Attraversare l’Evento: quando il metodo incontra la vita (Massimiliano Spataro, Ph.D.)

Questo libro nasce da una stanza d’ospedale, dall’attesa e dall’incertezza. Nasce dall’esperienza di un figlio che osserva la fragilità della madre e la presenza silenziosa del padre. Il Metodo P.G.E.® incontra così la vita vissuta: non per cancellare il dolore, ma per cercare una posizione dalla quale attraversarlo.
Quando l’osservatore entra nell’evento
Per anni l’autore ha studiato gli eventi e le reazioni delle persone. Poi si è trovato dentro un evento che non aveva scelto: non come analista, ma come figlio. La conoscenza non scompare, ma cambia posizione. Non offre il controllo dell’esito, né una risposta a ogni domanda; può aiutare a riconoscere ciò che accade, mentre la storia è ancora aperta.
CENTRO STUDI P.G.E. | CONTRIBUTO EDITORIALE
L’evento interrompe la continuità
Una telefonata, una visita, un ricovero, una nuova attesa: talvolta il cambiamento arriva poco alla volta. La quotidianità perde i propri riferimenti e il tempo assume un’altra misura. L’ospedale diventa un territorio sconosciuto, con linguaggi e tempi differenti da quelli dei familiari. Il bisogno di sapere incontra il limite delle informazioni disponibili.
EVENTO ciò che accade | ESPERIENZA ciò che si vive | CONSEGUENZE ciò che cambia |
La tempesta: paura, impotenza e “se”
La paura anticipa ciò che potrebbe accadere; l’impotenza domanda che cosa sia ancora possibile fare. I pensieri tornano, ricostruiscono il passato, cercano alternative: “Se avessi capito prima?”. Ma giudicare le decisioni passate con le conoscenze di oggi può deformare il quadro. Una possibilità immaginata non è una prova, e un timore non è una previsione.
Fermarsi, distinguere, restare
Fermarsi non significa arrendersi. Significa interrompere l’automatismo della reazione e creare uno spazio per osservare. Nel libro ritorna una distinzione essenziale: un fatto non coincide con l’interpretazione che ne diamo. Separare ciò che sappiamo da ciò che temiamo consente di abitare l’incertezza senza trasformare ogni dubbio in una conclusione.
FATTI cosa sappiamo | VISSUTO cosa sentiamo | LACUNE cosa manca | POSSIBILITÀ cosa è praticabile |
La presenza non dipende dalle risposte
Una mano stretta, una visita, un silenzio condiviso: gesti apparentemente piccoli possono diventare il centro dell’esperienza. La presenza non è passività e non richiede di conoscere il finale. Nel rapporto tra i genitori dell’autore, raccontato anche attraverso due semplici parole — “Amore mio” — emerge la forza di un legame che continua a esserci nella fragilità.
CENTRO STUDI P.G.E. | CONTRIBUTO EDITORIALE
Leggere le correnti, riconoscere i limiti
La metafora del vento attraversa l’opera. Non tutte le correnti si possono scegliere e non ogni evento può essere modificato. Resta però la possibilità di distinguere ciò che dipende da noi da ciò che non possiamo governare: ascoltare, accompagnare, formulare domande, cercare orientamento. Non è una promessa di controllo, ma un diverso modo di stare nella realtà.
OSSERVARE riconoscere | DISTINGUERE fare chiarezza | ORIENTARSI valutare | PROSEGUIRE ricalibrare |
Dall’esperienza alla possibilità di aiutare
Il libro non pretende di offrire una soluzione universale. Nasce da un’esperienza personale e si rivolge a chi attraversa una malattia, una perdita, una separazione o un cambiamento che spezza la continuità. Molte persone non sanno ancora quali domande fare: prima di una risposta, cercano una bussola. L’esperienza può allora diventare comprensione e, quando possibile, servizio.
Un attraversamento ancora aperto
L’autore chiarisce che, mentre scrive, l’evento che ha originato il libro non appartiene ancora al passato. Questa condizione è decisiva: non si racconta una vicenda già risolta, né si costruisce un finale consolatorio. Si testimonia un cammino in corso, nel quale paura e amore, metodo e fragilità, presenza e incertezza possono coesistere.
«Non posso controllare il vento. Posso imparare a leggere le correnti.»
Attraversare l’evento non significa vincere la tempesta o smettere di soffrire. Significa riconoscere che, anche quando non possediamo tutte le risposte, possiamo continuare a esserci. Non controllare. Non arrendersi. Attraversare.
Segui il Referente:
Ph.D.Criminologo – Ricercatore
Ideatore del Metodo P.G.E.®
Centro Studi P.G.E. Publishing®





Commenti