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Gaza, giornalista sviene durante una diretta tv: “Non mangiavo da 4 giorni, anche noi stiamo morendo di fame”

Bevono sale e acqua i giornalisti di Gaza per poter restare in piedi, per poter continuare a raccontare al mondo cosa avviene nella Striscia, per difendere il diritto di cronaca e all'informazione.

Come riporta Al Jazeera 231 giornalisti e giornaliste sono stati uccisi negli ultimi 21 mesi dall'esercito israeliano, il numero più alto che si sia mai registrato in un conflitto. L'ultima reporter ammazzata dall'aviazione di Tel Aviv è Walaa Al-Jaabari, morta insieme al figlio che portava in grembo, al marito e al resto dei loro figli, in seguito a un attacco aereo che ha preso di mira il loro appartamento nel quartiere Tel Al-Hawa di Gaza City. I pochi giornalisti che sono sopravvissuti finora, adesso stanno morendo di fame.

Due giorni fa stavo seguendo un servizio in diretta da Zekim, nel nord della Striscia, dove l'occupazione israeliana aveva appena commesso un nuovo massacro di persone affamate in cerca di cibo. Mentre parlavo in live, ho avuto un crollo fisico. Ho sentito il cuore accelerare, la pressione è calata, ho avuto nausea. Mi sono accasciata. Ho chiesto al collega di poter interrompere: non stavo bene. Stavo male per la fame. Stavo male perché erano quattro giorni che non mangiavo assolutamente niente. Stavo male perché anche io sto morendo di fame come tutti qui a Gaza.


 
 
 

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