Scandalo polizia locale di Milano: il Riesame dispone i domiciliari anche per gli ultimi due agenti arrestati
Denni Dileo e Rosario Piscopo escono dal carcere: insieme ad altri tre colleghi sono indagati per falso ideologico, arresto illegale e peculato. Per quest’ultima accusa sarebbe stata dimostrata la mancanza dell’appropriazione indebita di denaro

ilano, 25 agosto 2026 – Il Tribunale del Riesame ha disposto gli arresti domiciliari per Denni Dileo e Rosario Piscopo, due dei cinque agenti della Polizia Locale di Milano, arrestati nell'inchiesta della Procura che li vede indagati per peculato, falso ideologico e arresto illegale.
Questa mattina, davanti ai giudici della Libertà, si è tenuta l'udienza che ha poi portato a questa decisione. I legali dei due agenti avevano chiesto la revoca o, in subordine, un'attenuazione della misura cautelare del carcere, disposta dal gip Elio Sparacini. Nessuno dei due agenti era presente in aula.
Le parole dell’avvocata
Entrambi gli avvocati di Dileo e Piscopo - Susanna Rita Marangoni e Pietro Stimolo - hanno riferito di aver dimostrato l'assenza di peculato ."Abbiamo depositato delle memorie. Siamo soddisfatti e abbiamo dimostrato, dal nostro punto di vista, che non c'è stata appropriazione, che era il focus su cui ci siamo concentrati. Le indagini difensive hanno evidenziato e ricostruito quello che gli indagati avevano già dichiarato e confidiamo che la misura venga revocata o quanto meno attenuata", aveva spiegato a fine udienza l'avvocata Marangoni.
Le accuse
La procura, infatti, accusa gli agenti di essersi appropriati di 1450 euro dopo l'arresto del presunto pusher dalla cui denuncia è nata l'inchiesta. Il primo Riesame, il 21 agosto, aveva già disposto gli arresti domiciliari per Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese.
Distinta la posizione della commissaria Ilenja Sabato che aveva ammesso diverse situazioni nel primo interrogatorio e si era vista affievolire la misura cautelare del carcere: per questo Sabato si trova da diverse settimane ai domiciliari. La sua difesa, rappresentata da Giovanni Briola, sta ancora valutando se presentare una nuova istanza al gip.





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