenti che sono già state accumulate. E sempre secondo Channel 12, Teheran abbandonerà la strategia dei proxy  e cesserà di finanziare e armare le milizie per Procura nella Regione. Lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, sarà una zona marittima libera e nessuno lo bloccherà. Quanto al progetto missilistico, verrà presa una decisione in seguito, ma sarà necessario limitare il numero e la gittata. E l’uso futuro sarà solo a scopo di autodifesa. «Gli Usa puntano ad una tregua di un mese per questo accordo di 15 punti». Una tregua per un accordo rapido e vago in linea di principio, nonostante sia dubbio che Teheran accetti, "sta tenendo svegli la notte i vertici Politici e quelli della Sicurezza Israeliani, per il timore che, a questo punto, gli Iraniani possano effettivamente prevalere, essendo riusciti a fermare il fuoco senza che tutti i punti fossero stati definiti". Gerusalemme teme che gli Stati Uniti spingeranno per un accordo quadro e rimanderanno i dettagli ad un secondo momento. Gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, con il consenso del Presidente Donald Trump, stanno lavorando ad un meccanismo in base al quale verrà dichiarato un “cessate il fuoco” di un mese per la discussione di questi 15 punti, proposto da Washington. Tutto molto simile a quanto accaduto a Gaza e in Libano. Cosa otterrà l’Iran in cambio, secondo questo piano? La rimozione di tutte le sanzioni, l’aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e l’ eliminazione della minaccia dello ‘snapback’, ossia del ripristino automatico delle sanzioni. Tra le varie, Fonti del Golfo hanno riferito al Telegraph che gli Iraniani non intendono sedersi al tavolo con Steve Witkoff e Jared Kushner, accusandoli di “tradimento” a causa degli attacchi militari che hanno colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a Febbraio. JD Vance, il Vicepresidente, rimasto in gran parte in silenzio durante il conflitto, è ora indicato come principale negoziatore in caso di nuovi colloqui a Islamabad in settimana. “Vance è preferito” - ha detto una fonte del Golfo a proposito degli Iraniani. Ed una seconda fonte del Golfo ha affermato che gli Iraniani ritengono che Vance manterrebbe la parola data e che la sua partecipazione è vista come adeguata, per livello istituzionale, a negoziare con Mohammad Bagher Ghalibaf, Presidente del Parlamento Iraniano. Vance è ampiamente considerato uno scettico rispetto alla “Operation Epic Fury” del Presidente Statunitense. Il possibile ruolo del Vicepresidente come Capo di una nuova Squadra negoziale Statunitense, secondo il Telegraph, segnala l’intenzione della Casa Bianca di evitare ulteriori danni economici e ridurre l’escalation , anche se la strategia per porre fine alla guerra resta poco chiara. E al  rumor  di un “cessate il fuoco”, il petrolio ha già dato segno di netto calo con il Brent che è sceso sotto i 100 dollari al barile, mentre il Wti che è calato  del 4,2%. Ma non solo: “Wall Street chiude in calo”.Il Dow Jones perde lo 0,18% a 46.124,06 punti, il Nasdaq cede lo 0,84% a 21.761,90 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,37% a 6.556,37 punti. E Trump perde terreno: il consenso crolla al 36%: l'opinione degli Americani sul Presidente degli Stati Uniti si è deteriorata, in modo significativo, da quando i prezzi della benzina sono schizzati alle stelle dopo il 28 Febbraio 2026. “Il petrolio chiude in netto” ma – anche - “il petrolio chiude in netto rialzo a New York, dove le quotazioni salgono del 4,79% a 92,35 dollari al barile”. E quante scommesse milionarie sulla volatilità del petrolio ! Ma anche “ il crollo del greggio e il boom dei future : indagini su guadagni sospetti dopo le turbolenze politiche tra USA e Iran”. E ancora: “Il gas conclude in ampio calo” nonché il prezzo del gas - in ribasso sul mercato di Amsterdam - di riferimento per l'Europa. Con la Guerra «meno crescita e più inflazione»”. BAK Economics prevede, inoltre, che la Banca Nazionale Svizzera (BNS) mantenga per il momento il tasso guida allo 0,0%. Ma il Giappone non manderà navi in Medio Oriente e lo Stretto di Hormuz sarà impraticabile fino a Maggio. Trattative o trappole ? E il Pakistan si propone come mediatore. Ed è pronto ad ospitare i colloqui di pace. E mentre nelle Filippine si affronta un Emergenza Energetica Nazionale e Trump sembra fare retromarcia grazie agli incontri tra gli intermediari si guarda – anche e soprattutto -  alle condizioni per concludere il conflitto, senza aver compreso ancora “molto” e “molto” di questa Guerra. Swiss ha comunicato “niente voli fino ad ottobre in otto destinazioni MediOrientali”. Misura che vale per l’intero Gruppo Lufthans. E Rubio parteciperà venerdì al G7 in Francia. E se i Paesi del Golfo valutano di unirsi alla lotta contro l’Iran ci si chiede quanto ci costi questa Guerra. E la prima stima del rincaro che finirà per toccare il nostro portafoglio viene ipotizzata. Fra benzina, riscaldamento e non solo. Intanto i Paesi del Golfo valutano di unirsi alla lotta contro l'Iran. Poca chiarezza. Ed è su questa poca chiarezza che è fondamentale fermarsi per un’Analista d’Intelligence. lavorare per ridurre l'incertezza e mappare le alternative strategiche. Trasformare i dati grezzi ovvero le informazioni da fonti aperte, satelliti, segnali ed infiltrati in materiale strategico per i decisori Politici e Militari. Abbiamo già identificato i Pivot di Negoziazione: il punto di rottura o di compromesso per le parti in gioco, le linee rosse (ciò che non accetteranno mai) e le pressioni interne a cui sono sottoposti i leader. Continua il monitoraggio del morale della popolazione, delle difficoltà logistiche e  dei cambi di narrazione nei media dei Paesi coinvolti. La Simulazione di scenari o War Gaming, che dir si voglia, è obbligatoria: L'Analista elabora diversi scenari futuri, ipotizzando le conseguenze di una escalation , di una tregua o di un blocco negoziale. Strumenti di AI vengono utilizzati per processare grandi quantità di informazioni, individuare pattern  nascosti, prevedere le mosse del nemico o simulare scenari di fine conflitto. Ma continua anche il monitoraggio dei flussi finanziari, delle forniture di armi e delle alleanze internazionali per capire quanto a lungo le parti potranno sostenere la Guerra. Lavorando in gruppo gli Analisti devono mettere in discussione le proprie convinzioni ( bias ) e quelle dei decisori, per evitare di  lavorare su false percezioni o speranze. Lavorare per trovare vie d'uscita razionali all'interno di una situazione irrazionale, fornendo mappe strategiche per decidere se continuare, negoziare o cambiare. Articolo a cura di:

  • L'Invisibile Ferita: Quando la Manipolazione Esaspera l'Abuso. (dr.ssa DEIANA Mariantonietta)

    Il dibattito pubblico sulla tutela dei minori tende spesso a concentrarsi, per una necessaria urgenza di intervento, sulla ferita visibile, sul segno tangibile di una violenza fisica che scuote le coscienze. Tuttavia, esiste una dimensione del maltrattamento ancora più insidiosa, una forma di violenza psicologica che agisce nel silenzio delle mura domestiche e che trasforma la realtà in un labirinto di specchi: il gaslighting. Quando questa dinamica si innesta su un contesto di abuso sui minori, l’effetto non è semplicemente additivo, ma moltiplicatore, portando a una frammentazione dell'identità del bambino che può compromettere irrimediabilmente il suo sviluppo emotivo. Il termine, derivato dal linguaggio psicologico moderno, descrive una forma di manipolazione psicologica crudele in cui la vittima viene indotta a dubitare della propria memoria, della propria percezione e, in ultima istanza, della propria sanità mentale. Nel contesto educativo e familiare, il gaslighting si manifesta attraverso la negazione sistematica dell'evidenza: "Non è successo niente", "Stai inventando tutto", "Sei troppo sensibile". Per un bambino, la cui bussola morale e cognitiva è interamente orientata verso le figure di accudimento, questa negazione è paralizzante. Se la persona che dovrebbe proteggermi mi dice che il dolore che provo non esiste, o che la violenza che ho subito è frutto della mia fantasia, il conflitto interiore diventa insostenibile. Il minore si trova costretto a scegliere tra la propria verità sensoriale e il legame vitale con l'adulto; quasi sempre, per sopravvivenza affettiva, sceglie di sacrificare la propria percezione. Questa forma di controllo coercitivo rende la violenza "devastante" perché distrugge i meccanismi di difesa naturali. Mentre un abuso fisico può generare rabbia o desiderio di fuga, il gaslighting genera confusione e paralisi. Il bambino smette di fidarsi di se stesso. In sede di mediazione o di intervento educativo, ci scontriamo spesso con l'estrema difficoltà di far emergere la narrazione dei fatti, non perché il minore voglia mentire, ma perché la sua stessa memoria è stata colonizzata dalla versione dell'abusante. L'adulto manipolatore non si limita a colpire, ma riscrive la storia dell'evento, isolando la vittima in una solitudine cognitiva dove non esistono più punti di riferimento certi. Dal punto di vista della prevenzione e del recupero, è fondamentale comprendere che la guarigione da un trauma fisico è un processo lineare, ma la ricostruzione di un io frammentato dal gaslighting richiede un lavoro profondo sulla validazione del sé. Rompere il silenzio non basta se non si restituisce al minore il diritto di credere ai propri occhi e al proprio dolore. La responsabilità della società e dei professionisti del settore non è solo quella di fermare la mano che colpisce, ma di smascherare le parole che nascondono la verità, offrendo uno spazio sicuro dove la realtà possa finalmente smettere di essere un'opinione e tornare a essere il fondamento su cui ricostruire una vita libera dalla paura. Solo attraverso il riconoscimento incondizionato dell'esperienza vissuta dal bambino possiamo sperare di disinnescare quella violenza psicologica che, se ignorata, continua a scavare solchi profondi ben oltre la guarigione dei segni esteriori. articolo a cura di: DIVENTA REFERENTE

  • L’Approccio alla scena del crimine da parte di personale non specializzato, analisi di un fenomeno critico. (dr. Mambrini Riccardo)

    Possiamo considerare l’approccio alla scena del crimine come una fase cruciale nelle indagini penali, questo processo richiede un'attenta pianificazione e metodologie rigorose per garantire che le prove siano raccolte in modo efficace e che la scena sia preservata per l'analisi. L’approccio alla scena del crimine da parte di personale non altamente specializzato (PNQ), porta quasi sempre all’inquinamento della stessa, ciò comporta un ritardo nell’acquisizione delle prove o ancora peggio, l’impossibilità di raccoglierle nella loro completezza. In questo articolo, affronteremo le pratiche comuni associate a questo importante aspetto delle indagini. Iniziamo col dire che spesso la scena del crimine viene inquinata perché non viene riconosciuta come tale, e quindi non vengono prese le dovute accortezze; quando parliamo di scena del crimine non stiamo parlando solo delle scene macabre alle quali ci ha abituati la televisione, ma parliamo di qualsiasi luogo fisico o digitale in cui è stato commesso un reato, o dove sono rinvenibili elementi e tracce utili alle indagini; appare chiaro come in alcune situazioni non sovvenga alla mente del PNQ immediatamente l’idea di approcciare una scena del crimine, pensiamo ad un incidente stradale, ad una vittima di violenza in casa o all’aperto, oppure alla rapina in un’attività aperta al pubblico, ed ecco che l’inquinamento è inevitabile, allora come possiamo ovviare a questo problema?Con la giusta preparazione e pianificazione, la formazione del PNQ è necessaria e l’adozione di adeguati protocolli potrebbe fare la differenza per il buon esito delle indagini. Primo step : riconoscimento; ci deve essere un adeguato e immediato riconoscimento della scena del crimine che può essere applicato solo con la giusta formazione ed informazione, difatti al PNQ non basta sapere come riconoscere una scena del crimine, ma anche quando si configura l’ipotesi di reato per il quale è necessario raccogliere prove. Secondo step : sicurezza e controllo dell’accesso ; dopo l’immediato riconoscimento della scena, il PNQ dovrebbe proteggere e mettere in sicurezza l’area o la zona evitando inutili contaminazioni come accessi plurimi o accessi non strettamente necessari; questa situazione è semplice solo a livello teorico, pensiamo alla tensione e all’adrenalina che può colpire chi approccia una scena del crimine, quasi sempre il PNQ non pensa alla protezione della scena stessa ma compie azioni inquinanti in modo inconsapevole, nonostante sappia che si trovi su di una scena da preservare, ciò è dovuto all’ansia, all’agitazione del momento, alla mancanza di adeguata formazione. Come può avvenire una sicurezza e protezione adeguata? Molto semplicemente, isolando l’area, se esterna bisogna fare attenzione alle condizioni atmosferiche, creando un perimetro di sicurezza per impedire l'accesso non autorizzato e gli accessi superflui; questo aiuta a preservare le prove e a garantire la sicurezza degli operatori e dei testimoni. Ma non finisce qui, bisogna registrare ogni spostamento, ogni accesso, ogni azione effettuata dal momento dell’approccio, documentando tutto e avendo cura di consegnare tutto questo materiale raccolto nelle mani degli investigatori preposti. Terzo step : preservazione della scena ; la preservazione della scena del crimine è essenziale per la validità delle prove, il PNQ, deve evitare di spostare o modificare elementi della scena prima di documentarli, ogni cambiamento può compromettere l'integrità delle prove; la documentazione raccolta deve essere dettagliata, meglio se possibile riprendere l’intero processo con dispositivi audiovideo come bodycam o smartphone, utilizzare fotografie, e relazioni per registrare la scena in modo accurato. Questo materiale costituisce una base fondamentale per l'analisi successiva. A partire da questo momento l’opera del PNQ termina, lasciando campo al personale specializzato che procederà quindi alla fase successiva. Quarto step : raccolta delle prove , Comprende identificazione e catalogazione, ad opera del personale specializzato che adotterà tecniche appropriate per diversi tipi di prove, come campioni biologici, impronte digitali, o tracce di DNA. Quinto step : analisi e valutazione, dopo la raccolta, è importante analizzare e valutare le prove, in questo step intervengono esperti forensi e specialisti in vari campi, come balistica, tossicologia e analisi DNA, per interpretare le prove raccolte. Sesto step : redazione del rapporto, la redazione di un rapporto dettagliato è fondamentale, includere tutte le osservazioni, le procedure seguite e i risultati ottenuti è di vitale importanza per il buon esito delle indagini e per l’utilizzo del rapporto in sede legale. Concludiamo dicendo che, anche se l’opera del PNQ termina al terzo step, è essenziale che esso conosca a fondo tutti i passaggi necessari alla riuscita dell’indagine, in questo modo saprà cosa guardare, quando guardare e come preservare al meglio ciò che ha visto, tenendo conto anche del fatto che, una adeguata formazione sarà utile anche in sede giudiziale, difatti il PNQ può essere chiamato a testimoniare riguardo alla scena del crimine. L'approccio alla scena del crimine è un processo complesso che richiede competenze specialistiche, attenzione ai dettagli e un rispetto rigoroso delle procedure; un'efficace gestione della scena può fare la differenza tra la risoluzione di un caso e un'indagine che si blocca; la preparazione e la formazione del PNQ è fondamentale per garantire il buon esito dell’indagine. articolo a cura di dr. Riccardo Mambrini DIVENTA REFERENTE

  • Siamo quasi ad un mese dal 28 Febbraio 2026 e solo tra il 21 e il 23 Marzo 2026, in tempo reale, riceviamo questi aggiornamenti. Ma “Cosa” manca ? (dr.ssa Bellomi Daniela)

    Ad un mese, quasi, dal 28 Febbraio 2026, “manca qualcosa”...eppure, come in questo articolo si può leggere, abbiamo a disposizione parecchie, tante – tantissime - informazioni, notizie e dichiarati nonché azioni effettivamente avvenute o minacciate…Leggiamo, senza sosta, se vogliamo una notizia dopo l’altra, una Guerra in diretta, direi ogni manciata di 5/6 minuti al massimo, nei momenti di maggior culmine. Perché ? Una lettura continua e frenetica che ci porta “ involontariamente” a continuare a guardare, a leggere se qualche nuova notizia sta andando a completare il puzzle che si sta formando nella nostra mente. Una grande scatola, migliaia di piccole tessere e un disegno sulla scatola, quello che dobbiamo vedere quando avremo incastrato anche l’ultima tesserina...ma non guardiamo più il disegno sulla scatola, non ne abbiamo bisogno perché siamo entrati “nel gioco”...incastrare le caselle, trovare loro la giusta collocazione. Tanto il disegno sulla scatola altro non sarà che quello che vedremo composto dalle nostre mani, dalla nostra mente e dai nostri occhi...e restiamo a testa bassa a lavorare su quel tavolo. Alzeremo mai lo sguardo – smarriti, arresi e stanchi – per guardare il disegno sulla scatola “VEDI CIO’ CHE VUOI” ? Tra le righe di queste non poche pagine – per chi sa leggere oltre e guardare a 360° spiccano le mancanze...con le parole “visibili” – invece – si produce una seconda – o meglio – una terza guerra in atto. E se non posso affermare che abbia effetti più devastanti, certamente non posso dire che non sia “tra le più pericolose” ed “insidiose”. L’Intelligence si occupa di tutte “queste Guerre”, applicando criteri e analisi diverse. Così leggiamo, notizia dopo notizia, ogni giorno, in tempo reale, da infiniti media che possiamo consultare… Quante Guerre – anche l’Intelligence – può analizzare all’interno di una sola Guerra ? L’Intelligence è preparata – da anni – da sempre – ad analizzare a livelli diversi, così come diversi sono le aree interne della stessa Intelligence. E’ pur evidente che – oggi più che mai – la Guerra paradossalmente più complessa da analizzare è esattamente quella che “solo pochi Analisti dell’Intelligence” conoscono e della quale analizzano, prevedono e disegnano le conseguenze. E’ sgradevole da dire – da scrivere e da leggere – se non si è certi che il messaggio arrivi al cuore più profondo della comprensione. Ci sono i morti “fisici” e ci sono i morti “non fisici”. Ci sono “le zone di morte” e “la morte di alcune zone”. Ci sono “obiettivi da colpire” ed altri “obiettivi da raggiungere...poi “si autocolpiscono da soli”. E’ la terza Guerra – orrore storico – quella che dobbiamo sperare non vinca incontrastata...perchè sarà terrificante leggere il nome del Vincitore. Dei Vincitori. Ed anche della “Nuove Alleanze”. Domenica 22 Marzo 2026 leggiamo “Prove di negoziato Usa-Iran: le 6 condizioni di Washington in risposta a quelle di Teheran: Usa: "Aprite Hormuz in 48h o colpiremo centrali elettriche". La replica di Teheran: se attaccati colpiremo "ogni infrastruttura energetica statunitense nella Regione". Netanyahu: "Europa si unisca". Ma abbiamo letto e leggiamo, da settimane…o da mesi o solo in 3 giorni ??? - “Funzionario Iraniano nega attacco su Diego Garcia”. - “Almeno quattro persone sono state uccise in attacchi aerei Israeliani nella Striscia di Gaza, in una nuova violazione del cessate il fuoco, firmato lo scorso ottobre. Lo affermano fonti sanitarie palestinesi, secondo quanto riporta al Jazeera. Tre uomini sono morti nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia, dove è stato colpito un veicolo della Polizia”. - “Israele valuta un limite ai voli all'aeroporto Ben Gurion”. - “Israele sta valutando la possibilità di limitare il numero di voli e passeggeri nel principale scalo internazionale del Paese. Il Ministero dei Trasporti Israeliano, l'Autorità per l'Aviazione Civile e i Funzionari Militari dovrebbero raccomandare di ridurre il numero di voli in atterraggio all'aeroporto Ben Gurion e di limitare, ulteriormente, il numero di passeggeri. Lo riporta Haaretz”. - “Il Presidente Americano Donald Trump ha attaccato duramente il Presidente Israeliano Isaac Herzog, definendolo "un bugiardo, debole e patetico". Parlando all'emittente Israeliana Channel 14, Trump ha affermato che Herzog avrebbe, in passato, accettato di concedere la grazia al Primo Ministro Benjamin Netanyahu, "ma non lo ha mai fatto". "È una persona debole e un uomo patetico per non averlo fatto. Non è un leader - ha dichiarato - Bibi dovrebbe concentrarsi sulla guerra, non su queste sciocchezze". Già la scorsa settimana Trump aveva definito Herzog "debole ed inefficace", sostenendo che stesse "usando la grazia e tenendola sospesa sulla testa di Bibi". - “Mark Rutte: "Un gruppo di 22 Paesi lavorano a misure per la riapertura dello stretto di Hormuz. In gran parte membri della Nato, il gruppo sta lavorando da giovedì a possibili misure per garantire la Sicurezza e la riapertura dello Stretto. Lo ha dichiarato, oggi, il Segretario Generale dell'Alleanza Mark Rutte in un'intervista a Fox News”. - “Oltre agli alleati dell'Alleanza, partecipano ai lavori anche Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Rutte non ha – però - indicato una tempistica per eventuali azioni concrete. "Le operazioni militari sono ancora in corso, quindi stiamo lavorando insieme a questi Paesi e agli Stati Uniti per valutare cosa, quando e come intervenire", ha aggiunto. - “Uno dei due cittadini giapponesi detenuti in Iran è stato rilasciato e rientrerà in Giappone. Lo ha annunciato il Ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi, in un programma della Fuji TV. Motegi ha spiegato che la persona era detenuta dallo scorso anno ed è stata liberata mercoledì. Un secondo cittadino giapponese, arrestato all'inizio di quest'anno, resta invece ancora in custodia”. - “L'Iran ha avvertito che risponderà in modo proporzionato a qualsiasi attacco contro le proprie infrastrutture energetiche, dopo le minacce degli Stati Uniti di colpire centrali elettriche nel Paese. Il ViceMinistro degli Esteri Kazem Gharibaba ha dichiarato che eventuali attacchi contro "centrali elettriche e infrastrutture vitali" costituirebbero un'azione contro obiettivi civili, che non dovrebbero essere presi di mira in tempo di guerra. "Considerato il fallimento del Consiglio di Sicurezza dell'Onu nel fermare l'aggressione e porre fine alle violazioni, e tenendo conto del diritto intrinseco dell'Iran all'autodifesa, qualsiasi attacco contro le nostre infrastrutture vitali sarà seguito da una risposta proporzionata", ha affermato, secondo quanto riportato dall'agenzia, Mehr”. - “I Paesi del Golfo sono preoccupati da ulteriori attacchi Usa alle centrali elettriche Iraniane. I Paesi del Golfo avvertono l'Amministrazione Statunitense che eventuali attacchi alle centrali elettriche iraniane potrebbero provocare ritorsioni, mettendo a rischio le loro infrastrutture energetiche e idriche e con possibili ripercussioni sull'economia globale. Lo riferiscono Funzionari informati citati dal Wall Street Journal. Secondo le fonti, diversi Stati della regione sono irritati da giorni per la scarsa influenza esercitata su Washington, nonostante i  consistenti investimenti politici ed economici. I tentativi di mediazione avviati da alcuni Paesi Arabi per favorire un dialogo tra Stati Uniti ed Iran sarebbero falliti a causa delle richieste avanzate da Teheran, ritenute troppo elevate, tra cui risarcimenti, garanzie  contro una ripresa del conflitto e la fine della presenza militare Americana nel Golfo. Le forze armate Iraniane hanno nel frattempo minacciato di colpire infrastrutture energetiche, tecnologiche e impianti di desalinizzazione nella regione, in risposta all'avvertimento del Presidente Statunitense Donald Trump, che aveva ventilato attacchi alle centrali Iraniane qualora lo Stretto di Hormuz non fosse stato riaperto entro 48 ore”. - “L'esercito Israeliano ha segnalato una nuova ondata di missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato Ebraico, mentre prosegue l'escalation militare tra i due Paesi. Secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane, si tratta dell'ottava salva dalla mezzanotte”. - “Il Presidente Libanese Joseph Aoun ha "condannato il bombardamento e la distruzione da parte di Israele di infrastrutture e strutture vitali nel Sud del Libano, in particolare il ponte di Al-Qasmiya sul fiume Litani e altri ponti". Lo si apprende da una nota della Presidenza”. - "Questi attacchi rappresentano una pericolosa escalation e una flagrante violazione della sovranità del Libano, e sono considerati un preludio ad un'invasione terrestre", ha dichiarato Aoun, poche ore dopo che il Ministro della Difesa Israeliano aveva annunciato l'ordine di distruggere altri ponti ritenuti utilizzati da Hezbollah”. - “Sud del Libano: il momento in cui Israele fa saltare in aria il ponte di Qasmiyeh sul fiume Litani. Sono 1.029 le persone che sono morte in Libano dalla ripresa dei raid delle Idf il 02 marzo 2026. Lo rende noto il Ministero della Sanità di Beirut aggiornando il bilancio delle vittime e precisando che altre 22.786 persone sono rimaste ferite”. - “L'Agenzia Nazionale di Stampa Libanese (Nna) riporta che quattro persone sono state uccise e altre sette ferite a seguito degli ultimi raid Israeliani in due aree del Sud del Paese”. - “Tre persone sono state uccise nella città di Sultaniyeh e una vicino alla città di Marjeyoun, riporta Nna, citando il Ministero della Salute Libanese”. - “L'aviazione Israeliana ha colpito il ponte di Qasmiya sul fiume Litani, nel Libano meridionale, poche ore dopo aver annunciato l'intenzione di bombardare il valico. L'esercito ha dichiarato che avrebbe colpito il ponte per impedire a Hezbollah di trasferire militanti e armi nel Libano meridionale. Il Ministro della Difesa Israel Katz aveva dichiarato, in precedenza, di aver dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di "distruggere immediatamente tutti i ponti sul fiume Litani utilizzati per attività terroristiche, al fine di impedire il passaggio verso Sud di terroristi e armi di Hezbollah". - “Ieri l'aviazione Israeliana ha colpito e ucciso il terrorista Abu Khalil Barji, Comandante delle Forze Speciali della Radwan Force di Hezbollah, insieme ad altri due terroristi nella zona di Majdal Selm, nel Libano meridionale; lo scrive Idf sul suo canale Telegram”. - “Turchia: contatti con Teheran, UE, Usa e Egitto per fine guerra”. - “Il Ministro degli Esteri Turco Hakan Fidan ha avuto colloqui telefonici con il Ministro degli Esteri Iraniano Abbas Araghchi, il Ministro Egiziano Badr Abdelatty, l'Alta Rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Kaja Kallas e Funzionari Statunitensi. Secondo fonti interne al Ministero degli Affari Esteri Turco, riporta l'Agenzia Anadolu, le discussioni si sono concentrate sulle misure da adottare per porre fine al conflitto, nel quadro del coordinamento Internazionale volto a disinnescare la crisi in Medioriente”. - “I Guardiani della Rivoluzione Iraniani hanno dichiarato che, qualora le centrali elettriche venissero prese di mira, lo Stretto di Hormuz verrebbe "completamente" chiuso e non riaperto fino alla ricostruzione degli impianti. Come riportato da Al Jazeera, le Forze Armate Iraniane hanno, inoltre, affermato che le centrali elettriche, le infrastrutture energetiche e le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni di Israele saranno "ampiamente prese di mira" e che le aziende simili nella regione con azionisti americani saranno "completamente distrutte". I Pasdaran hanno aggiunto che le centrali elettriche nei Paesi della regione che ospitano basi Statunitensi saranno obiettivi legittimi”. - “Dopo tre settimane di guerra, l'Amministrazione Trump ha avviato le prime discussioni interne sulla fase successiva e su come potrebbero svolgersi i colloqui di pace con l'Iran, secondo quanto riferito da un funzionario Statunitense e da una fonte informata. Secondo il sito, gli inviati di Trump Jared Kushner e Steve Witkoff sarebbero coinvolti nelle discussioni su una possibile iniziativa diplomatica”. - “Qualsiasi accordo per porre fine alla guerra dovrebbe includere la riapertura dello Stretto di Hormuz, affrontare la questione delle scorte di uranio, altamente arricchito dell'Iran, e stabilire un accordo - a lungo termine - sul programma nucleare Iraniano, sui missili balistici e sul sostegno ai gruppi alleati nella regione. Negli ultimi giorni non c'è stato alcun contatto diretto tra Stati Uniti ed Iran, sebbene Egitto, Qatar e Regno Unito abbiano fatto da tramite tra le due parti, secondo quanto riferito da un Funzionario Statunitense e da altre due fonti a conoscenza dei fatti. Egitto e Qatar hanno informato Stati Uniti ed Israele che l'Iran è interessato a negoziare, ma a condizioni molto rigide. Le richieste Iraniane includono un “cessate il fuoco” e garanzie che la guerra non riprenderà in futuro oltre ad un risarcimento”. - “LE 6 CONDIZIONI POSTE DAGLI USA: la dismissione degli impianti nucleari di Natanz, Isfahan e Fordow; rigorosi protocolli di controllo esterno riguardanti la produzione e l'utilizzo di centrifughe e macchinari correlati; trattati sul controllo degli armamenti con i Paesi della regione, che prevedano un tetto massimo di missili non superiore a 1.000 unità; nessun finanziamento a gruppi affiliati quali Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen o Hamas a Gaza”. - “LE 6 CONDIZIONI DELL'IRAN: garanzia che il conflitto non si ripeta; la chiusura delle basi militari Statunitensi nella regione; il pagamento di un risarcimento all'Iran; la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati all'Iran; l'attuazione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e il perseguimento penale e l'estradizione degli operatori dei media anti-iraniani. Lo riferisce l'agenzia Tasnim, emanazione dei Pasdaran”. - “Razzi di Hezbollah su Nord d'Israele: 1 morto. Iran "alza il tiro", missili vicino a centrale nucleare”. - “Emirati Arabi: intercettati 4 missili balistici e 25 droni”. - “Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato di aver intercettato domenica quattro missili balistici e 25 droni. Dall'inizio della guerra, il Paese ha intercettato 345 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.773 droni. Gli attacchi Iraniani hanno provocato la morte di due membri delle forze armate, sei civili e il ferimento di 160 persone”. - “Telefonata di Araghchi con Kallas, colloquio su crisi e Sicurezza globale”. - “Il ministero degli Esteri Iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il Capo della Diplomazia Europea, Kaja Kallas. Stando alla nota diffusa dal Ministero degli Esteri Iraniani, Araghchi e Kallas hanno discusso degli "ultimi sviluppi nella regione dopo i continui attacchi illegittimi di Stati Uniti ed Israele" e "si sono confrontati sugli effetti e le conseguenze di questi sviluppi sulla stabilità regionale e sulla Sicurezza internazionale, a fronte dell'escalation delle tensioni". - "Hanno lanciato un missile balistico intercontinentale contro Diego Garcia... Ora hanno la capacità di raggiungere zone profonde dell'Europa" ed "è ora che i leader degli altri Paesi si uniscano". Così il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, in visita al luogo di un attacco missilistico nella città meridionale di Arad, esorta i leader mondiali alla campagna militare congiunta Israelo-Americana contro l'Iran, citando - come riporta il Times of Israel - il missile lanciato da Teheran contro la base militare Anglo-Americana di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, avvenuto nel fine settimana. "Stanno prendendo di mira tutti. Stanno bloccando una rotta marittima internazionale, una via energetica fondamentale, e stanno cercando di ricattare il mondo intero. "È ora che i leader degli altri Paesi si uniscano". Netanyahu afferma che alcuni Paesi stanno iniziando a muoversi ma aggiunge che "serve di più". - “Nove miliziani di Hezbollah sono stati uccisi dalle truppe Israeliane e da attacchi di droni nel Sud del Libano. Lo riferiscono le Forze di Difesa Israeliane (Idf) secondo le quali le truppe hanno aperto il fuoco dopo aver visto che alcuni uomini armati di Hezbollah si stavano avvicinando alle Forze Israeliane nel Libano meridionale. Dopo che i soldati Israeliani hanno sparato, l'aviazione ha effettuato degli attacchi aerei "eliminando i terroristi", afferma l'Idf in una nota”. - “L'Arabia Saudita ha dichiarato persona non grata l'addetto militare Iraniano e quattro diplomatici dell'Ambasciata Iraniana nel Regno, ordinando loro di lasciare il Paese entro 24 ore. Lo riporta Al Jazeera. Il Qatar ha fatto lo stesso mercoledì, dopo che l'Iran ha colpito un importante impianto di gas nel Paese in rappresaglia per l'attacco Israeliano al giacimento di gas Iraniano di South Pars”. - “Alcune delle navi che transitano nello Stretto di Hormuz sono soggette al pagamento di una "tassa di 2 milioni di dollari": lo ha sostenuto il deputato Iraniano Alaeddin Boroujrdi alla TV di Stato Iraniana, riferisce la Bbc”. - “Nello Stretto si sta imponendo un "nuovo regime di governo" e "la guerra ha dei costi", ha detto il politico, aggiungendo che ciò dimostra "l'autorità e il diritto di cui gode la Repubblica Islamica dell'Iran". La Bbc precisa di non essere in grado di verificare in modo indipendente l'affermazione del Parlamentare Iraniano riguardo al pedaggio”. - “Nel frattempo, il Ministro della Difesa Israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che lui e il Primo Ministro Benjamin Netanyahu hanno dato istruzioni alle Idf di "distruggere immediatamente tutti i ponti sul fiume Litani utilizzati per attività terroristiche, al fine di impedire il passaggio verso Sud di terroristi e armi di Hezbollah". Katz ha affermato, inoltre, di aver dato istruzioni all'esercito di "accelerare la distruzione delle case libanesi nei villaggi lungo la linea di contatto, per contrastare le minacce alle comunità israeliane, secondo il modello di Beit Hanoun e Rafah, riferendosi alla distruzione di città nella Striscia di Gaza da parte di Israele durante l'offensiva di terra contro Hamas”. - “Un alto Funzionario Iraniano, consultato da Al Jazeera, ha negato la responsabilità' di Teheran nell'attacco missilistico alla base militare Britannico-Statunitense nell'Arcipelago delle Chagos, nell'Oceano Indiano. L'operazione aveva suscitato molta attenzione in quanto la base, utilizzata dagli Usa per gli attacchi alla Repubblica Islamica, si trova a 4 mila chilometri dall'Iran, il doppio della gittata massima che, secondo il Ministro degli Esteri Iraniano Abbas Araghchi, avrebbe l'arsenale balistico di Teheran”. - “Iran, Ghalibaf: inizia "nuova fase" con "cieli indifesi di Israele". - “Il Presidente del Parlamento Iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che gli attacchi lanciati, ieri, contro Dimona, nel Sud di Israele, hanno segnato "l'inizio di una nuova fase della battaglia. Di conseguenza, sembra che sia giunto il momento di attuare i prossimi piani prestabiliti". - “ Un sottomarino a propulsione nucleare della Royal Navy è arrivato nel Mar Arabico. Lo ha riferito il Daily Mail, citando fonti militari, secondo cui il sottomarino ha lasciato il porto di Perth, in Australia, il 6 marzo scorso e si ritiene si stia ora posizionando nella parte settentrionale del Mar Arabico, vicino allo Stretto di Hormuz”. - “Quei missili che possono arrivare fino a Roma, Londra e Parigi: l'Iran avverte il mondo”. - “La luce del giorno rivela ingenti danni nel Sud di Israele dopo l'attacco missilistico Iraniano”. - “Teheran, Hormuz chiuso solo ai nemici: collaboreremo con l'Onu. Lo Stretto di Hormuz è chiuso solo alle navi dei Paesi ''nemici dell'Iran'' e Teheran è pronto a collaborare con le Nazioni Unite per gestire il transito. Lo ha dichiarato il rappresentante dell'Iran presso l'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo), Ali Mousavi, affermando che le navi straniere possono ancora attraversare lo Stretto di Hormuz, previo coordinamento con il governo Iraniano per le misure di Sicurezza”. - “Citato dall'Agenzia di stampa Mehr, Mousavi ha quindi detto che "la diplomazia rimane la priorità dell'Iran”. Tuttavia, una completa cessazione dell'aggressione, così come la fiducia reciproca, sono ancora più importanti". Gli attacchi Israeliani e Statunitensi contro l'Iran - ha aggiunto - sono alla "radice dell'attuale situazione nello Stretto di Hormuz". - “Tokyo, le forze d'autodifesa potrebbero intervenire per sminare Hormuz. Il Governo Giapponese valuta un possibile dispiegamento delle sue Forze Armate, le Forze di Autodifesa (Sdf), per operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz, a condizione che si raggiunga il “cessate il fuoco” nel conflitto che vede opposti gli Stati Uniti ed Israele contro l'Iran. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi intervistato nel corso di un programma televisivo, di ritorno da Washington, dove era presente ai colloqui bilaterali Giappone-Usa di giovedì scorso alla Casa Bianca. Il Giappone è uno dei 22 Paesi che si sono detti pronti, nei giorni scorsi, ad impegnarsi per Hormuz dopo la tregua”. - "La tecnologia giapponese per lo sminamento è tra le più avanzate al mondo. Qualora ci sia un cessate il fuoco e le mine costituissero un ostacolo, potremmo dover valutare questa opzione", ha detto Motegi, riferendosi a un eventuale invio delle Sdf. Il capo della diplomazia di Tokyo ha, inoltre, ricordato come il Presidente Statunitense Donald Trump abbia annuito quando la Premier Sanae Takaichi ha illustrato i limiti legali imposti dal Giappone all'invio di navi militari, precisando che non è stato assunto "alcun impegno specifico". - “Iran: Teheran, attacchi a siti energetici se verrà colpita rete elettrica. L'esercito Iraniano ha minacciato di attaccare tutte le infrastrutture energetiche legate agli Stati Uniti e ad Israele in Medio Oriente qualora le sue centrali elettriche venissero prese di mira. Così Teheran risponde all'ultimatum lanciato nella notte dal Presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth”. - “L'avvertimento è giunto che Trump aveva minacciato di attaccare le centrali elettriche Iraniane se l'Iran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz entro 48 ore. L'agenzia di stampa Fars, citata da Al Jazeera, ha, inoltre, ricordato che il defunto capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale Iraniano, Ali Larijani, aveva avvertito che "l'intera regione sarebbe rimasta senza corrente entro mezz'ora" se la rete elettrica Iraniana fosse stata presa di mira”. - “Missile di Teheran colpisce la città israeliana di Dimona, 20 feriti”. - “Diversi siti hanno subito danni a Holon per un attacco iraniano con bombe a grappolo. Colpita anche una scuola in citta'. Holon fa parte dell'area metropolitana a Sud di Tel Aviv. - “Il bilancio dei feriti ad Arad e Dimona a seguito degli attacchi missilistici iraniani di ieri e' di 175 persone. Il centro medico Soroka ha riferito che ad Arad i feriti sono 115, di cui nove in gravi condizioni. A Dimona, i feriti sono 60, tra cui un ragazzino di 12 anni in gravi condizioni”. - “Gli Emirati hanno intercettato tre droni. Gli Emirati Arabi Uniti affermano di stare rispondendo agli attacchi aerei provenienti dall'Iran - afferma il Ministero della Difesa in un comunicato, spiegando che "i rumori uditi sono il risultato dell'intercettazione di missili e droni da parte dei sistemi di difesa aerea. Un portavoce del Ministero ha dichiarato che tre droni sono stati intercettati e distrutti nella regione orientale del Paese”. - “Precipita elicottero del Qatar. Un elicottero del Qatar è precipitato in mare a causa di un guasto tecnico durante una "missione di routine". Lo ha reso noto il Ministero della Difesa del Qatar, aggiungendo che le squadre di soccorso sono impegnate nella ricerca dei membri dell'equipaggio e dei passeggeri”. - “Nave colpita negli Emirati. L'Agenzia Britannica per le operazioni marittime del Regno Unito (UKMTO) ha riferito che una nave è stata colpita da "armi non identificate" a circa 28 chilometri a Nord della città di Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti. L'Agenzia ha aggiunto che non ci sono state vittime tra i membri dell'equipaggio”. - “Media, sottomarino nucleare Gb è nel Mar Arabico. Un sottomarino britannico a propulsione nucleare, equipaggiato con missili da crociera Tomahawk, ha preso posizione nel Mar Arabico, conferendo alla Gran Bretagna la capacità di lanciare attacchi a lungo raggio qualora il conflitto regionale dovesse intensificarsi. Lo scrive il 'Daily Mail'. Reuters non è in grado di verificare immediatamente la notizia. Il Ministero della Difesa Britannico non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento di Reuters. Secondo il 'Daily Mail', la HMS Anson, armata con missili Tomahawk Block IV e siluri Spearfish, ha lasciato Perth all'inizio di questo mese e ha percorso circa 5.500 miglia per raggiungere la regione. Il sottomarino emerge periodicamente per comunicare con il quartier generale congiunto permanente del Regno Unito a Northwood, dove qualsiasi ordine di lancio verrebbe autorizzato dal Primo Ministro e trasmesso dal Capo delle Operazioni Congiunte, aggiunge la notizia”. - “Trump, in Iran obiettivo quasi centrato”. - “La Polizia d’ Israele: per ora nessun disperso in attacco Arad. Il Commissario di Polizia Israeliano Danny Levy, parlando dal luogo dell'impatto del missile Iraniano contro la città di Arad, ha affermato che la Polizia non ritiene che ci siano dispersi in seguito all'attacco di Teheran, ma che le ricerche tra le macerie proseguono. Lo scrive The Times of Israel”. - “Trump: "L'Iran vuole fare un accordo ma Io no: li abbiamo distrutti. Gli Stati Uniti hanno spazzato via l'Iran dalla mappa, eppure il loro analista di basso livello, David Sanger, dice che non ho raggiunto i miei obiettivi. Sì che li ho raggiunti, e con settimane di anticipo! La loro leadership è sparita, la loro marina e la loro aviazione sono distrutte, non hanno assolutamente alcuna difesa e vogliono concludere un accordo. Io no! Siamo con settimane di anticipo. Proprio come la loro incompetente copertura elettorale su di me, il fallimentare New York Times sbaglia sempre!". Lo scrive su 'Truth' il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, contestando l'analisi sulla guerra del 'New York Times'”. - “Donald Trump parla ai Media prima di salire a bordo dell'Air Force One”. - “Benjamin Netanyahu: "Israele continuerà a colpire l'Iran su tutti i fronti. Questa è una notte difficile. Il Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso che Israele "continuerà a colpire" l'Iran "su tutti i fronti", dopo che gli attacchi missilistici Iraniani contro due città del Sud hanno ferito circa 100 persone. Siamo determinati a continuare a colpire i nostri nemici su tutti i fronti". - “Israele, Netanyahu in conferenza stampa. La TV Iraniana ha mandato in onda, e poi smentito, la minaccia di colpire la capitale del Qatar Doha, nell'area che ospita gli uffici di Al-Jazeera e le Forze Usa. Lo scrive la testata Israelian. Alla luce dell'utilizzo di questa zona per lo schieramento di forze e interessi americani, nonché dell'incitamento attraverso i media contro il popolo Iraniano, questa zona è diventata un obiettivo legittimo. Chiediamo a tutti di lasciarla il prima possibile". E’ stata inoltre diffusa una mappa del centro di Doha, con evidenziata l'area interessata”. - “La televisione di Stato Iraniana ha dichiarato che il bilancio delle vittime della guerra è salito a oltre 1.500 persone. La TV Iraniana ha citato il Ministero della Salute”. - “Sono oltre 60 i feriti ad Arad, nel Sud di Israele, dopo l'attacco con un missile balistico Iraniano. Lo riporta il Times of Israel. Il Magen David Adom (Mda), il soccorso Israeliano, ha dichiarato di aver finora prestato soccorso a 33 vittime dell'impatto del missile balistico Iraniano ad Arad, di cui quattro in gravi condizioni. Altre 12 persone versano in condizioni moderate e 12 hanno riportato ferite lievi. In precedenza, circa 50 persone erano state ricoverate in ospedale dopo che un missile balistico Iraniano aveva colpito la vicina città di Dimona”. - “Il Presidente del Parlamento Iraniano, Ghalibaf: "Cieli Israeliani indifesi, la battaglia entra in nuova fase. Il Presidente del Parlamento Iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, ha commentato l'attacco contro la città Israeliana di Dimona, che ha provocato almeno 51 feriti: se il regime Israeliano non è in grado di intercettare i missili nell'area di Dimona, fortemente protetta, ciò costituisce, dal punto di vista operativo, un segnale che la battaglia è entrata in una nuova fase: i cieli di Israele sono indifesi, di conseguenza, sembra che sia giunto il momento di mettere in atto i prossimi piani già predisposti". - “Sempre più massiccia l'avanzata terrestre di Israele nel sud del Libano”. - “Intercettazione di razzi iraniani a Dimona”. articolo a cura dr. Bellomi Daniela DIVENTA REFERENTE

  • Accoltellato in strada e lasciato in una pozza di sangue: arrestati i due sospetti aggressori. In casa avevano cocaina e hashish

    Due persone sono state arrestate dai carabinieri con l'accusa di essere responsabili dell' accoltellamento di un 26enne avvenuto la sera del 17 marzo tra via Rosmini e piazza Santa Maria Maggiore a Trento . I due, ora in carcere, sono anche stati denunciati per detenzione a fini di spaccio poiché nelle loro abitazioni sono stati sequestrati stupefacente e materiale per confezionare le dosi. Proseguono le indagini per far luce sul movente dell'aggressione, che non si esclude possa essere legato proprio al commercio di droga. L'aggressione L'accoltellamento era avvenuto lungo la strada al culmine di un alterco tra almeno tre persone. La vittima era stata colpita da un fendente a una gamba e sottoposta a un intervento chirurgico al Santa Chiara, mentre gli aggressori erano scappati. Il 26enne era stato soccorso dai passanti in una pozza di sangue e su quell'episodio i carabinieri avevano avviato immediate indagini raccogliendo testimonianze e immagini della videosorveglianza. La svolta Materiali che hanno portato a stringere il cerchio attorno ai due uomini poi arrestati, entrambi con precedenti penali. Nel corso della perquisizione domiciliare nelle loro abitazioni sono state sequestrate cocaina e hashish, nonché materiale per il confezionamento delle dosi, motivo per cui entrambi sono stati anche denunciati. I due sono stati portati nelle carceri di Bolzano e Verona. fonte: Accoltellato in strada e lasciato in una pozza di sangue: arrestati i due sospetti aggressori. In casa avevano cocaina e hashish

  • Napoli, guardia giurata si suicida in casa

    Ennesima tragedia nel comparto della vigilanza privata a Napoli. Nella notte, una guardia giurata si è tolta la vita all’interno della propria abitazione, utilizzando l’arma in dotazione. La vittima è M. B. , classe 1979, dipendente dell’Ivp Istituto di Vigilanza Prestige. Secondo le prime ricostruzioni, il gesto sarebbe maturato in un contesto personale e lavorativo complesso. Una condizione segnata da precarietà, turni particolarmente gravosi e difficoltà esistenziali che, nel tempo, avrebbero inciso profondamente sul suo equilibrio. Napoli, guardia giurata si suicida in casa - TerranostraNews

  • Quindici punti su un foglio e cinque condizioni che li azzerano (dr. Angelo De Pascale)

    Il 26 marzo, a bordo di Air Force One, Donald Trump ha dichiarato che l’Iran “ha accettato la maggior parte dei punti” del piano americano in 15 articoli trasmesso via Pakistan. Nessuno a Teheran ha confermato nulla. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha continuato a negare l’esistenza stessa di negoziati formali. Il presidente del parlamento Mohammad Bagher Qalibaf ha scritto su Telegram che le voci di accordo erano “psicologia della guerra” utile a manipolare i mercati petroliferi. Trump stava parlando a molti interlocutori contemporaneamente. L’Iran era forse il meno urgente. Il piano Il piano in 15 punti esiste. Lo confermano Reuters, Associated Press, Al Jazeera e Wall Street Journal. Steve Witkoff, inviato speciale di Trump, lo ha definito pubblicamente un’”action list” trasmessa a Teheran tramite Pakistan. Il contenuto, ricostruito da Channel 12 israeliano e da funzionari citati dal Wall Street Journal, è questo: smantellamento fisico dei tre principali siti nucleari iraniani (Natanz, Isfahan e Fordow), arresto dell’arricchimento dell’uranio, sospensione del programma missilistico, taglio dei legami con le milizie alleate nel Libano, in Yemen e in Iraq, riapertura dello Stretto di Hormuz. In cambio: revoca delle sanzioni legate al nucleare, assistenza americana alla centrale di Bushehr e rimozione del meccanismo di “snapback”, che consente la reintroduzione automatica delle sanzioni internazionali. Qualsiasi negoziatore con esperienza nel Medio Oriente direbbe la stessa cosa: un piano che esige la resa totale del programma di deterrenza di un paese sotto attacco militare attivo non è una proposta. È un inventario delle capitolazioni che si vuole poter dire di aver chiesto. Ali Vaez, direttore del progetto Iran presso l’International Crisis Group e partecipante ai negoziati del Piano d’Azione Globale Congiunto nel 2015, lo ha detto chiaramente: l’amministrazione non cercava un accordo, cercava “un accordo di resa”. Che non era mai percorribile. Ginevra, poi le bombe Il 28 febbraio gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato l’Operazione Epic Fury. Due giorni prima, a Ginevra, il mediatore omanita Badr bin Hamad Al Busaidi aveva dichiarato che i colloqui avevano fatto “progressi sostanziali” e che un accordo era “a portata di mano”. Trump il 27 febbraio aveva detto di non essere “soddisfatto” del ritmo negoziale. Il giorno dopo aveva bombardato. L’Arms Control Association ha documentato che, quando i negoziatori americani erano ancora seduti al tavolo, Trump aveva quasi certamente già preso la decisione di intervenire militarmente. Nulla di meno di una capitolazione completa avrebbe potuto fermare i raid. Il problema non era la posizione iraniana al tavolo: era che il tavolo era già un accessorio scenografico. Non è un’accusa morale. È la descrizione di come funziona la guerra ibrida quando la conduce una potenza che ha già deciso di usare la forza e deve costruire la narrativa della buona fede perduta. Il vero obiettivo Trump non ha scelto come obiettivo primario il nucleare iraniano. Ha scelto lo Stretto di Hormuz. Attraverso lo Stretto passa circa il 20% del commercio mondiale di petrolio greggio. Quando le Guardie della Rivoluzione Islamica lo hanno chiuso il 28 febbraio, il Brent era intorno ai 65 dollari al barile. Il 26 marzo superava i 107. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar: il petrolio intrappolato nel Golfo Persico è anche il loro petrolio. I mercati europei e asiatici che dipendono da quelle rotte hanno reagito immediatamente. Le scadenze imposte da Trump sulle centrali elettriche iraniane servono a questo: costruire un corridoio di pressione economica abbastanza visibile da giustificare ogni mossa successiva. La prima scadenza, poi rinviata. La seconda, fissata al 6 aprile. Ogni rinvio annunciato su Truth Social, con ora esatta e avvertimento incorporato, è un comunicato ai mercati prima ancora che a Teheran. Il 26 marzo l’Iran aveva lasciato passare dieci petroliere attraverso Hormuz, prevalentemente pakistane e indiane. Trump ha interpretato il gesto come un “regalo” in vista dei colloqui. Era la quantità minima di apertura necessaria per giustificare un altro rinvio senza perdere la postura di forza. Dinamiche mediorientali Il 29 marzo a Islamabad si sono riuniti i ministri degli Esteri di Turchia, Egitto, Arabia Saudita e Pakistan. È un asse che non esiste su quasi nessun altro dossier. Qui esiste perché tutti e quattro subiscono le conseguenze economiche dirette della guerra e nessuno ha interesse a un conflitto prolungato. Il generale pakistano Syed Asim Munir è emerso come principale interlocutore tra Washington e Teheran, grazie ai suoi legami con le Guardie della Rivoluzione Islamica. È un canale indiretto, opaco per definizione. Il suo valore non è tecnico: è la possibilità di trasmettere messaggi tra due governi che ufficialmente non si parlano. Israele guarda questa fase con un’inquietudine che i suoi funzionari faticano a nascondere. Non teme che si faccia un accordo. Teme che Trump accetti qualcosa di parziale che lasci intatta parte dell’infrastruttura nucleare iraniana, replicando la logica del Piano d’Azione Globale Congiunto del 2015 che Netanyahu aveva combattuto per anni. Secondo Al Jazeera, dietro le porte chiuse Israele condivide i 15 punti americani ma si preoccupa di quanto Trump sia disposto a cedere per ottenerli. Il teatro che conviene a entrambi È il punto che l’analisi corrente tende a perdere. Trump costruisce la narrazione di negoziati produttivi perché ha bisogno di copertura diplomatica mentre prepara o conduce operazioni militari. Teheran nega i negoziati perché ammettere di trattare con chi ti sta bombardando equivale a una sconfitta interna prima ancora che militare. Ma Teheran risponde ai 15 punti con cinque condizioni proprie: riparazioni di guerra, sovranità su Hormuz, fine delle aggressioni su tutti i fronti che sa benissimo essere inaccettabili. Non è un errore negoziale. Anche Teheran ha bisogno che i colloqui esistano senza produrre nulla, almeno fino a quando la situazione militare non raggiungerà un equilibrio che cambia il peso delle rispettive posizioni. Pakistan gestisce messaggi tra due governi che tecnicamente non si parlano e che, per ora, non hanno interesse reale a farlo. Chiusura Il 6 aprile è il prossimo punto di crisi formale. Se Islamabad riuscirà a organizzare anche solo un incontro di secondo livello prima di quella data, i mercati reagiranno prima che i negoziatori abbiano aperto bocca. Trump lo sa. Teheran lo sa. Per questo tengono in vita un processo che nessuno dei due ha fretta di concludere. La domanda non è se ci sarà un accordo. È chi dei due riuscirà a far sembrare all’altro di aver vinto abbastanza da sedersi davvero a un tavolo, e se quella finestra esisterà ancora quando il petrolio a 107 dollari avrà fatto abbastanza danno da cambiare i calcoli di qualcuno. articolo a cura dr. Angelo De Pascale DIVENTA REFERENTE

  • Il ruolo cruciale dell’Epistemologia nell’ Intelligence. (dr.ssa Bellomi Daniela)

    Se l’ Intelligence vuole avvalersi – finalmente e direi ormai – di alcuni strumenti “specialistici” ma non tecnologici deve assumersi onore ed onere di combattere questa “virtuale e linguistica battaglia interna...(e il famoso uso dell’accento aiuterebbe...ma abbiamo perso anche quelli, strada facendo, per essere più fluidi. Così siamo diventati “blocchi di cemento impenetrabili !). Il luogo comune che l’Epistemologia sia una disciplina solo puramente astratta, accademica o lontana dalla realtà concreta potrebbe essere un buon punto di partenza... Al contrario, l'Epistemologia è uno strumento fondamentale e attivo nella comprensione del mondo. Ma dobbiamo ancora superare alcuni luoghi comuni: ed è paradossale se teniamo presente che parliamo di “Nuove Intelligenze” ! L’Epistemologia, in senso più ampio, è lo studio dei fondamenti, dei limiti e della validità della conoscenza in generale. Analizza i processi in divenire, le interpretazioni e le relazioni tra soggetto ed oggetto e non si limita a descrivere conoscenze acquisite. Questa disciplina ci rende consapevoli che ogni approccio al mondo è condizionato da una prospettiva specifica: che sia umana, storica o culturale.  Aiuta a definire i criteri di scientificità , condizionando ciò che consideriamo vero o attendibile nella scienza, nel diritto e nella vita quotidiana. In sintesi, l'Epistemologia è una meta-riflessione critica, necessaria per capire come conosciamo ciò che conosciamo. L'Epistemologia, intesa come la branca della Filosofia che studia le condizioni per le quali si può avere conoscenza scientifica nonchè i metodi per raggiungerla, gioca – già da tempo, malgrado la percezione comune e non solo -  un ruolo cruciale nell' Intelligence, trasformando la "notizia" (dato grezzo) in "conoscenza" affidabile. L'Epistemologia dell' Intelligence analizza i fondamenti metodologici, critici e talvolta etici del processo di analisi delle informazioni, distinguendo tra il dato puro e la sua interpretazione. Nel momento in cui l’Epistemologia viene applicata all’Intelligence si adegua ad un approccio metodologico rigoroso per evitare che l'analisi si riduca a ideologia scientista o complottismo. L'Epistemologia consente di passare dal dato alla verità, o ad una sua approssimazione, in modo sistematico. L'uso dell' IA nella Sicurezza introduce nuove sfide, in cui gli algoritmi possono amplificare le capacità cognitive ma anche introdurre "allucinazioni" (falsi dati) o distorsioni, rendendo necessario un controllo critico di natura epistemologica. L'Epistemologia dell' Intelligence si scontra con il conflitto tra la necessità di segretezza ( arcana imperii ) e il bisogno di trasparenza democratica, tensione che definisce la validità stessa dell' Intelligence in uno Stato di Diritto. In sintesi, l' Epistemologia nell' Intelligence non è solo un esercizio teorico, ma uno strumento metodologico indispensabile  per produrre analisi affidabili e ridurre l'incertezza, permettendo al decisore di rispondere efficacemente a contesti complessi. E così pare che – l’Intelligence – intanto che si occupa del problema “epistemologico” abbia – solamente – la responsabilità della Sicurezza Nazionale, tra i suoi principali incarichi, in una delle sue “versioni”. Certo è che “questo tipo di Intelligence” opera – non di meno e non per caso - per tutelare l'integrità, l'indipendenza e le Istituzioni democratiche di un Paese. In Italia, questo compito è svolto dal Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica , il quale raccoglie, analizza e diffonde informazioni per prevenire minacce e tutelare gli interessi strategici nazionali. Ma tra i punti chiave del ruolo dell’ Intelligence nella Sicurezza dobbiamo ricordarci che non si limita alla difesa militare ma copre la Sicurezza cibernetica, economica, finanziaria, scientifica ed industriale. Non dobbiamo e non possiamo dimenticare che il contrasto alle minacce ibride è parte integrante oltre che un comparto chiamato a contrastare minacce moderne, come Cyber attacchi, manipolazione informativa e terrorismo. E che il tutto si intreccia con scenari geopolitici instabili. L' Intelligence opera in una logica di prevenzione , fornendo al decisore politico (il Presidente del Consiglio) le informazioni necessarie per prendere decisioni strategiche prima che le minacce si concretizzino, nella versione militare/istituzionale. Infatti, il Sistema Italiano comprende il DIS (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) e le due agenzie AISE (esterna) e AISI (interna). Ricordare che la responsabilità generale della Politica dell'Informazione per la Sicurezza è attribuita in via esclusiva al Presidente del Consiglio dei Ministri non è mai una cattiva idea, nella confusione generale che regna sovrana e nella mancanza totale di percezione “dei propri limiti” per troppi Esperti del Settore. E’ anche vero che i conoscitori dell’Epistemologia – per non dire gli Esperti, impegnati altrove ovviamente – dovrebbero assumersi, nel limite del tempo a disposizione, e con una grande capacità “traduttiva” di concetti – se appartenenti agli Esperti del Settore – un po' di impegno concettuale, unitamente a quello pragmatico, per il raggiungimento dell’obiettivo. O, almeno, per un leggero miglioramento… L'Epistemologia è la branca della Filosofia che studia le condizioni sotto le quali si può avere una conoscenza scientifica, indagandone metodi, validità e limiti. In termini semplici, è la disciplina che si chiede "come facciamo a sapere ciò che sappiamo?" e "su quali basi definiamo qualcosa come vero?".   L'Epistemologia si concentra, spesso, sulla conoscenza scientifica e sui criteri di oggettività: già questo dichiarato la renderebbe – in alcuni contesti – meno concettuale ed astratta. La citazione di esempi pratici sarebbe sicuramente utile: La Falsificabilità di Karl Popper – da un Filosofo ad un esempio pratico. Un esperto di Epistemologia non si chiede solo se una teoria funziona, ma se è "falsificabile", ovvero se può essere smentita dall'esperienza: ed “esperienza” è un termine che colpisce. " Tutti i cigni sono bianchi ". Questa affermazione è scientifica non perché è vera, ma perché basta trovare un solo cigno nero per dimostrarne la falsità. " Domani forse pioverà o forse no ". Questa frase non è falsificabile: non esiste alcun evento futuro che possa smentirla. L'Epistemologia la esclude dalla scienza. I Paradigmi Scientifici di Thomas Kuhn – altro esempio pratico da un Filosofo. Thomas Kuhn ha evidenziato che la scienza non procede in modo lineare, ma attraverso "rivoluzioni" che cambiano il paradigma di riferimento. La fisica tolemaica (Terra al centro) ha funzionato per secoli per prevedere i movimenti degli astri. Tuttavia, quando le anomalie sono diventate troppe, il paradigma è cambiato con la rivoluzione copernicana (Sole al centro). L'Epistemologo studia come e perché la comunità scientifica accetta un nuovo modo di vedere la realtà: e questo è un concetto che viene facilmente compreso, dal momento che ci si concentra su un modo nuovo e diverso di vedere la realtà. La differenza tra Correlazione e Causalità: Un approccio Epistemologico aiuta a non confondere il fatto che due eventi accadano insieme (correlazione) con il fatto che uno causi l'altro (causalità). Ma se vogliamo possiamo allinearci alla “vita comune” con esempi ancora più comprensibili: “ È stato osservato che nei mesi estivi aumentano sia le vendite di gelati sia i casi di annegamento ”. Errore ingenuo: Mangiare gelati causa l'annegamento. Analisi epistemologica: Entrambi gli eventi sono causati da una terza variabile: il caldo e la maggiore frequentazione del mare. La conoscenza scientifica richiede di isolare le variabili. Il ruolo dei Bias  Cognitivi. L'Epistemologia normativa si occupa di come correggere gli errori di ragionamento comuni ( fallacie logiche ). " Conferma bias " o “ bias di conferma” . Se credo che una particolare dieta sia miracolosa, tenderò a ricordare solo le testimonianze positive e ad ignorare quelle negative. L'Epistemologo ci insegna che per conoscere davvero, dobbiamo cercare attivamente i dati che smentiscono le nostre credenze e non solo quelli che le confermano. L'Epistemologia nella vita quotidiana: il "metodo" ! In conclusione, l'epistemologia serve a distinguere le credenze basate su prove solide (scienza, metodo sperimentale) dalle semplici opinioni o credenze dogmatiche. In sintesi, chi è esperto di Epistemologia ci insegna che “C onoscere è un processo condizionato dai presupposti che accettiamo” . Senza entrare ulteriormente nel dettaglio e senza voler dare suggerimenti lascio depositare questa riflessione – personalmente vissuta come un impegno – certa che è una delle tante vie che “si deve percorrere” se si vuole vedere questa disciplina – l’Intelligence -  non solo crescere ma riuscire ad essere “ancora più” efficace nel suo ruolo. Che non è semplice. Che non è banale. Che è difficile. Che è intrigante. Che è fondamentale. E, senza la quale, e senza il suo continuo “migliorarsi” molti – troppi direi – non potranno che subirne un danno. Uno svantaggio per Tutti.   articolo della Dr. Daniela Bellomi DIVENTA REFERENTE

  • Incendio all’Ospedale Cannizzaro: analisi tecnica e lezioni operative per la safety antincendio nelle strutture critiche (Safety & Security Manager Bellardini Danilo)

    L’evento incendiario verificatosi presso l’Ospedale Cannizzaro di Catania nel marzo 2026 rappresenta un caso concreto di gestione efficace dell’emergenza in un contesto ad altissima complessità operativa quale quello sanitario. Secondo le ricostruzioni, l’incendio ha avuto origine in un locale tecnico situato sulla copertura dell’edificio F3, interessando impianti tecnologici (verosimilmente legati alla climatizzazione), con sviluppo di fumo visibile e propagazione potenziale verso i livelli inferiori. Vigili del Fuoco +1 L’evento si è sviluppato nel primo pomeriggio, con attivazione immediata dei soccorsi, evacuazione precauzionale dei pazienti del piano interessato e gestione dell’emergenza senza conseguenze per le persone né interruzioni significative delle attività sanitarie. Vigili del Fuoco +1 1. Dinamica tecnica dell’evento: criticità tipiche degli ambienti ospedalieri Dal punto di vista antincendio, questo scenario evidenzia alcune criticità tipiche: Presenza di locali tecnici in copertura → elevato rischio di innesco (impianti HVAC, quadri elettrici) Propagazione del fumo → rischio maggiore rispetto alla fiamma in ambienti sanitari Pazienti non autosufficienti → evacuazione complessa e lenta Continuità operativa obbligata → impossibilità di fermare completamente la struttura Il fatto che non si siano registrati feriti indica una risposta coordinata e tempestiva, segno di un sistema di emergenza funzionante. 2. Il ruolo strategico delle squadre antincendio interne (safety team) In strutture critiche come gli ospedali, la presenza di squadre antincendio private interne non è un’opzione, ma una necessità operativa. Funzioni chiave: Primo intervento immediato (golden minutes) Riduzione del tempo di attacco iniziale prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco Gestione dell’esodo assistito Supporto diretto a pazienti allettati o con mobilità ridotta Compartimentazione dinamica Chiusura porte REI, isolamento aree, controllo fumi Interfaccia con i soccorsi esterni Trasmissione informazioni tecniche (impianti, planimetrie, rischi specifici) Nel caso Cannizzaro, la collaborazione tra personale sanitario, addetti alla sicurezza e soccorritori ha consentito un’evacuazione ordinata e senza panico, elemento mai scontato in ambiente ospedaliero. 3. Tecnologia antincendio: fattore determinante L’incidente evidenzia quanto sia decisivo l’impiego di sistemi tecnologici evoluti. Sistemi fondamentali: 🔥 Rilevazione precoce: Rivelatori multi sensore (fumo + calore + gas) Sistemi ad aspirazione (VESDA) nei locali tecnici Integrazione con BMS (Building Management System) 🚨 Sistemi di allarme e gestione: Centrali indirizzate di ultima generazione Segnalazione localizzata per compartimenti Interfaccia uomo-macchina intuitiva per operatori 🧯 Spegnimento automatico: Impianti sprinkler o water mist Sistemi a gas in locali tecnici/elettrici Compartimentazione REI automatizzata Un incendio in copertura, come in questo caso, può evolvere rapidamente: solo una rilevazione anticipata e un sistema automatico efficiente consentono di ridurre drasticamente la curva di crescita dell’incendio. 4. Piani di emergenza ed evacuazione: il vero banco di prova La gestione dell’evento conferma un principio fondamentale: Un piano di emergenza vale solo quanto è conosciuto e addestrato. Elementi chiave: Piani aggiornati e specifici per reparto Procedure per evacuazione orizzontale progressiva Simulazioni periodiche (drill) Formazione continua del personale sanitario e tecnico Nel caso specifico: I pazienti sono stati trasferiti in un’area sicura (Centro Congressi) L’evacuazione è avvenuta senza criticità Le attività ospedaliere sono proseguite Questo indica una corretta applicazione del modello di evacuazione parziale e controllata, tipico delle strutture sanitarie. 5. Lezioni operative per il safety management L’evento del Cannizzaro offre indicazioni chiare per chi opera nella sicurezza: ✔ Le buone pratiche confermate Presenza di personale formato → decisiva Coordinamento multi-ente → fondamentale Evacuazione pianificata → efficace ⚠ Aree di attenzione Monitoraggio continuo dei locali tecnici Manutenzione preventiva degli impianti Aggiornamento tecnologico dei sistemi antincendio 6. Conclusione: dalla gestione dell’emergenza alla cultura della prevenzione L’incendio dell’Ospedale Cannizzaro non è stato solo un evento critico, ma una dimostrazione concreta di come: Organizzazione Formazione Tecnologia Presenza di squadre antincendio interne possano trasformare un potenziale disastro in un’emergenza gestita con successo. In contesti come gli ospedali, la sicurezza antincendio non è solo una questione normativa, ma un sistema integrato di protezione della vita umana, dove ogni secondo e ogni decisione fanno la differenza. articolo a cura di: DIVENTA REFERENTE

  • Omicidio Vassallo: prosciolto il colonnello Cagnazzo, a processo l’ex brigadiere Cioffi e Cipriano

    Prima udienza il 9 luglio. Per Cagnazzo le dichiarazioni dei pentiti ritenute poco solide. Il fratello del sindaco pescatore: "C'è amarezza" Ci sarà un processo per l’ omicidio del sindaco pescatore di Pollica Angelo Vassallo , ucciso da 9 colpi di pistola una sera di fine estate del 2010. Inizierà il 9 luglio con due imputati, più un terzo che risponde solo di traffico di droga. Ma non sarà alla sbarra l’uomo sul quale si erano condensati i principali sospetti e le più dure polemiche, il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo . Il Gup di Salerno lo ha prosciolto, senza rinviare l’udienza preliminare per attendere le motivazioni del Riesame, come chiesto dai difensori dell’ufficiale, gli avvocati Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro . Era in corso una battaglia legale sul perché Cagnazzo ha ottenuto la revoca dell’arresto in carcere, se per lo scemare delle esigenze cautelari o per carenza di gravi indizi di reato, o entrambe le cose. Il proscioglimento la tronca di netto. Vanno a giudizio l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi , che di Cagnazzo era stretto collaboratore e braccio operativo, e l’imprenditore Giuseppe Cipriano , che quell’estate gestì un cinema proprio affianco al ristorante della famiglia Vassallo. Il collaborante Romolo Ridosso ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena. A giudizio anche Giovanni Cafiero , uno dei presunti boss del traffico di stupefacenti che secondo l’accusa dei pm salernitani era al centro del movente dell’omicidio, tappare la bocca al sindaco Vassallo che lo aveva scoperto e si stava apprestando a denunciarlo a un capitano dei carabinieri su delega del pm di Vallo della Lucania Alfredo Greco . Sarà interessante leggere le motivazioni della sentenza di proscioglimento, che non potranno non partire dall’analisi del peso delle dichiarazioni dei vari pentiti e collaboranti, Eugenio D’Atri, Francesco Casillo, Romolo Ridosso . Ritenute sufficienti per processare Cioffi e Cipriano, e non Cagnazzo, per il quale probabilmente il giudice ha ritenuto inesistente la conoscenza e la partecipazione al presunto accordo per uccidere Vassallo. In quel caso le sue successive condotte – il presunto inquinamento probatorio ottenuto manipolando le telecamere di videosorveglianza, le informative con cui orientava le indagini verso uno spacciatore di origini brasiliane – potrebbero configurare al massimo un favoreggiamento (nel 2010 non esisteva il reato di depistaggio), abbondantemente prescritto. La Fondazione Vassallo presieduta dal fratello del sindaco ucciso, Dario Vassallo , commenta così: “La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore prende atto della decisione del GUP del Tribunale di Salerno. Una decisione che segna un passaggio importante in un percorso giudiziario complesso e ancora in evoluzione. C’è un sentimento di amarezza , ma le sentenze si rispettano. È questo il principio che guida da sempre l’azione della Fondazione, che ribadisce il proprio pieno rispetto per il lavoro della magistratura e per chi è chiamato a giudicare un fatto così grave. Allo stesso tempo, il rinvio a giudizio rappresenta l’inizio di una fase decisiva: il processo, durante il quale potranno emergere ulteriori elementi utili alla ricostruzione della verità”. Regge per ora la sostanza dell’impianto accusatorio: Vassallo sarebbe stato ammazzato per essersi opposto a un grumo criminale di trafficanti e spacciatori con la complicità di un militare infedele e con precedenti di droga. Vedremo se resisterà al vaglio del dibattimento. Per Cagnazzo, il proscioglimento rappresenta la fine di un incubo . “Sono felicissima per lui, dopo una sofferenza indicibile abbiamo trovato una persona che ha letto le carte, preso atto di quello che c’era e di quello che non c’era”, ha detto l’avvocato Ilaria Criscuolo . “Noi abbiamo battuto sulla circostanza che un fatto certo a carico di Cagnazzo non c’è mai stato. Anche le condotte che la Procura aveva tanto valorizzato a sostengo dell’accusa e che aveva identificato come depistaggio, non sono mai state un depistaggio. E non c’era alcun elemento che potesse collegare Fabio Cagnazzo all’omicidio e agli altri imputati”. Una decisione colta con amarezza dalla famiglia Vassallo . “Le sentenze bisogna rispettarle. Vengono rinviati a giudizio gli altri tre, mentre Cagnazzo resta fuori. Questo mi lascia un po’ perplesso ma accettiamo quella che è la decisione”, ha detto Massimo Vassallo , fratello di Angelo. Per quanto riguarda l’imprenditore Giuseppe Cipriano, che affronterà il processo, il legale Giovanni Annunziata sottolinea: “Continuerò a sostenere sempre che gli elementi che sono posti dalla Procura sono insufficienti , ribadisco che sarà un processo inutile che si chiuderà con una sentenza di assoluzione”. “Faremo un processo con la serenità – aggiunge – di chi sa che negli atti d’indagine non c’è niente che ci inquieta. Ci sono attività ricostruite da un collaboratore di giustizia dichiarato inattendibile, non ci sono riscontri”. fonte: Omicidio Vassallo: prosciolto il colonnello Cagnazzo, a processo Cioffi e Cipriano

SQUAD

SQUAD                                DIVISIONI                                                          SETTORI                        BENEFICI                                SERVIZI             

Chi Siamo                            Security:  Private Security Companies      Land                                Securjob                                  Legali                   

Soci                                                        Security Officers                             Maritime                        Punteggi Matricolari          Medici                 

Referenti                                                                                                           Aviation                          Crediti Formativi                Fiscali                 

Istruttori                              Military: Military Groups                               Geopolitics                       Vip Pass                                Psicologici         

Progetti                                                Military Officers                              Cyber Security                  Concorsi                               Commerciali       

Affilia                                                                                                                 Intelligence                       Formazione                         

Partners                                 Police:    Police Groups                                Security Manager           Convenzione                      

Notizie                                                   Police Officers                                Detectives                         Ricollocamento                  

Articoli                                                                                                              Crimes

Analysis                                                                                                            Safety

Mediazione                                                                                                      Security Guard

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