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Forte dei Marmi, scoppia il caso del bando per le guardie giurate


L’avviso esplorativo per l’affidamento diretto del servizio di vigilanza armata sul territorio di mediante guardie particolari giurate messo in rete dal comune di Forte dei Marmi fa discutere. Nel mirino sarebbero finite le tempistiche che vedono la richiesta di manifestazione di interesse pubblicata sabato 16 maggio e la scadenza per la presentazione dell’offerta il 26 a mezzogiorno, soltanto dieci giorni dopo con l’inizio del lavoro il 1 giugno.

“Le tempistiche idonee per un servizio del genere dovevano avere il bando fatto minimo a febbraio-marzo – chiariscono dal Corpo Guardie di Città – per dare l’opportunità anche agli istituti di vigilanza di organizzarsi e trovare personale idoneo per svolgere questo ruolo. Perché non è una semplice vigilanza a una banca che uno deve stare fuori e fare la deterrenza. Qui è una vigilanza dinamica sul territorio, come facevamo noi nel 2016. Veniva preceduta da una sorta di riunione operativa con le forze dell’ordine che davano delle disposizioni a queste guardie che facevano una sorta di corso di formazione per poi andare sul territorio e capire le zone da attenzionare, le procedure da seguire in caso ci fossero problematiche di ordine pubblico e via dicendo”.

“Perché le guardie giurate – proseguono dal Corpo Guardie di Città – non sono forze dell’ordine, solitamente la guardia giurata fa la vigilanza a un bene, una proprietà, non a un territorio, come può essere quello comunale. Sono aspetti molto delicati che prevedono una concertazione con le autorità competenti che sono le forze dell’ordine. Quindi un bando pubblicato sabato 16 nel pomeriggio con 10 giorni di tempo e poi cinque per eventualmente impiegare il personale sul territorio, è un tempo insufficiente e non permette un’adeguata organizzazione. Anche chi avesse il personale da impiegare prenderebbe delle persone, le metterebbe sul territorio armate senza nemmeno una sorta di formazione adeguata per svolgere un servizio particolare e delicato in un territorio sensibile che prevede spesso rapine, scippi e tanti accadimenti che purtroppo ogni estate, ma anche d’inverno, accadono e quindi è necessario che ci sia una formazione adeguata del personale. Non lo possono fare delle semplici guardie”.

L’appalto da 113mila e 934 euro messo in rete sul Sistema telematico acquisti regionale della Toscana (Start) avrà durata dal 1 giugno fino al 31 gennaio 2027. Il servizio richiesto comprende vigilanza dinamica del territorio comunale, pattugliamento automontato e appiedato, intervento rapido su segnalazioni o anomalie, controllo immobili comunali, presidio aree sensibili come parchi,giardini, piazze, edifici pubblici e supporto integrativo alle attività della polizia locale con finalità volte ad incrementare la sicurezza urbana, prevenire atti vandalici, tutelare il patrimonio comunale, rafforzare il presidio durante la stagione turistica e assicurare presenza visibile sul territorio.

“L’istituto di vigilanza che deve svolgere questo tipo di attività deve avere delle disposizioni precise dal questore. Perché il questore rilascia un regolamento per le attività di routine, però per queste attività particolari, specifiche, ci vuole un regolamento ad hoc – specificano dal Corpo Guardie di Città – Dopo il regolamento serve una formazione specifica delle guardie che devono andare a svolgere queste attività. Perché non è un’attività normale di vigilanza come, che ne so, lo stand del comune nella piazza del Fortino per l’evento il giorno successivo che deve stare lì e controllare che non venga danneggiato quello che è all’interno dello stand o che venga rubato. Quello è un servizio di vigilanza normale, di routine. Una vigilanza intesa di pattugliamento del territorio e eventualmente di intervento su azioni che possono essere furti, rapine addirittura a non clienti, è una cosa anomala”.

Nel caso di azione criminosa, le guardie giurate possono intervenire sostanzialmente come qualsiasi cittadino, come accaduto ad esempio per le persone che hanno fermato l’investitore di Modena. “Quelle persone erano cittadini comuni, non è che erano guardie giurate – osservano – Le guardie devono fare molta attenzione anche eventualmente all’utilizzo dell’arma, all’utilizzo dell’unità cinofila. Ci sono aspetti molto delicati che andavano affrontati anzitempo. Se il servizio inizia il 1 giugno, questi aspetti vanno trattati e gestiti a maggio. Però l’affidamento all’istituto di vigilanza deve essere fatto a marzo, in modo tale che l’istituto organizzi il gruppo di lavoro di guardie giurate da assegnare a quel servizio, venga adeguatamente formato dal questore stesso, o da un suo delegato, o dal comandante dei carabinieri o dal commissariato di polizia municipale. Vengano create delle disposizioni di servizio specifiche e poi a giugno venga attivato il servizio. Serve una struttura organizzata, altrimenti ci troviamo 5-6 guardie armate sul territorio che girano, fanno presenza, probabilmente serve anche quella come forma di deterrenza, ma all’atto pratico nemmeno loro sanno quello che devono fare con precisione. Ci sta anche poi che il servizio venga svolto anche da chi lo ha già fatto, da chi ha già probabilmente il personale che svolge queste attività e quindi è inutile creare una gara d’appalto dove coinvolgi tanti istituti di vigilanza”.

Dal Corpo Guardie di Città si sottolinea la difficoltà che avrebbe chi volesse partecipare al bando da esterno al territorio.“Tutti gli istituti di vigilanza, purtroppo, stanno combattendo contro la difficoltà nel reclutamento di guardie – commentano – quindi tutti abbiamo delle guardie non dico contate, ma quasi, per le attività che svolgiamo quotidianamente. Quindi è impossibile che un istituto in 5 giorni possa assumere e impiegare ad esempio 10 guardie. Pensate che per il rilascio dei titoli di polizia servono minimo 3 mesi. Il prefetto può essere gentile e chiamare le forze dell’ordine e velocizzare i tempi, ma minimo ci vuole un mese proprio se interviene il prefetto. Meno di un mese è impossibile. Quindi 5 giorni…”.




 
 
 

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