Guardia giurata muore in auto stroncata da un malore. Il sindacato Usb: “Colpa del caldo”
- squadsmpd

- 4 ago
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L’uomo, 55 anni, è stato trovato in gravissime condizioni nei pressi di piazza Re Enzo e poi è morto in ospedale: la causa del malore non è ancora stata accertata

Bologna, 4 agosto 2026 – “Non si può morire di lavoro e di caldo. Il rischio microclimatico non è un inconveniente stagionale, ma un pericolo mortale che va regolamentato e sanzionato”. Lo scrive il sindacato Usb dopo che ieri mattina una guardia giurata di 55 anni è morta a causa di un malore mentre si trovava in auto nei pressi del proprio posto di lavoro, in piazza Re Enzo, sostenendo dunque che il caldo sia stato la causa del decesso.
L’uomo è stato soccorso in gravi condizioni: poi è morto al Sant’Orsola
L’uomo, in servizio alla Mes Security, si occupava della vigilanza di una gioielleria. Era stato soccorso in mattinata in gravissime condizioni e trasportato all’ospedale Sant’Orsola, ma nonostante la tempestività per lui non c’è stato nulla da fare. Sul posto era intervenuta anche la polizia per prendere in consegna l’arma di servizio, successivamente affidata a un collega.
La causa del malore non è stata ancora acccertata
Al momento, tuttavia, la causa del malore non è stata accertata. Il caldo, secondo quanto emerge, non rientra tra le ipotesi ritenute più probabili dai medici intervenuti, pur non essendo escluso come possibile concausa. Tra gli elementi che inducono alla prudenza c’è il fatto che l’uomo si sia sentito male intorno alle 9 del mattino, mentre si trovava in auto, in un momento della giornata in cui le temperature non erano ancora particolarmente elevate. Per avere certezza sulle cause del decesso sarà comunque necessario attendere l’esito dell’autopsia che, secondo quanto risulta, non sarebbe ancora stata disposta.
La rabbia del sindacato: “Le elevate temperature costituiscono un rischio gravissimo: servono più tutele”
"In attesa degli accertamenti medico-legali e giudiziari sulle cause esatte del decesso, sottolineiamo che derubricare sistematicamente questi eventi a mere 'fatalità' o a 'patologie pregresse' significa deresponsabilizzare chi ha il dovere giuridico di tutelare chi lavora – ribadiscono dal sindacato Usb – Il prolungato stress termico e le elevate temperature estive costituiscono un fattore di rischio gravissimo e non più procrastinabile, troppo spesso sottovalutato dalle aziende e dalle stazioni appaltanti. I lavoratori della vigilanza privata e dei servizi fiduciari operano frequentemente in condizioni di estremo disagio, tra piantonamenti all'esterno sotto il sole battente, pattugliamenti in auto non sempre adeguate o prive di climatizzazione efficiente, l'obbligo di indossare divise rigide e giubbotti antiproiettile, uniti a turni di lavoro estenuanti e privi delle necessarie pause di recupero”.
Di fronte “a questa drammatica realtà, l'Unione Sindacale di Base ritiene non più rinviabile l'introduzione di misure drastiche a tutela di chi lavora come già ultimamente denunciato per la situazione nei servizi per l’infanzia – concludono – nei Centri Estivi del Comune di Bologna, per i rider e per i portalettere di Poste Italiane e in altri settori a rischio elevato”.




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