Una “normale” giornata di Guerra... perchè è questo che succede quando il paradigma penetra il sottile tessuto di un conflitto. (dr.ssa Bellomi Daniela)
- dr.ssa Bellomi Daniela

- 6 apr
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Aggiornamento: 7 apr
Ascoltiamo, leggiamo. Forse Sentiamo. Notizie di una giornata di Guerra: oggi si vocifera che gli USA abbiano un piano per l’Iran e che sia stato svelato da Channel 12. L’emittente Israeliana, dando la notizia, ha comunicato alcuni dei 15 punti dell’accordo che gli USA avrebbero proposto all’Iran, tra i benefici per Teheran e la revoca delle sanzioni. Resta che, ad oggi, sempre l’Iran ha annunciato il lancio di missili verso Israele, Bahrein, Kuwait e Giordania.

Il New York Times riporta che gli Usa hanno inviato all'Iran il piano in 15 punti, sottolineando che lo stesso è stato trasmesso tramite il Pakistan. Non è chiaro quanto sia stato condiviso fra i funzionari Iraniani, né se l'Iran è propenso o meno ad accettarlo come base per i negoziati. Secondo il New York Times non è chiaro neanche se Israele abbia condiviso la proposta.
Sempre lo stesso Iran dovrebbe non perseguire – mai - lo sviluppo di armi nucleari. Oltre che smantellare le capacità nucleari esistenti che sono già state accumulate. E sempre secondo Channel 12, Teheran abbandonerà la strategia dei proxy e cesserà di finanziare e armare le milizie per Procura nella Regione. Lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, sarà una zona marittima libera e nessuno lo bloccherà. Quanto al progetto missilistico, verrà presa una decisione in seguito, ma sarà necessario limitare il numero e la gittata. E l’uso futuro sarà solo a scopo di autodifesa.
«Gli Usa puntano ad una tregua di un mese per questo accordo di 15 punti». Una tregua per un accordo rapido e vago in linea di principio, nonostante sia dubbio che Teheran accetti, "sta tenendo svegli la notte i vertici Politici e quelli della Sicurezza Israeliani, per il timore che, a questo punto, gli Iraniani possano effettivamente prevalere, essendo riusciti a fermare il fuoco senza che tutti i punti fossero stati definiti". Gerusalemme teme che gli Stati Uniti spingeranno per un accordo quadro e rimanderanno i dettagli ad un secondo momento. Gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, con il consenso del Presidente Donald Trump, stanno lavorando ad un meccanismo in base al quale verrà dichiarato un “cessate il fuoco” di un mese per la discussione di questi 15 punti, proposto da Washington. Tutto molto simile a quanto accaduto a Gaza e in Libano.
Cosa otterrà l’Iran in cambio, secondo questo piano? La rimozione di tutte le sanzioni, l’aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e l’ eliminazione della minaccia dello ‘snapback’, ossia del ripristino automatico delle sanzioni. Tra le varie, Fonti del Golfo hanno riferito al Telegraph che gli Iraniani non intendono sedersi al tavolo con Steve Witkoff e Jared Kushner, accusandoli di “tradimento” a causa degli attacchi militari che hanno colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a Febbraio. JD Vance, il Vicepresidente, rimasto in gran parte in silenzio durante il conflitto, è ora indicato come principale negoziatore in caso di nuovi colloqui a Islamabad in settimana. “Vance è preferito” - ha detto una fonte del Golfo a proposito degli Iraniani. Ed una seconda fonte del Golfo ha affermato che gli Iraniani ritengono che Vance manterrebbe la parola data e che la sua partecipazione è vista come adeguata, per livello istituzionale, a negoziare con Mohammad Bagher Ghalibaf, Presidente del Parlamento Iraniano. Vance è ampiamente considerato uno scettico rispetto alla “Operation Epic Fury” del Presidente Statunitense. Il possibile ruolo del Vicepresidente come Capo di una nuova Squadra negoziale Statunitense, secondo il Telegraph, segnala l’intenzione della Casa Bianca di evitare ulteriori danni economici e ridurre l’escalation, anche se la strategia per porre fine alla guerra resta poco chiara. E al rumor di un “cessate il fuoco”, il petrolio ha già dato segno di netto calo con il Brent che è sceso sotto i 100 dollari al barile, mentre il Wti che è calato del 4,2%. Ma non solo: “Wall Street chiude in calo”.Il Dow Jones perde lo 0,18% a 46.124,06 punti, il Nasdaq cede lo 0,84% a 21.761,90 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,37% a 6.556,37 punti. E Trump perde terreno: il consenso crolla al 36%: l'opinione degli Americani sul Presidente degli Stati Uniti si è deteriorata, in modo significativo, da quando i prezzi della benzina sono schizzati alle stelle dopo il 28 Febbraio 2026.
“Il petrolio chiude in netto” ma – anche - “il petrolio chiude in netto rialzo a New York, dove le quotazioni salgono del 4,79% a 92,35 dollari al barile”. E quante scommesse milionarie sulla volatilità del petrolio !
Ma anche “ il crollo del greggio e il boom dei future: indagini su guadagni sospetti dopo le turbolenze politiche tra USA e Iran”.
E ancora: “Il gas conclude in ampio calo” nonché il prezzo del gas - in ribasso sul mercato di Amsterdam - di riferimento per l'Europa. Con la Guerra «meno crescita e più inflazione»”. BAK Economics prevede, inoltre, che la Banca Nazionale Svizzera (BNS) mantenga per il momento il tasso guida allo 0,0%. Ma il Giappone non manderà navi in Medio Oriente e lo Stretto di Hormuz sarà impraticabile fino a Maggio. Trattative o trappole ? E il Pakistan si propone come mediatore. Ed è pronto ad ospitare i colloqui di pace. E mentre nelle Filippine si affronta un Emergenza Energetica Nazionale e Trump sembra fare retromarcia grazie agli incontri tra gli intermediari si guarda – anche e soprattutto - alle condizioni per concludere il conflitto, senza aver compreso ancora “molto” e “molto” di questa Guerra.
Swiss ha comunicato “niente voli fino ad ottobre in otto destinazioni MediOrientali”. Misura che vale per l’intero Gruppo Lufthans. E Rubio parteciperà venerdì al G7 in Francia.
E se i Paesi del Golfo valutano di unirsi alla lotta contro l’Iran ci si chiede quanto ci costi questa Guerra. E la prima stima del rincaro che finirà per toccare il nostro portafoglio viene ipotizzata. Fra benzina, riscaldamento e non solo. Intanto i Paesi del Golfo valutano di unirsi alla lotta contro l'Iran.
Poca chiarezza. Ed è su questa poca chiarezza che è fondamentale fermarsi per un’Analista d’Intelligence. lavorare per ridurre l'incertezza e mappare le alternative strategiche. Trasformare i dati grezzi ovvero le informazioni da fonti aperte, satelliti, segnali ed infiltrati in materiale strategico per i decisori Politici e Militari.
Abbiamo già identificato i Pivot di Negoziazione: il punto di rottura o di compromesso per le parti in gioco, le linee rosse (ciò che non accetteranno mai) e le pressioni interne a cui sono sottoposti i leader. Continua il monitoraggio del morale della popolazione, delle difficoltà logistiche e dei cambi di narrazione nei media dei Paesi coinvolti. La Simulazione di scenari o War Gaming, che dir si voglia, è obbligatoria: L'Analista elabora diversi scenari futuri, ipotizzando le conseguenze di una escalation, di una tregua o di un blocco negoziale. Strumenti di AI vengono utilizzati per processare grandi quantità di informazioni, individuare pattern nascosti, prevedere le mosse del nemico o simulare scenari di fine conflitto.
Ma continua anche il monitoraggio dei flussi finanziari, delle forniture di armi e delle alleanze internazionali per capire quanto a lungo le parti potranno sostenere la Guerra.
Lavorando in gruppo gli Analisti devono mettere in discussione le proprie convinzioni (bias) e quelle dei decisori, per evitare di lavorare su false percezioni o speranze. Lavorare per trovare vie d'uscita razionali all'interno di una situazione irrazionale, fornendo mappe strategiche per decidere se continuare, negoziare o cambiare.
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