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QUANDO LA FAMIGLIA È MALTRATTANTE (di Daniela Pancani)


( Caso del bambino di Catania di 10 anni, picchiato violentemente dal patrigno con un cucchiaio di legno imponendogli di chiamarlo " padrone" e dal video inserito dallo stesso minore in rete)











indignazione del Magistrato Simonetta Matone: (3) Facebook


ll fenomeno dei maltrattamenti in famiglia è purtroppo molto frequente e talvolta sottostimato.


Nell' immaginario collettivo si pensa alla famiglia come una "base sicura", un luogo di amore e di protezione da cui poter attingere risorse e rifugiarsi. Un luogo che ti prepara ad affrontare il mondo con la sicurezza che deriva dall' aver sperimentato un legame di attaccamento sicuro.


E così il bambino che diventerà uomo, potrà percepire il mondo come un luogo da poter esplorare con la sufficiente sicurezza di base. Potrà costruire relazioni affettive sane, stabili e coerenti, perché ha sperimentato nell' infanzia un attaccamento sicuro.


Al contrario, le vittime di abuso ( fisico, psicologico, violenza assistita, violenza sessuale...), sperimentano in età adulta, legami di attaccamento insicuri e disorganizzati. Percepiscono il mondo come pericoloso e con esso le relazioni affettive, da cui fuggono , attaccano o ne sono dipendenti, sviluppando disturbi post-traumatici da stress, disturbi di personalità, condotte auto o etero aggressive, insicurezze profonde, depressione, disturbi alimentari e talvolta il suicidio.

I maltrattamenti in famiglia, non sono solo quelli legati alla violenza sul piano fisico ma anche quelli caratterizzati dalla violenza psicologica e/o dalla trascuratezza, ipercura ed abbandono.


Tali forme di abuso, inquinano allo stesso modo la possibilità di una armonica crescita, ed hanno identici effetti devastanti, non solo gli abusi familiari che ledono l'integrità fisica ma anche tutte quelle forme di subdola coercizione familiare che producono gravi sofferenze psicologiche nel minore, nonché tutte quelle diffusissime forme di trascuratezza materiale o affettiva che negano al bambino il soddisfacimento dei suoi fondamentali bisogni primari.


La famiglia mal-trattante non è soltanto la famiglia autoritaria e dispotica che agisce violenza fisica, né è solo la famiglia che utilizza strumentalmente il bambino per finalità economiche ( dispute tra genitori in separazione violenta o conflittuale).


È altresi' famiglia abusante anche la famiglia totalmente assente nella vita reale del bambino, quella che abdica ad ogni funzione educativa.

Può essere abusante anche la famiglia che, per un presunto rispetto della libertà del bambino o per un sostanziale disinteresse nei suoi confronti, lo lascia solo ad esplorare una vita che è per lui indecifrabile nei suoi complessi misteri, oppure quella che per iperprotezionismo impedisce al bambino di fare esperienze significative e strutturanti perché tutto è pericolo; quella ripiegata narcisisticamente su se stessa e quindi portata a svalutare ogni realtà fuori di se' e ad inculcare nel figlio l'idea che il mondo, tutto il mondo, è ostile e negativo e che solo il proprio modello familiare è valido e da seguire.


È famiglia abusante anche quella che attraverso il ricatto della riconoscenza, per l'amore dato e i sacrifici compiuti, ingloba il ragazzo in una soffocante rete di relazioni in cui non l'amore liberante è presente ma solo un amore possessivo e distruggente, una simbiosi che non lascia spazio.


Mentre è possibile individuare i casi di maltrattamento fisico diviene assai più difficile identificare i casi di maltrattamento psicologico o di incuria.


Solo una attenta osservazione del bambino e delle sue difficoltà relazionali può essere rivelatrice di gravi insufficienze familiari. Ma è bene anche avere la consapevolezza che neppure i maltrattamenti fisici emergono con chiarezza talvolta, perché è forte l'omertà tra i genitori ed è difficile che per tutelare il bambino si rinunci, attraverso la denuncia dell'abuso, a mantenere il rapporto di coppia che si ritiene "soddisfacente", perché difficilmente il bambino rivela l' abuso in quanto, malgrado tutto, il genitore maltrattante costituisce un punto di sicurezza che non può essere abbandonato, perché inoltre il bambino è portato a giustificare chi lo maltratta anche addossandosi colpe che non ha.


Perché la più generale omertà tra adulti porta anche chi non fa parte della famiglia a tacere, anche per evitare reazioni da chi si percepisce violento e quindi pericoloso, perché non sempre i professionisti che sono a contatto con i minori (i medici, gli insegnanti)sanno percepire i segni, anche eloquenti, dell'abuso.


E poi ci sono storie di adultizzazione precoce, come nel caso in questione.

Storie in cui l' allarme viene lanciato in rete, in un tentativo disperato di essere salvato da qualcuno che potrà vedere l' inferno vissuto dentro casa.


Un bambino di 10' anni che ha dovuto diventare "genitore di sé stesso" perché gli mancavano purtroppo tutti i riferimenti affettivi di stabilità e protezione emotiva. Si è protetto da solo, inserendo il video in rete dal cellulare del nonno.

Il video schok sembra essere stato ripreso da una delle sorelline ( Vittime anche esse di violenza assistita).


In tutto questo scenario non c' è solo l' " uomo " violento ed abusante.


Faremo un grande errore a considerare solo il patrigno il mal- trattante.


Esiste la compiacenza della madre che assiste senza fare niente ai maltrattamenti, esponendo anche gli altri minori a questo scenario di violenza reiterata. Una donna che sceglie di avere accanto un uomo violento.



Sono le " madri tossiche", quelle con il latte velenoso, che invece di nutrire avvelenano.


Una madre che collude ( come spesso accade negli abusi) e che crea un terreno facilitante le condotte di violenza. Una perversione di coppia pericolosa che assume caratteristiche criminali.


Esiste quindi una " coppia abusante".


Ed è anche su questo aspetto che il bambino dovrà fare i conti nel suo percorso di vita.


Non solo rispetto all' identificazione maschile maltrattante ma anche verso un femminile assente e non protettivo.


Come Psicoterapeuta e Criminologa Forense mi auspico che questo bambino venga attentamente seguito e sostenuto in un percorso di Psicoterapia, così come le sue sorelle, vittime di violenza assistita, silenziose custodi dei segreti di famiglia.

A questo piccolo grande uomo, che ha mostrato e dimostrato grandi capacità di maturazione, ed un grande istinto di sopravvivenza, auguro di poter trovare finalmente il suo luogo sicuro, un luogo in cui possa permettersi di essere bambino, cosi come anche alle sue sorelline.



Un luogo chiamato "casa", un luogo chiamato "famiglia sana".

Dr.ssa Daniela Pancani

Psicoterapeuta e Criminologa Forense

Master Costellazioni Familiari


 articolo della dr.ssa Daniela Pancani si

 Laurea in Psicologia dello Sviluppo e

 dell'Educazione per poi conseguire la

Specializzazione in Psicoterapeuta Individuale e di Gruppo ad Indirizzo Psicoanalitico Interpersonale Umanista. Consegue Master Universitari in diversi  indirizzi, quali ( Disturbi del Comportamento Alimentare in Età Evolutiva, Mediazione Familiare e un Master di II Livello in Psichiatria, Psicopatologia Forense e Criminologia). La sua esperienza nasce nei Centri di Salute Mentale del territorio Fiorentino e nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura dei Servizi Pubblici. Svolge la sua formazione prevalentemente nei Centri Antiviolenza, nel Codice Rosa e negli Ambulatori dedicati alla Psichiatria Forense. Svolge anche incarichi di Consulente Tecnico e di Perito sia d' Ufficio che di parte. È stata anche Dirigente Psicologo del Serd e della Salute Mentale Adulti per l' ASL Sud Est. La sua esperie nza riguarda prevalentemente la presa in carico psicologica e psicoterapica di individui, gruppi e famiglie, sia con modalità gruppali che in sessioni individuali. Ha collaborato attivamen te anche per Associazioni a tutela delle vittime di reati violenti, impegnandosi oltre che per la presa in carico clinica, anche attraverso le associazioni, per cambiare l' ordinamen- to giuridico vigente, attraverso la diffusione di pdl a tutela della persona. Sviluppa poi interesse per la Medicina Complementare, conseguendo un Diploma di Istruttore di Mindfulness Protocollo MBSR per la riduzione dello Stress, diploma di Auricoloterapeuta secondo la Medicina Tradizi- nale Cinese, Massaggio Ayurvedico e di Operatore Olistico del Benessere e Coach delle Relazioni Affettive. Concepisce gli aspetti legati all' integrazione mente/corpo/ anima, come componenti indivivisibili per il raggiungimento del benessere della persona. Sviluppa pertanto anche interessi alle Discipline Sportive, conseguendo un Diploma di Personal Trainer riconosciuto dal CONI, di Istruttore di Kettlebell e di Alimentazione nello Sport. Sta svolgendo anche un training di apprendimento per la difesa personale attraverso il krav maga e una formazione di fit-boxe, appassionandosi alle discipline di combattimento sia come filosofia per un corretto stile di vita, che di migliore gestione emozionale e delle performance. Attualmente è orientata nell' ambito della sicurezza e disponibile a fornire un proprio contributo personale e professionale. GPG e iscritta ad una formazione per Investigazioni Private. La sua formazione ed attitudine personale è pertanto caratterizzata da una visione Olistica della Persona. E' attualmente Libera professionista in ambito della sanità privata.  Master internazionale in costellazioni familiari



 
 
 

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