Arrestata una guardia giurata per il ferimento del 22enne in centro a Copertino
- squadsmpd

- 21 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Copertino (Lecce) – Una banale lite all’uscita dal locale, la rissa, qualche parola di troppo e poi gli spari col ferimento del 22enne nel centro di Copertino.

Ora si scopre che a esplodere quei colpi sarebbe stato F. A. P., una guardia giurata di 24 anni di Lecce, arrestato dai carabinieri per il grave fatto di cronaca avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi. All’identificazione del giovane, i carabinieri sono arrivati grazie alle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso le sequenze della sparatoria e con l’ascolto di alcuni testimoni. E ora le indagini proseguono per identificare eventuali complici.
La guardia giurata, difeso dall’avvocato Raffaele Benfatto, su disposizione del magistrato di turno, è stato trasferito in carcere.
Come si diceva, a scatenare la violenza per strada sarebbe stata una rissa con alcuni ragazzi del posto all’uscita di un locale, in via Margherita di Savoia, in pieno centro a Copertino.
Il 24enne, secondo quanto dichiarato dopo il fermo, nel lungo interrogatorio in caserma, avrebbe dichiarato di essere una guardia giurata e di essere armato. Ma avrebbe ricevuto la risposta di tornarsene a Lecce. A quel punto avrebbe preso in mano l’arma e, a suo dire, avrebbe esploso un colpo in aria. Poi si sarebbe reso conto che il 22enne era rimasto ferito, ma alla gamba, e sarebbe andato via.

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Continuano a migliorare le condizioni della vittima che, subito dopo l’agguato, si era trascinata in auto, raggiungendo spontaneamente il pronto soccorso dell’ospedale di Copertino con un proiettile conficcato nella mascella. E, ricevute le prime cure, era stato poi trasferito d’urgenza al “Vito Fazzi” di Lecce in codice rosso. Il quadro clinico del 22enne incensurato era apparso immediatamente preoccupante per la complessità della lesione e la necessità di un intervento specialistico che si era reso inevitabile. I militari, nel frattempo, hanno raggiunto il luogo in cui era avvenuta poco prima la sparatoria insieme ai colleghi della Scientifica.




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