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I FUOCHI D’ARTIFICIO NEL MONDO CINOFILO (di Bianco Luca)


i botti di capodanno rappresentano un problema molto grave per l’impatto che hanno nei confronti delle persone fragili ed anziane, a livello ambientale e nei confronti dei selvatici e per ciò che rientra più nella mia sfera professionale nei confronti dei nostri compagni di vita a quattro zampe. Per ciò che riguarda questi ultimi il problema rappresenta veramente un argomento su cui volendo ci si potrebbe dilungare all’infinito ma volendo invece rimanere sull’essenziale per non tediare e volendo tralasciare dettagli tecnici significativi quali distanza dal punto di detonazione, entità della detonazione e stato emotivo e di vigilanza del soggetto al momento della detonazione evitando di addentrarci troppo nel tecnico bisogna tuttavia distinguere almeno due fattori/effetti differenti. Il primo fattore è l’impatto generato sui soggetti fobici che hanno già di base una predisposizione a subire qualsiasi rumore molesto e/o improvviso ed imprevisto ed il secondo quello generato sui soggetti che manifestano invece una normale reazione di spavento nei confronti di un rumore improvviso, imprevisto e molesto come la detonazione di un petardo di media o grossa entità volendo generalizzare. Nel primo dei due casi la base fobica del soggetto limita fortemente la possibilità di mitigare gli effetti negativi (che possono provocare ricordiamo anche crisi epilettiche o più nefasti attacchi cardiaci) di un fenomeno dí tale portata e diffusione nel periodo di festa limitando nella maggior parte dei casi la possibilità di interazione da parte del proprietario al solo “isolare ed ovattare” il soggetto fragile e sensibile con tecniche “domestiche” (finestre chiuse ed isolamento nella parte più interna della casa, televisione o musica accesa ad alto volume soprattutto nelle ore più soggette utilizzando magari anche dei tappi di ovatta nelle orecchie per limitare al massimo la percezione del rumore molesto e possibilmente compagnia all’interno della stanza che faccia da conforto e non alimenti il senso di disorientamento del soggetto). Nel secondo caso la possibilità di interazione è invece decisamente maggiore sia a livello preventivo che a livello risolutivo della manifestazione di disagio da parte del cane e spazia dall’approccio del problema attraverso l’addestramento con tecniche di adattamento e desensibilizzazione allo sparo in maniera graduale e progressiva che possono essere adottate già fin da cuccioli sotto forma di gioco e che portano alla “normalizzazione” della percezione della detonazione da parte del soggetto il quale arriverà così ad ignorare il rumore molesto improvviso rimanendo indifferente alla detonazione, alla gestione sempre attraverso l’addestramento dell’eventuale malaugurata crisi di panico scaturita da parte della detonazione percepita senza preavviso o in un attimo di maggiore sensibilità. Personalmente da addestratore cinofilo specializzato non ho mai tralasciato e non tralascio mai durante l’addestramento di trattare preventivamente questa problematica su alcun soggetto in addestramento indipendentemente dall’età evitando che possa insorgere qualsiasi tipo di sensibilità al fenomeno o che possa incrementarsi nel tempo ma piuttosto facendo sì che svanisca totalmente ove già presente. In questa fase mi preoccupo inoltre di non tralasciare mai di formare e rendere edotti i proprietari sulle giuste tecniche di gestione e controllo e sul giusto approccio alla problematica al suo manifestarsi. In molti casi è infatti proprio l’atteggiamento iper protettivo del proprietario o il tentativo amorevole di rassicurare il cane nel momento di maggiore panico con coccole e carezze a far sì che il soggetto fissi negativamente l’evento associandolo allo stato di panico e paura e rafforzando questa condizione emotiva, ciò farà sì che questo stato emotivo si riproduca in maniera crescente e si stratifichi inevitabilmente sempre di più ogni qualvolta si dovesse ricreare la medesima circostanza. Il giusto approccio al problema e’ secondo me e non lo dico per opportunismo, affidarsi ad un professionista dell’addestramento specializzato nel trattamento di tali problematiche che aiuti il proprietario ed il cane insieme e con le giuste tecniche a superare ogni tipo dí fobia sul nascere o già manifesta evitando così conseguenze gravi che possono essere dirette (la salute dell’animale in quanto come accennato risulta a rischio di patologie conseguenti altamente invalidanti o letali e/o eventuali malaugurate reazioni di mordacità per scarico della tensione o per necessità di svincolo finalizzato alla fuga) o indirette (la fuga di un soggetto in panico che può provocare un incidente mettendo a rischio la sua stessa vita, quella del proprietario che tenterebbe di riprenderlo e quella di eventuali malcapitati automobilisti). La gestione di un cane rappresenta una responsabilità multipla e con molteplici aspetti a partire dal suo benessere, dalla sua sicurezza e dalla sua serenità fino ad arrivare al benessere, alla sicurezza ed alla serenità della famiglia che lo accoglie, senza tralasciare assolutamente il benessere, la sicurezza e la serenità di tutti coloro che anche per pochi attimi vengono a contatto con il cane, ciò implica il dovere di ricorrere ad una guida accreditata e professionale che consenta che l’animale sia sempre a proprio agio nell’ambiente urbano in cui lo abbiamo trasporto, adattandosi al meglio ad ogni circostanza senza subirne alcun disagio ed allo stesso tempo senza provocare disagio alcuno negli umani con cui interagisce. Si può raggiungere questo obiettivo solo facendo ricorso alle tecniche dell’addestramento e soprattutto facendolo non in “extrema ratio” nel momento in cui le problematiche sono ormai manifeste ma in maniera preventiva e costruttiva, con lo stesso approccio con cui si chiede ad un figlio di acquisire le giuste regole e norme di condotta del buon vivere civile. Concludo ricordando che il piacere di avere un compagno di vita a quattro zampe e’ strettamente incardinato ad una “conditio sine qua non”, il suo benessere, la sua serenità e la sua sicurezza devono coincidere fermamente con il benessere, la serenità e la sicurezza dei proprietari e soprattutto con quella di tutte le persone con cui giornalmente si interagisce per cui sottolineo e consiglio anche a costo di risultare ripetitivo la validità e l’importanza del supporto di un professionista qualificato che aiuti il binomio proprietario/cane a raggiungere questo importante risultato.

Articolo del dott. Bianco Luca

Classe 1978, studi umanistici come base culturale e molti anni di formazione e professione nel settore della sicurezza privata in contesti e zone ad alto rischio con all’attivo diversi anni di servizi di scorta e tutela VIP e soggetti ed obiettivi sensibili. Svariati anni di servizi svolti nella gestione della sicurezza di locali di divertimento ed eventi pubblici, pianificazione e gestione della sicurezza privata e personale. Numerose attività svolte in formazione di unità cinofila come antisommossa pronto impiego. Svolgo ormai da molti anni la libera professione di addestratore cinofilo specializzato alla quale ho dato corpo negli ultimi anni con una formazione sempre più specialistica che vanta certificazioni ed iscrizioni a registri professionali riconosciute a livello Europeo e che mi consente di operare al meglio nel mio settore. Tra le specializzazioni acquisite, quella di Tecnico Veterinario (attestazione IA numero 342823841415) , un Dottorato in scienza dell’alimentazione animale e nutrizione veterinaria con proclama UNISVET e patrocinato e supervisionato dal Dipartimento Scienze Veterinarie e dall’Università degli Studi di Torino, un Master in Etologia e Biologia del rapporto del cane con l’uomo, con proclama ELBS e CEPAS per PETacademy, svariate specializzazioni teorico pratiche e Master, Farmacologia Veterinaria (attestazione International Academy numero 13122548782), Ematologia Veterinaria (attestazione IA numero 568432592 ), Psicologia del dolore e Terapia del dolore negli animali (attestazione IA numero 136377384021), Primo soccorso psicologico (attestazione IA numero 12842221351 ) Pronto soccorso veterinario (attestazione IA numero 1363324562 )ed Addestratore di cani da Pet Therapy e formatore di binomi da lavoro (conduttore/animale) nella Pet Therapy (attestazione IA numero 09754463021 ) ma avendo sempre più a cuore il benessere e la tutela del benessere animale ho pensato di poter aggiungere ancora qualcosa alla mia professione e professionalità completando un percorso di studi di criminologia. Questo percorso formativo specialistico patrocinato e disciplinato da UniMi e centrato sulla Psicologia criminale ( attestazione IA numero 34689771813) e sulla Criminologia generale ( attestazione IA numero 794678232 ) nonché sul profilo legale e della criminologia forense ha trovato nel mio caso largo impiego nella mia professione consentendomi spesso di utilizzare l’acquisito per approfondire e penetrare le motivazioni devianti e scatenanti dei crimini commessi a carico degli animali. Analizzando le motivazioni, le dinamiche e le conseguenze dei reati commessi ho potuto mettere in molti casi in atto una dinamica di correzione e prevenzione della reiterazione del crimine stesso. Studiando il delitto non solo nella sua realtà oggettiva ma anche nelle sue cause scatenanti, studiando il profilo psicologico del reo ed il suo campo di azione comprensivo delle realtà personali e familiari che appartengono al suo vissuto ed alla sua quotidianità sono riuscito infatti a giungere in molti casi alla concretizzazione di mezzi atti a reprimere il crimine stesso, inibirlo o dissuaderlo ed in molti casi anche alla rieducazione del reo. Attraverso le fasi di ricerca, prevenzione e studio delle conseguenze ho potuto spesso scongiurare l’effetto emulativo scatenato in molti casi da questo tipo di crimini. Nella maggior parte dei casi ho potuto tracciare un profilo dei soggetti inclini a questo tipo di reati che associato allo studio della motivazione deviante ha consentito di monitorare soggetti propendenti a questo genere di crimini al fine di ridurre sensibilmente la possibilità che il reato venga commesso nuovamente o consentendo di bloccandolo sul nascere in alcuni casi. La psicologia criminale rappresenta quel campo di studio interdisciplinare che si pone l’obiettivo di comprendere i processi mentali, emotivi e comportamentali che conducono un individuo a compiere atti criminali, questo approccio rappresenta per me un validissimo supporto che mi consente attraverso la formazione acquisita di mettere in correlazione i processi sopra citati con i responsabili dei reati commessi nei confronti degli animali consentendomi di capirne ed approfondire le motivazioni devianti e le dinamiche evolutive del reato stesso giungendo così spesso a prevedere, reprimere o evitare un nuovo reato prima che venga commesso. Grazie alla criminologia in quanto scienza empirica e multidisciplinare che ha per oggetto lo studio sistematico del crimine, del criminale, della vittima e delle reazioni sociali al comportamento deviante ho potuto sviluppare un metodo di analisi del reato stesso che mi ha consentito in molti casi anche di sottolineare attraverso il reato commesso e la sua analisi una correlazione tra questo genere di reati e la propensione da parte del reo a commettere crimini violenti nei confronti di soggetti deboli ed indifesi trasferendo così la sua potenziale nocività dal soggetto indifeso animale al soggetto indifeso umano. Grazie alla formazione acquisita ed all’esperienza professionale svolgo inoltre da molti anni come libero professionista, attività di consulenza per enti pubblici/privati e associazioni per la prevenzione di crimini, la pianificazione e la realizzazione di sicurezza attiva e passiva nonché per la tutela del benessere animale. Ricopro inoltre il ruolo di consulente esterno per enti pubblici e per privati nell’analisi delle problematiche territoriali che riguardano la sicurezza ed il benessere animale per ciò che riguarda i selvatici, in particolar modo i lupi in natura e gli animali esotici, in particolar modo i grandi felini in cattività. Mi occupo infatti dell’analisi e della verifica delle condizioni di detenzione in cattività e del loro comportamento sul quale interagisco direttamente verificando il giusto equilibrio e la giusta mitigazione e mediazione tra istinto naturale e docile gestibilità.

 
 
 

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