Nuovi scontri nel Golfo, droni contro Kuwait e Bahrein. Bombe israeliane sul Libano, ieri 5 morti
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- 4 giorni fa
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Gli USA: "Tutti falliti gli attacchi iraniani di stanotte"
"Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano sostiene di aver colpito oggi il quartier generale della Quinta Flotta degli Stati Uniti in Bahrain e una base aerea statunitense nella regione con missili e droni. Tutti gli attacchi iraniani contro le forze americane sono falliti. Le forze statunitensi rimangono vigili e pronte a difendersi contro l'aggressione iraniana ingiustificata". Lo afferma il Centcom, definendo "falso" quanto dichiarato dai Pasdaran.
Attacchi iraniani contro le basi USA in Kuwait e Bahrein
È iniziata una nuova ondata di attacchi contro le basi statunitensi in Kuwait e Bahrein. Lo scrive su X la tv di Stato iraniana IRIB. La notizia è confermata anche da Al-Jazeera, che cita il ministero dell'Interno del Bahrein: "State calmi e dirigetevi in un punto sicuro", l'appello ai cittadini. In Kuwait le sirene, secondo i media internazionali, hanno suonato per una seconda volta.
Missili e droni contro il Kuwait
"Le difese aeree kuwaitiane hanno intercettato attacchi missilistici e droni nemici. Lo Stato Maggiore Generale dell'Esercito segnala che le esplosioni sono il risultato dell'intercettazione da parte dei sistemi di difesa aerea degli attacchi nemici. Si prega tutti di attenersi alle istruzioni di sicurezza e protezione emesse dalle autorita' competenti". Lo si legge nell'account ufficiale del Ministero della Difesa del Kuwait su X.
Iran, esplosioni sull'isola di Qeshm
L'agenzia di stampa iraniana Mehr, citando fonti locali e residenti, ha riferito che si sono udite delle esplosioni nella zona dell'isola di Qeshm.
Gli USA sparano un missile contro una petroliera in acque internazionali
Le forze statunitensi hanno sparato contro una petroliera scarica che stava tentando di dirigersi verso un porto iraniano sul Golfo Persico.
"Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) - si legge in una nota - ha imposto misure di blocco contro la M/T Lexie, battente bandiera del Botswana, mentre transitava in acque internazionali diretta verso l'isola di Kharg. L'equipaggio della nave ha ignorato ripetuti avvertimenti, non rispettando le direttive delle forze statunitensi più volte nell'arco di 24 ore. Un aereo statunitense ha infine bloccato la nave sparando un missile Hellfire nella sala macchine, impedendo alla petroliera di raggiungere l'Iran".
Il CENTCOM ha iniziato ad attuare il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani il 13 aprile. Le forze statunitensi hanno bloccato sei navi commerciali e ne hanno deviate 122.
Rubio: Gaza sia governata da un'entità non legata a Hamas
Il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, durante un'audizione alla Camera, afferma che la dichiarazione di Netanyahu, che vuole conquistare il 70% di Gaza, non fa parte del piano in 20 punti del Presidente statunitense Donald Trump per porre fine al conflitto tra Israele e Hamas. Il piano prevede la fine del dominio di Hamas e la ricostruzione del territorio. "Abbiamo un piano, ma non prevede questo", afferma Rubio. "E in fin dei conti, capiamo che cio' che vogliamo, e credo che cio' che anche gli israeliani vorrebbero, e' una Gaza governata da un'entita' non legata ad Hamas".
Msc a Teheran conferma: nave colpita Sariska V è italiana
La Mediterranean Shipping Company (MSC) ha confermato che la sua nave, Sariska V, e' stata colpita da due proiettili nel porto di Umm Qasr ieri. Il Servizio per le operazioni marittime del Regno Unito ha segnalato per primo l'attacco a sud-est di Umm Qasr, senza pero' specificare il nome della nave.
In seguito, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver preso di mira la Sariska V, di proprietà degli Stati Uniti, dopo un attacco a una nave iraniana vicino all'Oman.
MSC ha dichiarato che gli attacchi erano "completamente ingiustificati sulla base delle accuse mosse dalle Guardie Rivoluzionarie, poiché MSC è una compagnia di navigazione commerciale neutrale senza alcuna affiliazione con gli Stati Uniti o Israele". La società ha sede e domicilio in Svizzera ed è interamente di proprietà di cittadini italiani, ha aggiunto MSC.
Rubio: Cina non ha fornito all'Iran nulla che abbia ostacolato le nostre operazioni
"La Cina non ha fornito all'Iran alcuna assistenza che abbia in qualche modo ostacolato le nostre operazioni o la nostra capacità operativa". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio nel corso di un'audizione alla Camera. "È evidente che c'è un rapporto pregresso, ma nel breve termine non abbiamo riscontrato alcun segnale che quanto fornito abbia in qualche modo alterato le dinamiche sul campo di battaglia", ha messo in evidenza Rubio.
Trump: “False le notizie sullo stop dei colloqui con l'Iran, vanno avanti”
Le notizie sull'interruzione dei colloqui pochi giorni fa fra Iran e Stati Uniti sono "false. Le conversazioni tra noi sono proseguite ininterrottamente, inclusi quattro giorni fa, tre giorni fa, due giorni fa, ieri e oggi".
Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "Dove porteranno, non si può mai sapere. Tuttavia, come ho detto all'Iran: 'è giunto il momento, in un modo o nell'altro, che facciate un accordo. È da 47 anni che vi comportate così, e non è più possibile permettere che la situazione prosegua oltre'".
Rubio: non c'è nessuno programma Usa per armare civili in Iran e rovesciare governo
"Non sono a conoscenza di alcun programma volto ad armare i civili in Iran per rovesciare il governo. Forse altri Paesi, ma certamente non il governo degli Stati Uniti". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio nel corso di un'audizione in Senato, di fatto smentendo Donald Trump.
Nelle scorse settimane il presidente americano aveva più volte affermato che gli Stati Uniti hanno tentato di far arrivare armi ai manifestanti anti-regime iraniani tramite i curdi che però le avrebbero "trattenute".
Studenti palestinesi arrivati in Italia, saranno ospitati in atenei
È arrivato nel tardo pomeriggio all'aeroporto di Fiumicino, con un volo di linea proveniente da Amman, il nuovo gruppo di studenti universitari palestinesi usciti dalla Striscia di Gaza nell'ambito dell'operazione dei "corridoi universitari", facilitata dalla Farnesina per consentire ai giovani di proseguire il proprio percorso accademico in Italia.
Allo scalo romano i ragazzi sono stati accolti dai referenti delle università presso le quali saranno ospitati nell'ambito del programma "Iupals" (Italian Universities for Palestinian Students), promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane in collaborazione con il ministero degli Esteri e il ministero dell'Università e della Ricerca.
All'arrivo, visibilmente commossi, alcuni hanno abbracciato familiari che non vedevano da anni e i rappresentanti delle università italiane giunti a Fiumicino per accoglierli.
La Farnesina ha seguito l'uscita da Gaza degli studenti palestinesi attraverso il valico di Kerem Shalom. Dopo il rilascio dei visti e dei lasciapassare, il gruppo ha raggiunto il valico di Allenby, al confine con la Giordania, per poi proseguire verso Amman. Gli studenti hanno trascorso la notte presso l'Ospedale italiano di Amman. Gli studenti sono destinatari di percorsi di studio in Italia: 9 frequenteranno istituzioni Afam, mentre 8 proseguiranno il proprio percorso accademico presso Atenei italiani.
L'iniziativa si inserisce nel quadro dell'azione promossa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani a sostegno degli studenti palestinesi e che ha già consentito l'arrivo in Italia di 229 studenti palestinesi dallo scorso autunno. Quella attuale è la seconda fuoriuscita di studenti da Gaza dopo mesi di sospensione dovuti al riacutizzarsi del conflitto in Medio Oriente.
Hezbollah: “Non accetteremo un cessate il fuoco parziale”
Hezbollah non accetterà un "cessate il fuoco parziale" con Israele. Lo ha dichiarato all'Afp un alto funzionario del gruppo filo-iraniano, Mahmoud Qomati, minacciando ritorsioni in caso di attacco israeliano a Beirut e ai suoi sobborghi.
"Non accetteremo alcun accordo di cessate il fuoco parziale.
Il nemico sionista deve sapere che qualsiasi aggressione contro i sobborghi potrebbe portare a una risposta più forte" da parte di Hezbollah, ha affermato.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha in precedenza dichiarato che gli Stati Uniti hanno approvato il principio secondo cui Israele colpirà i sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah, se il gruppo prenderà di mira il territorio dello Stato ebraico.
Confermata condanna a 10 anni per spionaggio contro coppia britannica in Iran
Appello respinto dalla giustizia iraniana e condanna a 10 anni confermata per una coppia di coniugi britannici, Lindsay e Craig Foreman, arrestati nel gennaio 2025 e accusati di spionaggio nella Repubblica Islamica dopo essere sconfinati nell'ambito di un tour asiatico in motocicletta. Lo riferisce la Bbc citando i referenti britannici del loro team legale, secondo i quali i Foreman - che negano con forza l'accusa e si dicono ostaggi di una macchinazione a sfondo politico - restano al momento reclusi nel carcere di Evin, alla periferia di Teheran, e sono ora impegnati in uno sciopero della fame di protesta.
La coppia, secondo il figlio di lei, Joe Bennett, non ha potuto nemmeno assistere al processo di appello, frutto di un ricorso contro la pesante sentenza di condanna di primo grado inflitta a febbraio. "Si tratta di una grave violazione dei diritti umani che costringe due cittadini britannici, in mancanza di altre opzioni, a ricorrere alla protesta dello sciopero della fame", ha detto ancora Bennett.
Sulla stessa linea l'avvocato Haydee Dijkstal, stando al quale "Lindsay e Craig sono solo due civili innocenti, detenuti arbitrariamente".
Famiglia e legali sollecitano a questo punto un'azione più decisa da parte del governo britannico e del Foreign Office, che ha più volte assicurato di essere impegnato per cercare di risolvere il caso e ha ripetutamente difeso l'innocenza dei due.
Ma che è stato accusato dagli stessi Foreman, in un drammatico messaggio fatto trapelare sui media a marzo, mentre sull'Iran e sul carcere di Evin piovevano le bombe di Usa e Israele, d'averli sostanzialmente "abbandonati".
Libano, Msf: danni all'ospedale Jabal Amel, corpi ancora sotto macerie
Medici Senza Frontiere (MSF) condanna l'attacco aereo sferrato dall'esercito israeliano la sera del primo giugno nelle vicinanze dell'ospedale Jabal Amel, supportato da MSF, a Sour/Tiro. Secondo il ministero della salute, l'attacco ha causato finora 4 morti e 127 feriti, tra cui 39 membri del personale ospedaliero. Tra i feriti, 4 versano in condizioni critiche e sono ancora ricoverati in terapia intensiva. Intanto, si sta ancora procedendo al recupero dei corpi sotto le macerie e il numero totale di morti e feriti potrebbe ancora aumentare.
L'attacco - riferisce una nota di MSF - ha causato gravi danni allo stesso ospedale Jabal Amel, compresi il reparto di degenza, di radiologia e l'unità di terapia intensiva. Una parete di una sala operatoria è stata gravemente danneggiata, lasciando un grande buco, e l'équipe medica ha dovuto trasferire d'urgenza metà dei pazienti rimasti in terapia intensiva in un altro reparto per garantirne la sicurezza.
Il giorno precedente, anche il vicino ospedale Hiram - un'altra struttura supportata da MSF - era stato colpito da un attacco aereo israeliano e, secondo il ministero della salute libanese, 13 operatori sanitari erano rimasti feriti. Questi attacchi si inseriscono in un contesto di forte escalation della violenza negli ultimi giorni, con la periferia sud di Beirut nuovamente sottoposta lunedì a ordini di evacuazione da parte di Israele, a seguito di un ordine di evacuazione generale emesso domenica per una vasta area a sud fino al fiume Zahrani.
"Questi ripetuti attacchi riflettono una grave incapacità di proteggere la missione medica e sottolineano l'urgente necessità di salvaguardare i civili, il personale medico, le strutture sanitarie e l'accesso continuo alle cure salvavita" dichiara Omar Ebeid, coordinatore di progetto di MSF nel Libano meridionale.
Rubio: Mojtaba Khamenei vivo e "sempre più attivo"
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato di ritenere che la nuova guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, sia viva e "sempre più attiva".
"Penso che ci siano indicazioni che dimostrino che, a un certo livello, sia sempre più attivo", ha dichiarato Rubio alla Commissione Affari Esteri del Senato.
Khamenei non è più apparso in pubblico da quando ha riportato gravi ferite durante un attacco che ha ucciso suo padre e diversi alti vertici militari del Paese all'inizio della guerra, alimentando speculazioni sulla sua salute e sul suo ruolo nella struttura di comando iraniana.
La CNN ha riferito che, secondo le valutazioni dei servizi segreti statunitensi, Khamenei sta svolgendo un ruolo cruciale nella definizione della strategia bellica insieme ad alti funzionari iraniani.
Rubio: siamo ancora in trattative con Teheran
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che Washington è ancora in contatto con l'Iran. "Ora siamo in trattative, e dico trattative perché i colloqui con l'Iran non sono come i colloqui con la Svizzera. Capito? Sono molto diversi", ha detto in audizione al Congresso, "richiedono l'uso di intermediari, purtroppo. Ma questa prospettiva si prospetta. Potrebbe accadere oggi, potrebbe accadere domani, potrebbe accadere la prossima settimana". Lo riporta Iran International.
Rubio: Teheran dispone ancora di molti droni
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che gli iraniani "dispongono ancora di molti droni", aggiungendo però che il basso costo di questa tecnologia rende difficile contrastare tale minaccia.
"Si tratta di un problema diffuso in tutto il mondo. Dobbiamo trovare una soluzione dal punto di vista economico, ma ciononostante anche la capacità [dell'Iran] di costruire droni è stata indebolita", ha dichiarato Rubio ai membri della Commissione Affari Esteri del Senato.
Il segretario di Stato americano ha approfittato dell'apparizione pubblica per vantare l'indebolimento delle difese militari iraniane da parte dell'esercito statunitense durante la guerra che il presidente Donald Trump ha lanciato contro l'Iran alla fine di febbraio.
Quello che Rubio ha definito lo "scudo convenzionale" dell'Iran - l'uso di missili e droni per proteggere il suo programma nucleare - è stato "sostanzialmente eroso", ha affermato.
Ciò che resta della marina iraniana è un "gruppo di Boston Whaler con mitragliatrici a bordo", ha detto Rubio. Il blocco statunitense dei porti iraniani, ha aggiunto, sta costando all'Iran "centinaia di milioni" di dollari in mancati introiti ogni giorno.
Rubio: l'allentamento delle sanzioni all'Iran non è legato alla riapertura di Hormuz
Il blocco americano è solo contro le navi iraniane e non ci sarebbe se l'Iran avesse aperto lo Stretto di Hormuz come aveva promesso: "devono riaprire lo Stretto. Devono annunciare che non spareranno contro le navi, che non imporranno un pedaggio". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio in audizione al Senato, sottolineando che non è stato discusso e non è stato negoziato alcun aiuto all'Iran, sotto forza di allentamento della sanzioni, in cambio della riapertura dello Stretto.
"Ogni allentamento delle sanzioni" all'Iran "è subordinato a condizioni, e questo significa che deve avvenire in risposta alla ragione stessa per cui le sanzioni sono state imposte, vale a dire il programma nucleare", ha spiegato Rubio mettendo l'accento sul fatto che contro l'Iran ci sono vari tipi di sanzioni, fra le quali quelle internazionali e del Congresso, che il governo americano non può rimuovere. "L'Iran è oggetto di sanzioni poiché ha arricchito l'uranio, perché ha altamente arricchito l'uranio e per il suo programma nucleare. Qualora acconsentisse a rinunciare a tali attività, verrebbe concessa una revoca delle sanzioni correlata al suo impegno e al rispetto degli accordi", ha messo in evidenza Rubio.
Madrid: “L'escalation della violenza nel sud del Libano non ha giustificazione”
"L'escalation di violenza nel sud del Libano non ha giustificazione. Viola la sovranità e l'integrità territoriale del paese, ostacola i colloqui diretti in corso, aggrava la crisi umanitaria ed erode gli sforzi internazionali per consolidare il cessate il fuoco". Lo ha scritto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in un messaggio su X.
"Esigiamo alle parti il pieno rispetto del cessate il fuoco del 16 aprile", aggiunge Albares in un post successivo, in cui segnala che "la Spagna sostiene le iniziative internazionali per la de-escalation e il governo libanese nei suoi sforzi per restaurare il monopolio statale dell'uso della forza in tutto il paese".
Israele: Usa appoggiano attacchi di rappresaglia a Beirut
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato oggi che gli Stati Uniti appoggiano la decisione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di colpire il quartiere di Dahiyeh a Beirut qualora gli attacchi del gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall'Iran, contro il nord di Israele dovessero persistere.
"Gli americani hanno appoggiato questo principio e ne hanno informato il governo libanese e tutte le parti interessate: le comunità israeliane saranno affiancate da comunità analoghe a Beirut", ha affermato Katz, precisando: "Su richiesta degli Stati Uniti, fino a ieri le Forze di Difesa Israeliane si sono astenute dall'effettuare importanti attacchi a Beirut... a causa degli sforzi statunitensi per raggiungere un accordo con l'Iran".
Media: comunicazioni Teheran-Usa interrotte da giorni per escalation in Libano, sale il bilancio delle vittime
La notizia è trapelata solo ieri, ma le comunicazioni tra Iran e Stati Uniti su un possibile memorandum d'intesa si erano interrotte già diversi giorni fa. A riferirlo è stata l'agenzia Fars. Secondo il media iraniano, i canali di comunicazione si sono chiusi quando Israele ha minacciato di bombardare Beirut.
Il bilancio degli attacchi israeliani contro il Libano dal 2 marzo è salito a 3.468 morti e 10.577 feriti. Lo indica un aggiornamento pubblicato dal Centro per le operazioni di emergenza sanitaria del ministero della Salute libanese e ripreso dall'Nna.
Nuovo capo Mossad: "Il lavoro contro il regime iraniano non è finito"
''La svolta strategica che abbiamo inflitto all'asse iraniano e al suo piano per distruggere Israele ha cambiato gli equilibri di potere nell'intera regione. L'asse sciita, che mirava a distruggere il nostro Paese, è stato duramente sconfitto. Ma il lavoro non è finito. Il cuore del Mossad è impegnato in attività sotto copertura sull'obiettivo. Ci opporremo con tutte le nostre forze, continueremo a perfezionare e sviluppare capacità e metodi per sorprendere e essere decisivi''.
Lo ha detto Roman Gofman, il nuovo capo del Mossad, nel suo discorso di insediamento, come riferito in una nota ufficiale. I media israeliani riportano che ieri, nel discorso alla cerimonia per il suo congedo, David Barnea, il capo del Mossad uscente, ha affermato che Israele si trova ''nel mezzo di una campagna storica. Credo tuttora che cambiare la realtà in Iran attraverso il cambio di regime sia un obiettivo possibile e realizzabile, che richiede determinazione, pazienza e perseveranza. Questa missione deve rimanere in cima alle nostre priorità''.
Egitto, nuovo convoglio umanitario verso Gaza con oltre 3.200 tonnellate di aiuti
La Mezzaluna Rossa Egiziana ha lanciato oggi un nuovo convoglio umanitario diretto verso la Striscia di Gaza, con un carico superiore a 3.237 tonnellate di aiuti destinati alla popolazione palestinese, nell'ambito del proprio ruolo di coordinamento nazionale delle operazioni di assistenza.
Secondo un comunicato della Mezzaluna Rossa Egiziana, il convoglio comprende generi alimentari, tra cui carne per le donazioni e pacchi alimentari, oltre a farina, forniture mediche, materiali di soccorso e carburante destinato al funzionamento di ospedali e infrastrutture essenziali nella Striscia.
Sono stati inoltre inviati indumenti e tende a sostegno delle famiglie sfollate.
L'organizzazione ha ribadito la propria presenza operativa al confine sin dall'inizio della crisi, sottolineando che il valico di Rafah non è mai stato chiuso dal lato egiziano.
Al via a Washington il nuovo round di colloqui fra Israele e Libano, è il quarto
E' iniziato a Washington il nuovo round di colloqui tra Israele e Libano. I colloqui seguono le tensioni degli ultimi giorni e l'intervento di Donald Trump per fermare l'escalation israeliana in Libano.
Gli ambasciatori di Israele e del Libano sono stati ricevuti al Dipartimento di Stato per una nuova sessione di colloqui diretti, mentre Israele e Hezbollah si sono scambiati colpi dopo che Donald Trump ha affermato di aver ricevuto l'impegno a un allentamento delle tensioni da entrambe le parti.
Dopo quello del 14 aprile scorso questo è il 4° incontro tra i rappresentanti dei due Paesi, che non intrattengono relazioni diplomatiche dal 1993.
Si svolge presso il Dipartimento di Stato e dovrebbe durare due giorni. Partecipano il rappresentante israeliano Yechiel Leiter e la rappresentante libanese Nada Hamadeh Moawad, oltre a Daniel Holler, un alto consigliere del segretario di stato americano Marco Rubio, che però non partecipa direttamente alla sessione.
Questi colloqui, cui Hezbollah non partecipa, sono serviti a concordare e prorogare un cessate il fuoco in vigore da aprile, che tuttavia è stato ripetutamente violato da Israele e della milizia sciita.
L'incontro ha preso il via poche ore dopo che Trump aveva annunciato un accordo tra Hezbollah e Israele in base al quale il gruppo sciita avrebbe cessato di lanciare razzi contro il territorio israeliano e Israele avrebbe interrotto il dispiegamento di truppe nella periferia di Beirut. Intesa prontamente smentita dagli scontri ripresi questa mattina. Ieri Trump ha avuto una tesa telefonata con Benjamin Netanyahu, dopo che il primo ministro israeliano aveva ordinato attacchi alla periferia della capitale libanese.
Media Israele: telefonata tesa ma no insulti Trump a Netanyahu
Un membro dello staff del primo ministro Benjamin Netanyahu ha ammesso a Canale 12 che il premier ha avuto una telefonata "tesa" con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ieri sera in merito all'attacco pianificato da Israele contro obiettivi di Hezbollah a Beirut, ma ha smentito che Trump avrebbe insultato Netanyahu e lo avrebbe aggredito personalmente durante la conversazione.
Alleato Trump, accordo con Iran includa sanzioni se aiuta in futuro i suoi proxy
"Qualsiasi accordo con l'Iran deve stabilire chiaramente che, qualora Teheran sostenesse in futuro organizzazioni terroristiche come Hezbollah, questo comporterebbe sanzioni e altre misure punitive". Lo afferma Lindsey Graham, il senatore repubblicano alleato di Donald Trump. "Iran non è mai stato così debole dal 1979. Le sue capacità di attacchi stile 7 ottobre non sono legate al suo programma nucleare ma al desiderio di distruggere le regione e Israele tramite i suoi proxy", ha aggiunto Graham.
Pasdaran: "24 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz"
Le Guardie della rivoluzione islamica iraniana hanno dichiarato che 24 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore dopo avere ottenuto il loro permesso. "Nelle ultime 24 ore, dopo aver ottenuto l'autorizzazione e con il coordinamento e la sicurezza garantiti dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie, 24 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz", si legge in un comunicato dei pasdaran riportato dall'agenzia Fars.
Tajani: "La pace? Sono gli Usa che devono fermare Israele"
"Il governo italiano non può risolvere la pace del mondo, del resto non ci riescono gli Stati Uniti e la Cina. Il governo italiano non è la panacea dell'universo. Soprattutto sono gli Stati Uniti che devono fermare Israele. Noi stiamo facendo la nostra parte". Cosi il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine della parata ai Fori Imperiali, in merito agli sforzi diplomatici per una pace in Medio Oriente.
Bozza summit Ue: "Lavorare su sanzioni a ministri estremisti Israele"
"Il Consiglio europeo condanna i maltrattamenti inflitti ai detenuti a seguito dell'intercettazione della flotta Global Sumud in acque internazionali. Invita il Consiglio a portare avanti i lavori relativi alle misure restrittive nei confronti dei ministri estremisti che incitano e promuovono tali violazioni dei diritti umani". E' quanto si legge nel punto 22 del capitolo Medio Oriente nella prima bozza delle conclusioni del summit Ue del 18 e 19 giugno. La bozza sarà oggetto dei negoziati dei Rappresentanti Permanenti dei 27 nei prossimi giorni ed è quindi suscettibile di cambiamenti.
Nave Msc (mercantile) colpita dai pasdaran in un porto iracheno
Una nave della flotta Msc, la Sariska V, è stata colpita dal fuoco iraniano nel porto iracheno di Um-Qasr.
A renderlo noto è l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Guardiani della rivoluzione, che ha diffuso le immagini del lancio di un missile contro la nave che i Pasdaran attribuiscono al "nemico sionista-americano" rivendicando l'attacco come risposta alle azioni statunitensi contro la nave Lion Star. Msc ha confermato che la Sariska V è stata colpita da due proiettili: il primo mentre il pilota era a bordo durante la partenza della nave dal porto; il secondo poco dopo sull'area destinata all'equipaggio."Tutti i membri dell'equipaggio sono al sicuro, illesi e hanno agito con eccezionale professionalità durante tutto l'incidente per mettere in sicurezza la nave e il suo carico" ha reso noto la compagnia di navigazione.
"Questa azione di ritorsione è del tutto ingiustificata sulla base delle accuse formulate dai pasdaran" aggiunge il comunicato "poiche' Msc è un vettore commerciale neutrale e non ha alcuna affiliazione con gli Stati Uniti o Israele". Fondata dal cittadino italiano Capitano Gianluigi Aponte, l'azienda ha sede legale e operativa in Svizzera ed è interamente di proprieta' dei suoi figli, Diego e Alexa Aponte, entrambi cittadini italiani e privi di altre cittadinanze. Msc "esprime profonda preoccupazione per questi attacchi non provocati e per il rischio che essi comportano per i propri marittimi innocenti e per il commercio marittimo essenziale nella regione".
Il Bahrein vieta ai propri cittadini di recarsi in Iran e Iraq, citando problemi di sicurezza regionale
Il Bahrein ha vietato ai propri cittadini di recarsi in Iran e Iraq fino a nuovo avviso, citando problemi di sicurezza regionale, ha dichiarato martedì il Ministero dell'Interno.
L'Iran e i suoi alleati sciiti in Iraq hanno lanciato attacchi contro i paesi del Golfo, incluso il Bahrein, dall'inizio del conflitto tra Stati Uniti e Israele con l'Iran. Il Bahrein ha una popolazione a maggioranza musulmana sciita, ma è governato da una famiglia sunnita.
Libano, esercito Israele invita a evacuare città di Nabatiyé, altri 6 morti in un nuovo raid israeliano vicino Sidone
L'esercito israeliano ha invitato la popolazione libanese a evacuare la città di Nabatiyé in vista di attacchi previsti contro il movimento filo-iraniano Hezbollah, malgrado la tregua attualmente in vigore.
Visto che "Hezbollah ha violato l'accordo di cessate il fuoco, l'esercito israeliano è costretto a intervenire", ha affermato Avichay Adraee, portavoce militare di lingua araba, invitando gli abitanti di questa località del Libano meridionale a lasciare le proprie abitazioni.
Gli attacchi israeliani nel sud del Libano sono quasi quotidiani malgrado la tregua teoricamente in vigore dal 17 aprile; l'esercito israeliano accusa infatti il 'Partito di Dio' di violare il cessate il fuoco.
Intanto la Difesa civile di Beirut ha annunciato di aver recuperato i corpi di sei persone dalle macerie di una casa colpita ieri sera in un attacco israeliano in un villaggio del sud. In un comunicato, la Difesa civile ha precisato che i soccorritori sono riusciti a "estrarre dalle macerie sei corpi, oltre a tre feriti", nel villaggio di Marwaniyé, vicino a Sidone.
Iran, 'il Consiglio di Sicurezza dell'Onu punisca Israele per il Libano'
L'Iran ha auspicato che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adotti "decisioni punitive e vincolanti" contro Israele a causa delle azioni militari dello Stato ebraico in Libano, Siria e nei territori palestinesi. "Il Consiglio di Sicurezza deve andare oltre appelli generici e l'espressione di preoccupazione e adottare decisioni punitive e vincolanti contro il regime sionista. Il diritto internazionale non si difende con condanne superficiali e inefficaci", ha affermato in un messaggio su X il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi.
"L'affermazione del presidente statunitense sull'aver dissuaso (il premier israeliano Benjamin) Netanyahu dal lanciare un attacco su larga scala contro Beirut è, più che un segno della volontà di pace di Washington, una conferma del ruolo diretto dell'America nella gestione delle aggressioni del regime sionista", ha aggiunto Gharibabadi.
Pasdaran: "Nostre capacità militari aumentate, preparati a ogni scenario"
Le capacità militari e operative dell'Iran sono aumentate durante il periodo di cessate il fuoco: lo afferma il generale Sarder Mohebi, portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche: "Oggi le nostre forze armate si trovano in condizioni migliori rispetto al passato", ha dichiarato all'emittente statale Irib, secondo quanto riporta al Jazeera. "Se il nemico dovesse tornare sul campo di battaglia, il tipo di operazione, la geografia dello scontro e persino il tipo di armi utilizzate sarebbero diversi, e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche è pienamente preparato per tutti i possibili scenari", ha affermato.
Netanyahu: "Fondamenta regine incrinate, è destinato a cadere"
"Il prezzo che l'Iran ha già pagato è molto pesante. Le fondamenta di questo regime del terrore in Iran si sono incrinate. Non tornerà mai più a essere ciò che era, e vi dico, è destinato a cadere". Lo scrive su X il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Israele, sirene al confine nord per lancio droni dal Libano
Le sirene sono scattate in diverse aree nel nord d'Israele a causa di lancio di droni dal Libano. L'Idf comunica che non sono stati riportati danni né feriti.
Netanyahu: "Il regime iraniano non tornerà più quello di prima e alla fine crollerà"
''Chiunque sia impegnato inattività contro Israele sappia che i suoi piani falliranno e il prezzo che pagherà sarà altissimo. L'Iran ha già pagato un prezzo molto alto. Le fondamenta del regime del terrore in Iran sono crollate. Non tornerà più quello di prima e, ve lo dico, alla fine crollerà''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la cerimonia di commiato per il capo del Mossad David(Dedi) Barnea ieri sera, come riferisce l'ufficio del premier in una nota.
Iran: "Inevitabile una ripresa della guerra contro gli Usa"
Una ripresa della guerra contro gli Stati Uniti è "inevitabile", ha affermato oggi un alto ufficiale militare iraniano, mentre i colloqui tra Teheran e Washington per porre fine in modo duraturo alle ostilità in Medio Oriente sembrano essere in fase di stallo. "Gli Stati Uniti esigono la nostra totale capitolazione e la nazione iraniana non si arrenderà mai", ha dichiarato Mohammad JafarAssadi, vice comandante del comando interforze Khatam al-Anbiya."Senza capitolazione, la guerra è inevitabile. Quindi aspettiamo e la guerra non ci spaventa", ha aggiunto Assadi, secondo quantor iportato dalla televisione di Stato (Irib).
Bozza vertice Ue, studiare sanzioni ministri estremisti
Il dibattito sulla proposta italiana di sanzionare il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, entra nelle conclusioni del Consiglio europeo che si terra' il 18-19 giugno. "Il Consiglio europeo condanna il maltrattamento dei detenuti in seguito all'intercettazione della Global Sumud Flotilla in acque internazionali", si legge in una bozza delle conclusioni, di cui l'AGI ha preso visione. I leader Ue invitano inoltre il Consiglio Ue "a portare avanti i lavori su misure restrittive contro ministri estremisti che incitano e promuovono tali violazioni dei diritti umani", si aggiunge
Idf: "Eliminati 5 miliziani di diverse organizzazioni terroristiche a Gaza"
L'Idf comunica di aver eliminato nella Striscia di Gaza cinque miliziani che negli ultimi giorni stavano promuovendo piani di attacco contro le forze israeliane.
Media, fonte: "Sfiducia negli Usa, Teheran non ha ancora risposto a proposta accordo"
L'Iran non ha ancora risposto alla proposta di accordo finale con gli Stati Uniti, volta a porre fine al conflitto tra i due Paesi, e le discussioni sul testo definitivo sono ancora in corso a Teheran, secondo quanto riferito a Mehr News da una fonte vicina al team negoziale iraniano. La fonte ha dichiarato che l'Iran sta esaminando la proposta con cautela a causa di quella che considera una storia di inadempienze da parte degli Stati Uniti e di una radicata sfiducia nei loro confronti. "Sulla base delle esperienze precedenti, l'Iran è alla ricerca di benefici tangibili e concreti", ha affermato la fonte.
Libano: media, droni Israele uccidono un uomo e suoi due figli
Un uomo, di professione dentista, e i suoi due figli sono stati uccisi in un attacco di droni israeliani contro la loro auto mentre viaggiavano nel Sud del Libano, sulla strada Nabatieh-Khardali, secondo quanto riportato dall'Agenzia nazionale di stampa (Nna). L'auto sarebbe stata presa di mira mentre stavano tornando a casa da Sidone, scrive Al Jazeera.
Parigi a Israele: "Occupazione prolungata del Libano ingiustificata"
"Nulla può giustificare" la continuazione delle operazioni militari e una prolungata occupazione israeliana del Libano, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, mentre Israele e Hezbollah hanno continuato le ostilita' durante la notte, nonostante l'annuncio di un accordo di tregua da parte di Donald Trump. "E' fuori discussione che il Libano debba essere in qualche modo il capro espiatorio di un accordo che fatica a essere finalizzato tra Iran e Stati Uniti", ha ulteriormente sottolineato Jean-Noel Barrot su France TV, aggiungendo di aver parlato con il suo omologo americano, Marco Rubio, ieri sera.
Axios, Trump contro Netanyahu 'sei pazzo, senza di me saresti in prigione'
Durante una telefonata piena di insulti, il presidente americano Donald Trump si sarebbe scagliato contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per l'escalation israeliana in Libano. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi e una terza fonte a conoscenza della conversazione. Ieri, l'Iran ha minacciato di abbandonare i negoziati con gli Stati Uniti a causa delle azioni di Israele in Libano. E, come riporta Axios, durante la telefonata, Trump ha definito Netanyahu "pazzo" e lo ha accusato di ingratitudine.
Il sito, cita un funzionario statunitense che riassume il messaggio di Trump a Netanyahu: "Sei completamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il c***. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo".
Media Libano, 'attacchi Idf vicino Tiro, due feriti'
All'alba, aerei nemici hanno lanciato un attacco contro la città di Mansouri, nel distretto di Tiro, in concomitanza con un bombardamento di artiglieria". E' quanto scrive l'agenzia libanese Nna. "Più tardi un secondo raid aereo ha colpito un'abitazione ad Al-Housh, Tiro, distruggendola e danneggiando diverse altre case. Due persone sono rimaste ferite e sono state estratte dalle macerie da squadre di ricognizione del gruppo 'Al-Risala' e trasportate all'Ospedale Libanese-Italiano"
Trump: "Anche se l'Iran capitolasse, i media scriverebbero che ha vinto"
Anche se l'Iran fosse sconfitto in modo evidente, la stampa ostile la presenterebbe comunque come una vittoria: è quanto sostiene il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post su Truth. "Se l'Iran si arrende, ammette che la sua Marina è andata perduta e giace sul fondo del mare, e che la sua Aeronautica non è più con noi - scrive il tycoon - e se tutto il suo Esercito esce da Teheran, armi a terra e mani alzate, ognuno gridando 'Mi arrendo, mi arrendo' mentre sventola selvaggiamente la bandiera bianca, e se tutta la sua restante leadership firma tutti i necessari 'Documenti di Resa', e ammette la sua sconfitta difronte alla grande potenza e forza dei magnifici Stati Uniti d'America, il fallimentare New York Times, il China StreetJournal (Wsj!), la corrotta e ormai irrilevante Cnn, e tutti gli altri membri dei media delle fake news, titoleranno che l'Iran ha ottenuto una vittoria magistrale e brillante sugli Stati Uniti d'America, ma non c'è stata storia. I Dumacrat e i media hanno perso completamente la testa. Sono impazziti del tutto".
Wsj: "Usa in pressing sull'Oman, tagli rapporti con l'Iran"
Gli Stati Uniti sono in pressing sull'Oman affinché tagli i suoi rapporti diplomatici con l'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. Washington ha chiesto allo stato di prendere una posizione netta dopo che l'intelligence ha concluso che Muscat stava valutando seriamente di allearsi con Teheran per imporre un pedaggio nello Stretto di Hormuz.
Hezbollah rivendica gli ultimi attacchi contro l'Idf in Libano
Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di un attacco contro un obiettivo israeliano avvenuti stamattina presto nel Libano meridionale, così come di altri attacchi avvenuti ieri sera, dopo che Donald Trump aveva promesso la cessazione delle ostilità tra le due parti.
L'agenzia di stampa ufficiale libanese Ani ha inoltre riferito nella notte che gli attacchi israeliani avevano preso di mira i villaggi di Marwaniyeh, Sidiqine, Yater e Mansouri, nel sud del Paese, e che una "fortissima esplosione" era stata udita a Debbine.
Idf: 'Intercettati due proiettili provenienti dal Libano'
L'esercito israeliano ha annunciato l'intercettazione, nelle prime ore di stamattina, di due proiettili provenienti dal Libano, dopo che Donald Trump aveva assicurato che il movimento filo-iraniano Hezbollah e Israele avrebbero cessato gli scontri.
"A seguito delle sirene suonate all'1:35 del mattino (00:35 ora italiana, ndr) in diverse aree del nord di Israele, l'aeronautica israeliana ha intercettato due proiettili entrati in territorio israeliano dal Libano", ha scritto l'esercito su Telegram.
Trump: l'accordo con Iran potrebbe essere la prossima settimana
L'accordo con l'Iran per l'estensione della tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe avvenire nel corso della "prossima settimana". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista ad Abc sottolineando che un accordo di pace potrebbe essere migliore di una vittoria militare. "Sembra mettersi bene", ha aggiunto.
Il Libano annuncia un cessate il fuoco parziale tra Israele e Hezbollah, ma gli attacchi continuano
Il Libano ha annunciato un cessate il fuoco parziale tra Hezbollah e Israele, in quello che rappresenterebbe un parziale allentamento di un conflitto che ha causato migliaia di vittime e alimentato la più ampia guerra con l'Iran.
Secondo l'ambasciata libanese a Washington, l'accordo, che non porrebbe fine al conflitto in quel Paese, prevede che Israele si astenga dal compiere attacchi su Beirut e sui suoi sobborghi controllati da Hezbollah, mentre il gruppo filo-iraniano interromperebbe i propri attacchi contro Israele.
Le ostilità nel sud del Libano sono proseguite questa sera.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che per primo ha annunciato l'accordo, ha affermato che Hezbollah, tramite intermediari, si è impegnato a non attaccare Israele. Nessun presidente degli Stati Uniti ha mai parlato con Hezbollah, con o senza intermediari. Il gruppo è designato come organizzazione terroristica dagli Stati Uniti.
Trump ha anche affermato che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha acconsentito a ritirare tutte le truppe che si preparavano ad attaccare il Libano.
Dopo l'annuncio di Trump, Netanyahu ha dichiarato che Israele avrebbe continuato le operazioni militari nel sud del Libano, dove le forze di terra stanno avanzando verso il fiume Zaharani, la loro incursione più profonda in territorio libanese degli ultimi 25 anni.
Il parlamentare di Hezbollah Hassan Fadlallah ha dichiarato che la milizia sosterrà un cessate il fuoco totale in tutto il Libano come preludio al ritiro delle truppe israeliane. Non ha specificato se il gruppo interromperà i suoi attacchi sul territorio israeliano.
Il Libano ha dichiarato che cercherà di estendere il cessate il fuoco nel prossimo round di colloqui con Israele a Washington.
L'Iran rivendica l'attacco al mercantile nel Golfo persico
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha affermato che la sua marina ha colpito il mercantile Msc Sariska V con un missile da crociera "in rappresaglia per un attacco militare statunitense contro la nave mercantile Lian Star, battente bandiera gambiana e diretta in Iran, nel Mar d'Oman", definendo la nave come appartenente al "nemico americano-israeliano". Lo riporta Iran International.
L'esplosione è avvenuta a circa 40 miglia nautiche a sud-est di Umm Qasr, in Iraq.
Libano, Onu Consiglio di Sicurezza : "Serviranno ancora caschi blu dopo partenza Unifil"
Mantenere una presenza militare delle Nazioni Unite in Libano dopo la partenza dell'attuale forza di pace (Unifil) alla fine del 2026 sarà "necessario", ha affermato il Segretario generale dell'ONU in un rapporto presentato al Consiglio di sicurezza.
In questo rapporto, richiesto dal Consiglio, Antonio Guterres propone tre opzioni che vanno da circa 2.000 a oltre 5.500 militari in uniforme, principalmente per monitorare il cessate il fuoco e supportare le forze armate libanesi. L'Unifil, il cui mandato scade alla fine di dicembre in base a una risoluzione del Consiglio di sicurezza adottata nell'agosto 2025 sotto la pressione degli Stati Uniti, conta attualmente circa 7.500 caschi blu.
Libano: ambasciata Usa a Beirut conferma ok di Hezbollah alla proposta americana
L'ambasciata statunitense in Libano ha dichiarato che Hezbollah ha accettato una proposta degli Stati Uniti per una "cessazione reciproca degli attacchi" con Israele, che in precedenza aveva minacciato di colpire i sobborghi meridionali di Beirut alla vigilia dei negoziati israelo-libanesi.
"Le autorita' libanesi hanno ricevuto conferma che Hezbollah ha accettato la proposta statunitense che prevede una cessazione reciproca degli attacchi", si legge in una dichiarazione dell'ambasciata diffusa dalla presidenza libanese. "In base all'accordo proposto, gli attacchi israeliani su Dahiyeh (sobborghi meridionali di Beirut) cesserebbero in cambio dell'impegno di Hezbollah ad astenersi dal lanciare attacchi contro Israele, con l'estensione del cessate il fuoco a tutto il Libano".
"Ho parlato con il presidente Trump questa sera e gli ho detto che se Hezbollah non smetterà di attaccare le nostre città e i nostri cittadini, Israele colpirà gli obiettivi terroristici a Beirut": lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
"La nostra posizione rimane invariata. Allo stesso tempo, le Forze di Difesa israeliane continueranno a operare come previsto nel Libano meridionale", ha affermato il premier come riporta Haaretz.
Libano, per Aoun colloqui con Israele unico percorso verso pace
Il Libano non vede alternative ai negoziati con Israele per porre fine al conflitto. Lo ha dichiarato il presidente del Paese, Joseph Aoun. Washington ospiterà il prossimo ciclo di colloqui tra Libano e Israele il 2 e 3 giugno. Malgrado il processo negoziale, in corso da metà aprile, e il cessate-il-fuoco, le forze armate israeliane continuano a effettuare attacchi in Libano e ad ampliare l'operazione terrestre nel sud del Paese.
"I negoziati sono più sicuri della guerra, poiché abbiamo visto e continuiamo a vedere il flagello della guerra e le sue conseguenze. Tuttavia, non risolveranno il problema in pochi minuti, perché si tratta di un percorso che richiede tempo e non abbiamo altra scelta", ha affermato Aoun, citato dal suo ufficio stampa durante un incontro con una delegazione del settore privato.
Alcune forze politiche in Libano considerano i colloqui con Israele una capitolazione, ma si sbagliano, ha aggiunto il presidente. I negoziati non rappresentano una concessione, bensì un modo per mettere fine ai conflitti con il minor danno possibile. Per questo motivo il Libano non abbandonerà questa linea, nonostante le possibili difficoltà e i ritardi.
L'Ue apre alla flessibilità anche per l'energia nella clausola per la difesa
Si va verso una certa flessibilità per l'energia all'interno della clausola di salvaguardia che prevede deroghe al Patto di stabilità per gli investimenti nella difesa. Sarebbe questa l'indicazione che arriverà mercoledì dalla Commissione Ue, secondo quanto si apprende a Bruxelles, accogliendo di fatto le richieste italiane. La flessibilità sarebbe prevista per investimenti e non per sussidi, da quanto trapela.




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