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  • Il Capo di SME al Comando AVES Il Generale Masiello incontra il personale dell’Aviazione dell’Esercito.

    Questa mattina il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha incontrato i baschi azzurri dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), alla Caserma “Bazzichelli”. Accolto dal Comandante dell’AVES, Generale di Divisione Salvatore Annigliato, il Capo di SME ha assistito a un briefing sulle principali capacità operative, addestrative e tecnologiche della specialità, con particolare riferimento ai compiti svolti a supporto delle operazioni terrestri nei contesti nazionali ed internazionali, alle attività di approntamento operativo e al continuo processo di sviluppo e ammodernamento della componente specialistica. A seguire, ha incontrato il personale militare e civile impiegato nelle diverse articolazioni del Comando, e nel suo discorso, ha affermato: “Siamo in una fase di svolta, in cui l’evoluzione in atto mira a costruire uno strumento militare all’altezza dell’Italia, una Nazione che merita di essere difesa e onorata. In questo contesto, la linea guida dell’Aviazione dell’Esercito Italiano è chiara: garantire continuità, professionalità e dedizione, valori da trasmettere anche alle nuove generazioni per preservare un’eccellenza operativa unica. È essenziale investire nelle idee e nella partecipazione di tutti, perché l’Esercito è un’istituzione che cresce e si rafforza insieme, attraverso il contributo di ogni sua componente”. Al termine del saluto, c’è stato un momento di confronto diretto con il personale più giovane della Forza Armata, finalizzato a favorire un dialogo aperto e costruttivo attraverso la condivisione di idee, proposte e spunti innovativi in un contesto informale. Infine, presso la Sala Museale del Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito, il Graduato Aiutante Ermete Grillo ha presentato il suo progetto relativo alla riproduzione dell’aereo della M.O.V.M. Flavio Torello Baracchini, figura leggendaria dell’aviazione militare italiana. Si tratta di un’impresa volta a valorizzare il patrimonio storico, le tradizioni e i valori della F.A. Il Capo di SME al Comando AVES

  • Mafia, trovato il tesoro di Messina Denaro: arresti e sequestri per oltre 200 milioni

    Un’indagine di respiro internazionale ha portato alla scoperta di un imponente patrimonio frutto del reimpiego, anche attraverso società off shore, dei guadagni incassati dagli anni '80 col narcotraffico sotto l'egida di Cosa nostra trapanese e del capomafia Matteo Messina Denaro. L'operazione è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip con cui sono stati disposti la custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 soggetti e il sequestro di beni, società e disponibilità finanziarie per oltre 200 milioni di euro. Le attività sono in corso di svolgimento - oltre che in Italia - ad Andorra, a Gibilterra, alle Isole Cayman, in Lussemburgo, in Svizzera, in Libano, nel Principato di Monaco e in Spagna (nelle città di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs), in stretta collaborazione e costante raccordo con i collaterali Organi giudiziari e di polizia. I dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa alle 11 di oggi, alla presenza del procuratore nazionale antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, e del Procuratore della Repubblica di Palermo Maurizio de Lucia. "Tante persone hanno protetto la latitanza di Messina Denaro e tanti sono coloro che continuano a proteggere attualmente i mafiosi. Sono 18 i soggetti individuati, processati e condannati per avere favorito la latitanza del boss di Castelvetrano, diversi stanno scontando una condanna definitiva: la giustizia è stata in questo caso celere, ma non ci fermiamo perché abbiamo il dovere di ricostruire quello che è successo in questi 30 anni e di trovare tutti i responsabili”, aveva detto proprio negli scorsi giorni il procuratore di Palermo all'evento organizzato dalla Fondazione Falcone per i 34 anni della strage di Capaci. Mafia, trovato il tesoro di Messina Denaro: arresti e sequestri per oltre 200 milioni

  • Boom di reati (e coltelli) tra gli under 18. Il nodo stranieri e gli omicidi a +150%

    Negli ultimi 12 mesi gli omicidi commessi da minori in Italia sono aumentati di oltre il 150%, passando da 14 a 35 casi e arrivando a rappresentare il 12% del totale. Un dato che va di paripasso con l'aumento degli arresti di adolescenti stranieri. A cambiare è anche la natura della violenza: meno legata a contesti organizzati e sempre più spesso espressione di fragilità individuali o dinamiche di gruppo, difficili da intercettare e che hanno in alcune droghe l'elemento scatenante. Secondo i dati del servizio Analisi criminale (Criminalpol) e delle relazioni per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2026 analizzati, anche la percentuale di vittime minorenni è in aumento, mentre il dato complessivo degli omicidi in Italia continua a diminuire. "Un paradosso che conferma come la criminalità minorile sia in controtendenza - spiegano i presidenti Sippf (Società italiana di psichiatria e psicopatologia forense), Eugenio Aguglia e Liliana Lorettu durante il congresso nazionale - Negli ultimi dieci anni gli omicidi totali nel Paese sono calati fino al 72%, mentre la componente minorile è l'unica voce in crescita". Uno degli elementi rilevanti riguarda il ruolo delle sostanze. "L'uso di cannabinoidi sintetici, alcol e combinazioni di farmaci può agire come fattore scatenante, amplificando comportamenti impulsivi o determinando stati di alterazioni difficili da distinguere sul piano clinico e giuridico" spiega Massimo Clerici, presidente della Società di Psichiatria delle Dipendenze. A questo si aggiungono le difficoltà di intercettare il disagio giovanile da parte dei servizi territoriali. Di conseguenza, gli istituti Penali minorili registrano un aumento della presenza media giornaliera superiore al 30%, con l'80% degli ingressi legato a misure cautelari, spesso in assenza di percorsi terapeutici strutturati. "Non basta intervenire dopo il reato - concludono gli psichiatri - serve una capacità di diagnosi precoce che oggi non abbiamo. Altrimenti continueremo a leggere questi dati come fatti di cronaca, senza coglierne il significato clinico, educativo e sociale". Nel 2024 i Dipartimenti di salute mentale hanno seguito circa 845mila persone, con oltre 10 milioni di prestazioni erogate e più di 272mila nuovi accessi nell'anno. Eppure, è sufficiente una quota estremamente ridotta - poco più dello 0,1% dell'utenza - per mettere sotto pressione l'intera organizzazione dei servizi. Il punto più critico riguarda il sistema delle Rems, le Residenze per l'esecuzione delle misure: a fronte di circa 632 posti disponibili, si stimano 750 persone in attesa di ingresso. Boom di reati (e coltelli) tra gli under 18. Il nodo stranieri e gli omicidi a +150%

  • Roma, rapita e violentata per tre giorni: cinque arresti. L'incubo in un edificio abbandonato

    Segregata e drogata per 72 ore, la 32enne era stata adescata fuori da un locale e poi caricata a forza in un furgone Sono stati tre giorni di puro incubo per una donna colombiana adescata fuori da un locale e poi costretta per giorni a subire violenze sessuali da un gruppo di uomini a Roma. Le manette sono scattate per cinque di loro, tutti di origine straniera. La vittima, 32 anni, aveva incontrato uno dei suoi aguzzini fuori da un locale la sera del 19 maggio: secondo quanto ricostruito, si era rivolta a lui per poter comprare una dose di hashish. Convinta da quest’ultimo a seguirlo per concludere la consegna, avrebbero camminato per trenta minuti prima di raggiungere un furgone sul quale, poi, sarebbe stata caricata con la forza fino a via Cesare Tallone. Lì, nella periferia est della Capitale, vicino alla via Collatina, è poi iniziato l'orrore all'interno di un edificio abbandonato: drogata e contro la propria volontà, sarebbe stata costretta a subire ripetute violenze sessuali da parte di più persone. Solo al termine della terza giornata, all’apice dell’ennesima violenza subita, la donna sarebbe riuscita a fuggire, seminuda. Una volta raggiunta la strada, avrebbe chiesto aiuto ad un passante, che ha poi lanciato l’allarme al 112. Trasportata d’urgenza al Policlinico Casilino, la vittima è stata sottoposta ad accertamenti medici che hanno documentato evidenti segni di violenza, ritenuti compatibili con l’ipotesi della “costrizione”, nonché uno stato di alterazione riconducibile all’assunzione di sostanze stupefacenti. Sono cinque gli uomini che si sarebbero alternati nell’arco di 36 ore, in un contesto, spiegano dalla Polizia “di sopraffazioni e minacce, aggravato dal presunto stato di alterazione indotto dalla somministrazione di sostanze stupefacenti alla vittima, circostanza che avrebbe contribuito a limitarne la capacità di reazione ed ad impedirle di allontanarsi”. Gli stupratori sono stati poi identificati dalla vittima. Una volta individuato lo stabile dove si sarebbero consumate le violenze, gli agenti hanno messo in atto un blitz all’interno del complesso abbandonato. Nel corso delle operazioni sono stati identificati 22 cittadini extracomunitari, irregolari sul territorio nazionale, che sono stati accompagnati presso gli uffici di via Patini: 11 di questi sono stati raggiunti da provvedimento di espulsione e trattenuti presso i CPR di Ponte Galeria, Palazzo San Gervasio e Bari. Sui cinque stupratori grave anche "l'ipotesi di privazione della libertà personale e di sottrazione degli effetti personali della vittima, che sarebbe stata privata dei propri documenti di identità e del telefono cellulare”. Roma, rapita e violentata per tre giorni: cinque arresti. L'incubo in un edificio abbandonato

  • Guardia giurata trasferitosi con l'arma di servizio, arriva il provvedimento del questore. Ricorso in Prefettura

    Archiviato il provvedimento di divieto di detenzione di armi e munizioni Non ci sarà alcun provvedimento di divieto di detenzione di armi , munizioni e materie esplodenti a carico di R.M.,30enne di Castel Volturno, guardia giusrata speciale destinatario di un accertamento della questura di Caserta. La vicenda nasce dal fatto che il 30enne, assistito dall'avvocato Francesca Luongo, ha ricevuto un verbale per presunta violazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza sull'obbligo di denunciare armi e munizioni entro 72 ore dall'acquisizione della loro materiale disponibilità. La contestazione della questura casertana riguardava il ritardo nella comunicazione entro le 72 ore. Il legaleha evidenziato che il ritardo è avvenuto per motivi lavorativi. Il 30enne nella dichiara effettuata presso il commissariato di Castel Volturno si è recato a Firenze poichè trasferitosi per lavoro sempre come guardia giurata particolare presso la Security Service Srl. L'arma quindi risultava giàdenunciata senza alcuna situazione di occultamento o iiregolarità. Il ritardo quindi sarebbe stato dovuto ad uncambio didomicilio e della non conoscenza della comunicazione da effettuarsi in 72 ore. Difatti all'atto del trasferimento la comunicazione è stata fatta. Accertato quindi il ‘disguido’ la Prefettura casertana ha disposto di non doversi procedere nei confronti della guardia giurata. -- Guardia giurata trasferitosi con l'arma di servizio, arriva il provvedimento del questore. Ricorso in Prefettura https://www.casertanews.it/cronaca/prefettura-no-procedimento-arma-non-comunicata-guardia-giurata.html © CasertaNews ISCRIVITI AL CORSO

  • Decimomannu: Elicottero HH-139A dell’Aeronautica Militare interviene per un incendio a ridosso della base

    L'equipaggio dell'80° Centro SAR (Search and Rescue) ha effettuato 55 lanci d'acqua, circoscrivendo il rogo ed evitando danni alle infrastrutture del sedime militare Decimomannu: Elicottero HH-139A dell’Aeronautica Militare interviene per un incendio a ridosso della base L’equipaggio dell’80° Centro SAR (Search and Rescue) ha effettuato 55 lanci d’acqua, circoscrivendo il rogo ed evitando danni alle infrastrutture del sedime militare Nel tardo pomeriggio di oggi, un elicottero HH-139A dell’80° Centro SAR dell’Aeronautica Militare è intervenuto d’urgenza per contrastare un vasto incendio sviluppatosi a sud della base aerea di Decimomannu. Il rogo, spinto dal vento, ha raggiunto la recinzione perimetrale dell’aeroporto. L’intervento immediato dell’assetto aereo e del personale a terra ha permesso di circoscrivere l’incendio prima che potesse minacciare le infrastrutture della base. L’operazione rientra nelle attività d’istituto specificamente previste per la tutela del sedime militare e delle aree addestrative dei poligoni. L’attività di spegnimento ha richiesto un intenso sforzo operativo da parte dell’equipaggio in una zona caratterizzata dalla presenza di fumo e forti criticità. L’aeromobile impiegato, un elicottero HH-139A ha operato per oltre due ore, scaricando sulle fiamme circa 40000 litri d’acqua in 55 lanci. Grazie alla sinergia tra l’equipaggio del SAR e le squadre antincendio di terra della base, l’incendio è stato completamente circoscritto e messo in sicurezza. Decimomannu: Elicottero HH-139A dell’Aeronautica Militare interviene per un incendio a ridosso della base - Aeronautica Militare

  • Fuga e inseguimento dopo l'alt dei carabinieri: incidente frontale e feriti. Terrore sulla regionale

    SPILIMBERGO (PORDENONE) - Un inseguimento rocambolesco lungo la strada regionale 464, iniziato a Maniago e proseguito, per almeno una quindicina di chilometri, ben oltre Spilimbergo, si è concluso, nel primo pomeriggio di martedì 26 maggio, con un violento incidente frontale all’altezza della discesa che conduce al ponte di Dignano sul Tagliamento. Un episodio che, per dinamica e conseguenze potenziali, avrebbe potuto trasformarsi in tragedia ben più grave se fosse avvenuto in una fascia oraria di traffico intenso. Fortunatamente l’incidente si è verificato nelle prime ore del pomeriggio, quando l’arteria regionale risulta generalmente poco congestionata. Il fatto Secondo le prime ricostruzioni, tutto sarebbe partito da un controllo dei carabinieri nella zona di Maniago. Per motivi ancora in fase di accertamento, il conducente di una Citroën C3 avrebbe deciso di non fermarsi all’alt imposto dalla pattuglia, dando così origine a una fuga ad alta velocità lungo la regionale verso la cittadina del mosaico. Restano al momento ignote le motivazioni che hanno spinto l’uomo a tentare di sottrarsi al controllo: c'è stretto riserbo da parte dei militari dell’Arma, che avrebbero tuttavia già accertato l’origine della fuga disperata. Eventuali provvedimenti a suo carico verranno ufficializzati unicamente dopo l’avvallo della Procura. La corsa si sarebbe protratta per diversi chilometri, attraversando anche il centro di Spilimbergo. Qui l’auto in fuga avrebbe superato a forte velocità pure un impianto semaforico, continuando la marcia in direzione del ponte sul Tagliamento. È proprio lungo la discesa verso Dignano che il conducente avrebbe perso il controllo della vettura, invadendo la corsia opposta e centrando frontalmente una Ford S-Max che stava procedendo verso la città del mosaico. L’impatto è stato violentissimo. Ad avere la peggio è stato proprio il conducente della Citroën, P.G., 44 anni, originario di Napoli, trasportato in elicottero in codice giallo all’ospedale di Udine con traumi al cranio, al torace e agli arti superiori e inferiori. Le sue condizioni sono considerate gravi ma non sarebbe in pericolo di vita. Ferito anche il conducente dell'altro veicolo, un uomo di 41 anni di Cividale, trasferito in ambulanza all’ospedale di Pordenone: le sue condizioni non destano particolare preoccupazione. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Le indagini La dinamica dell’incidente e gli accertamenti legati all’inseguimento sono, come detto, ora al vaglio degli investigatori, che nei prossimi giorni dovrebbero poter chiarire le ragioni della fuga. Determinante, nelle ore successive allo schianto, il lavoro della polizia locale di Spilimbergo, che ha eseguito i rilievi dell’incidente e soprattutto gestito la complessa viabilità alternativa necessaria dopo la chiusura del tratto stradale. Per circa tre ore, infatti, l’accesso a Spilimbergo da Udine – un collegamento utilizzato quotidianamente da migliaia di automobilisti – è rimasto completamente interdetto. Gli agenti hanno predisposto un piano di bypass per consentire il deflusso del traffico e limitare il più possibile i disagi alla circolazione. Fuga e inseguimento dopo l'alt dei carabinieri: incidente frontale e feriti. Terrore sulla regionale

  • Rissa alla stazione Certosa di Milano, ucciso a coltellate un ragazzo di 22 anni

    Un ragazzo di 22 anni ha perso la vita la scorsa notte dopo essere stato ferito a coltellate all'interno della stazione ferroviaria di Milano Certosa. All’arrivo delle forze dell’ordine, gli aggressori erano già riusciti a far perdere le proprie tracce. Sull’episodio indaga la polizia. L'aggressione e l'allarme Secondo le prime informazioni, sarebbe scoppiata una lite tra una decina di persone di nazionalità sudamericana. Il ragazzo è stato ferito a seguito della lite. Secondo quanto si apprende, si sarebbe trattato di un’aggressione: il giovane si trovava insieme ai fratelli quando sarebbe stato accerchiato da altri sudamericani. L'allarme è scattato intorno alle 22.30 di ieri sera. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polfer, che hanno trovato il giovane, nato a Milano, con una grossa ferita da arma da taglio e hanno attivato i soccorsi. Il 22enne è arrivato in ospedale già in arresto cardiocircolatorio. I sanitari dell'Areu 118 hanno trasferito il ragazzo in codice rosso all'ospedale Fatebenefratelli, dove è deceduto intorno alle 2 di questa mattina. La vittima Il ragazzo si chiamava Gianluca Ibarra Silvera, nato in Italia da famiglia originaria dell’Ecuador. Paura a Poggibonsi, mezzo dei vigili del fuoco si capovolge in strada: due feriti

  • «32 violenze in un mese e mezzo»: le accuse al primario Michieletti

    Emanuele Michieletti, primario del reparto di Radiologia dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, è accusato di violenza sessuale nei confronti di otto presunte vittime. Il dottore è stato arrestato il 6 maggio 2025 e licenziato dall’ospedale, oltre che sospeso dalla professione. Ora ha ricevuto l’avviso di conclusione indagini. Durante il normale orario di lavoro avrebbe molestato e violentato colleghe medico, tecnici di radiologia e infermiere. Le accuse Il Corriere della Sera racconta che le prime accuse sono arrivate da una dottoressa che ha raccontato un approccio alla polizia. Le intercettazioni hanno permesso di scoprire altre violenze. Poi era arrivata la seconda denuncia, successivamente ritirata. Ma i casi ammontano a decine e le vittime soo almeno otto. Di queste cinque hanno querelato. Tra loro le assistite dagli avvocati Daniele Pezza e Paolo Tosoni. La telecamera nascosta nel bocchettone dell’aria condizionata aveva registrato «32 violenze sessuali nell’arco di 45 giorni». «Esclusi festivi e riposi ci provava praticamente ogni giorno», dissero gli inquirenti. I racconti Ora nel fascicolo ci sono anche i casi antecedenti l’inizio delle indagini. «Il 21 novembre 2024 alle 11,30 si reca nell’ufficio del primario per parlare di ferie. Lui dopo aver chiuso la porta a chiave la prendeva per le spalle e la spingeva contro una libreria… tenendola ferma per un braccio si strusciava contro le sue parti intime e la baciava insistentemente sul collo…», è il racconto della prima radiologa. L’arrivo di un’altra persona «permetteva alla dottoressa di divincolarsi e scappare via». Il 9 dicembre tocca a un’altra collega: «La blocca, la fa sedere su di lui, la tocca nelle parti intime…». Un’altra dottoressa ha riferito che già nel 2015 Michieletti non si era limitato agli strusciamenti ma «si era abbassato i pantaloni davanti a lei… cercando poi di palpeggiarla». Dieci anni di violenze E ancora: nel 2020 si è abbassato i pantaloni davanti a una tecnica di radiologia dicendole: «Guarda che effetto mi fai». Poi aveva continuato a molestarla in sala diagnostica. Durante il Covid una dottoressa arebbe stata «costretta ad un rapporto sessuale completo sulla scrivania dell’ufficio». Un’infermiera le ha subite per dieci anni: «Più volte al mese quando aveva bisogno di sfogare le sue pulsioni sessuali la prendeva per le spalle la conduceva nel suo ufficio e la costringeva ad avere rapporti sessuali». I medici non denunciavano perché condizionati «dalla sua immagine di uomo potente e protetto dalla direzione sanitaria». «Una volta che l’infermiera aveva provato a dirgli di smetterla l’aveva minacciata dicendole di stare ben attenta a quello che faceva». L’Ordine dei Medici Oggi Michieletti lavora in uno studio privato. L’Ordine dei Medici ha infatti revocato la sospensione dalla professione. «Leggeremo gli atti — dice il suo legale, Pietro Roveda —, ed entro venti giorni presenteremo le nostre memorie. Non abbiamo ancora deciso se fare interrogare il mio assistito». L'articolo «32 violenze in un mese e mezzo»: le accuse al primario Michieletti proviene da Open. «32 violenze in un mese e mezzo»: le accuse al primario Michieletti

  • Poliziotto fuori servizio salva due anziani intrappolati nella loro casa a fuoco

    L’assistente capo coordinatore della polizia Geremia Manuel Domingo, in servizio alla questura di Padova, è riuscito a portare in salvo una coppia di ottantenni bloccata in terrazzo per l’incendio a Torri di Quartesolo, nel Vicentino. Per il calore delle fiamme sono esplose alcune cartucce da caccia. I complimenti del questore Odorisio Le esplosioni sono iniziate mentre era ancora dentro. In un appartamento ormai invaso dal fumo e dalle fiamme, con la visibilità quasi azzerata e l’aria irrespirabile, un poliziotto della questura di Padova è riuscito a raggiungere un anziano in stato confusionale e a trascinarlo fuori, mettendo in salvo lui e la moglie pochi istanti prima che la situazione precipitasse. È accaduto nella mattinata di venerdì 22 maggio a Torri di Quartesolo, in provincia di Vicenza. Protagonista dell’intervento l’assistente capo coordinatore della polizia di Stato Geremia Manuel Domingo in servizio alla questura di Padova che, libero dal servizio, si trovava nella propria abitazione quando, poco dopo le 7, è stato svegliato dalle urla provenienti dalla strada. Affacciatosi, ha visto una densa colonna di fumo nero uscire dal garage di una villetta di via Ancona. Sul balcone del primo piano erano bloccati i proprietari dell’abitazione, una coppia di coniugi di 82 e 80 anni, impossibilitati a scendere perché le vie di fuga erano state ormai raggiunte dal fuoco. Il poliziotto non ha perso tempo: ha recuperato una scala a pioli dal proprio giardino, l’ha appoggiata all’abitazione ed è salito fino a raggiungere i due anziani, visibilmente sotto shock. Ma proprio durante quei momenti il marito, disorientato, è rientrato improvvisamente nell’appartamento, già saturo di fumo e gas di combustione. Una scelta che avrebbe potuto essergli fatale. L’agente è entrato immediatamente nell’abitazione, affrontando condizioni estremamente critiche. Dopo alcuni minuti di ricerca all’interno dei locali, è riuscito a individuare l’anziano ormai in forte difficoltà respiratoria. Lo ha raggiunto, sorretto e riportato sul balcone, dove si trovava la moglie, prima di far scendere entrambi lungo la scala e affidarli ai soccorritori. Proprio durante le operazioni di salvataggio, il calore sviluppato dall’incendio ha provocato l’esplosione di alcune cartucce da caccia detenute regolarmente dal proprietario dell’abitazione. Un ulteriore elemento di rischio in una situazione già estremamente delicata. Dopo aver messo in sicurezza la coppia, il poliziotto ha continuato a collaborare con vigili del fuoco e forze dell’ordine per contenere gli effetti dell’incendio, evitando conseguenze ancora più gravi. In particolare è stato scongiurato il coinvolgimento di un’auto a gasolio parcheggiata nel garage e dell’armadio blindato in cui erano custodite armi da caccia e munizioni. I pompieri hanno successivamente domato il rogo, mentre i due anziani sono stati trasportati all’ospedale di Vicenza per accertamenti. Anche l’agente è stato visitato al San Bortolo per un’intossicazione da inalazione di fumi: per lui una prognosi di due giorni. Nella mattinata di sabato 23 maggio il questore di Padova, Marco Odorisio, ha ricevuto il poliziotto per esprimergli il ringraziamento e la gratitudine dell’amministrazione per un intervento che, in pochi minuti e senza alcuna esitazione, ha evitato conseguenze ben più drammatiche. Poliziotto fuori servizio salva due anziani intrappolati nella loro casa a fuoco | Il Mattino di Padova

  • Aggredisce la guardia giurata per 27 euro di merce rubata

    27 euro di cosmetici costano manette e domiciliari ad un 47enne di Napoli già noto alle forze dell’ordine. I carabinieri motociclisti del nucleo radiomobile di Napoli l’hanno bloccato all’esterno di un negozio di abbigliamento in viale Augusto. Aveva appena rubato alcuni prodotti cosmetici e stava minacciando e aggredendo l’addetto alla vigilanza dello store. La vittima è stata portata in ospedale, 21 i giorni di prognosi. L'uomo è stato arrestato per rapina impropria ed è ora ai domiciliari, in attesa di giudizio. ISCRIVITI AL CORSO

  • TIRANNIA DIGITALE: Dipendenza da Smartphone tra Neuroscienze e Criminologia

    La costante connessione offerta dagli smartphone ha ridefinito la nostra quotidianità, ma ha anche introdotto un fenomeno emergente e inquietante: la dipendenza da smartphone. Ben oltre una semplice abitudine, questo disturbo comportamentale solleva interrogativi cruciali non solo in ambito clinico, ma anche per la criminologia, toccando temi di controllo sociale, capacità decisionale e rischio criminale. Durata: 4 ore Modalità: E-LEARNING Canale collegamento: MEET Quota: € 50 STANTARD, € 45 PARTNERS, €40 SOCI Argomenti Formativi: Ø Neuroscienze della dipendenza e del comportamento; Ø Criminologia, devianza e sicurezza nel digitale; Ø Ripercussioni neurologiche e comportamentali Relatori: dott. Luca Mercuri Criminologo Forense Conseguimento: Attestato partecipazione Iscrizione e partecipazione email: squadformazione@gmail.com whatsapp 3885845873

SQUAD

SQUAD                                DIVISIONI                                                          SETTORI                        BENEFICI                                SERVIZI             

Chi Siamo                            Security:  Private Security Companies      Land                                Securjob                                  Legali                   

Soci                                                        Security Officers                             Maritime                        Punteggi Matricolari          Medici                 

Referenti                                                                                                           Aviation                          Crediti Formativi                Fiscali                 

Istruttori                              Military: Military Groups                               Geopolitics                       Vip Pass                                Psicologici         

Progetti                                                Military Officers                              Cyber Security                  Concorsi                               Commerciali       

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Notizie                                                   Police Officers                                Detectives                         Ricollocamento                  

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