Truffa NoiPA non aprire quella e-mail sugli stipendi
- squadsmpd

- 25 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Negli ultimi giorni sta circolando una nuova ondata di e-mail truffaldine che ha messo in allarme migliaia di dipendenti pubblici. Il bersaglio è la piattaforma NoiPA, il sistema che gestisce stipendi e servizi per insegnanti, forze dell’ordine e personale della Pubblica Amministrazione. Approfittando della routine digitale e della fiducia che molti ripongono nei servizi istituzionali, i cybercriminali stanno tentando di sottrarre dati sensibili e credenziali bancarie attraverso un’operazione di phishing estremamente curata. L’obiettivo? Rubare l’accesso all’area riservata delle vittime e mettere le mani su informazioni preziose, con possibili conseguenze economiche molto serie.

Come funziona la truffa che colpisce i dipendenti pubblici
La truffa si presenta sotto forma di una e-mail all’apparenza impeccabile. I criminali hanno ricreato fedelmente la veste grafica delle comunicazioni ufficiali NoiPA: loghi, colori, intestazioni, persino lo stile del linguaggio. Il messaggio arriva con oggetto “Richiesta Integrazione Dati Personali” e avvisa l’utente che, a seguito di presunti controlli sulla banca dati, alcune informazioni risulterebbero mancanti o errate. Per non rischiare di bloccare l’erogazione degli aumenti in busta paga, la e-mail invita a intervenire rapidamente.
Ed è proprio qui che scatta la pressione psicologica. I destinatari vengono avvertiti che hanno appena cinque giorni per aggiornare i dati, pena la perdita degli aumenti stipendiali. Un ultimatum che punta dritto alla paura di subire conseguenze economiche e che induce molti a cliccare senza riflettere. Il pulsante “MODIFICA I TUOI DATI”, ben visibile e posizionato strategicamente, rimanda però a un sito fasullo, un modulo creato appositamente per carpire credenziali e informazioni riservate. Una volta inseriti i dati, i truffatori ottengono l’accesso completo all’area personale, potendo così agire indisturbati e mettere a rischio il conto corrente della vittima.
Questa non è una campagna generica, ma un attacco studiato per colpire categorie ben precise: insegnanti, vigili del fuoco, poliziotti, operatori della PA. Persone che, per lavoro, sono abituate a comunicazioni formali e spesso non hanno tempo di analizzare ogni dettaglio delle e-mail ricevute. La cura con cui è costruita la truffa rende difficile notare immediatamente l’inganno, soprattutto se si è spinti dall’urgenza. Ecco perché è fondamentale imparare a riconoscere i segnali di pericolo prima di cliccare sul primo link apparentemente innocuo.

Come non cadere vittima degli hacker
La buona notizia è che esistono diversi modi per evitare di finire nella rete dei cybercriminali, e molti di questi sono semplici accorgimenti che si possono applicare nella quotidianità digitale. Il primo, e più importante, riguarda l’analisi del mittente: le amministrazioni pubbliche non chiedono mai dati sensibili tramite e-mail non verificabili e non inviano link diretti a moduli esterni per aggiornare informazioni personali. Se l’indirizzo del mittente ha un dominio sospetto — come “noipa.gov.mef” o varianti simili che imitano quello ufficiale — è quasi certamente una truffa.
Un’altra misura essenziale è l’attivazione dell’autenticazione a due fattori (2FA), una barriera aggiuntiva che impedisce agli hacker di accedere al tuo account anche se riescono a rubare la password. Allo stesso modo, è buona pratica evitare di accedere a servizi sensibili tramite reti Wi-Fi pubbliche o non protette. In situazioni di dubbio, la regola d’oro è sempre la stessa: non cliccare, non rispondere, non inserire dati. Meglio contattare direttamente il supporto NoiPA o il proprio ufficio del personale, che possono confermare all’istante se la comunicazione è autentica oppure no.













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