L’Architetto dell’Abisso: La Geometria del Delitto di Roberto Gleboni (di Mariana Berardinetti)
- squadsmpd

- 2 feb
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Nuoro, una mattina di settembre. In via Ichnusa, il silenzio viene squarciato da una sequenza di colpi che non lasciano spazio all'errore. Roberto Gleboni, cinquantadue anni, operaio forestale e sindacalista stimato, mette in atto uno sterminio chirurgico. Non c’è caos nella sua azione, ma una geometria del delitto agghiacciante che rivela la gerarchia del suo dominio. Colpisce per prima la moglie, Giusi, nel sonno. In questo primo atto esplode una rabbia punitiva accumulata nel tempo, un risentimento sordo verso l’unica persona che, nella quotidianità, poteva davvero scalfire la sua maschera. Ucciderla non è solo un atto di possesso, ma una punizione estrema per aver osato desiderare una vita oltre la sua ombra. Giusi è il "testimone pericoloso" del suo fallimento interiore, colei che conosceva le crepe sotto la facciata, e la rabbia che la investe serve a cancellare l’unica coscienza capace di giudicarlo e di innescare in lui quella vergogna insopportabile che il narcisista non può processare. Ma è nel passaggio alle stanze dei figli, Martina e Francesco, che la dinamica rivela una freddezza disumana. Qui non c'è più il calore della rabbia, ma il gelo del calcolo. Uccidere i propri figli nel letto, lì dove il genitore è per definizione il contenitore e protettore, rappresenta il tradimento supremo di ogni legge naturale. Per un bambino, l'atto di addormentarsi è l'azione più difficile da compiere, poiché richiede l'abbandono totale a una fragilità estrema; è una fiducia cieca riposta nell'adulto di riferimento. Gleboni ha colpito proprio in quel momento di massima vulnerabilità, trasformando il nido del riposo in un luogo di esecuzione. Colpire chi dorme significa annientare l'innocenza che si è fidata. Gleboni opera con la lucidità di chi sta smantellando un progetto: se il "creatore" decide di sparire, le sue creature devono cessare di esistere. La scelta della pistola calibro 7.65 indica un livellamento delle vittime: nel suo delirio, sono bersagli accumunati dallo stesso destino. Questa firma psichica crea un linkage con il caso di Jean-Claude Romand: entrambi collezionisti di stima che distruggono la propria "collezione" umana piuttosto che vederla macchiata dal fallimento. Dopo lo scempio domestico, il disegno si allarga verso la casa della madre anziana. Questo è il passaggio più simbolico: colpire la madre significa recidere la radice biologica che lo ha generato. In un delirio di onnipotenza, Gleboni vuole essere l'inizio e la fine di tutto. Attraverso questo itinerario di sangue, egli compie un'operazione metafisica: annienta il suo Passato (la madre), il suo Presente (la moglie) e il suo Futuro (i figli). Non lascia nulla dietro di sé, perché nulla deve esistere al di fuori del suo controllo. Il suicidio finale, eseguito con la medesima arma, non è un atto di rimorso, ma l'ultima affermazione di potere sugli esseri umani. Decidendo di morire, Gleboni sottrae se stesso al giudizio della legge e degli uomini; è l'ultima parola del dominatore che decide anche la fine del proprio sipario. Il suicidio è il sigillo finale su un mondo che ha deciso di cancellare: ancora una volta, è lui a decidere la sorte dell'umano, negando allo Stato e alla società il diritto di controllarlo o punirlo. L’anestesia dell’umano e l’infernale solipsismo di un simile sterminatore creano un labirinto di specchi dove l'ego impedisce di vedere la sofferenza altrui. La sua morte civile era già avvenuta nel segreto delle mura domestiche, dove il riflesso di un'educazione basata sull'apparire aveva soffocato l'essere vulnerabili. Resta l'amara lezione di una tragedia che ci insegna quanto la bellezza esteriore di una famiglia "per bene", proprio come i siti storici dell'UNESCO che ammiriamo per la loro imponenza, possa nascondere fondamenta marce se al suo interno il controllo ha preso il posto della libertà di esistere.

Dott.ssa Mariana Berardinetti, Criminal Profiler, Magistrato Onorario di Sorveglianza e Docente Forense
La Dott.ssa Mariana Berardinetti è una Criminal Profiler e Analista Comportamentale specializzata, con un duplice ruolo operativo nel settore giudiziario. La sua expertise unisce l'analisi scientifica dei crimini e della devianza alla conoscenza pratica del sistema penitenziario e della giustizia onoraria.
La Dott.ssa Berardinetti non solo opera nel settore, ma contribuisce attivamente alla formazione dei futuri professionisti, posizionandosi come una figura chiave nel supporto tecnico e giudiziario:
Magistrato Onorario di Sorveglianza (Qualifica avvenuta con specifica nomina da CSM).
Docente e Formatrice per Aspiranti Magistrati Onorari (Ruolo implicito nella docenza e nell'esperienza accumulata).
Direttore del Dipartimento di Pedagogia Giuridica e Docente per la Formazione di Consulenti Tecnici (CTU/CTP), con un focus pratico sul sistema giudiziario.
Specializzazione Centrata sul Criminal Profiling
Le sue qualifiche e formazioni avanzate sono direttamente funzionali all'attività di profilazione criminale, essenziale per la comprensione delle violenza e del comportamento deviante:
Esperta in Analisi Scientifica del Comportamento umano (Criminal Profiler): Possiede il Diploma di Master in Analisi Scientifica del Comportamento verbale e non verbale e una formazione specifica in Criminal Profiling e Metodologie di Cold Case Investigation.
Analista Investigativa e Criminologa Forense: È Criminologa Esperta in Analisi della Scena del Crimine, con un Master di Specializzazione in Psicologia Investigativa, Analisi Comportamentale, Psicologia Giuridica, Psicopatologia e Psicodiagnostica Forense.
Competenza Trasversale: Ha completato formazioni in Biologia e Genetica Forense e Tossicologia generale e Clinica.
Formazione Accademica
La sua base accademica pluridisciplinare le fornisce la prospettiva sociale e psicologica necessaria per la profilazione e il lavoro giudiziario:
* Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM85) (Università Pegaso, votazione 104).
* Laurea Magistrale in Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali (LM88 Sociologia)
Laurea in Scienze dell'Educazione e della Formazione (Università Guglielmo Marconi - Roma, votazione 105/110).





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