Porta Susa, guardia giurata spara con la pistola: «Nessuna sospensione per gli indagati»
- squadsmpd

- 14 ago
- Tempo di lettura: 2 min
I fatti sono avvenuti ad aprile, cinque operatori sotto inchiesta. II collega che ha denunciato: «Hanno insabbiato tutto»

Il 17 aprile, i colpi di pistola esplosi all’interno di Porta Susa, quando una guardia giurata di 24 anni, assunta da pochi mesi presso Sicuritalia, aveva sparato con la pistola d’ordinanza colpendo una porta antincendio all’interno degli uffici della stazione ferroviaria. Un fatto che si era verificato alla presenza di altri operatori in servizio. Nessuno, per fortuna, era rimasto ferito. Dopo quell’episodio, è stato aperto un fascicolo dalla procura a carico di cinque guardie giurate di Sicuritalia. Il tutto, a seguito della denuncia di un loro collega, che ha 49 anni e da 25 lavora nel settore. Ma a distanza di quasi quattro mesi da quei fatti, chi è coinvolto nell’indagine non è mai stato sospeso dal servizio e continua a lavorare presso l’istituto di vigilanza.
La guardia giurata che ha denunciato l’episodio, invece, non opera più presso le stazioni ferroviarie, ma presta servizio a Torino nord. «Nell’esposto e nelle mail a questura, Anac e procura, ho chiesto la sospensione dal servizio delle persone coinvolte in quel fatto. A distanza di quattro mesi non è cambiato assolutamente nulla - afferma la guardia che ha denunciato - e quegli operatori continuano a lavorare. Anzi, quella vicenda è stata insabbiata». Negli esposti viene infatti ipotizzata una successiva gestione dell’episodio secondo cui, anziché procedere con l’immediata segnalazione alle autorità e con i rilievi di rito, alcuni presenti avrebbero rimosso il bossolo, estratto l’ogiva rimasta conficcata nella porta e coperto i fori con un adesivo. Un tentativo di cancellare, o di attenuare, le tracce dell’accaduto.





Commenti