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  • Finto dottore fa esami invasivi e abusa delle pazienti, sale il numero delle vittime

    Prato, 24 luglio 2026 – Da guardia giurata a medico specializzato nel trattamento dell’intestino. Il passo è stato breve, grazie alla complicità della moglie. E’ quanto ha scoperto la procura di Prato, diretta da Luca Tescaroli, che nei mesi scorsi ha chiesto al gip, e ottenuto, la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un pratese di 54 anni, ex guardia giurata, accusato di esercizio abusivo della professione medica e abusi sessuali su ben 12 pazienti che in questi mesi hanno trovato il coraggio di farsi avanti e denunciare quello che avevano subito. La procura ha adesso chiuso le indagini nei confronti dell’uomo (che ora è sottoposto al solo obbligo di firma) e della moglie (che dottore lo è per davvero), titolare di fatto dello studio medico dove il marito praticava, senza avere i titoli professionali, il ‘famigerato’ trattamento dell’idrocolonterapia e il ‘breath test'. Il marito è accusato di esercizio abusivo della professione medica e di violenza sessuale aggravata, la moglie deve rispondere di esercizio abusivo della professione “per aver determinato e diretto l'attività di chi ha concorso nell'attività abusiva, al quale ha indirizzato le pazienti”, spiega Tescaroli. Finto dottore fa esami invasivi e abusa delle pazienti, sale il numero delle vittime

  • IA, l’effetto collaterale di cui quasi nessuno parla: gli episodi psicotici legati ai chatbot

    Una piccola parte di utenti mostra segni di disagio mentale Gli autori – esperti del King’s College di Londra e dell’Università Protestante di Scienze Applicate di Bochum – partono da un dato reso pubblico da OpenAI: secondo la società americana che ha sviluppato ChatGPT, lo 0,07 per cento degli utenti attivi mostra possibili segni di disagio mentale legati a psicosi o mania. Dentro questo numero rientrano anche i casi più inquietanti di chatbot che hanno confermato a un utente paranoico di essere sorvegliato e di altri che hanno sconsigliato, dopo specifica domanda, di continuare a prendere farmaci. Come funziona la «spirale dell’amplificazione» Gli autori dello studio hanno individuato un modello, definito «spirale dell’amplificazione». L’idea è piuttosto semplice: una persona già fragile entra in una chat. Magari è isolata, ha bisogno di conferme continue, ha difficoltà a entrare in relazione e a confrontarsi con gli altri, e quindi anche a mettersi in discussione. Il chatbot non si limita a offrire contenuti che poi l’utente interpreta, ma li costruisce insieme all’utente nel momento stesso in cui l’interazione prende vita, fornendo risposte su misura, abbassando sempre di più il livello di resistenza, con il risultato di una spirale che si autoalimenta, come in una bolla autoreferenziale. In buona sostanza, il delirio prende forma durante la conversazione, in sessioni che possono durare anche centinaia di ore. I tre tratti dei chatbot che sostengono le psicosi A sostenere questa spirale ci sarebbero tre tratti del chatbot, che d’altra parte non è un mezzo passivo come potevano essere la radio o la televisione. Il primo è l’allineamento linguistico: il modello prende il tono dell’utente, ne imita il lessico, ne segue il ritmo. La conversazione sembra naturale e proprio per questo si abbassano le difese. Il secondo tratto è la generazione iper-personalizzata: il sistema non si limita a rispondere, ma costruisce contenuti cuciti sulla storia dell’utente, per quanto visibile al chatbot, sulle sue paure e sulle convinzioni condivise con la macchina. Il terzo tratto è la sycophancy, cioè la tendenza a compiacere. Il paper la definisce come la propensione dei modelli a confermare le tesi dell’utente anche a scapito della verità. Si tratta di un dettaglio tecnico, ma dalle implicazioni rilevanti. L’IA conversazionale non offre la “prova di realtà” In pratica, un sistema così disegnato non corregge, non interrompe, non mette attrito, non offre quella che gli esperti definiscono prova di realtà. Al contrario, fa tre cose precise: segue, conferma e rilancia. Così la spirale si avvita su se stessa. Ed è proprio questo il punto che rende l’IA diversa dagli altri mezzi di comunicazione. I social, per esempio, mostrano contenuti già esistenti e li filtrano attraverso l’algoritmo. Il chatbot, invece, li produce dentro una relazione “uno a uno”. Se l’utente dice di essere spiato, il sistema può assecondare quella pista. Se l’utente dice di poter volare, può persino suggerire che la sua convinzione abbia una logica. Entrare nella fragilità mentale e spingerla oltre Gli autori non fanno il passo successivo, dicendo che tutti gli utenti sono a rischio, né che il chatbot da solo basti a spiegare un delirio. Anzi, tengono ben separate le tre componenti del modello e scrivono che, pur essendo descritti insieme come convergenti, i tre meccanismi restano distinti e non vanno sovrapposti. Insistono anche sul fatto che il quadro proposto è ancora da verificare attraverso casi clinici e studi empirici. Eppure è proprio qui che il paper si fa interessante anche al di là del dato clinico: suggerisce infatti che, in determinate condizioni, l’IA possa entrare dentro una fragilità mentale, adattarsi ad essa e spingerla più in là. Non è ancora una prova definitiva, ma è un’ipotesi abbastanza concreta che merita attenzione, soprattutto se si pensa a quanto questi strumenti siano accessibili e persuasivi. IA, l’effetto collaterale di cui quasi nessuno parla: gli episodi psicotici legati ai chatbot

  • Varese, minaccia una coppia con una bottiglia rotta per rapinarli: fermato da una guardia giurata

    I poliziotti sono riusciti poi a bloccarlo e ad ammanettarlo, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. Varese, 24 luglio 2026 – Una serata di paura davanti alla stazione ferroviaria di Varese riaccende l'allarme sicurezza. Un uomo, in evidente stato di alterazione, ha infranto una bottiglia di vetro e, impugnandone i cocci, avrebbe minacciato una coppia gridando: “Datemi 200 euro o vi taglio la gola”. L'episodio si è concluso con l'arresto dell'aggressore da parte della Polizia di Stato. I fatti I fatti sono avvenuti nella tarda serata di giovedì in piazzale Trieste, uno dei punti più frequentati della città. Secondo la ricostruzione, il protagonista della vicenda, un cittadino originario della Costa d'Avorio, avrebbe seminato il panico tra i presenti dopo aver spaccato una bottiglia e aver rivolto pesanti minacce alla coppia. Provvidenziale l'intervento di una guardia giurata, che ha affrontato l'uomo nell'attesa dell'arrivo della Squadra Volante. I poliziotti sono riusciti a bloccarlo e ad ammanettarlo, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. L'uomo è stato arrestato con l'accusa di tentata estorsione e ha trascorso la notte nelle camere di sicurezza della Questura. Nella mattinata di oggi è comparso davanti al giudice del Tribunale di Varese per l'udienza di convalida dell'arresto. L'episodio riporta al centro dell'attenzione il tema della sicurezza nell'area della stazione ferroviaria, da tempo al centro delle preoccupazioni di residenti e pendolari per episodi di degrado e violenza. Varese, minaccia una coppia con una bottiglia rotta per rapinarli: fermato da una guardia giurata

  • Precise Response 2026: Aeronautica Militare ed Esercito Italiano in Canada per rafforzare le capacità di risposta alle minacce CBRN della NATO

    Addestramento con agenti reali, interoperabilità multinazionale e impiego di procedure avanzate per affrontare gli scenari più complessi della difesa CBRN Dall’ 8 al 26 giugno, personale altamente specializzato del 7° Reggimento Difesa CBRN “Cremona” dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare proveniente da più Reparti, ha partecipato, presso il Canadian Forces Base Suffiel in Alberta (Canada), all’esercitazione internazionale Precise Response 2026, uno dei più importanti eventi addestrativi della NATO dedicati alla difesa da minacce Chimiche, Biologiche, Radiologiche e Nucleari (CBRN). L’attività, organizzata dalle Forze Armate canadesi in collaborazione con il Defence Research and Development Canada (DRDC), centro d’eccellenza del Ministero della Difesa Nazionale canadese per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie e capacità operative avanzate, ha riunito assetti specialistici provenienti da numerosi Paesi dell’Alleanza Atlantica e partner internazionali. Nel corso dell’esercitazione, i militari italiani hanno operato in un contesto multinazionale caratterizzato da elevato realismo addestrativo, confrontandosi con scenari complessi e dinamici che hanno richiesto rapidità decisionale, elevata preparazione tecnica e piena integrazione tra le diverse componenti partecipanti. Peculiarità della Precise Response è l’impiego controllato di agenti reali, elemento che conferisce all’attività un valore unico a livello internazionale, consentendo di verificare sul campo procedure, equipaggiamenti e capacità operative in condizioni estremamente aderenti alla realtà. I team del 7° Reggimento Difesa CBRN “Cremona” e dell’Aeronautica Militare hanno condotto attività di rilevazione, identificazione e campionamento di agenti contaminanti, operazioni di decontaminazione specialistica e gestione delle aree contaminate, applicando procedure avanzate riconducibili agli standard NATO e ai protocolli SIBCRA (Sampling and Identification of Biological, Chemical and Radiological Agents) e CCA (Contamination Control Area). La partecipazione all’esercitazione ha rappresentato un’importante occasione per consolidare l’interoperabilità tra le Forze Armate italiane e i partner alleati, verificare l’efficacia delle procedure condivise e incrementare la capacità di risposta a incidenti o eventi CBRN in contesti nazionali e multinazionali, sia in operazioni militari sia a supporto delle autorità civili. Nel corso dell’esercitazione, la componente dell’Aeronautica Militare ha ricevuto il riconoscimento “Top Performance Radiological Contamination”, attribuito per l’elevato livello di preparazione, efficacia operativa e professionalità dimostrati nelle attività connesse alla gestione della contaminazione radiologica.La decontaminazione radiologica comprende l’insieme delle procedure tecniche finalizzate alla rimozione o alla riduzione della contaminazione da materiale radioattivo presente su persone, equipaggiamenti, mezzi e superfici, con l’obiettivo di limitare l’esposizione alle radiazioni, prevenire la diffusione della contaminazione e ripristinare condizioni operative di sicurezza. Il prestigioso attestato ha rappresentato una valutazione di eccellenza nell’ambito delle capacità CBRN espresse durante la Precise Response 2026, premiando la capacità del personale dell’Aeronautica Militare di applicare procedure tecniche avanzate, operare efficacemente in scenari complessi e fornire un contributo altamente qualificato alle attività di rilevazione, identificazione e controllo del rischio radiologico, in piena aderenza agli standard NATO. Attraverso la presenza congiunta di team del 7° Reggimento Difesa CBRN “Cremona” dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, l’Italia conferma il proprio impegno nel rafforzamento delle capacità di difesa collettiva della NATO e nel mantenimento di una componente CBRN moderna, interoperabile e pronta a operare in ogni scenario di crisi. L’esperienza maturata in Canada contribuisce inoltre ad accrescere il patrimonio di competenze specialistiche delle Forze Armate, consolidandone il ruolo di riferimento nel settore della difesa CBRN a livello nazionale e internazionale. Precise Response 2026: Aeronautica Militare ed Esercito Italiano in Canada per rafforzare le capacità di risposta alle minacce CBRN della NATO

  • Petroliera della flotta ombra russa intercettata da una nave da guerra della Marina italiana al largo della Sicilia, l'abbordaggio dei militari

    Tensione al largo della Sicilia. Lunedì 20 luglio, la nave pattugliatore polivalente della Marina Militare Italiana ITS Thaon di Revel, supportata dall'elicottero NH90, ha effettuato l'abbordaggio della petroliera MV South Star (che batte bandiera del Camerun) mentre la nave navigava a sud-est della Sicilia. L'ispezione, condotta nell'ambito dell'Operazione Eunavfor Med Irini, aveva lo scopo di verificare la bandiera della nave, a seguito del sospetto che operasse sotto falso registro, pratica spesso associata alla flotta ombra russa. L'operazione sottolinea l'approccio sempre più attivo dell'Unione europea nell'applicazione delle sanzioni in mare. Al momento la petroliera si trova in porto a Tunisi e non è stata posta sotto sequestro. Il tracciamento Ais operato da Itamilradar mostra che la MV South Star è entrata nel Mediterraneo attraverso lo Stretto di Gibilterra il 16 luglio. Quattro giorni dopo, mentre transitava in acque internazionali a sud-est della Sicilia, la petroliera è stata intercettata dall'ITS Thaon di Revel. La nave italiana ha dispiegato il suo elicottero NH90 e la squadra d'abbordaggio per effettuare un'ispezione di verifica della bandiera, una delle misure di controllo previste dall'Operazione Irini. La missione «Irini» L'operazione evidenzia il crescente ruolo operativo della Marina Militare Italiana nell'ambito dell'Operazione Irini. Anziché affidarsi esclusivamente alla sorveglianza, la missione ha dimostrato la sua capacità di condurre ispezioni marittime non convenzionali utilizzando mezzi navali di prima linea. Come spiega Itamilradar la ITS Thaon di Revel, nave capoclasse delle pattugliatrici d'altura di classe Paolo Thaon di Revel, è particolarmente adatta a questo tipo di missione. Grazie alla combinazione di sensori avanzati, un ponte di volo e un hangar per un elicottero NH90, e alla capacità di abbordaggio, la nave può identificare, avvicinare e ispezionare rapidamente le navi mercantili che operano nel Mediterraneo centrale. Il monitoraggio della flotta ombra russa L'abbordaggio avviene inoltre mentre l'Unione Europea intensifica i suoi sforzi contro la flotta ombra russa. Nei giorni scorsi, gli Stati membri dell'UE hanno autorizzato l'operazione Eunavfor Atalanta per condurre lo stesso tipo di abbordaggi per la verifica della bandiera nell'Oceano Indiano occidentale, estendendo una capacità che fino ad ora era stata esercitata principalmente dall'operazione Irini nel Mediterraneo. Questa evoluzione riflette un cambiamento più ampio nella sicurezza marittima europea. Mentre le sanzioni rimangono il principale strumento economico contro le esportazioni di petrolio russe, le forze navali sono sempre più spesso incaricate di verificarne il rispetto direttamente in mare. L'ispezione della South Star rappresenta quindi più di un singolo abbordaggio: dimostra che le missioni navali dell'UE stanno assumendo un ruolo più operativo nel contrastare l'elusione delle sanzioni. Petroliera della flotta ombra russa intercettata da una nave da guerra della Marina italiana al largo della Sicilia, l'abbordaggio dei militari

  • Caso Abderrahim Fakir, analisi del FNC, fenomeno narrativo crescente. (dott. Riccardo Mambrini)

    Nel noto caso della morte di Abderrahim Fakir abbiamo assistito a tanto violenti, quanto inaccettabili scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, una città messa a ferro e fuoco, più di 200.000€ stimati di danni e 64 agenti finiti in ospedale. Non analizzeremo il caso dal punto di vista tecnico, ciò che si doveva conoscere al fine delle indagini è emerso dai video girati prima del decesso, utilissimo il video della bodycam di uno degli agenti che mostra chiaramente lo svolgimento dei fatti. La domanda che ci dobbiamo porre, se vogliamo evitare che simili “manifestazioni” si ripetano nuovamente è: perché? Perché tanta violenza? Perché una mobilitazione su larga scala per un decesso di una persona? Non abbiamo assistito a “manifestazioni” simili per la morte del capotreno Alessandro Ambrosio, sempre a Bologna a gennaio 2026, così come non abbiamo assistito ad una simile mobilitazione nel caso di Salim el Koudri a Modena, per il quale recentemente, purtroppo, si è registrata la prima vittima, Monica Esposito. E allora perché a Bologna, per Fakir, sí e in altri casi no? Una possibile spiegazione risiede in ciò che io chiamo FNC, Fenomeno Narrativo Crescente. Tale fenomeno deriva dal fatto che l’essere umano si crea una propria narrazione del mondo e della vita, e vi si aggrappa con tutte le forze sostenendo questa narrazione, a volte sino all’estremo. Nel caso di Fakir, la narrazione che ha portato ai violenti scontri è sostanzialmente questa: La Polizia è violenta e brutale, la Polizia è eccessivamente repressiva, arrivando a uccidere i sospettati, la Polizia viene associata al fascismo, la Polizia è espressione di uno stato repressivo e di un sistema corrotto, di conseguenza la Polizia è un nemico e va combattuta con qualsiasi mezzo. Ovviamente è una narrazione interpretativa, non uguale per tutti, che nasce dalla raccolta di informazioni riguardanti i manifestanti e la loro filosofia di pensiero, se pur non tutti possano condividere tutti i punti in toto, la maggioranza dei manifestanti violenti, si riconosce in questa narrazione. Negli altri casi di decessi precedentemente menzionati, la narrazione della Polizia “brutale” non esiste, di conseguenza le persone non percepiscono che ci sia un nemico da combattere, non percepiscono un problema, le azioni degli autori dei reati, talvolta, possono essere addirittura giustificati e, chi manifesta, lo fa pacificamente, per solidarietà alle vittime e non per “combattere” lo stato o il sistema. Analizzato brevemente ciò, possiamo chiederci, come mai le persone si creano una narrazione del mondo anche di fronte all’evidenza dei fatti? Appare ovvio a chiunque si fermi un attimo ad analizzare la situazione che la Polizia non sia un nemico del cittadino, non uccida i sospettati e non è sicuramente associabile al fascismo; nonostante ciò, abbiamo assistito, assistiamo e purtroppo assisteremo, a “manifestazioni” di questo genere; fondamentalmente questo avviene perché l’essere umano si crea un pregiudizio, un’idea fissa, una narrazione, la quale si radica nella sua coscienza, nel suo credo, nel suo modo di essere, questo avviene perché l’uomo ha bisogno di dare un senso rapido alla realtà, egli necessita di sicurezza mentale, controllo sul mondo che lo circonda, per fare in modo di semplificare le informazioni che percepisce e proteggere così il proprio io; questo Fenomeno Narrativo Crescente, è più accentuato nei soggetti che hanno un basso livello culturale, una scarsa autostima, questi necessitano più di altri di una narrazione per gettare le basi dei loro pilastri psicologici, per sentirsi accettati da un gruppo, dalla società, dalle altre persone, di contro, l’FNC viene meno in tutti quei soggetti che hanno una coscienza dell’io più forte e che hanno una cultura più vasta; ovviamente questa non è una verità assoluta, ma vuole solamente essere un’analisi del comportamento umano. I meccanismi che spiegano e supportano la teoria dell’FNC sono quelli accennati prima: - Senso di appartenenza, c’è la necessità di sentirsi parte di un gruppo e si arriva a fare tutto ciò che è in nostro potere pur di essere accettati. - Filtro mentale ripetitivo, si sceglie volontariamente di raccogliere informazioni simili o uguali, riguardanti un fatto, per rafforzare le nostre convinzioni e si esclude la logica e l’analisi del fatto stesso. - Difesa personale, l’essere umano per quanto evoluto, è pur sempre un animale, ha la necessità di avere un nemico da combattere per rafforzare l’identità di gruppo e tende ad idealizzare il proprio gruppo come perfetto od infallibile. Una volta assimilati questi concetti possiamo adottare delle misure per evitare che simili atti violenti contro le forze dell’ordine possano ripetersi. Tali misure non sono di facile applicazione poiché richiedono che l’informazione di massa sia la più neutrale possibile, cosa che ad oggi non avviene o avviene raramente, i media sono influenzati ed influenzabili; i leader, in generale, che siano politici o di altra natura, dovrebbero essere anch’essi il più neutrali possibili, anche ciò è difficilmente applicabile oggigiorno; serve un cambiamento culturale che deve iniziare già nell’età dell’apprendimento, dove, le istituzioni, le scuole, i genitori, i mentori, favoriscano una cultura efficace a 360 gradi, dove la logica e l’analisi devono prevalere sul sentimento e sul risentimento personale e, soprattutto, dove non ci sia spazio per la propaganda. Il processo è lungo, non è attuabile nell’immediatezza, ma è nostra responsabilità tutelare le generazioni future, impedendo il perpetuarsi degli errori passati. Articolo a cura del Referente dott. Riccardo Mambrini

  • Galleria Fenice, guardia giurata denuncia aggressione: "Mi ha sputato e lanciato stampella"

    Una guardia giurata segnala un episodio avvenuto nella notte in Galleria Fenice, a Trieste, chiedendo maggiore attenzione verso una situazione che, a suo dire, si ripresenterebbe da tempo. Secondo il suo racconto, dopo aver invitato un clochard, già conosciuto nella zona, ad allontanarsi, l'uomo avrebbe reagito in modo aggressivo, sputandogli contro e lanciandogli una stampella. La guardia giurata riferisce di essere riuscita a evitare entrambi i gesti senza riportare conseguenze. L' agente privato racconta inoltre di aver contattato il 112 per richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. All'arrivo della pattuglia, sempre secondo la sua testimonianza, gli sarebbe stato riferito che la persona era già nota agli operatori e che, in quel momento, non sarebbe stato possibile adottare ulteriori provvedimenti. La guardia giurata sostiene inoltre che, in passato, al clochard sarebbe stata proposta una sistemazione abitativa da parte del Comune, soluzione che, sempre secondo quanto riferito, sarebbe stata rifiutata. In seguito all'episodio, è intervenuta anche la Segreteria Regionale Friuli Venezia Giulia di ASGRI - Aggregazione Guardie Riunite d'Italia, che ha espresso "la massima solidarietà e vicinanza ai colleghi aggrediti negli ultimi giorni durante i servizi d'istituto in tutta Italia presso strutture pubbliche e private". Secondo l'associazione, le ripetute aggressioni rappresentano "l'ennesima conferma di un sistema di sicurezza privata al collasso", nel quale le Guardie Particolari Giurate sarebbero spesso lasciate ad affrontare situazioni di elevato rischio con un'organizzazione del lavoro e dotazioni ritenute non più adeguate. Per questo ASGRI FVG rivolge un appello a Prefetture, Questure e Istituti di Vigilanza del Friuli Venezia Giulia, chiedendo innanzitutto che nei servizi di pattuglia, pronto intervento e vigilanza di zona venga prevista la presenza di almeno due operatori. Secondo il sindacato, il servizio svolto da un solo addetto espone il personale a rischi elevati in caso di aggressioni, colluttazioni o malori. L'associazione sollecita inoltre l'introduzione di strumenti di difesa non letali, come dispositivi a impulsi elettrici (Taser), bastoni estensibili e spray antiaggressione, oltre all'obbligo di dotare gli operatori impegnati nei servizi esterni di giubbotti antitaglio o antiproiettile e body cam. "La sicurezza non può essere a basso costo. Non possiamo aspettare il prossimo collega in ospedale per intervenire", conclude la Segreteria Regionale FVG di ASGRI - Aggregazione Guardie Riunite d'Italia. Galleria Fenice, guardia giurata denuncia aggressione: "Mi ha sputato e lanciato stampella" — Trieste Cafe

  • Rapina in banca con persone chiuse nel caveau, liberate dai carabinieri

    L'intervento dei reparti speciali dell'Arma a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna Rapina con ostaggi oggi in una filiale della Banca di Imola a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. E' stato un cliente che stava entrando, e che è tornato subito indietro, ad avvisare i carabinieri della rapina che si stava consumando nella filiale bancaria nella zona del parco della Chiusa. Due persone con il volto travisato sono entrate poco prima delle 12.30 dall'accesso principale della banca stessa mentre un terzo malvivente faceva il palo.I cinque clienti presenti e altrettanti dipendenti della filiale sono stati rinchiusi nella stanza del caveau, mentre i due raccattavano i soldi in contante presenti negli uffici: una cifra da quantificare con esattezza, stimata al momento attorno a 50 mila euro. Rapinata del portafoglio anche una cliente. Poi la fuga, poco prima dell'arrivo dei carabinieri. Per accedere e liberare gli ostaggi, i militari sono stati costretti a sfondare una finestra sul retro della banca perché i sistemi di allarme avevano reso inaccessibile l'ingresso principale. Uno dei dipendenti rinchiusi nella stanza ha cercato di uscire, senza successo, da una botola e per questo ha riportato escoriazioni alle mani. Non ci sono state colluttazioni o persone ferite. Uno degli ostaggi, a cui non era stato tolto il cellulare, ha a sua volta chiamato il 112. Tante le telecamere presenti in zona che potranno aiutare ad identificare i malviventi. Il servizio di Nelson Bova Rapina in banca con persone chiuse nel caveau, liberate dai carabinieri

  • Litiga con la moglie in auto e la lascia a piedi in strada con il figlio: poi si schianta contro un muro e muore

    Anatoli Frolov, content creator di nazionalità ucraina e di 33 anni, è morto dopo essersi schiantato con la sua Volkswagen Passat contro una barriera in cemento che delimitava un cantiere stradale. La polizia stradale è al lavoro per cercare di ricostruire nel minimo dettaglio la dinamica dell'incidente. Al momento sembra che l'uomo avesse trascorso una serata con alcuni connazionali a San Teodoro e con la moglie. Tra la coppia prima di salire in macchina sarebbe iniziata una lite proseguita poi anche durante il viaggio. Dopo qualche minuto la donna sarebbe stata fatta scendere dalla vettura prima che il 33enne si immettesse sulla statale. Sarebbe stato fatto scendere anche il figlio di 9 anni, poi l'uomo avrebbe continuato a guidare. Poco dopo, all’altezza del chilometro 117, avrebbe imboccato la strada nella direzione sbagliata: quindi lo schianto contro uno dei new jersey in cemento posizionati a protezione del cantiere. L'impatto è stato violento tanto che la vittima è rimasta incastrata nelle lamiere della macchina. Altri automobilisti hanno dato l'allarme al 112. Sul posto si sono precipitati i sanitari e i vigili del fuoco ma per il 33enne non c'è stato più nulla da fare. I medici non hanno potuto fare altro che accertare il decesso. La polizia stradale è avviato subito i rilievi e gli accertamenti del caso. Il cane si sente male in spiaggia per il caldo e i padroni scappano: muore tra le braccia degli altri bagnanti

  • Sestri Levante, arriva la vigilanza privata per la movida: ecco dove e quando

    A Sestri Levante la sicurezza della movida passa anche da un servizio di vigilanza privata, un presidio rafforzato per tutelare residenti e visitatori durante i mesi di maggiore affluenza estiva, scattato la notte scorsa. Movida Sestri Levante: vigilanza privata per la sicurezza Il servizio, affidato alla società genovese Polinform, prevede l'impiego di quattro operatori specializzati in servizio dalle ore 22 alle 6 del mattino. I controlli sono attivi in via continuativa nelle notti tra mercoledì e giovedì e tra sabato e domenica, e proseguiranno fino al prossimo 29 agosto. Gli agenti della vigilanza privata lavoreranno in stretta sinergia con la security dei locali del centro storico. Il piano prevede inoltre un rafforzamento mirato in occasione di eventi di grande richiamo, a partire dalla tradizionale Barcarolata del 26 luglio, quando quattro operatori presidieranno i varchi di accesso alla manifestazione dalle 19 alle 24. Come è nata l'iniziativa L'iniziativa nasce da un percorso di condivisione tra l'amministrazione comunale, le forze dell'ordine e le associazioni di categoria del centro storico. Il servizio privato si affianca così alle pattuglie notturne della polizia locale, già operative nelle stesse serate per monitorare il territorio. Sul fronte delle misure messe in campo interviene il sindaco Francesco Solinas: "Colgo l’occasione per ricordare, tra i vari provvedimenti presi per una Sestri Levante più accogliente, l’entrata in vigore di un’apposita ordinanza per limitare il fenomeno del consumo di alcol tra gruppi giovanili, in particolare tra minorenni". Il primo cittadino rimarca inoltre l'importanza del lavoro svolto sul campo: "A questo si aggiungono il servizio notturno della polizia locale, i controlli mirati, anche in borghese, da parte delle forze dell’ordine nei locali della movida e il continuo confronto con le autorità locali e con gli esercenti". -- Sestri Levante, movida sicura: partono i controlli della vigilanza privata https://www.genovatoday.it/cronaca/movida-sestri-levante-vigilanti.html © GenovaToday

  • Conclusa l’esercitazione Ermes 1/26

    Addestramento tecnico-specialistico per gli artiglieri dell’ ”Ariete”. Si è svolta, presso l’area addestrativa del Cellina-Meduna, l’esercitazione “Ermes 1/26”, organizzata e condotta dal 132° reggimento artiglieria terrestre “Ariete”, che ha permesso di verificare le procedure di richiesta di intervento provenienti da elementi delle forze di manovra (simulate) e implementare le capacità di integrazione degli assetti APRM (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) all’interno del sistema di artiglieria. L’attività, a cui hanno preso parte assetti del 3° reggimento artiglieria terrestre “da montagna”, del reggimento artiglieria terrestre “a cavallo”, del 3° reggimento supporto targeting “Bondone” e una squadra dell’11° reggimento bersaglieri in qualità di OPFOR (Opposing Force), ha raggiunto molteplici obiettivi addestrativi rivolti in primis agli equipaggi PZH2000 chiamati a garantire il supporto di fuoco in modalità ordinaria e degradata, e ai Fire Support Team (FST) attraverso il sistema Informatico del Fuoco (SIF), con il coinvolgimento di sistemi di comunicazione in fonia e digitale. Il 132° Reggimento artiglieria terrestre "Ariete", di stanza a Maniago (PN), costituisce la pedina fondamentale di supporto al fuoco della 132ª Brigata corazzata "Ariete". Unità dell'Esercito Italiano dotata di obici semoventi cingolati PzH 2000 da 155/52 millimetri, piattaforma che grazie ad un sofisticato sistema di caricamento e puntamento automatizzato, esprime una straordinaria cadenza di tiro e una gittata profonda, doti che assicurano un volume di fuoco tempestivo, preciso in ogni scenario operativo. https://www.esercito.difesa.it/assets/img/fec46a39-9796-40aa-b66d-e207dfdf6acc.jpg

  • Controlli e intelligence: a Savona il vertice tra le autorità doganali italiane e francesi

    Incontro tra le autorità doganali francesi e italiane per rafforzare i controlli nelle aree di confine, lo scambio di intelligence e il contrasto ai traffici illeciti. Visitate anche le strutture portuali di Savona e Vado Ligure. Savona. Si è svolto presso la sede di Savona dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) un importante incontro di coordinamento tra il direttore del Dipartimento Alpi Marittime della Dogana francese, Mikaël LE PIMPEC, e il dirigente dell’Ufficio Locale ADM Liguria 3, Nicola MASSA, la cui competenza è oggi estesa alle province di Savona e Imperia. All’incontro hanno preso parte anche il Comandante Provinciale della Guardia di finanza di Savona, Col. (ISSMI) Aldo NOCETI, e il dirigente dell’Ufficio Antifrode della Direzione Territoriale Liguria, Francesco F. PITTALUGA L’incontro, inserito nell’ambito della cooperazione transfrontaliera tra le autorità doganali dei due Paesi, sviluppata attraverso le attività del Centro di Cooperazione di Polizia e Dogana di Ventimiglia, ha avuto come principale oggetto il coordinamento degli interventi nelle aree di confine, anche mediante l’eventuale costituzione di pattuglie miste, nonché lo scambio di informazioni di intelligence finalizzate a migliorare l’analisi dei rischi e il contrasto dei fenomeni illeciti, talvolta di matrice criminale, che interessano le zone di frontiera e di retrovalico e, più in generale, i territori delle province di Savona e Imperia. L’incontro è poi proseguito con un gradito momento conviviale e con la visita al moderno Cruise Terminal di Savona e alla struttura portuale di Vado Ligure, presso la quale sono state recentemente individuate e poste sotto sequestro due ingenti partite di stupefacenti. Nel corso della visita, i doganieri francesi hanno potuto osservare le moderne procedure di movimentazione dei container impiegate dal terminalista e le attività di verifica ispettiva adottate da ADM. fonte: Controlli e intelligence: a Savona il vertice tra le autorità doganali italiane e francesi - IVG.it

SQUAD

SQUAD                                DIVISIONI                                                          SETTORI                        BENEFICI                                SERVIZI             

Chi Siamo                            Security:  Private Security Companies      Land                                Securjob                                  Legali                   

Soci                                                        Security Officers                             Maritime                        Punteggi Matricolari          Medici                 

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