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L’Approccio alla scena del crimine da parte di personale non specializzato, analisi di un fenomeno critico. (dr. Mambrini Riccardo)


Possiamo considerare l’approccio alla scena del crimine come una fase cruciale nelle indagini penali, questo processo richiede un'attenta pianificazione e metodologie rigorose per garantire che le prove siano raccolte in modo efficace e che la scena sia preservata per l'analisi.

L’approccio alla scena del crimine da parte di personale non altamente specializzato (PNQ), porta quasi sempre all’inquinamento della stessa, ciò comporta un ritardo nell’acquisizione delle prove o ancora peggio, l’impossibilità di raccoglierle nella loro completezza. In questo articolo, affronteremo le pratiche comuni associate a questo importante aspetto delle indagini.

Iniziamo col dire che spesso la scena del crimine viene inquinata perché non viene riconosciuta come tale, e quindi non vengono prese le dovute accortezze; quando parliamo di scena del crimine non stiamo parlando solo delle scene macabre alle quali ci ha abituati la televisione, ma parliamo di qualsiasi luogo fisico o digitale in cui è stato commesso un reato, o dove sono rinvenibili elementi e tracce utili alle indagini; appare chiaro come in alcune situazioni non sovvenga alla mente del PNQ immediatamente l’idea di approcciare una scena del crimine, pensiamo ad un incidente stradale, ad una vittima di violenza in casa o all’aperto, oppure alla rapina in un’attività aperta al pubblico, ed ecco che l’inquinamento è inevitabile, allora come possiamo ovviare a questo problema?Con la giusta preparazione e pianificazione, la formazione del PNQ è necessaria e l’adozione di adeguati protocolli potrebbe fare la differenza per il buon esito delle indagini.


Primo step: riconoscimento; ci deve essere un adeguato e immediato riconoscimento della scena del crimine che può essere applicato solo con la giusta formazione ed informazione, difatti al PNQ non basta sapere come riconoscere una scena del crimine, ma anche quando si configura l’ipotesi di reato per il quale è necessario raccogliere prove.


Secondo step: sicurezza e controllo dell’accesso; dopo l’immediato riconoscimento della scena, il PNQ dovrebbe proteggere e mettere in sicurezza l’area o la zona evitando inutili contaminazioni come accessi plurimi o accessi non strettamente necessari; questa situazione è semplice solo a livello teorico, pensiamo alla tensione e all’adrenalina che può colpire chi approccia una scena del crimine, quasi sempre il PNQ non pensa alla protezione della scena stessa ma compie azioni inquinanti in modo inconsapevole, nonostante sappia che si trovi su di una scena da preservare, ciò è dovuto all’ansia, all’agitazione del momento, alla mancanza di adeguata formazione.

Come può avvenire una sicurezza e protezione adeguata?

Molto semplicemente, isolando l’area, se esterna bisogna fare attenzione alle condizioni atmosferiche, creando un perimetro di sicurezza per impedire l'accesso non autorizzato e gli accessi superflui; questo aiuta a preservare le prove e a garantire la sicurezza degli operatori e dei testimoni.

Ma non finisce qui, bisogna registrare ogni spostamento, ogni accesso, ogni azione effettuata dal momento dell’approccio, documentando tutto e avendo cura di consegnare tutto questo materiale raccolto nelle mani degli investigatori preposti.


Terzo step: preservazione della scena; la preservazione della scena del crimine è essenziale per la validità delle prove, il PNQ, deve evitare di spostare o modificare elementi della scena prima di documentarli, ogni cambiamento può compromettere l'integrità delle prove; la documentazione raccolta deve essere dettagliata, meglio se possibile riprendere l’intero processo con dispositivi audiovideo come bodycam o smartphone, utilizzare fotografie, e relazioni per registrare la scena in modo accurato.

Questo materiale costituisce una base fondamentale per l'analisi successiva.

A partire da questo momento l’opera del PNQ termina, lasciando campo al personale specializzato che procederà quindi alla fase successiva.


Quarto step: raccolta delle prove, Comprende identificazione e catalogazione, ad opera del personale specializzato che adotterà tecniche appropriate per diversi tipi di prove, come campioni biologici, impronte digitali, o tracce di DNA.


Quinto step: analisi e valutazione, dopo la raccolta, è importante analizzare e valutare le prove, in questo step intervengono esperti forensi e specialisti in vari campi, come balistica, tossicologia e analisi DNA, per interpretare le prove raccolte.


Sesto step: redazione del rapporto, la redazione di un rapporto dettagliato è fondamentale, includere tutte le osservazioni, le procedure seguite e i risultati ottenuti è di vitale importanza per il buon esito delle indagini e per l’utilizzo del rapporto in sede legale.


Concludiamo dicendo che, anche se l’opera del PNQ termina al terzo step, è essenziale che esso conosca a fondo tutti i passaggi necessari alla riuscita dell’indagine, in questo modo saprà cosa guardare, quando guardare e come preservare al meglio ciò che ha visto, tenendo conto anche del fatto che, una adeguata formazione sarà utile anche in sede giudiziale, difatti il PNQ può essere chiamato a testimoniare riguardo alla scena del crimine. L'approccio alla scena del crimine è un processo complesso che richiede competenze specialistiche, attenzione ai dettagli e un rispetto rigoroso delle procedure; un'efficace gestione della scena può fare la differenza tra la risoluzione di un caso e un'indagine che si blocca; la preparazione e la formazione del PNQ è fondamentale per garantire il buon esito dell’indagine.

articolo a cura di dr. Riccardo Mambrini













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