Truffa delle finte guardie giurate, il reato va in prescrizione. Il Codacons denuncia i ritardi della Procura
- squadsmpd

- 12 ago
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Una vicenda giudiziaria che rischia di lasciare centinaia di persone senza giustizia. I presunti responsabili di una truffa ai danni di chi cercava lavoro come guardia giurata non verranno processati: il reato è caduto in prescrizione a causa dei tempi eccessivamente lunghi delle indagini. A denunciarlo è il Codacons, che ha portato il caso all’attenzione della Procura Generale presso la Corte di Cassazione, del Consiglio Superiore della Magistratura e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo che vengano disposti accertamenti e verifiche ispettive sulla gestione del procedimento da parte della Procura di Roma
La truffa.
I fatti risalgono al 2020, quando il Codacons, per conto di numerosi cittadini, presentò una querela alla Procura della Repubblica di Roma denunciando un raggiro che aveva coinvolto centinaia di persone. Secondo la ricostruzione, alle vittime veniva promesso un impiego come guardia giurata in cambio del versamento di somme “a garanzia”, comprese tra 500 e 2.500 euro. Per rendere più credibile il meccanismo, i truffatori avrebbero addirittura creato gruppi WhatsApp attraverso cui venivano comunicati falsi colloqui e presunti iter burocratici.
Le indagini e lo stallo.
La Procura capitolina avviò le indagini, prorogate nel 2021 con l’acquisizione dei tabulati telefonici da parte della Polizia Giudiziaria, che ne comunicò gli esiti il 12 giugno dello stesso anno. Da quel momento, però, il fascicolo sembrerebbe essere rimasto fermo per quasi due anni, fino al 27 gennaio 2023.
Lo stallo si è interrotto solo l’8 giugno 2026, quando è stata formulata la richiesta di archiviazione del procedimento , comunicata alle parti l’8 luglio scorso, motivata esclusivamente dall’intervenuta prescrizione del reato. Un’estinzione che, secondo il Codacons, sarebbe maturata proprio a causa del tempo lasciato trascorrere dopo la chiusura delle indagini preliminari.
Se l’azione penale fosse stata esercitata con maggiore tempestività, sostiene il Codacons, i termini di prescrizione sarebbero stati interrotti in tempo utile, evitando così il danno subito dalle vittime, oggi “doppiamente beffate”: prima dai truffatori, poi dai tempi della giustizia.




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