Lite in macelleria, colpisce il capo con un pezzo di carne e perde il lavoro, ma ottiene 75 mila euro di risarcimento
- squadsmpd

- 1 giorno fa
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Ferrara, Floriana Fraboni licenziata dopo una lite sul lavoro ottiene giustizia: il tribunale stabilisce che il provvedimento era sproporzionato e riconosce un risarcimento.

Ferrara, caso Floriana Fraboni: licenziamento annullato dopo la lite
Dopo oltre due decenni di attività senza alcuna contestazione disciplinare, Floriana Fraboni è stata licenziata in seguito a un episodio avvenuto nel reparto macelleria dove lavorava. La decisione dell’azienda è stata però ribaltata dal Tribunale di Ferrara, che ha dichiarato illegittimo il provvedimento.
La giudice ha riconosciuto che il licenziamento rappresentava una misura eccessiva rispetto ai fatti contestati, sottolineando la mancanza di precedenti disciplinari nella carriera della dipendente. La società è stata quindi condannata a versare alla lavoratrice un risarcimento di circa 75 mila euro, comprensivo di indennità e spese legali.
Durante la vicenda, circa duemila clienti avevano sottoscritto una petizione a sostegno della dipendente, evidenziando il rapporto costruito negli anni con la clientela.
La lite in macelleria e il gesto che ha portato al licenziamento
L’episodio si è verificato durante una giornata di lavoro segnata da tensioni con un nuovo caporeparto, descritto come dai toni «sopra le righe». Secondo quanto ricostruito, la lavoratrice era stata rimproverata poco prima dell’apertura del punto vendita.
In un secondo momento, il superiore si sarebbe riavvicinato, continuando il rimprovero e poggiandole una mano sul braccio. A quel punto, Floriana Fraboni ha reagito lanciando un pezzo di carne che stava lavorando, colpendo l’uomo al volto e provocandogli una lieve escoriazione sotto l’occhio.
La decisione del tribunale e il risarcimento riconosciuto
Il Tribunale di Ferrara ha accolto le argomentazioni della difesa e del sindacato Filcams Cgil, ribadendo che il licenziamento deve rappresentare l’«extrema ratio» nei rapporti di lavoro.
La sentenza evidenzia come il regolamento aziendale non possa superare il principio di proporzionalità previsto dalla normativa vigente e dai contratti collettivi. Alla luce di queste valutazioni, la sanzione è stata giudicata non adeguata rispetto al comportamento contestato.
Nel frattempo, Floriana Fraboni ha trovato un nuovo impiego presso un’altra realtà commerciale, con una retribuzione inferiore. La lavoratrice ha scelto di non chiedere il reintegro nel precedente posto di lavoro, optando per l’indennità risarcitoria massima prevista, pari a 24 mensilità.




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