top of page

Morire in Live Streaming: lo Smartphone” che Anestetizza l’Istinto di Fuga Perché i ragazzi di Crans-Montana hanno filmato invece di scappare? (di Mariana Berardinetti)


L’immagine di Crans-Montana avvolta dalle fiamme nella notte di Capodanno rimarrà impressa non tanto per la forza distruttrice del fuoco, quanto per quella, altrettanto prepotente, di una distrazione collettiva. In quello che avrebbe dovuto essere un momento di panico e fuga, abbiamo assistito a una selva di smartphone sollevati verso il cielo, braccia tese a catturare pixel mentre l’aria si faceva irrespirabile. Questo episodio non è solo un fatto di cronaca, ma il sintomo di una profonda mutazione pedagogica e antropologica: la nascita di una generazione che ha sostituito il corpo con lo schermo e la sopravvivenza con la testimonianza. Il fatto che giovani tra i 16 e i 20 anni abbiano privilegiato l’inquadratura rispetto alla fuga conferma che la mediazione digitale è ormai una struttura dell’essere. Ciò che osserviamo è l’attuazione di un Vetro di protezione (l’illusione ottica): lo smartphone diventa uno scudo psicologico. Il ragazzo che filma l’incendio si sente protetto dall’interfaccia; finché l’evento è confinato nel rettangolo dello schermo, resta “gestibile”, un semplice contenuto multimediale che non può ferire. Questo filtro finisce per anestetizzare il Cervello rettiliano (l’istinto di sopravvivenza disattivato). In presenza di un pericolo immediato, questa parte ancestrale del nostro encefalo dovrebbe innescare la risposta di fight-or-flight (attacco o fuga), preparando il corpo allo scatto vitale. Tuttavia, se la mente percepisce l’evento come un “video”, questo interruttore biologico non scatta: il fuoco smette di essere una minaccia fisica per diventare estetica, disinnescando il sistema di allarme che ha permesso alla nostra specie di sopravvivere per millenni. A questa anestesia si aggiunge un profondo Narcisismo della testimonianza (il bisogno di esistere online). L’identità digitale ha preso il sopravvento su quella biologica, generando un paradosso inquietante: la validazione dell’evento conta più dell’evento stesso. Per questa generazione, se un’esperienza non viene pubblicata, è come se non fosse mai accaduta. Documentare il disastro serve a confermare la propria esistenza sociale; si è disposti a rischiare la vita pur di non perdere la “prova” di averla vissuta. La testimonianza dell’esistenza diventa, tragicamente, più importante dell’esistenza stessa. È quella che l’antropologo Ernesto de Martino chiamava “crisi della presenza”: il corpo è tra le fiamme, ma la mente è già nel futuro, nel momento in cui riceverà i feedback della rete. Questa assenza fisica rivela infine un preoccupante Analfabetismo sensoriale (l’incapacità di leggere il pericolo reale). I giovani smarriscono la capacità di interpretare i segnali pre-verbali della natura: l’odore acre del fumo, il crepitio del legno, il cambio della temperatura. Nel mondo virtuale, se le fiamme ti raggiungono, fai respawn e ricominci; nella realtà fisica, la velocità della propagazione non ammette repliche. La capacità logica di prevedere il pericolo viene sacrificata sull’altare dell’inquadratura perfetta, figlia di un corpo che non sa più ascoltare l’ambiente. Il compito della pedagogia moderna è dunque quello di scardinare questo “vetro” illusorio e combattere l’analfabetismo sensoriale. Bisogna rieducare i giovani a percepire il limite e la verità della materia, riattivando quegli istinti di conservazione che la tecnologia sta atrofizzando. La sfida non è il divieto, ma una scelta di campo: insegnare che esistono momenti in cui essere spettatori della propria vita ci priva della possibilità di restare vivi. La pelle brucia anche se non è inquadrata, e la vita accade solo quando decidiamo di posare lo smartphone per tornare, finalmente, a respirare.


Dott.ssa Mariana Berardinetti, Criminal Profiler, Magistrato Onorario di Sorveglianza e Docente Forense

La Dott.ssa Mariana Berardinetti è una Criminal Profiler e Analista Comportamentale specializzata, con un duplice ruolo operativo nel settore giudiziario. La sua expertise unisce l'analisi scientifica dei crimini e della devianza alla conoscenza pratica del sistema penitenziario e della giustizia onoraria.
La Dott.ssa Berardinetti non solo opera nel settore, ma contribuisce attivamente alla formazione dei futuri professionisti, posizionandosi come una figura chiave nel supporto tecnico e giudiziario:
Magistrato Onorario di Sorveglianza (Qualifica avvenuta con specifica nomina da CSM).
Docente e Formatrice per Aspiranti Magistrati Onorari (Ruolo implicito nella docenza e nell'esperienza accumulata).
Direttore del Dipartimento di Pedagogia Giuridica e Docente per la Formazione di Consulenti Tecnici (CTU/CTP), con un focus pratico sul sistema giudiziario. Specializzazione Centrata sul Criminal Profiling Le sue qualifiche e formazioni avanzate sono direttamente funzionali all'attività di profilazione criminale, essenziale per la comprensione delle violenza e del comportamento deviante:
Esperta in Analisi Scientifica del Comportamento umano (Criminal Profiler): Possiede il Diploma di Master in Analisi Scientifica del Comportamento verbale e non verbale e una formazione specifica in Criminal Profiling e Metodologie di Cold Case Investigation.
Analista Investigativa e Criminologa Forense: È Criminologa Esperta in Analisi della Scena del Crimine, con un Master di Specializzazione in Psicologia Investigativa, Analisi Comportamentale, Psicologia Giuridica, Psicopatologia e Psicodiagnostica Forense.
Competenza Trasversale: Ha completato formazioni in Biologia e Genetica Forense e Tossicologia generale e Clinica.
Formazione Accademica
La sua base accademica pluridisciplinare le fornisce la prospettiva sociale e psicologica necessaria per la profilazione e il lavoro giudiziario:
* Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM85) (Università Pegaso, votazione 104).
* Laurea Magistrale in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali (LM88 Sociologia)
Laurea in Scienze dell'Educazione e della Formazione (Università Guglielmo Marconi - Roma, votazione 105/110).



 
 
 

Commenti


SQUAD

codice NATO

NATO

NCAGE AN161

SECURITY MILITARY POLICE DIVISION

codice ONU

  ONU

UNGM398296

codice DUNS

DUNS

D&B 435704113

bottom of page