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Come ridare alla “Sicurezza”, senza sminuirla, la sua vera Identità! (dr.ssa Bellomi Daniela)

Ridiamo alla Sicurezza la sua vera Identità: Sicurezza = Senza Preoccupazione.

Questa Italia – e non solo Lei, come Stato – fantasiosa !

Il “compitino” o “ardua impresa” che dir si voglia è definirla, questa Sicurezza !

La Sicurezza è una condizione oggettiva garantita o esente da eventuali pericoli; è una certezza.


La Sicurezza, nata come “Pubblica Sicurezza”, nella sua vecchia denominazione della Polizia di Stato, oggi, è denominazione del Dipartimento del Ministero degli Interni da cui dipende, anche, la Polizia.


La Sicurezza Pubblica è la condizione oggettiva di uno Stato in cui sia garantito ai singoli il tranquillo svolgimento delle proprie attività.


La Sicurezza Sociale è anche l’Assistenza Economica e Sanitaria pianificata per legge.


La Sicurezza e’ cautela contro eventualità spiacevoli; è tranquillità, che costituisce garanzia e difesa da eventuali pericoli, oppure contro il furto o la fuga.


La Sicurezza è Sicurezza Attiva e Sicurezza Passiva: un complesso di condizioni e di dotazioni di strumenti che riducono i rischi di incidenti e la loro gravità in un autoveicolo, rispettivamente in assetto di marcia ordinario e in caso di urti.


La Sicurezza e’ piena acquisizione di una capacità; è padronanza, è perizia: è guidare con Sicurezza; è tradurre con Sicurezza.


La Sicurezza è Consapevolezza di quanto si fa o si dice; è decisione, è risolutezza, è agire, è “affermare” con Sicurezza.


La Sicurezza è carattere assolutamente attendibile e degno di credito.


La Sicurezza è, in senso soggettivo, fiducia assoluta, certezza.


La Sicurezza è assenza di Pericolo: condizione in cui sono eliminati o minimizzati rischi per l'incolumità fisica, la salute o l'integrità di beni.


La Sicurezza èProtezione e Prevenzione: l'insieme di misure (norme, dispositivi, controlli) finalizzate a garantirne l'incolumità.

La Sicurezza e’ Certezza e Fiducia: stato d'animo di chi non ha dubbi o si sente tranquillo e fiducioso.

La Sicurezza è’ Fiducia in sé stessi: padronanza, abilità e risolutezza nel compiere azioni o prendere decisioni.

La Sicurezza e’ Stabilità Sociale ed Ambientale: stato di un sistema (economico, sociale, infrastrutturale) solido e affidabile, al riparo da imprevisti o crolli.

La Sicurezza è la condizione, oggettiva o percepita, di essere al riparo da pericoli, rischi o danni, garantendo protezione, stabilità e assenza di minacce. 

La Sicurezza può essere definita, operativamente, come la conoscenza di assenza di stati indesiderati in un determinato contesto o sistema.


Ma l’elenco sembra non essere ancora terminato !

La parola Sicurezza si trova nei più disparati contesti: dalle attività lavorative alla vita domestica, dagli hobby al gioco e allo sport. E non solo...Sicurezza nelle Abitazioni ed Edifici, Sicurezza Ambientale, Sicurezza sul Lavoro, Sicurezza da Atti Criminosi, Sicurezza Alimentare, Sicurezza delle Informazioni, Sicurezza Stradale, Sicurezza Informatica, nota anche come Cybersecurity o Sicurezza IT, Sicurezza Aziendale, Sicurezza Ecologica, Sicurezza degli Ecosistemi, Sicurezza  Domestica, Sicurezza Personale, Sicurezza Umana, Sicurezza ICT, Sicurezza di Rete, Sicurezza Energetica, Sicurezza  delle Risorse, ecc.

E, tornando alla nostra domanda...come facciamo a ridarLe la Sua vera Identità ?

Semplicemente partendo dalle origini, come per ogni obiettivo che si voglia davvero raggiungere !


Etimologicamente, la parola deriva dal latino securus, composto da se- (senza) e cura (preoccupazione), indicando letteralmente l'assenza di ansia o di necessità di preoccuparsi. Dal latino “securus” (senza preoccupazioni), definiamo un termine che abbraccia l'incolumità fisica, la certezza psicologica, la fiducia in sé stessi e l'adozione di misure preventive.

Ma “senza preoccupazione” non significa “Sicurezza totale o "rischio zero" !

Il punto di partenza è la Consapevolezza che, in senso assoluto, la Sicurezza non è traducibile nella Vita reale, anche con la migliore applicazione delle Norme di Sicurezza.

Si può e si deve rendere più difficile il verificarsi di eventi dannosi e di incidenti e si può lavorare bene per tradurre il tutto in una sempre migliore qualità della Vita. Si può e si  deve trasmettere ed infondere un senso di Sicurezza e una maggiore percezione di “assenza di pericoli”.


Il presupposto della Conoscenza è fondamentale da un punto di vista Epistemologico, poiché un sistema può evolversi senza dar luogo a stati indesiderati, ma non per questo esso può essere ritenuto sicuro. Solo una Conoscenza di tipo scientifico, basata quindi su osservazioni ripetibili, può garantire una valutazione sensata della Sicurezza.

E’ solo attraverso una buona conoscenza che si potrebbe smettere di “inciampare” ed  utilizzare bias cognitivi che distorcono la realtà dei fatti, confrontando la Sicurezza di due distinti sistemi in maniera errata.


Uno degli esempi più diffusi è quello per cui molte persone tendono ad assegnare ai viaggi in aereo un elevato rischio rispetto ai viaggi in automobile, sebbene le statistiche affermino esattamente il contrario: si stima, infatti, che l'automobile sia 60 volte più pericolosa dell'aereo. In tale visione distorta, il rischio percepito dei viaggi in aereo è assai maggiore del rischio reale, mentre il rischio ascrivibile dei viaggi in automobile è assai minore del rischio reale, fino al punto di fare supporre che i viaggi in automobile siano molto più sicuri di quanto lo siano realmente, con evidente sottovalutazione del rischio associato alla guida delle automobili e, di conseguenza, maggiore rischio di incidente stradale.


Un altro esempio di visione distorta della Sicurezza riguarda la pericolosità degli animali. Sebbene molte persone pensino che leoni, squali e lupi siano animali assai più pericolosi dei cani, secondo un'analisi statistica di ScienzeAlert del 28 febbraio del 2018, dal titolo "Deadliest creatures worldwide by annual number of human deaths as of 2018", gli squali ogni anno provocano "solo" 6 morti umane, i leoni 22, e i lupi 10, contro un numero assai maggiore di morti provocate da animali che, nel pensiero comune, non sono in genere ritenuti altrettanto pericolosi, quali, in ordine decrescente: le zanzare (750.000), gli stessi esseri umani (437.000), i serpenti (100.000), i cani (35.000), le lumache (20.000), le cimici (10.000), le mosche (10.000), i lombrichi (4.500), i coccodrilli (1.000), i vermi parassiti (700), gli elefanti (500) e gli ippopotami (500).

E’ attraverso la Conoscenza che arriviamo anche a conoscere “sinonimi” e “contrari”, che aiutano  a comprendere maggiormente l’identità della Sicurezza semplicemente perché, se a volte è difficile comprendere ed assimilare nella sua complessità un concetto, è assolutamente vero che quando abbiamo a disposizioni sinonimi e contrari riusciamo ad allargare il nostro campo visivo e percettivo. 

Nel caso della Sicurezza e della comprensione della sua vera identità i sinonimi giocano un ruolo forte perché è sufficiente leggerli o elencarli per rafforzare un significato che, troppo spesso, tende a perdersi.


Garanzia, protezione, incolumità, tutela, stabilità, certezza, convinzione, padronanza, fermezza sono alcuni dei termini che aiutano a comprendere.E, nel caso specifico, anche i contrari incidono profondamente: pericolo, rischio, minaccia, incertezza, insicurezza, dubbio.

Una volta accolta la provenienza Etimologica, ovvero “conosciuto il vero nome” della Sicurezza, quindi dalla Sua radice etimologica: se-curus (privo di cura/preoccupazione) si può  passare al suo  significato profondo ! 


E il significato profondo è che la Sicurezza e la sua vera Identità sono “ l'assenza di minacce esterne oltre alla percezione psicofisica di non essere in pericolo” per approdare alla sua naturale evoluzione: non solo la condizione interiore, ma anche l'affidabilità di strutture, oggetti o situazioni. Operativamente può essere definita come la Conoscenza di assenza di stati indesiderati in un determinato contesto o sistema.

A NON aiutare, nel processo di Conoscenza reale, intervengo, tra gli altri, alcuni approcci che aprono contestazione e dibattiti. Come se già non regnasse “Sovrana” la confusione attorno a questo termine che, per caso o per destino, porta in sé una grande Responsabilità e un grande Potere! Una Parola, una singola Parola, che - quando pronunciata sia nel suo senso positivo che negativo - impatta fortemente e decisamente sulla percezione umana. E che è, anche, in grado di provocare reazioni ! Reazioni - da immediate a croniche -  talvolta efficaci e proattive ma, sfortunatamente, nella maggior parte dei casi , controproducenti al suo stesso obiettivo nonchè significato.


Poiché non è possibile sapere, con precisione, fino a che punto qualcosa sia 'sicuro' (e una certa vulnerabilità è inevitabile), le percezioni della Sicurezza variano spesso molto. Ad esempio, la paura della morte per terremoto è comune negli Stati Uniti, ma scivolare sul pavimento del bagno uccide più persone; in Francia, Regno Unito e Stati Uniti, ci sono molte meno morti causate dal terrorismo rispetto alle donne uccise dai loro partner in casa.

Un altro problema di percezione è l'assunzione comune che la semplice presenza di un sistema di Sicurezza (come le Forze Armate o I Software Antivirus) implichi Sicurezza. Ad esempio, due programmi di Sicurezza Informatica installati sullo stesso dispositivo possono impedirsi, a vicenda, di funzionare correttamente, mentre l'utente presume di beneficiare di una protezione doppia rispetto a quella che, un solo programma, potrebbe offrire.


“Il teatro di Sicurezza” è un termine critico per misure che cambiano la percezione della Sicurezza senza necessariamente influenzare la Sicurezza stessa. Ad esempio, segni visivi di protezioni di Sicurezza, come una casa che pubblicizza il proprio sistema d'allarme, possono scoraggiare un intruso, indipendentemente dal fatto che il sistema funzioni correttamente o meno. Allo stesso modo, la maggiore presenza di personale militare nelle strade di una città, dopo un attacco terroristico, può aiutare a rassicurare il pubblico, indipendentemente dal fatto che riduca o meno il rischio di ulteriori attacchi.


Ma se, come abbiamo compreso, oltre alla derivazione ed alla compresione consapevole, la Sicurezza necessità della collaborazione percettiva degli esseri umani per essere realmente restituita alla sua vera Identità è dato di fatto – non discutibile -  che la responsabilità vada cercata ed affidata agli esperti del Settore. 


Ed è proprio qui, escluso l’ambito di Divisione Militare e di Polizia, che avviene il primo processo di disinformazione ! Ed è qui che  vengono posate le prime pietre di un totale allontamento dalla realtà: nessuno più della maggior parte degli esperti del Settore definisce se stesso e il proprio ambito “non correttamente” ma confusamente, facendo rientrare “diversi tutto” in un grande ed unico “contenitore”:  la Sicurezza appunto ! 

E passo dopo passo ci siamo allontanati così tanto che pronunciare quella parola al posto di quella corretta è prassi ! Ed è una prassi tollerata !


Ed è questa la prima azione da mettere in gioco concretamente: deve finire l’epoca della tolleranza verso la “non proprietà” di linguaggio e deve ricominciare quella  delle corrette definizioni. 

Non si sta “giocando” in un ambito qualunque, ma proprio in uno dei pochi dove le Vite Umane possono diventare le vittime di una leggerezza non accettabile.

Dott.ssa Daniela Bellomi, quale Specialista della Sicurezza. Una formazione ibrida – Umanistica e Tecnologica – ha delineato una Self employed Strategist and Consultant,
sia nella figura dell’ Educator che in quella del Researcher: esperienza trasversale finalizzata agli obiettivi, alla misurazione dei parametri funzionali al progresso, alla valorizzazione delle competenze:
semplificazione dei problemi, gestione diplomatica dei conflitti, negoziazione e pianificazione strategica migliorano, differenziano e portano al raggiungimento di risultati concreti. Una carriera professionale, con ampie interazioni dinamiche ed interattive vissuta e rivolta sia alle Divisioni di Sicurezza private che a quelle delle Forze Militari e delle Forze di Polizia. Delinea – con valori etici e morali – strategia e successo.

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