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549 risultati trovati con una ricerca vuota
- Una brevissima riflessione che lacera la profondità: gli analisti d’Intelligence sanno !
Se interroghiamo un motore di ricerca di uso comune leggeremo che “Non esiste alcuna correlazione diretta, fattuale o investigativa tra le politiche o le vicende giudiziarie di Donald Trump e l'episodio di cronaca avvenuto nella Stazione Centrale di Milano”. I due eventi possono essere raccontati con dettagli ed appare evidente – si pensa – che siano distinti e chiaramente che non ci sia un nesso tra i due. A Milano, il 19 maggio 2026, un uomo armato di arma da taglio ha forzato i varchi di accesso della Stazione Centrale seminando panico tra i passeggeri. L’uomo, 30 anni, cittadino gambiano, è stato immediatamente fermato e disarmato, quindi arrestato. Leggiamo le relative analisi, superficialmente: dinamiche locali di gestione dell’ordine pubblico, microcriminalità e nessun legame con scenari geopolitici internazionali. Nulla che possa essere legato a Donald Trump e alla sua politica estera. Episodi slegati: uno rientra nella cronaca locale milanese, l'altro nella politica e nella sicurezza interna degli Stati Uniti. Ma se poniamo la stessa domanda ad un analista d’Intelligence la risposta non sarà certamente la stessa: ciò che appare non è reale e ciò che non si vede – il nessun nesso – è la sottile trama invisibile che si cela dietro a “singoli elementi”, guardati come tali. Ma bisogna lacerare la profondità di molte sovrastrutture per riuscire ad ampliare la prospettiva, per contemplare una infinita varietà di possibilità. Bisogna portare sul campo la linguistica, l’epistemologia, l’antropologia, la geografia, la politica e ancora molto altro. Bisogna conoscerle e padroneggiarle. Alcune volte bisogna anche aver guardato negli occhi qualcuno in una terra dove stranieri siamo noi. E bisogna sapersi immaginare “grandi potenze internazionali” e guardare il mondo da quella prospettiva. C’è analista ed analista. Ma c’è un’unica Intelligence degna di nota. Quella che vede il sottile filo che lega questi due eventi. E’ quella vera. E’ quella professionale. Articolo a cura di:
- Decimomannu: Generali in servizio e in congedo dell’Aeronautica Militare si incontrano presso l’International Flight Training School
Decimomannu (CA), 11 giugno 2026 – Si è svolto presso l’International Flight Training School (IFTS) di Decimomannu un incontro dedicato ad Ufficiali Generali in servizio e in congedo dell’Aeronautica Militare, finalizzato a rafforzare il legame tra le diverse generazioni di aviatori ed una preziosa opportunità per condividere una visione aggiornata delle principali linee di sviluppo della Forza Armata. “Siamo qui per conoscere da vicino una realtà di eccellenza del Sistema Paese, nata dalla visione condivisa tra Aeronautica Militare e Leonardo e dalla capacità di investire con lungimiranza nella formazione avanzata”, ha evidenziato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, nel suo indirizzo di benvenuto. “L’International Flight Training School rappresenta oggi un modello addestrativo di assoluto riferimento, nel quale innovazione tecnologica, competenze operative e collaborazione industriale si integrano in modo concreto. Qui vediamo realizzato, nella pratica quotidiana, ciò che spesso viene indicato come obiettivo nei consessi nazionali e internazionali: un sistema formativo moderno, credibile, interoperabile e attrattivo anche per partner di primo piano, come dimostrato dall’esperienza degli allievi dell’United States Air Force. È un patrimonio che conferma il ruolo dell’Aeronautica Militare quale forza armata capace di generare competenze, cooperazione e valore strategico per il Paese”. “Approfittiamo di questa sede prestigiosa – ha poi aggiunto il Generale Conserva – anche per condividere una riflessione sul percorso evolutivo e riorganizzativo della Forza Armata, orientato a renderla sempre più coerente con le sfide attuali e future. Tale riorganizzazione rappresenterà un fattore essenziale per valorizzare competenze, consolidare capacità e assicurare che responsabilità e know-how siano posti al servizio del Paese nell’ambito di un sistema sempre più efficace, integrato e orientato all’eccellenza”Nel corso del proprio intervento, il Generale Conserva ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento agli uomini e alle donne del Comando Scuole dell’Aeronautica Militare e del Comando Logistico, che, anche attraverso il Reparto Sperimentale e di Standardizzazione Tiro Aereo, garantiscono ogni giorno l’operatività dell’aeroporto di Decimomannu, assicurando il necessario supporto alle attività addestrative e operative condotte sul sedime. Ha poi preso la parola il Dott. Umberto Panetta che, in qualità di Managing Director Business Unit Services di Leonardo, ha salutato e ringraziato tutti per la partecipazione, sottolineando la profonda sinergia tra l’Amministrazione Difesa e l’Industria nazionale, di cui l’IFTS rappresenta un esempio virtuoso per il Sistema Paese. A seguire il Generale di Divisione Aerea Alberto Surace, Capo del Reparto “Ordinamento e Personale” dello Stato Maggiore Aeronautica, ha tenuto un briefing illustrativo sui principali aspetti capacitivi, organizzativi e infrastrutturali che caratterizzeranno il processo di riorganizzazione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica e degli Alti Comandi della Forza Armata, un progetto di ristrutturazione in fase di studio e finalizzazione mirato a rendere l’organizzazione sempre più efficace a fronte delle risorse assegnate e sempre più pronta a rispondere alle esigenze operative imposte dall’evoluzione dell’attuale scenario geostrategico e del dominio aerospaziale. L’incontro è proseguito con un briefing specificatamente dedicato al programma IFTS e alle attività formative e addestrative assicurate dal 212° Gruppo Volo/IFTS, presentato dal Capo di Stato Maggiore del Comando Scuole AM/3^RA, Generale di Brigata Aerea Paolo Rubino, e dall’ingegnere Giovanni Basile, Senior Vice President di IFTS. Al termine della conferenza, la delegazione ha visitato le principali infrastrutture del Campus: le aule briefing e debriefing, la sala equipaggiamento, il centro sportivo e le strutture alloggiative dedicate ai frequentatori. Particolare interesse ha suscitato l’area simulatori all’interno della palazzina GBTS (Ground Based Training System), elemento cardine dell’ecosistema addestrativo dell’IFTS, dove gli ospiti hanno potuto approfondire e toccare con mano le capacità offerte dai simulatori di volo ad alta fedeltà e dai sistemi sintetici integrati, in grado di riprodurre scenari operativi complessi in un ambiente immersivo e realistico. La piena integrazione tra il T-346A, velivolo attualmente impiegato nella fase IV dell’iter di formazione del pilota militare, e il sistema di simulazione avanzata, rappresenta uno dei punti di forza del modello addestrativo dell’IFTS poiché consente di massimizzare l’efficacia della formazione e preparare i piloti ad affrontare le sfide dei moderni contesti operativi secondo i più elevati standard internazionali. L’iniziativa ha rappresentato un significativo momento di incontro e confronto tra personale in servizio e personale in congedo, offrendo l’opportunità di approfondire le prospettive evolutive dell’Aeronautica Militare e di conoscere da vicino una delle più avanzate realtà addestrative della Forza Armata, oggi riconosciuta a livello internazionale quale centro di eccellenza per la formazione dei piloti militari.
- Piantedosi, ok a decreto sull'IA al servizio delle forze di polizia
ggi approviamo un provvedimento che disciplina per la prima volta l'utilizzo dell'Intelligenza artificiale da parte delle forze dell'ordine. L'obiettivo è mettere a disposizione delle forze di polizia le funzionalità più avanzate, al fine di migliorare l'efficienza delle loro attività. Stabilisce che l'IA è importante strumento di supporto all'azione di polizia, senza mai sostituire il ruolo e le decisioni umane. L'intero provvedimento è permeato da questo principio". Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa al termine del Cdm che ha approvato decreti legislativi per l'adeguamento alle normative europee. Piantedosi, ok a decreto sull'IA al servizio delle forze di polizia - Ultima ora - Ansa.it
- "Mille occhi sul Municipio": il municipio I si affida alla vigilanza privata per la prevenzione dell'insicurezza urbana
Il Municipio Roma I Centro ha approvato un protocollo con Italpol per rafforzare il monitoraggio del territorio attraverso le guardie giurate a giunta del Municipio Roma I Centro ha approvato un protocollo d'intesa con Italpol Vigilanza per avviare il progetto "Mille occhi sul Municipio", un'iniziativa di collaborazione informativa finalizzata a rafforzare il monitoraggio del territorio, la sicurezza urbana e la tutela degli spazi pubblici nella zona centrale della capitale. Un progetto nazionale applicato al territorio L'accordo si inserisce nel programma nazionale "Mille occhi sulle città", promosso dal ministero dell'Interno in collaborazione con l'Anci e le associazioni rappresentative degli istituti di vigilanza privata. L'obiettivo è creare una sinergia operativa tra istituzioni, polizia locale, forze dell'ordine e operatori della vigilanza privata, per prevenire fenomeni di degrado urbano e individuare tempestivamente situazioni potenzialmente critiche. Come funziona il protocollo Le guardie particolari giurate di Italpol Vigilanza, durante il normale svolgimento dei loro servizi, potranno fornire segnalazioni su situazioni di rischio, atti vandalici, disturbo della quiete pubblica, presenza di persone o veicoli sospetti e condizioni di disagio sociale. Le attività riguarderanno luoghi considerati particolarmente sensibili, come centri sociali per anziani, scuole, asili nido e altri spazi pubblici individuati dall'amministrazione Il protocollo non attribuisce agli operatori privati alcuna funzione di pubblica sicurezza: il loro ruolo resta quello di osservazione e supporto informativo, nel pieno rispetto delle competenze delle forze dell'ordine e della normativa vigente. L'iniziativa non comporta alcun costo per il municipio e si configura come una cooperazione istituzionale a titolo gratuito. Il progetto è stato avviato anche grazie alla collaborazione della consigliera municipale Daniela Gallo. Le parole della presidente "La sicurezza urbana e la qualità degli spazi pubblici rappresentano una priorità per il Municipio Roma I Centro. Attraverso questo Protocollo rafforziamo la rete di collaborazione tra soggetti pubblici e privati, promuovendo un modello di prevenzione e monitoraggio che contribuisce a tutelare il territorio, il decoro urbano e il benessere della comunità", dichiara la presidente del Municipio I, Lorenza Bonaccorsi. Il protocollo entrerà in vigore con la sottoscrizione delle parti e resterà valido fino al termine dell'attuale mandato amministrativo. -- "Mille occhi sul Municipio": il municipio I si affida alla vigilanza privata per la prevenzione dell'insicurezza urbana https://www.romatoday.it/zone/centro/centro/mille-occhi-municipio-roma-italpol-sicurezza.html © RomaToday
- Donna decapitata a Scandicci, fermato un uomo senza tetto nordafricano
C'è un fermo per l'omicidio della clochard tedesca di 44 anni il cui cadavere è stato trovato decapitato nell'area ex Cnr di Scandicci (Firenze) il 18 febbraio. La procura di Firenze ha emesso provvedimento per un uomo, un nordafricano, gravemente indiziato di omicidio volontario che è ricoverato in ospedale sotto sorveglianza e piantonamento. Era stato individuato dai carabinieri poco prima del ritrovamento del cadavere mentre versava in uno stato di forte agitazione. Sui suoi vestiti c'erano molte tracce di sangue di cui non avrebbe saputo dare spiegazione. Le indagini, coordinate dalla procura di Firenze, hanno permesso di sequestrare reperti, tra cui un machete e un coltello con tracce di sangue. Machete e coltello erano vicini al corpo della vittima, nel resede di un casolare abbandonato. Nei pressi c'era un cane libero a presidio dell'area. Il fermato è uno dei senzatetto che alloggiano abusivamente nell'edificio. Secondo quanto appreso, il fermato ha precedenti per droga ed in questo periodo era sottoposto a obbligo di firma. L'uomo sarebbe lo stesso che ha allarmato i residenti come il molesto proprietario di un pitbull notato da tempo nella zona. Potrebbe essere lo stesso individuo che il 17 febbraio in stato di alterazione - secondo racconti fatti sul posto da reidenti in passeggiata - aveva infastidito gli altri passanti a passeggio presso l'area cani comunale. Erano poi state fatte intervenire le forze dell'ordine. Ricoverato in ospedale, è stato sedato. La notifica del decreto di fermo gli sarebbe stata fatta dai carabinieri quando le sue condizioni cliniche lo hanno permesso. L'allarme sulla presenza del cadavere della donna è stato dato nella tarda mattinata del 18 febbraio da un altro senzatetto, uno dei molti che si appoggiano al cascinale in disuso e in una tendopoli allestita sul terreno retrostante. Gli inquirenti, che indagano per omicidio, hanno disposto anche una serie di accertamenti scientifici sul machete e sul coltello. Il machete in particolare sarebbe compatibile con l'assassinio della vittima. Il luogo dell'omicidio è davanti a due scuole, una media superiore e un Its, vicino al capolinea della tramvia di Firenze, a 200 metri dal Comune di Scandicci, fra case e palazzi. Donna decapitata a Scandicci, fermato un uomo - Notizie - Ansa.it
- Palermo, la festa per la Giornata della Marina Militare
Le celebrazioni per la forza armata. In porto la portaeromobili Cavour, il sommergibile Venuti e la fregata Schergat, visitabili nel pomeriggio Iniziata a Palermo la cerimonia per la Festa della Marina Militare, che si celebra in tutta Italia e che nel capoluogo siciliano vede il momento principale al Molo Vittorio Veneto, alla presenza delle autorità civili e militari, tra cui il ministro della Difesa Crosetto. La manifestazione rappresenta il momento centrale di una serie di iniziative che nei giorni scorsi hanno animato Palermo con eventi aperti al pubblico, incontri e attività divulgative.
- La Polizia di Stato di Matera ricorda Giovanni Saponara, poliziotto ucciso dalle Brigate Rosse nel 1976
Si è tenuta nel cimitero di Salandra la cerimonia di commemorazione, con la deposizione di una corona di alloro sulla sua tomba, del Brigadiere del disciolto Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Giovanni Saponara, “vittima del dovere” e medaglia d’oro al valor civile alla memoria. Sono trascorsi 50 anni dalla sua morte, avvenuta a Genova nel 1976 ad opera di un commando terroristico delle Brigate Rosse, mentre espletava il servizio di scorta al Procuratore Generale della Repubblica di quella città, Francesco Coco. Alla cerimonia hanno partecipato il Vicario del Questore Stefania Grasso, il Sindaco di Salandra Antonietta Zaccaro, il figlio del compianto Brigadiere Angelo, una rappresentanza dell’A.N.P.S. (Associazione Nazionale della Polizia di Stato), oltre a diversi cittadini. Durante la commemorazione si è tenuto un momento di preghiera officiato dal Cappellano della Polizia di Stato don Giuseppe Tarasco. Al nome di Giovanni Saponara, che ha immolato la vita per il servizio, è intitolata la Sezione della Polizia Stradale di Matera e la locale sezione dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato. Cosa avvenne la mattina dell’8 Giugno 1976: dopo avere prelevato l’alto magistrato dalla propria abitazione, Giovanni Saponara si stava dirigendo con lui verso l’autovettura di servizio, parcheggiata a poche decine di metri di distanza. Prima di arrivarvi, un commando di tre terroristi fece fuoco contro il giudice Coco e il brigadiere, uccidendoli entrambi. Contemporaneamente un secondo commando uccise a colpi di pistola l’autista dell’alto magistrato, l’appuntato dei Carabinieri Antioco Dejana. I terroristi partecipanti all’agguato vennero arrestati dalle Forze dell’Ordine negli anni successivi. Giovanni Saponara era sposato e padre di due figli, di 11 e 8 anni. La Polizia di Stato di Matera ricorda Giovanni Saponara, poliziotto ucciso dalle Brigate Rosse nel 1976 - Questura di Matera | Polizia di Stato
- L’incidente dell’Apache USA e il salvataggio col drone marino: “Operazione mai vista prima”
Nelle scorse ore un elicottero d'attacco Apache dell'esercito statunitense è precipitato al largo delle coste dell'Oman, nei pressi dello Stretto di Hormuz, durante una missione di pattugliamento nelle acque regionali. I due membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo, come ha confermato il Comando Centrale delle forze armate (CENTCOM) che non ha fin qui specificato le cause dell'incidente. Il velivolo è stato abbattuto dal fuoco iraniano oppure ha riscontrato un guasto meccanico? Le indagini sono in corso, mentre emergono i particolari dell'operazione che ha tratto in salvo l'equipaggio del mezzo. Decisivo il ruolo giocato da un drone particolare: un'imbarcazione di superficie senza equipaggio tra l'altro per la prima volta usata in simili circostanze. Il salvataggio dell'equipaggio dell'Apache Secondo quanto riportato da The War Zone, nella delicata operazione di salvataggio le forze Usa hanno impiegato un USV (Unmanned Surface Vessel, ossia un veicolo di superficie senza equipaggio) della Marina Militare. Mancano i dettagli su quale drone sia stato usato. La Task Force 59, la principale forza droni dell'esercito americano in Medio Oriente, impiega diversi USV, inclusi modelli simili a motoscafi e nuove tecnologie navali senza equipaggio. "Alle 19:33 ET dell'8 giugno, due membri dell'equipaggio di un elicottero AH-64 Apache dell'esercito statunitense sono stati tratti in salvo dalle forze americane dopo che il loro elicottero era precipitato vicino alla costa dell'Oman durante una missione di pattugliamento nelle acque regionali", si legge nella dichiarazione del CENTCOM. Sappiamo soltanto che "i soldati sono stati tratti in salvo in circa due ore e sono in condizioni stabili"e che "le cause dell'incidente sono oggetto di indagine". Gli Apache hanno più volte condotto missioni contro obiettivi navali iraniani nello Stretto di Hormuz e nelle aree limitrofe. In generale, le operazioni di ricerca e soccorso presentano complessità e rischi intrinseci, soprattutto quando condotte in territorio ostile o nelle sue vicinanze.L'impiego di droni navali nelle operazioni di salvataggio notturne ha evidenziato una nuova dimensione per le attività di ricerca e soccorso marittimo (CSAR). L'importanza dei droni Gli USV offrono vantaggi significativi in determinati scenari. Quali? Per esempio, possono raggiungere aree inaccessibili ai mezzi tradizionali e senza il rischio di impiegare ulteriore personale. Non è un caso che le forze armate statunitensi stiano lentamente prendendo coscienza della vulnerabilità dei propri mezzi CSAR e delle distanze necessarie per raggiungere aree altamente difese, in particolare durante un conflitto di pari livello. Da questo punto di vista, l'utilizzo di droni per il recupero del personale diventerà centrale nella strategia militare Usa. Nell'episodio che ha riguardato l'Apache, ancora scarno di dettaglio, un funzionario statunitense anonimo ha dichiarato ad ABC News che un drone con un "design simile a quello di un motoscafo" ha recuperato i piloti dell'elicottero dall'acqua e li ha riportati sani e salvi a terra. A proposito: gli stessi Usv possono essere preposizionati e distribuiti in anticipo lungo determinate rotte di volo, rivelandosi particolarmente utili per le future operazioni di ricerca e soccorso nel Pacifico, dove le forze armate Usa si stanno preparando a potenziali scontri con la Marina e l'aviazione cinesi. L’incidente dell’Apache USA e il salvataggio col drone marino: “Operazione mai vista prima”
- Sorprende ladro: guardia giurata aggredita all’Ospedale di Santorso
Una guardia giurata è stata aggredita nella serata di ieri, lunedì 8 giugno 2026, da una persona che aveva sorpreso mentre cercava di mettere in atto un furto all’interno dell’Ospedale di Santorso. L’agente del servizio di sicurezza era intervenuto dopo una segnalazione e ha fermato il sospettato, poi identificato, che ha reagito colpendolo. Trasportato in pronto soccorso ha riportato un trauma guaribile in 30 giorni. “Il servizio di vigilanza presente in ospedale ha dimostrato l’importanza della sua presenza e funzione – commenta il Direttore Generale dell’Ulss 7 Pedemontana, Giovanni Carretta -, consentendo di intervenire in una situazione che avrebbe potuto essere problematica per operatori e pazienti. Dispiace per le conseguenze fisiche subite dal vigilante, che voglio ringraziare per il suo intervento, augurandogli una pronta guarigione”. “Esprimo vicinanza e solidarietà alla guardia giurata che ieri sera è rimasto contuso nella colluttazione con una persona che si è introdotta nell’ospedale di Santorso. Ha dimostrato professionalità e senso del dovere sospettando di furto l’intruso e intervenendo tempestivamente fermandolo. Al professionista della sicurezza auguro una pronta guarigione e di rimettersi rapidamente sia dai traumi sia dall’esperienza e lo ringrazio per l’abnegazione dimostrata a difesa dei beni della comunità”. Sono parole del presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, venuto a conoscenza dell’aggressione avvenuta ieri sera all’Ospedale di Santorso. Sorprende ladro: guardia giurata aggredita all’Ospedale di Santorso - Vipiù
- Vivere e lavorare in equilibrio con l’avvento dell’IA: dove l’intelligence riesce ma il suo intorno vacilla ! (dott.ssa Daniela Bellomi)
E’ cosa risaputa, è conoscenza diffusa che il prestare molta, troppa importanza a qualcosa – o anche a qualcuno – genera un atteggiamento controproducente: nascono aspettative molto, troppo alte, alcune volte anche irrealistiche e non oggettive e il tutto sfocia – inevitabilmente – in una pressione emotiva sproporzionata. E’ un meccanismo quasi perverso perché offusca il nostro equilibrio di valutazione, andando – da una parte – a sopravvalutare il giudizio esterno – e dall’altra parte – a temere eccessivamente il fallimento. Spesso il risultato è quello di un rallentamento – se non si arriva anche, purtroppo – ad una paralisi delle nostre azioni. E non possiamo dimenticare che le nostre azioni sono il frutto di un ragionamento misto ad altri meccanismi. La maggior parte di questi meccanismi sono psicologici e quando a “qualcosa” viene applicata troppa rilevanza ci si trova poi - a chiedersi – per quale motivo il giudizio degli altri abbia un peso, un valore così importante: semplicemente si è perso l’ascolto consapevole e la capacità di analizzare e filtrare i giudizi degli altri, oltre alla ragionevolezza che ci ricorda che le opinioni altrui non vanno mai sovrastimate e tanto meno che critiche o pareri altrui non definiscono il nostro vero valore. Ma non solo. Psicologicamente questa attitudine ad attribuire eccessiva importanza alla perfezione, al temere il giudizio e l’opinione altrui, porta ansia e stress. Ed entrambe non favoriscono, anzi, bloccano i nostri processi creativi. Non è del successo né della perfezione che ci si deve prendere cura quanto piuttosto della nostra infinita capacità di imparare e di apprendere: è in questa dinamica che troviamo la parte sana che riguarda “l’errore”, una parte integrante della crescita e del percorso evolutivo di ogni essere vivente, se condotto con i criteri corretti. Nelle dinamiche relazionali cercare l’approvazione altrui, temere il giudizio degli altri, essere alla ricerca della perfezione porta a squilibri affettivi ma – e questo riguarda anche l’ambito lavorativo – anche ad una perdita della propria centratura. Perdendo questa il tempo si espande all’infinito e non si è più in grado di restare focalizzati sul semplice principio che “molti” elementi o fattori a cui – nel presente attuale – viene data importanza, in un ipotetico ma certo “domani” non avranno più lo stesso peso. E, ugualmente, si perde il senso dei confini che non si è più in grado di stabilire chiaramente, con l’ovvia conseguenza della dispersione dell’energia mentale che va a dedicarsi – o a perdersi – verso una determinata persona o situazione in maniera eccessiva. Il tutto va a discapito del proprio benessere personale che non deve mai dipendere da un singolo elemento ma da una complessità: lavoro – relazioni ed opinioni vanno a comporre il quadro di riferimento. Coltivare passioni ed interessi emotivi rende il singolo più stabile e meno soggetto a pressioni esterne. L’avvento della tecnologia “invasiva” – i media di oggi – avrebbe dovuto trovarci “forti” e “consapevoli”. Ma non è stato così. E la maggior parte delle persone – sia nella propria vita privata che in quella lavorativa – subiscono le conseguenze del non essersi presi cura con consapevolezza di se stessi. Oggi viviamo in quella che possiamo definire una altissima sovraesposizione mediatica: sui media si parla TROPPO e di troppi argomenti specifici. Questo “troppo” ha due conseguenze naturali ed opposte. Da una parte può essere controproducente per l’argomento stesso perché il carico eccessivo porta alla noia, alla stanchezza, allo scetticismo o ad un deciso rifiuto da parte dell’opinione pubblica, andando sottobraccio alla frammentazione dei contenuti dell’argomento che danneggia lo stesso, a partire dalla perdita di controllo e di precisione della sua stessa narrazione, entrando in un caos di comprensione. Si presta meno attenzione perché ci si abitua istantaneamente alla presenza del tema e si perde la reale attenzione che meritano le reali novità. Dall’ altra aumenta il rischio di contraddirsi e di essere credibili, spesso il tutto accompagnato da dichiarazioni imprecise o da ripetizioni continue. Le persone abbassano la loro soglia di “sopportazione” e si sentono infastidite dall’eccessiva insistenza mediatica e la grande quantità di dettagli si porta come conseguenza la confusione che sfocia nel non comprendere più il messaggio centrale, quello reale, quello importante. Per non parlare delle critiche che possono spaziare tra incongruenze fino ad arrivare ad attaccare la reputazione. Queste e molte altre cose simili si verificano quando si parla in maniera “quantitativa” e non “qualitativa”. Ed anche quando si parla sempre e non solo quando si ha qualcosa di nuovo e di rilevante da comunicare. All’interno di un’analisi di Intelligence lo spazio e il tempo che si è dedicato e si dedica all’avvento dell’IA è un tempo di qualità e non di quantità. Ma pare che questo sia rimasto uno dei pochi ambiti deve regni questo equilibrio: la sovraesposizione mediatica ha colpito – ovviamente – sul proprio campo d’azione anche l’Intelligenza Artificiale con l’effetto di una serie di aspettative assolutamente irrealistiche accompagnate da un abbassamento culturale e cognitivo, oltre ad un perdita di oggettività dei limiti reali della tecnologia. Qualcuno la rifiuta “concettualmente”, mostrando una totale chiusura verso qualcosa con cui già convive e dando dimostrazione – se pur desiderando il contrario – di darLe molta importanza. Questi vanno di pari passo con coloro che – invece – gli attribuiscono una coscienza o una capacità di non fallire che chiaramente non ha. Uno dei suoi tanti aspetti che ha prodotto queste reazioni è chiaramente stato il modello linguistico che “colpisce” la percezione umana nel profondo: la non corretta informazione in merito alla capacità della stessa di poter creare modelli linguistici generando testi basati su probabilità statistiche e pattern linguistici e non su una comprensione reale dei concetti. Ed è confusione, mista a paura e rifiuto, con un pizzico di curiosità. Fieri dell’essere approdati nell’Era dell’Informazione lasciamo che si diffonda la disinformazione. E questo, nelle nostre analisi, è diventato un criterio al quale prestare molta attenzione perché sta andando a distorcere la realtà, facendo salire il nostro indice di attenzione nella scrematura e nell’osservazione. Il fatto che alcuni sistemi di IA possano produrre – come gli esseri umani – affermazioni errate o anche inventate totalmente – definite in gergo “allucinazioni” – ma che non si sia in grado di percepirle perché presentate con assoluta certezza sta generando danni di cui paghiamo e pagheremo caro e salato il conto finale. L’eccessiva fiducia riposta negli assistenti virtuali – a chi non è ancora capitato di dare una risposta e “sentire” nell’aria una voce a caso che “recita” : “chiediamolo all’IA !” ?. Una sorta di dipendenza cognitiva che viene applicata a se stessi e agli altri si accompagna al ricorrere costantemente all’IA per scrivere, sintetizzare e – peggio ancora – decidere quale decisione prendere, andando a ridurre e a non allenare più le capacità cognitive del singolo, dall’apprendimento alla verifica fino alla critica. In un’analisi d’Intelligence l’uso della stessa non è attuato con modalità sconsiderate ma – per fare un esempio assolutamente semplice – nel rispetto della condivisione di dati personali segreti o informazioni riservate. E’ uno dei pochissimi contesti lavorativi dove non si è perso di vista l’obiettivo – che è sempre chiaro e misurabile – e dove non ci si è fatti guidare dall’entusiasmo tecnologico ma si è imparato a farne un idoneo uso nei casi reali. Ma anche in “casa Intelligence” la scivolata in questo malcostume è palpabile. L’avvento di Internet aveva – più o meno – creato la stessa rivoluzione metodologica ed emotiva. Con una differenza: l’IA ha democratizzato l’accesso a capacità che avevamo conosciuto solamente come “umane”. E così che si è acceso un dibattito costante e sul quale stiamo vedendo nascere la sua sovraesposizione mediatica: l’IA è passata da un concetto astratto ad uno strumento quotidiano grazie alla pronta disponibilità per chiunque abbia uno smartphone o un computer. Il suo uso di automatizzazione dei compiti complessi che sta modificando il futuro di molte professioni andando sia a creare paure per la possibile perdita dell’occupazione sia a creare grandi speranze di maggior efficienza e produttività, le urgenti riflessioni e decisioni da prendere in merito ad una normativa che la regolamenti, la tentazione affascinante e tentacolare di poter interagire con la stessa, come se fosse una persona e, al contempo, il dubbio timoroso che possa superare le capacità cognitive umane sono i suoi principali argomenti di confronto e scontro. E’ chiaro che anche nell’ambito dell’ Intelligence il fenomeno IA e tutto quel che ne comporta sia stato preso in considerazione, valutato e abbia avuto il suo degno tempo di attenzione. Ed è ovvio che trattandosi di argomento in continua e folle evoluzione venga sempre monitorata. Ma non con le paure, i timori, i dubbi che indeboliscono quanto con le massime capacità cognitive che possono realmente ponderare la realtà e il fenomeno. Quello che nell’ Intelligence – e quindi nemmeno in un’analisi d’ Intelligence – non viene attuato è “l’effetto megafono”: non è stato dibattuto “oltre” – e non lo viene fatto nel presente quotidiano - diventando virale e creando un ciclo continuo in cui è la stessa attenzione mediatica che alimenta il fenomeno stesso e viceversa. L’effetto megafono porta all’amplificazione sociale del quale vediamo l’effetto che spinge anche chi non se ne intende a parlare. In aggiunta le piattaforme digitali premiano l’interazione ovvero le discussioni che enfatizzano le tematiche, accelerando la loro diffusione. Si passa - spesso – da questa fase a quella della cessazione del fenomeno che smette di sembrare straordinario e diventa parte integrante della quotidianità. E questo ciclo crea spesso una sovra rappresentazione della realtà, dove la frequenza con cui un argomento viene discusso supera di gran lunga la sua reale incidenza pratica. Da non sottovalutare che il cervello umano assimila con difficoltà i flussi continui e quindi mantenere un equilibrio tra l’esprimersi e l’ascoltare è fondamentale. La mente umana tende a non seguire più i concetti quando sono diluiti in troppe parole. E le conseguenze passano dal disagio sociale, all’ansia e all’insicurezza a causa del sovraccarico. L’analista d’ Intelligence – in mezzo a questo panorama – non avendo perso la parte Umanistica sa quanto sia vero che “dire troppo significa dire nulla”. Articolo a cura di:
- La Folgore si addestra in Romania
La Brigata paracadutisti partecipa alla “Scorpions Legacy 2026” e alla “Dacia Lancer 2026”. Si sono concluse nei giorni scorsi in Romania, presso le aree addestrative del Joint National Training Center (JNTC) di Cincu e nella sede della Multinational Division South East (MND-SE) di Bucarest, le esercitazioni “Scorpions Legacy 2026” e “Dacia Lancer 2026”, che hanno visto la partecipazione di assetti della Brigata Paracadutisti Folgore. Le attività, alle quali hanno partecipato in particolare le unità del reggimento “Savoia Cavalleria” (3°) e una componente del 185° reggimento artiglieria paracadutisti “Folgore”, rappresentano nel loro complesso l’annuale evento addestrativo della MND-SE e della Multinational Brigade South East (MNBDE-SE) pianificato dal Ministero della Difesa rumeno allo scopo di consolidare le capacità operative e i procedimenti tecnico-tattici delle unità coinvolte e verificare, nel contempo, il livello di interoperabilità tra i principali Paesi dell’Alleanza e i partner. In uno scenario simulato di combattimento, i cavalieri paracadutisti congiuntamente a truppe provenienti dalla Francia, Spagna, Portogallo, Polonia, Bulgaria e Nord Macedonia hanno preso parte ad addestramenti mirati alla condotta di operazioni difensive e offensive – sfruttando le notevoli possibilità concesse dall’area che annovera anche una zona completamente dedicata alle operazioni in scenario di trincea e alle operazioni in scenario urbano. I reparti schierati hanno avuto la possibilità di incrementare le proprie capacità nell’ambito di operazioni combined arms come la gestione del fuoco anche attraverso l’impiego di sistemi a pilotaggio remoto in una Field Training Exercise (FTX) che ha visto contrapporsi due battaglioni multinazionali in un’operazione continuativa di 96 ore con l’utilizzo del sistema di simulazione MILES. L’attività addestrativa si è conclusa con una Live Fire Exercise (LFX) in cui lo squadrone blindo pesanti e la sezione di artiglieria della Folgore hanno mostrato la loro potenza di fuoco insieme agli alleati multinazionali realizzando una manovra difensiva congiunta che ha visto l’impiego di blindo armate “Centauro”, carri armati “Leclerc”, veicoli da trasporto truppe rumeni “Piranha”, spagnoli “Vamtac” e polacchi “Rosomak”. A corollario delle attività sul campo, una componente del reggimento “Savoia Cavalleria” è stata coinvolta nell’Esercitazione “Dacia Lancer 2026” dove ha partecipato a una Command Post Exercise (CPX) nella condotta di un’operazione offensiva ad altissima intensità che ha visto schierati i posti comando della Divisione e della Brigata Multinazionale. La Folgore è la Grande Unità da combattimento con capacità specialistica dell’Esercito, in grado di esprimere capacità operative efficaci, versatili e “full spectrum”, secondo il principio della massima integrazione inter-arma, interforze e interoperabilità multinazionale. La Folgore si addestra in Romania
- Fugge all'alt dei carabinieri, provoca un incidente e tenta di scappare a piedi
Protagonista dell'accaduto è una 25enne trevigiana, senza precedenti alle spalle: da Bassano si è dileguata ma a Loria, in via Campagnola, causa della perdita del controllo dell'auto, ha terminato la propria corsa in un fossato Nei giorni scorsi, i carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno denunciato una 25enne trevigiana, incensurata, in quanto ritenuta responsabile di resistenza a pubblico ufficiale, fuga e rifiuto di sottoporsi all’accertamento alcolemico da parte di conducente responsabile di incidente stradale in orario notturno. Nello specifico, la donna, verso l'1.20 circa del 31 maggio scorso, mentre era alla guida della propria Renault Clio, al fine di sottrarsi al controllo di polizia da parte dei militari dell’Arma lungo viale De Gasperi, a Bassano del Grappa, si è data alla fuga ignorando l’alt intimato dagli operanti, percorrendo ad elevata velocità alcune vie dei Comuni di Bassano del Grappa, Rosà e Rossano Veneto, fino a giungere nel Comune di Loria, in via Campagnola, dove, a causa della perdita del controllo dell'auto ha terminato la propria corsa in un fossato posto al margine destro della carreggiata. Ma non solo. La 25enne, scesa dal veicolo, ha tentato anche di darsi alla fuga a piedi, senza riuscire nel suo intento, venendo tempestivamente bloccata e posta in sicurezza dai carabinieri, rifiutando di sottoporsi all’accertamento alcolemico. Sul posto è quindi intervenuta un'altra pattuglia della stazione di Rosà che ha proceduto ai rilievi. -- Fugge all'Alt dei carabinieri, provoca un incidente e tenta di scappare a piedi https://www.trevisotoday.it/cronaca/fugge-alt-carabinieri-alcoltest-bassano-31-maggio-2026.html © TrevisoToday












