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L’ Intelligence: compresa in modo inversamente proporzionale al suo stesso motto “Omnia silendo ut audeam nosco”. (dr.ssa Bellomi Daniela)

Un termine solo – Intelligence – con un potenziale linguistico incredibile che viene letteralmente “stravolto” e che ha, come naturale conseguenza, un’ovvia confusione purtroppo, anche, dai cosiddetti “Esperti del Settore Sicurezza”.


Quante volte – ancora – sentiamo usare questo termine ma avvertiamo

una contestualizzazione errata ? Ancora troppe.


Intelligence... nota come attività di raccolta, analisi di informazioni e di dati di varia natura - in diversi settori - per conto di un ente pubblico o privato: attività che viene, generalmente, ascritta alla Sicurezza Nazionale di uno Stato ed alla prevenzione di attività destabilizzanti di

qualsiasi natura. Ed è in questo significato che troviamo Agenzie note come “Servizi Segreti”, in cui i vari soggetti che vi operano vengono definiti “Agenti Segreti”.


Intelligence, quindi, sono anche le Agenzie Governative ed i Servizi, Enti generalmente preposti a tali attività pur essendo prevalentemente orientate all'analisi di specifici problemi, con funzioni definite da normative di riferimento, costituite da leggi appositamente varate in

ciascuno Stato del mondo, per massimizzare e tutelare le loro delicate funzioni.


Intelligence... come riferita agli ambiti di pertinenza più conosciuti e diffusi:

quelli in ambito Politico e Militare.


Intelligence che, con lo sviluppo dell'economia, della società, della globalizzazione e della informatizzazione si è andata a sviluppare in tipologie specifiche, come l’ Intelligence economica e l’Intelligence finanziaria.


Intelligence come attività che non sempre ha carattere segreto, come nelle attività ascrivibili all’ “Open Source Intelligence".


Intelligence è anche acquisizione e gestione delle informazioni, pianificazione e direzione, raccolta, elaborazione, analisi e divulgazione.


Curiosamente – ma drammaticamente – il termine Inglese“Intelligence” ha un significato base, precisamente: “Intelligenza /Capacità Intellettiva”. In italiano – ancora più curiosamente - si usa raramente con questa accezione, a meno che non si tratti di

Intelligenza Artificiale o di Capacità Cognitiva. Molto più diffuso il significato di “Spionaggio/Informazioni”.


E da questo solo unico punto delle definizioni sopraddette deve partire e deve fermarsi la nostra riflessione, fatta più di domande che di risposte. La ricerca delle risposte è un focus che NON possiamo e NON dobbiamo dimenticare, avanzando nella gestione quotidiana


CHE NON CI POSSIAMO PERMETTE DI RALLENTARE O FERMARE.


Se il termine “Intelligence”, nella sua lingua originale, ha il significato base di “Intelligenza / Capacità Intellettiva”, perchè Noi, in Italia, lo accostiamo all’Intelligenza Artificiale o alla Capacità Cognitiva ?


Perché “l’Intelligenza” Inglese è diventata “Intelligenza Artificiale” in Italia ?

Perché la “Capacità Intellettiva” Inglese è diventata “Capacità Cognitiva” in Italia ?


SERVE CHIAREZZA !


L’Intelligenza è il costrutto più ampio che organizza abilità per risolvere problemi, adattarsi all’ambiente e apprendere dall’esperienza. Ma non solo: include la creatività e, in senso più

ampio, l’Intelligenza emotiva e sociale, non solo logico-matematica.


L’Intelligenza è stata definita in molti modi: capacità di astrazione, logica, comprensione, auto consapevolezza, apprendimento, conoscenza emotiva, ragionamento, pianificazione, creatività, pensiero critico e problem solving. Può essere descritta come la capacità di

percepire o dedurre informazioni e di trattenerle come conoscenza da applicare a comportamenti adattivi all’interno di un ambiente o contesto.


Il termine raggiunse notorietà nei primi anni del 1900.

La maggior parte degli psicologi crede che l’Intelligenza possa essere suddivisa in vari domini o competenze. L’ Intelligenza è stata studiata da tempo negli esseri umani e in numerose discipline. E’ stato osservato anche nelle cognizioni di animali non umani. Alcuni


ricercatori hanno suggerito che le piante mostrino forme di Intelligenza, anche se questo rimane controverso. La parola “Intelligenza” deriva dai sostantivi latini “intelligentia” o

“intellectus” che, a loro volta, derivano dal verbo “intelligere” ovvero comprendere o percepire. Nel Medioevo la parola “intellectus” divenne il termine tecnico accademico per la comprensione e una traduzione del termine greco “nous”.

Questo termine, tuttavia, era fortemente legato alle teorie metafisiche e cosmologiche della

scolastica teleologica, incluse le teorie dell’immortalità dell’anima e il concetto di intelletto attivo, noto anche come intelligenza attiva.

Questo approccio allo studio della natura fu fortemente respinto dai Filosofi dell’Età Moderna, come Francis Bacon, Thomas Hobbes, John Locke e David Hume, i quali, tutti, preferivano “la comprensione” al posto di “intellectus” o “intelligenza” nelle loro opere Filosofiche Inglesi. Hobbes, ad esempio, nel suo latino “De Corpore” usò “Intellectus Intelligit” tradotto nella versione inglese “the understanding understandeth” come esempio tipico di assurdità logica. “Intelligenza” è quindi diventata meno comune nella Filosofia

della lingua Inglese, ma in seguito è stata adottata insieme alle Teorie Scolastiche che ora implica nella psicologia più contemporanea. Esiste più di una controversia su come definire

l’Intelligenza. Gli studiosi descrivono le sue capacità costitutive in vari modi e differiscono nel grado in cui concepiscono l’Intelligenza come quantificabile. L’Intelligenza rappresenta l’Edificio ! Le Capacità Cognitive sono i processi mentali che permettono al cervello

di acquisire, elaborare, memorizzare e utilizzare le informazioni provenienti dall’ambiente: essenziali per interagire con il mondo, includono attenzione, memoria, linguaggio, percezioni e funzioni esecutive.


Sono fondamentali per l’apprendimento e le attività quotidiane, per la velocità di elaborazione e il ragionamento logico.


Sono strumenti misurabili individualmente. Le Capacità Cognitive rappresentano “I Mattoncini” dell’Edificio !


E, allora, un’ altra domanda...e l’Intelligence?

E, allora, un’altra domanda...e le Capacità Cognitive ?


Ci dobbiamo anche domandare perchè la civetta che rappresenta tradizionalmente la saggezza e l’intuizione sia un simbolo dell’Intelligence ?

Si narra che, in molte culture, la civetta rappresenti la capacità di vedere oltre l’oscurità. Qualità indispensabile nelle operazioni di Intelligence, dove la capacità di interpretare

informazioni nascoste o criptiche è essenziale per la Sicurezza dello Stato.


Gli individui si differenziano tra loro nella capacità di comprendere idee complesse, di adattarsi efficacemente all’ambiente, di imparare dall’esperienza, di impegnarsi in varie forme di ragionamento e di superare gli ostacoli attraverso il pensiero.

Sebbene queste differenze individuali possano essere sostanziali, non sono mai del tutto coerenti: le prestazioni intellettuali di una persona variano in diverse occasioni, in ambiti diversi, a seconda di criteri diversi. I concetti di “Intelligenza” sono tentativi di chiarire e

organizzare questo complesso insieme di fenomeni. In alcuni ambiti è stata raggiunta una notevole chiarezza, ma nessuna concettualizzazione ha ancora risposto a tutte le domande importanti, e nessuna merita il consenso universale. Infatti, quando due dozzine di

teorici di spicco sono stati recentemente invitati a definire l'Intelligenza, hanno fornito due dozzine di definizioni piuttosto diverse. Un esercizio virtuoso, quello proposto e provocatorio,

sicuramente necessario. Ma con certezza non posso che concludere che organizzazioni, sistemi e strutture come il SISR, il DIS, l’AISI e l’AISE sono guidate e composte da Specialisti e Professionisti Audaci.


E non serve aggiungere altre descrizioni, per le più basiche ovvie ragioni.


Dott.ssa Daniela Bellomi, quale Specialista della Sicurezza. Una formazione ibrida – Umanistica e Tecnologica – ha delineato una Self employed Strategist and Consultant,
sia nella figura dell’ Educator che in quella del Researcher: esperienza trasversale finalizzata agli obiettivi, alla misurazione dei parametri funzionali al progresso, alla valorizzazione delle competenze:
semplificazione dei problemi, gestione diplomatica dei conflitti, negoziazione e pianificazione strategica migliorano, differenziano e portano al raggiungimento di risultati concreti. Una carriera professionale, con ampie interazioni dinamiche ed interattive vissuta e rivolta sia alle Divisioni di Sicurezza private che a quelle delle Forze Militari e delle Forze di Polizia. Delinea – con valori etici e morali – strategia e successo.

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