I Reggimenti della Brigata Ariete in addestramento

Si è svolta nei giorni scorsi nel poligono di Capo Teulada, l'esercitazione a livello gruppo tattico “Apollo 01-26” che, sotto la direzione del 32° reggimento carri, ha rappresentato il culmine della preparazione addestrativa della 132° brigata corazzata “Ariete” per il prossimo impegno quale Forward Land Forces in Bulgaria.
L’esercitazione, che ha visto l’impiego a fuoco congiunto di tutte le piattaforme da combattimento in dotazione all’Esercito italiano, si è svolta alla presenza del Generale di Divisione Giuseppe Scuderi, Comandante della Multinational Division South e del Comandante della 132^ Brigata Corazzata "Ariete", Generale di Brigata Marco Nasi. Vi hanno preso parte oltre 250 militari e più di 50 veicoli e piattaforme da combattimento che hanno sviluppato una complessa manovra di difesa mobile, condotta attraverso l'integrazione delle forze pesanti, medie e il fuoco dell'artiglieria.
In uno scenario addestrativo incentrato sulle operazioni difensive contro un avversario di pari livello, le unità schierate hanno posto particolare attenzione alle capacità di implementare e integrare le procedure di comando e controllo. In particolare, importante è stata la capacità di interfacciare il sistema Imperio e il sistema C2D-N EVO riuscendo così a integrare le piattaforme legacy con quelle di ultima generazione. L’attività, in preparazione all’impiego nell’ambito delle Forward Land Forces, ha visto schierate, oltre al 32° reggimento carri responsabile dell’esercitazione, anche unità dell'11° reggimento bersaglieri del 9° reggimento fanteria, del reggimento "Lancieri d'Aosta", del 132° reggimento artiglieria corazzata "Ariete", del 10 reggimento genio guastatori, del 232° reggimento trasmissioni e un assetto UAV del 3° reggimento "Bondone".
L'esercitazione dei reggimenti della Brigata "Ariete" contribuisce a incrementare il livello di preparazione e prontezza di forze pesanti della componente terrestre dello strumento militare, assicurando capacità decisive nel combattimento in scenari ad alta intensità, contribuendo alla postura di deterrenza dell'Italia nell'ambito dell'Alleanza Atlantica.





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