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"Quando è lecito rivolgersi a un investigatore privato" (di Lentini Emanuela)

Rivolgersi a un investigatore privato non è una scelta estrema né illegale, come spesso si pensa. Al contrario, in molti casi è perfettamente lecito e rappresenta uno strumento concreto per tutelare i propri diritti, sia nella vita privata sia in ambito lavorativo e aziendale. La condizione fondamentale è che l’indagine venga svolta nel pieno rispetto della legge.

Possono rivolgersi a un investigatore privato:

cittadini privati, imprenditori e aziende, studi legali, amministratori di condominio (in casi specifici),ma anche avvocati e medici legali.

Il presupposto è l’esistenza di un interesse legittimo, cioè un diritto da tutelare o da far valere. (Art.24)


È lecito rivolgersi a un investigatore privato in diversi casi, tra cui:

-infedeltà coniugale, quando può avere rilevanza legale (separazione, addebito);

-verifica del comportamento di un coniuge in relazione all’assegno di mantenimento;

-tutela dei minori, per accertare ambienti o frequentazioni potenzialmente dannose;

-rintraccio di persone irreperibili, come parenti o debitori.

In questi casi l’investigatore raccoglie prove senza violare la privacy né la dignità delle persone coinvolte.

Per le aziende, l’investigatore privato è uno strumento fondamentale di tutela:

assenteismo e false malattie, abusi dei permessi lavorativi, concorrenza sleale, violazione di patti di non concorrenza, furti o comportamenti scorretti.

La giurisprudenza italiana riconosce il diritto del datore di lavoro di tutelare il patrimonio aziendale tramite investigazioni lecite.

In ambito assicurativo, è lecito rivolgersi a un investigatore per:

verificare falsi sinistri, accertare simulazioni di infortunio, contrastare truffe assicurative.

Le prove raccolte sono spesso decisive per smascherare comportamenti fraudolenti.

Ma quando NON è lecito?

Non è lecito incaricare un investigatore per:

-semplice curiosità o gelosia infondata, controllo indiscriminato senza motivo legittimo della violazione della privacy: intercettazioni o accessi abusivi a dati personali.

Un professionista serio rifiuta sempre incarichi illegittimi.


Le prove raccolte da un investigatore autorizzato:

sono documentate con relazioni dettagliate

possono essere utilizzate in procedimenti civili e del lavoro, possono portare l’investigatore a testimoniare in tribunale.

 Quindi, in conclusione, rivolgersi a un investigatore privato è lecito quando esiste un diritto da difendere e quando l’indagine è condotta nel rispetto delle norme. Affidarsi a professionisti autorizzati significa ottenere chiarezza, tutela e strumenti concreti per far valere le proprie ragioni.


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