Morte della guardia giurata, l’azienda precisa: “Noi non siamo imputabili”
- squadsmpd

- 11 ago
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La precisazione dell’istituto di vigilanza in seguito alla morte di Stefano Dodi, avvenuta il 3 agosto scorso

Lo scorso 3 agosto Stefano Dodi, una guardia giurata di 55 anni, è deceduto mentre svolgeva il proprio turno di lavoro. Il 55enne, dipendente della Mes Security di San Lazzaro di Savena, svolgeva un ruolo di vigilanza in una gioielleria di piazza Re Enzo, in centro a Bologna.
A quanto appreso, l’uomo ha accusato un malore. I sanitari del 118, dopo una segnalazione da parte di un passante che ha notato Dodi in auto, sono giunti sul posto e lo hanno trasportato al policlinico Sant’Orsola. Qui il 55enne è deceduto.
L’istituto di vigilanza, in una nota, precisa che “il malore accusato” dalla guardia giurata “non può essere in nessun modo imputato alle condizioni di servizio”. Infatti, scrive ancora l’azienda, Dodi alle 9.15 - orario di inizio di lavoro - è giunto sull’auto del servizio di vigilanza, che è “dotata di aria climatizzata, come tutte le auto in nostra dotazione, che sono nuove e dotate di sistema di climatizzazione dell’aria per un maggior comfort”.
Il 55enne, inoltre, ha dato “regolare comunicazione dell’inizio del servizio via radio alla centrale operativa della nostra società”. In seguito, mentre si trovava “all’interno dell’autopattuglia”, il vigilante “ha accusato un malore e pertanto è stato trasportato al nosocomio cittadino Sant’Orsola, dove purtroppo è deceduto”.
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Morte della guardia giurata, l’azienda precisa: “Noi non siamo imputabili”
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