L’INTELLIGENCE E IL DUALISMO CARTESIANO: TRARES COGITANS E RES EXTENSA. (dr.ssa Daniela Bellomi)
- dr.ssa Bellomi Daniela

- 9 ore fa
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Il dualismo cartesiano non è mai stato attuale come ora: inestensione, libertà e consapevolezza da un lato. Estensione, limitazione e inconsapevolezza dall’altro.
Realtà psichica e Realtà fisica.
Il concetto deriva da “Cogito”. E se il punto di partenza del Metodo Cartesiano ha sconfitto – si – il dubbio scettico (iperbolico) ha fatto nascere la necessità dell’esistenza di due mondi: quello del pensiero (cogito) e quello della realta’ (sum). E con Cartesio le sostanze sono
due: il pensiero – la res cogitans – e la realtà – la res extensa –. Ma la sostanza è Una.
E non può essere altro che Una.
Nella Filosofia Cartesiana, “Cogito” è la certezza prima e indubitabile che l’individuo, in quanto soggetto pensante, ha della propria esistenza.
Certo è che “Cogito”, latino Cogito, prima persona singolare del presente indicativo di “Cogitare” propriamente significa “Io penso”.
L’attività di “pensare”: è un processo psichico e mentale fondamentale.
Permette all’Uomo di elaborare informazioni, formare concetti, valutare la realtà e formulare giudizi. E’ una funzione cognitiva superiore che organizza le Idee attraverso l’associazione,
l’astrazione e la simbolizzazione, operando sia a livello conscio che inconscio. Ha uno scopo e una funzione: quella di comprendere, prendere decisioni e risolvere problemi, oltre ad agire in modo consapevole.
E’ una forma di pensiero che include la ragione, il pensiero riflessivo, il pensiero contemplativo e l’immaginazione. E’ un processo mentale che implica la capacità di pesare, valutare, sintetizzare le informazioni.
Include anche la metacognizione, ovvero la capacità di pensare sul proprio pensare, ovvero di monitorare e correggere i propri processi cognitivi.
Il pensiero cognitivo si riferisce ai processi mentali attraverso i quali acquisiamo, elaboriamo ed utilizziamo le informazioni, influenzando il nostro comportamento e le nostre decisioni. E’ una capacità fondamentale che coinvolge operazioni mentali come la percezione, la memoria, il ragionamento e la risoluzione dei problemi. Questi processi ci permettono di costruire rappresentazioni mentali del mondo e di interagire con esso in modo efficace.
I principali processi cognitivi includono percezione, memoria, ragionamento ed apprendimento.
L’applicazione del Pensiero Cognitivo è cruciale in vari ambiti, tra cui l’Educazione, la Psicologia Clinica, la Neuroscienza e non solo.
Comprendere come funziona il Pensiero Cognitivo può aiutarci a migliorare lo sviluppo di strategie di apprendimento più efficaci, in ogni contesto e riguardo ad ogni tematica.
Quando la Società Cinese ByteDance, creò la nota piattaforma di video sharing – Tik Tok - fu accusata da vari Goverrni – e non solo Occidentali – di aver “creato” un’arma Cognitiva suscettibile di “inebetire” l’utenza, di promuovere valori antisociali – e in casi
estremi – di istigare i più vulnerabili al suicidio.
Secondo alcuni esperti l’applicazione è stata una super-operazione psicologica che ha spinto un numero crescente di Paesi a limitare o a vietare del tutto l’accesso alla popolazione. Nella seconda metà dell’Era Obama – e per l’intera durata della Presidenza Trump – la Russia è stata accusata di aver realizzato Operazioni Cognitive negli Stati Uniti per accentuare la polarizzazione tra gruppi politici – in particolare tra democratici e repubblicani – ma anche alimentare dei processi di radicalizzazione in alcune minoranze,
specialmente in quelle afroamericane.
In rete, grazie a Facebook e Twitter, è stata avviata una campagna di influenzamento cognitivo, curata e concretata dall’Internet Research Agency: Influencer e Blogger.
La Storia ci racconta la prima Guerra Cognitiva quella del 1964, in Cile, in occasione delle Presidenziali, causata da autori latinoamericani esperti di Guerre Ibride.
Il Cile, che era noto come il Paese più socialmente coeso e meno politicamente conflittuale del Sudamerica fu, all'epoca, bersagliato da un'intensa campagna di Guerra Psicologica e Informativa da parte della Central Intelligence Agency con l'obiettivo di impedire l'elezione
di Salvador Allende.
Verrà chiamata “La Campagna del Terrore” a causa del livello di violenza politica eccezionale e senza precedenti che ebbe luogo: una violenza prodotta da processi di esasperazione innescati ed indotti nell’opinione pubblica attraverso meccanismi di “infiltrazione” oltre che disinformazione tramite la radio, la stampa e la televisione.
Il terrorismo mediatico funzionò, unitamente al confondimento della società e il candidato democristiano Eduardo Frei Montalva fu eletto dal 56% degli aventi diritto di voto, battendo Allende e raggiungendo un recordo imbattuto. Formò, poi, il Primo Governo monocolore del
secondo dopoguerra, gettando i semi della polarizzazione dei Cileni in opposti estremismi poi maturati e raccolti dalla CIA per portare il Paese alla Guerra Civile tra il 1970 e il 1973.
Un forte impatto psicologico esercitato sugli spettatori lo abbiamo visto, nel secondo decennio del 2000, in Turchia: la produzione di film, telenovele, serie TV - storico religiose – ambientate nell’era ottomana. Suscitarono controversie in alcuniPaesi: si parlava di improvvisa passione per la cultura turca ma anche di sostegno alle politiche di “Recep Tayyip Erdogan” fino alla conversione all’Islam, come estremismo.
Ma se una Guerra Psicologica ha una potenza, estremamente rafforzata, è quella delle Guerre Informative e, soprattutto, Cognitive.
L’inarrestabile sviluppo delle tecnologie persuasive, la tecnologia dell’informazione , i marketing e le scienze comportamentali, unitamente all’espansione di Internet e di altri fattori sociali hanno portato alla riduzione del quoziente intelletivo della popolazione.
Ed eravamo solo nel 2000. O devo dire – già nel 2000 ?
Gli Internauti – felici di aver scoperto il mondo tramite la rete – sono caduti nella ragnatela meglio congegniata: ogni giorno lasciano – proprio in quella Rete in cui “credono di trovare” – tracce e informazioni – più o meno sensibili – a partire dalle quali inizia lo
straordinario lavoro di capacità di influenzamento mentale delle loro
Operazioni Cognitive.
I Big Data raccolti vengono trasformati per usi e scopi diversi.
E Gli Internauti vengono plasmati – senza più rendersene conto ma - anzi – credendo di possedere finalmente “conoscenza” e “comprensione”. Il processo è quasi irreversibile, per la maggior parte: ha contribuito a fratturare e frammentare intere società e ha -
definitivamente - abbattuto la volontà collettiva di resistere alle intenzioni dell’avversario che non ha più bisogno di ricorrere alla forza o alla coercizione.
Influencer, Social Media e Social Network: quello che per troppi è “ormai” il mondo.
Quello Vero. Ed è in questi luoghi virtuali che la conduzione è continua.
E gli attacchi informatici, con le operazioni psicologiche, sono continue e ripetute.
La società è indebolita e bersagliata: il fenomeno di istupidimento degli individui e della collettività ha raggiunto un ottimo livello.
La mente era un bersaglio – si sapeva – che andava colpita sul lungo termine. E non andava attaccata – in questa modalità – come la guerra neurologica, dove sono previsti agenti chimici, biologici e radiologici.

La Guerra Cognitiva: un conflitto ibrido che mira a influenzare,
alterare e manipolare percezioni, processi decisionali e comportamenti
di una Società o di un Individuo, utilizzando Social Media,
Intelligenza Artificiale ed Operazioni Psicologiche.
Sfrutta i bias cognitivi per indebolire la coesione sociale e minare la
fiducia, trasformando la mente umana nel campo di battaglia.
Indebolire le Società avversarie, promuovere polarizzazione, radicalizzazione e disinformazione per influenzare le decisioni strategiche: una strategia vincente !
L’uso massiccio di Influencer, Social Network, Big Data e Algoritmi predittivi sono fondamentali per diffondere narrazioni false o manipolatorie.
La sua natura è pervasiva e continua. E non va confusa con la Guerra Neurologica.
La NATO e il Ministero della Difesa Italiana evidenziano come tale minaccia agisca sulla "dimensione cognitiva", rendendo cruciale la resilienza cognitiva per distinguere le informazioni veritiere da quelle manipolate.
Il "Reflexive Control" è una tattica che induce l'avversario a prendere – autonomamente - decisioni vantaggiose per l'aggressore, basandosi su informazioni parziali o distorte.
Questa modalità di Guerra rende difficile distinguere un attacco da un'informazione, creando crisi di fiducia e instabilità a lungo termine. Non si torna a Cartesio. Ma da li si riparte.
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