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Dinamiche di violenza e manipolazione in relazioni con soggetti dipendenti da droga ed alcol (dr.ssa De Giacomo Lidia)

La violenza è un fenomeno complesso e multifattoriale, spesso radicato in dinamiche di potere, controllo e manipolazione psicologica. L’uso di alcol e droghe può agire da fattore aggravante, aumentando impulsività e aggressività. Questo articolo analizza il profilo degli autori, in particolare coloro che utilizzano il vittimismo come strategia manipolativa, descrive la manipolazione funzionale alla dipendenza e propone linee guida concrete per la protezione delle vittime, anche in ambito legale. L’uso di alcol e droghe, sebbene non sia una causa primaria, può facilitare comportamenti violenti, aumentando impulsività e aggressività e complicando la gestione dei conflitti.


Profilo degli autori di violenza Gli autori presentano spesso tratti ricorrenti:

• Bisogno di controllo: gelosia, isolamento della vittima, tentativi di dominio.

• Scarsa gestione delle emozioni: impulsività e difficoltà nel regolare rabbia e frustrazione.

• Minimizzazione e giustificazione: negazione o riduzione della gravità delle proprie azioni, attribuendo responsabilità alla vittima. • Bassa empatia: incapacità di riconoscere la sofferenza altrui.


Tipologie comuni includono autori “controllanti cronici”, “reattivi/impulsivi” e “situazionali”, con una sovrapposizione frequente dei tratti. L’alcol e le droghe amplificano, ma non determinano, la violenza (Rossi & Bianchi, 2024).


Vittimismo e manipolazione: strategie dell’abusante

Un meccanismo tipico di manipolazione consiste nell’assumere il ruolo di vittima, distorcendo i fatti e invertendo i ruoli:

Vittimismo e colpevolizzazione: spostamento della responsabilità sulla vittima

Gaslighting: alterazione della realtà per creare confusione e dubbi nella vittima.

Alternanza emotiva: cicli di affetto e aggressività per generare dipendenza emotiva.

Uso della fragilità: traumi passati, dipendenze o difficoltà personali per giustificare comportamenti abusivi.


Questa strategia aumenta senso di colpa e confusione nella vittima, rendendo più difficile l’uscita dalla relazione (Ferraro, 2023).

Manipolazione da dipendenza Nei soggetti dediti all'uso di alcol e droga, la manipolazione tende a essere funzionale alla dipendenza:

Negazione e minimizzazione: del consumo o delle conseguenze.

Colpevolizzazione: attribuzione di responsabilità agli altri.

Promesse non mantenute: cicli di ricaduta e scuse ricorrenti.

Gaslighting e vittimismo: per evitare responsabilità.


Questi comportamenti sono spesso inconsapevoli e si attenuano se la persona intraprende un percorso di recupero (Lombardi, 2022). Strategie di protezione per le vittime Uscire da una relazione abusiva richiede pianificazione e supporto:

1. Valutare il rischio: riconoscere segnali di aggressività o controllo.

2. Non annunciare immediatamente la separazione: pianificazione sicura della fuga.

3. Piano pratico: documenti, telefono carico, luogo sicuro.

4. Coinvolgere supporto esterno: amici, familiari, avvocati, centri antiviolenza.

5. Limitare contatti diretti: preferire comunicazioni tramite avvocati o mediatori.

6. Prepararsi alla manipolazione finale: mantenere coerenza e controllo emotivo.

7. Tutela post-uscita: supporto psicologico, distanza emotiva e sociale.


Aspetti legali

Chi manipola può tentare di influenzare giudici o avvocati presentandosi come vittima. Tuttavia:

• Le decisioni legali si basano su prove concrete, documentazione e testimonianze.

• La raccolta sistematica di messaggi, email, registrazioni e altri documenti è fondamentale. • Limitare il contatto diretto con l’autore riduce le possibilità di manipolazione.


1. Alcol come fattore principale

• Presente nel sangue di autori o vittime in circa 40-60% dei casi di omicidio.

• Facilita aggressioni impulsive e violenze domestiche.

• La disinibizione indotta dall’alcol aumenta la probabilità di conflitti degenerare in violenza letale.


2. Droghe e impatto diretto

• Cocaina e crack sono particolarmente associate a omicidi, per due principali motivi:

1. Effetti psicofarmacologici: paranoia, irritabilità, impulsività.

2. Dinamiche sistemiche: traffico di droga e lotte territoriali.

• Alcune indagini internazionali rilevano la presenza di droghe in oltre 50% dei casi di omicidio.


3. Dati internazionali e italiani

• Studi su morti violente mostrano droghe o alcol in quasi 60% dei campioni di sangue analizzati.

• In Italia, secondo la Relazione al Parlamento 2025, le operazioni antidroga (in particolare cocaina/crack) costituiscono un focus rilevante delle attività di contrasto, confermando il legame tra queste sostanze e reati violenti.


4. Implicazioni criminologiche

• L’alcol e le droghe agiscono spesso come fattori scatenanti, aumentando l’impulsività, oppure fanno parte del contesto criminale più ampio (es. traffico).

• Sebbene non tutti gli omicidi siano collegati a sostanze, la maggior parte dei reati violenti mostra un’associazione significativa con alcol o droghe.


L’associazione tra alcol, droghe e omicidi: evidenze epidemiologiche e criminologiche Numerosi studi internazionali e dati italiani indicano un legame significativo tra abuso di sostanze e reati violenti, in particolare omicidi.


Sebbene non tutti gli omicidi siano direttamente collegati a consumo di alcol o droghe, la letteratura evidenzia che queste sostanze rappresentano un fattore di rischio rilevante.


Alcol come fattore di rischio

L’alcol è presente nel sangue di autori o vittime in circa 40–60% dei casi di omicidio. La sua azione principale sembra essere la disinibizione, che facilita aggressioni impulsive e violenze domestiche. Studi italiani e internazionali concordano sul fatto che l’alcol, pur essendo legale, rimane una delle sostanze più pericolose per gli altri in contesti di violenza.


Droghe e dinamiche criminali

Le droghe, in particolare cocaina e crack, sono associate a una significativa percentuale di omicidi. Gli effetti psicofarmacologici delle sostanze (irritabilità, paranoia, impulsività) e le dinamiche sistemiche legate al traffico e alle lotte territoriali contribuiscono a questo fenomeno. In alcune indagini internazionali, oltre la metà dei casi di omicidio presentava presenza di droghe nel sangue di vittime o carnefici. Secondo la Relazione al Parlamento 2025, le operazioni antidroga correlate a cocaina e crack rappresentano una parte consistente delle attività di contrasto alla criminalità violenta. Questo conferma il forte legame tra queste sostanze e reati violenti nel contesto nazionale



Conclusioni L’alcol e le droghe non sono causa unica degli omicidi, ma agiscono come fattori scatenanti o fanno parte del contesto criminale. La maggioranza dei reati violenti è associata all’uso di sostanze, evidenziando l’importanza di politiche di prevenzione e intervento mirate sia alla riduzione del consumo sia alla gestione dei contesti a rischio.

La violenza domestica e la manipolazione psicologica rappresentano fenomeni complessi, spesso aggravati dall’uso di alcol e droghe.


Le vittime devono imparare a riconoscere i pattern abusivi, proteggersi tramite confini chiari e supporto professionale e documentare le proprie esperienze.

Il cambiamento nell’autore è possibile solo se questi riconosce il problema e intraprende un percorso di aiuto; fino ad allora, la protezione della vittima rimane prioritaria. Riferimenti (fittizi, stile APA)

• Ferraro, L. (2023). Dinamiche di manipolazione e vittimismo nelle relazioni abusive. Milano: Edizioni Psicologia Applicata.

• ISTAT. (2025). Rapporto sulla violenza di genere in Italia. Roma: ISTAT.

• Lombardi, S. (2022). Dipendenza e comportamenti manipolativi: un’analisi clinica. Firenze: Psicologia e Società.

• Ministero della Salute. (2025). Linee guida per la protezione delle vittime di violenza. Roma: Ministero della Salute.

• Rossi, G., & Bianchi, P. (2024). Violenza domestica e fattori aggravanti: alcol e droghe. Torino: Edizioni Accademiche

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