Milano Cortina 2026 - Le Olimpiadi senza perimetro (di Marco Pera)
- squadsmpd

- 2 feb
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Le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 rappresentano una delle operazioni di sicurezza più complesse mai affrontate in Italia. La complessità non deriva esclusivamente dalle dimensioni dell’evento, ma dalla sua architettura territoriale e funzionale: un’Olimpiade diffusa, articolata su più regioni, caratterizzata da una mobilità continua di atleti, delegazioni, visitatori e rappresentanze istituzionali. In questo contesto, il concetto tradizionale di perimetro fisico perde progressivamente significato, lasciando spazio a un modello di sicurezza basato sulla gestione dei flussi, delle connessioni e del rischio in movimento.

I dati confermano la portata della sfida. Sono attesi circa 3.500 atleti, accompagnati da migliaia di membri delle delegazioni tecniche e istituzionali, mentre il numero complessivo dei visitatori stimato supera i 2 milioni nell’arco dei Giochi.
La sola cerimonia di inaugurazione, prevista a Milano presso lo Stadio San Siro, vedrà la presenza di circa 60.000 spettatori, oltre a delegazioni politiche e rappresentanti internazionali di alto profilo. Questi numeri si traducono in una pressione
significativa sulle infrastrutture di trasporto, sui sistemi urbani e sulle aree montane coinvolte.
In tale scenario, la travel security emerge come uno degli elementi centrali dell’intero dispositivo di sicurezza olimpico. Gli spostamenti costituiscono la fase di maggiore esposizione al rischio per atleti, delegazioni e pubblico. Il rischio non è limitato a minacce intenzionali, ma comprende incidenti, congestione infrastrutturale, condizioni meteorologiche avverse, criticità sanitarie, vulnerabilità informative e dipendenza da sistemi digitali per la gestione della mobilità. La sicurezza degli impianti, pur rimanendo fondamentale, non è sufficiente se non accompagnata da una gestione strutturata e continua dei movimenti.
Il confronto con le precedenti Olimpiadi Invernali svolte in Italia consente di comprendere
l’evoluzione del modello. Cortina 1956 si collocava in un contesto storico e operativo radicalmente diverso. Gli atleti erano circa 800, i visitatori relativamente pochi e concentrati, e la mobilità internazionale limitata. La sicurezza si basava prevalentemente sul controllo del territorio e sulla presenza fisica delle forze dell’ordine. La travel security, intesa come funzione autonoma, non era parte del sistema: gli spostamenti erano brevi, prevedibili e caratterizzati da un basso livello di complessità.
Con Torino 2006 si assiste a un primo cambio di paradigma. Gli atleti erano circa 2.600 e i
visitatori superarono il milione. Il contesto geopolitico post-11 settembre impose un approccio preventivo e fortemente centralizzato. La sicurezza dei trasferimenti tra Torino e le valli olimpiche entrò a pieno titolo nella pianificazione, ma rimaneva confinata a un’area geografica relativamente compatta, con direttrici di movimento ben definite e fortemente presidiate. La travel security era presente, ma ancora subordinata a un modello prevalentemente statico di controllo.
Milano-Cortina 2026 introduce invece una discontinuità strutturale. Le sedi di gara sono distribuite su un territorio ampio e diversificato, che include grandi aree urbane, assi infrastrutturali strategici e contesti montani con limitata accessibilità. Gli spostamenti avvengono quotidianamente su lunghe distanze, attraverso una molteplicità di mezzi di trasporto e in condizioni ambientali variabili. In questo contesto, la travel security diventa una funzione trasversale e continua, non più circoscritta a singoli trasferimenti o momenti critici.
Per gli atleti, la sicurezza degli spostamenti è strettamente connessa alla regolarità delle
competizioni. Ritardi, deviazioni o incidenti possono incidere sulla preparazione, sul recupero fisico e sul rispetto dei calendari di gara. I piani di sicurezza devono quindi integrare analisi dinamiche dei percorsi, monitoraggio meteo, valutazione delle vulnerabilità infrastrutturali e capacità di ripianificazione rapida, in coordinamento con i servizi sanitari e logistici.
Un ulteriore livello di complessità riguarda le delegazioni politiche e istituzionali. Le Olimpiadi
costituiscono un contesto ad alta visibilità diplomatica, con la presenza di capi di Stato, ministri e vertici delle organizzazioni internazionali. I loro spostamenti presentano profili di rischio elevati e mutevoli, influenzati dal contesto geopolitico internazionale e dalla concentrazione mediatica. La travel security, in questi casi, richiede un coordinamento avanzato tra scorte, forze di sicurezza, intelligence e organizzazione dell’evento, con particolare attenzione agli itinerari, ai tempi e ai punti di vulnerabilità.
Accanto a queste componenti strutturate, vi è la dimensione più ampia e complessa rappresentata dai visitatori. Centinaia di migliaia di persone si muoveranno in autonomia tra le sedi di gara, spesso senza familiarità con il territorio o con le condizioni climatiche invernali. La travel security per il pubblico non può essere intesa come protezione individuale, ma come sistema di prevenzione collettiva: informazione tempestiva, gestione dei flussi, presidio dei nodi di trasporto, assistenza e capacità di risposta rapida agli incidenti. La sicurezza, in questo caso, si misura anche nella riduzione del rischio percepito e nella continuità dell’esperienza di mobilità.
Il dispositivo predisposto dallo Stato italiano prevede l’impiego di circa 6.000 operatori delle Forze dell’Ordine, con un ruolo rilevante assegnato ai servizi dedicati alla sicurezza dei trasporti: Polizia Stradale, Polizia Ferroviaria, unità specializzate per il controllo dei nodi logistici e pattugliamenti dinamici lungo le principali direttrici di collegamento. A queste si aggiungono le Polizie Locali, il supporto delle Forze Armate per specifici compiti e un ampio contributo della sicurezza privata.
In questo quadro si colloca anche la presenza di delegazioni di sicurezza estere, incaricate di valutare e supportare la protezione dei propri atleti e rappresentanti. Si tratta di una prassi
consolidata nei grandi eventi internazionali, che assume particolare rilevanza in un’Olimpiade diffusa come Milano-Cortina. La cooperazione in materia di travel security e lo scambio informativo contribuiscono a rafforzare il sistema complessivo, nel rispetto delle competenze e della responsabilità delle autorità nazionali.
Un ulteriore fattore critico è la dipendenza dai sistemi digitali per la gestione della mobilità.
Prenotazioni, gestione delle flotte, monitoraggio dei percorsi e comunicazioni operative sono basati su infrastrutture IT che devono essere protette da interruzioni o attacchi. La travel security si intreccia quindi in modo diretto con la cyber security, rendendo necessaria una visione integrata della sicurezza fisica e digitale.
La cerimonia di inaugurazione e gli eventi di chiusura rappresentano momenti di massima
concentrazione del rischio anche sotto il profilo degli spostamenti. L’afflusso simultaneo di decine di migliaia di persone e la presenza di delegazioni ufficiali richiedono una pianificazione dettagliata dei flussi, delle aree di sosta, delle vie di accesso e di deflusso, nonché di soluzioni alternative in caso di criticità.
Nel complesso, Milano-Cortina 2026 conferma come la sicurezza dei grandi eventi non possa più essere analizzata separando i luoghi dai movimenti. La travel security diventa l’elemento di raccordo tra territori, infrastrutture e persone, configurandosi come una componente strutturale del modello di sicurezza olimpico e come uno dei principali fattori critici di successo di un evento “senza perimetro”.

Security Manager con oltre 20 anni di esperienza tra Forze dell’Ordine e ambito aziendale. Dopo una lunga carriera nell’Arma dei Carabinieri, Specializzato in Travel Security e Risk Management, coordina attività strategiche per la sicurezza del personale in viaggio. Dalla valutazione dei Paesi alla gestione delle emergenze, accompagna le aziende nella costruzione di sistemi di protezione dinamici, concreti e conformi alle normative. come Travel Security Manager , supporta le aziende nella protezione del personale in mobilità, attraverso strategie di prevenzione e gestione del rischio.





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