" Oltre la procedura: cosa accade quando la realtà supera ogni piano di sicurezza" (dott. Francesco Salmeri)
- dott. Francesco Salmeri

- 7 ago
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Oltre la procedura: cosa accade quando la realtà supera ogni piano di sicurezza.
Il 28 novembre 2012, una violenta tromba d'aria si abbattè su Taranto e sul vicino stabilimento siderurgico dell’Ilva, causando gravi danni materiali, decine di feriti e soprattutto , purtroppo , una vittima.
Il tornado arrivato dal mare, colpì l'area industriale in un momento di forte tensione giudiziaria e ambientale per la fabbrica, tale per cui erano in atto servizi a tutela dell’ Ordine e della Sicurezza Pubblica, continuativi , disposti dal Questore.
Mentre la struttura collassava, la teoria del "manuale di sicurezza" andava in frantumi. In quel momento, ho dovuto gestire fronti simultanei :
1. Esternamente ,l'evacuazione del sito industriale attivata internamente : assicurare l’esfiltrazione dalle aree immediatamente circostanti la quota di opificio ( 1500 ettari nella sua intera estensione) attinta dall’evento.
2. La gestione delle arterie stradali: indirizzare i flussi veicolari ordinari su viabilità alternative, per creare un corridoio di sicurezza verso i principali ospedali, rendendo le strade pervie per i soccorsi in area.
3. Il coordinamento interforze: far sì che diverse divise, diverse gerarchie e diverse logiche di intervento parlassero la stessa lingua in tempo reale.
4. Assicurare la filiera delle comunicazioni e delle informazioni verificate, per alimentare i flussi che dalla periferia volgono verso le articolazioni centrali.
5. Garantire il soccorso pubblico alla cittadinanza.
E molto altro.
Il fattore “ Tempo”. Il “tempo di allarme”, pochissimi minuti dalla nota radio di un mio equipaggio allocato in area portuale, coincidente con quello necessario a dare il “ roger that”, e il posteriore della mia autovettura di servizio fu “accarezzata” dalla base del tornado che entrava nel sito industriale. Il “tempo di penetrazione” della minaccia. Le contromisure, il “ tempo di reazione.
Oggi noto professionisti parlare di "Safety & Security" come se fossero equazioni statiche.
La verità che ho imparato in 35 anni di Polizia di Stato — e che ho toccato con mano “sotto le macerie”, è che la sicurezza è una disciplina dinamica. Toccato tante volte, perché 35 anni son fatti di giorni e di ore interminabili. Son fatti di vita e anche di morte.
Si regge sulla capacità di prendere decisioni irrevocabili in assenza di informazioni complete.
Non sono ammessi "profilers" da tastiera per le emergenze reali. Esiste solo la capacità di mantenere la catena di comando e delle comunicazioni, quando il mondo intorno a te sta cambiando repentinamente ed incessantemente forma. Un doloroso training.
Mera accademia e “road university”: ruolo e valore dell’esperienza perché, come autorevoli persone hanno insegnato, la mappa non è il territorio.
La domanda che umilmente pongo a chi è chiamato a gestire prima il rischio, poi gli eventi, di oggi è: siete pronti a all'imprevisto, o vi state solo allenando a seguire le procedure quando tutto va bene?




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