Guardando “Oltre il Meditteraneo”...USA e IRAN.E, guardando, Oltre, in una Terra di Mezzo... (dr.ssa Daniela Bellomi)
- dr.ssa Bellomi Daniela

- 5 giorni fa
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Il conflitto e le tensioni tra Stati Uniti ed Iran, richiama alla nostra mente ed alla nostra memoria diversi scenari storici, combinando elementi di Guerra per procura, competizione Geopolitica per le risorse e conflitti Ideologici.
Ecco i principali paragoni storici: La Guerra Fredda (USA vs URSS) / La Crisi degli Ostaggi in Iran (1979-1981) / Il Colpo di Stato in Iran del 1953 (Operazione Ajax) / La "Guerra dei 12 Giorni" del 2025 e il Conflitto “per procura” Iran-Israele.
In sintesi, la crisi Usa-Iran è un ibrido storico: la strategia di contenimento richiama la Guerra Fredda, l'ideologia il 1979, e la rivalità per le risorse il 1953, il tutto inserito nel contesto attuale di “Guerra diretta contro il programma nucleare Iraniano”.
C’è stata un’escalation temporale: dalla prima crisi del 1° aprile 2024 con il bombardamento Israeliano dell’Ambasciata Iraniana: l’attacco Iraniano su Israele del 13-14 aprile 2024, l’accentuarsi delle tensione tra il 14 e il 18 aprile 2024, la risposta Israeliana del 19 Aprile 2024, la de-escalation tra il 20 aprile e il 30 luglio 2024, l’assassinio di Ismail
Haniyeh in Iran il 31 luglio 2024, l’attacco Iraniano del 1° ottobre 2024, l’attacco Israeliano del 26 ottobre 2024, la de-escalation tra il 27 Ottobre 2024 e il 12 giugno 2025, la Guerra dei 12 giorni del 2025, l’Operazione “Leone Nascente” Israeliana e l’Operazione “Martello di
Mezzanotte statunitense”.
Sappiamo da anni, con le nostre analisi, che la motivazione dell’inizio dei bombardamenti Israeliani sarebbe “il presunto sviluppo di armi atomiche” nel territorio Iraniano. Questo nonostante l'Iran stesse rispettando pienamente l’accordo.
Una valutazione più precisa dei “danni effettivi” potrà essere fatta solo con il passare delle ore e – purtroppo – dei giorni. E’ già evidente che le dichiarazioni Iraniane e Americane tendono a contraddirsi.
La completa distruzione delle Centrali Nucleari Iraniane secondo Donald Trump. Le fonti Iraniane – invece – dichiarano non ci sarebbe stata nessuna fuoriuscita di radiazioni, nessuna vittima e solo alcuni feriti. Questo, al momento, è anche confermato dall’AIEA.
La nostra attività di Intelligence Civile, a volte anche “Open Source Intelligence” non ha sempre carattere segreto ed è – ovviamente – acquisizione e gestione delle informazioni, pianificazione e direzione, raccolta, elaborazione, analisi e divulgazione. Attività fatta “più di
domande, in alcune fasi, che di risposte”, attività che non si ferma e non rallenta mai, attività che ci impone una “presenza” continua su tematiche che non sempre si “aprono” e si “chiudono” in un breve lasso temporale: è come guardare, giorno dopo giorno, il cielo da una
piccola finestra. E restare – anche – giorni e giorni, per non dire settimane ed anni – ad osservare “minimi spostamenti, l’apparire o lo scomparire di nuvole, venti all’orizzonte, tempeste in arrivo e il sole che rispunta e risplende. Aspettando - inesorabilmente – l’arrivo del buio, complice la notte.
Questo è quello che, ad esempio, è successo e sta succedendo con la centrale di Natanz e le sue conseguenze di pertinenza. E – non da meno - la posizione di Fordow, per molteplici ragioni strategiche:
inevitabili fonti di osservazione ed analisi – nonché di preoccupazione – sebbene i membri delle Istituzioni Iraniane hanno dichiarato che tutto il materiale pericoloso era stato preventivamente evacuato e che la contraerea, che si è efficacemente attivata, ha evitato danni importanti a tutto l’impianto.
Specialisti Civili dell’ Intelligence osservano e analizzano:
“Cosa ha spinto gli Stati Uniti a bombardare direttamente l’Iran, entrando con tutti e due i piedi nella guerra di Israele ed esponendosi ad un conflitto di proporzioni potenzialmente disastrose?”.
Accompagna il tutto – e non di minor importanza – l’analisi di questi eventi ad alto impatto: il bisogno dell’opinione pubblica e il consenso della stessa. E’ indispensabile trovare e percepire una motivazione apparentemente razionale ad una minaccia concreta che possa mettere in pericolo la Sicurezza stessa delle popolazioni dei Paesi coinvolti e non.
Quella che, banalmente, chiamiamo “una giustificazione”.
Cosa riesce a mobilitare l’opinione pubblica meglio del timore di una minaccia nucleare imminente? Questa domanda contiene parte del focus fondamentale delle nostre analisi.
Ed effettivamente abbiamo una giustificazione che si accompagna al pretesto: l’Iran è la minaccia nucleare. Questo sebbene la precedente narrazione israeliana - e conseguentemente americana - l’Iran non può e non deve dotarsi dell’arma atomica. Linea che è condivisa anche dagli altri Leader Occidentali.
La nostra attività di Intelligence nella sua fase di raccolta, elaborazione ed analisi si pone queste domande e riflette su queste affermazioni:
- L’Iran non possiede armi nucleari, né risulta fosse prossimo a svilupparle.
- L’Iran ha ritrattato – parzialmente – la sua posizione affermando che potrebbe essere in grado di realizzarla.
- Gli elementi tecnici e politici meritano una riflessione approfondita.
- Il programma nucleare Iraniano è ufficialmente destinato alla produzione di energia a uso civile e il Paese stesso non dispone delle risorse e delle tecnologie necessarie per sviluppare un’arma nucleare moderna.
- Il pretesto bellico è stato accuratamente costruito, anche se l’Iran era già stato accusato di aver aumentato l’arricchimento dell’uranio fino al 60% e di aver incrementato in modo significativo la quantità di materiale stoccato.
- La minaccia rappresentata da una bomba che non esiste ha innescato uno dei conflitti potenzialmente più pericolosi degli ultimi decenni.
Vivere metaforicamente in una "terra di mezzo" significa trovarsi in una fase di transizione, in uno spazio sospeso tra due stati d'essere, due decisioni o due mondi, senza appartenere pienamente a nessuno dei due. È una condizione liminale che racchiude sia il disagio dell'incertezza che il potenziale per il cambiamento.
C’è sospensione e transizione, un “non luogo” o “non tempo”, simile ad una terra di nessuno, dove il vecchio è passato ma il nuovo non è ancora arrivato. È il momento in cui si lasciano vecchie abitudini o certezze senza avere ancora una nuova identità strutturata. C’è conflitto interiore ed esterno perché la terra di mezzo è un luogo di lotta sottile tra bene e male, luce e ombra, o tra opposte esigenze interiori. È uno spazio dove si esplora il confine sottile tra queste polarità. E’ la condizione dell'In-between (Tra): Metaforicamente, descrive l'esperienza di chi si sente non pienamente allineato vivendo, quindi, in una sorta di isolamento o prospettiva unica.
E’ il nostro mondo reale e quotidiano dove la Terra di Mezzo stessa è la sua metafora, un luogo che non è il paradiso ma non è nemmeno l'abisso oscuro: un luogo dove gli esseri umani vivono, lottano e cercano significato. Essere "nel mezzo" comporta spesso sentirsi fragili. Vivere in una terra di mezzo significa trovarsi in un limbo attivo: una situazione di sospensione che non è passiva, ma che richiede di definire chi si è e cosa si vuole diventare prima di approdare a una nuova "sponda". Quando la sensazione è percepita così, è anche doveroso porsi le domande più ovvie, quelle che rappresentano la collettività.
- Che l’Iran abbia deciso di arricchirsi dell’uranio (ma sicuramente non fino al livello necessario per ottenere la bomba), probabilmente per rafforzare la propria posizione negoziale nei colloqui con gli Stati Uniti e più difficilmente per arrivare a costruire
un ordigno ? E un “tale sospetto è sufficiente a scatenare una guerra?” Sì, se non è la reale motivazione dietro ad essa.
Dov’è Gaza – metaforicamente – in queste nuove ore di notizie? Dove ci aspettavamo che sarebbe stato strategico “collocarla”?
Cosa abbiamo studiato con attenzione relativamente alla cosiddetta “strategia di potenza?”.
Quando abbiamo cominciato a monitorare i repentino e drastico calo della reputazione globale a carico di Israele ? Le risposte creano collegamenti...
- C’è il rischio, senz’altro accuratamente calcolato, di un’ostilità lunga ? E con quali conseguenze globali ?
Israele ha subito colpito con facilità diversi obiettivi militari, pur non eliminando completamente la capacità operativa dell’Iran. Ha colpito in superficie anche i siti nucleari, però senza arrecare eccessivi danni : lo avevamo ipotizzato, in uno degli scenari pensati. Si. Ma resta la domanda: “Perchè?”.
- Il famoso, atteso ormai, cambio di regime di Israele dall’interno lo abbiamo – chiaramente – soppesato.
- E’ noto che gli Stati Uniti non desiderano affatto che Israele venga visto fallire dal mondo intero. Ed ovvie le ragioni.
- La domanda ricorrente è “chi deve interpretare la parte del morto” in questo scenario, troppo ricco di interessi e strategie ?
- La Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese stanno rispondendo congruamente ad uno dei primi scenari di ipotesi.
- Ed ecco che, come analizzato, la fiamma del grande disordine globale si è accesa !
- Ma perché l’Iran sta bombardando gli altri paesi del Medio Oriente?
- Petrolio e Turisti: altro capitolo della nostra analisi.
- I risultati a livello mediatico e la pressione mediatica non può restare all’esterno di una razionale, concreta e pragmatica analisi.
- Le domande con le quali lavoriamo riguardano le ragioni che hanno spinto Israele a dare il via alle ostilità.
- Qual’è la copertura migliore, se non la diplomazia ?
- Possiamo calcolare il tempo investito a seguire “Ginevra”?
- Regno Unito e Francia assenti a Varsavia ? Perchè?
Assassinii mirati, operazioni coperte, sabotaggi, cyberattacchi e campagne di disinformazione hanno costituito le principali direttrici della “Guerra Ombra”.
Le tre direttrici di questo conflitto sono esplicite.
- Sabotaggi fisici ed informatici, spesso mascherati da incidenti interni, oltre ad una soglia operativa cambiata.
- Le Shadow Wars – famose grazie all’endgame di “La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra” è un video gioco sviluppato nel 2017 da Monolith Productions. C’è un contesto, una meccanica di gioco, una struttura e una non-canonicità.
In quale “Terra di Mezzo” stiamo vivendo ora ?
Quale “Terra di Mezzo” ci viene, ora, raccontata ?






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