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Intervista alla dott.ssa Diletta FILENI ( Analista Geopolitica e Finanza) Autrice di: “Capitalismo Finanziarizzato” (dott. Dario Procida)

Aggiornamento: 14 ore fa



“Capitalismo Finanziarizzato”

libro scritto dalla dott.ssa Diletta Fileni ( Analista Geopolitica e Finanza) 


Karl Marx e molti dei suoi riformatori contemporanei, meno radicali vedevano il ruolo storico del capitalismo industriale come quello di spazzare via l'eredità del feudalesimo: i proprietari terrieri, i banchieri e i monopolisti estraevano rendita economica senza produrre valore reale. Tuttavia, quel movimento di riforma fallì. Oggi, il settore finanziario, assicurativo e immobiliare (FIRE) ha ripreso il controllo dei governi, creando economie neo-rentier. Lo scopo di questo capitalismo finanziario postindustriale è l'opposto del capitalismo industriale come noto agli economisti del diciannovesimo secolo: cerca la ricchezza principalmente attraverso l'estrazione della rendita economica, non la formazione del capitale industriale. Il lavoro è sempre più sfruttato dal debito bancario, debito degli studenti e debito della carta di credito mentre i prezzi delle case sono gonfiati a credito, lasciando meno reddito da spendere in beni e servizi poiché le economie soffrono di deflazione del debito. Negli ultimi trent'anni il capitale ha fatto astrazione verso l'alto, dalla produzione alla finanza; la sua sfera di operazioni si è espansa verso l'esterno, in ogni angolo e fessura del globo; la velocità del suo movimento è aumentata, fino a millisecondi; e il suo controllo si è esteso fino a includere "tutto". Ora viviamo nell'era del capitalismo finanziario globale.


Il presidente dott. Dario Procida ha così intervistato

l'autrice dott.ssa Diletta Fileni chiedendo:


 

dott. Dario Procida:  

Dott.ssa Diletta Fileni in primis la ringraziamo per aver accettato il nostro invito a questa intervista, le chiediamo poi se è corretto dire che nasce come giornalista e saggista, e che nel corso degli anni i suoi interessi si sono focalizzati in ambito geopolitico. Cos’altro vorrebbe condividere di sè, della sua visione e del suo approccio professionale?


dott.ssa Diletta Fileni:

"Innanzitutto vi ringrazio per l'invito. Più che definirmi semplicemente giornalista e saggista, mi piace pensare al mio percorso come a un'evoluzione continua, costruita mettendo insieme studio, esperienza e curiosità intellettuale. Provengo da una solida formazione economico-giuridica. Successivamente, il lavoro nelle redazioni e la collaborazione con diverse testate giornalistiche hanno trasformato queste basi teoriche in un approccio concreto, fondato sull'analisi, sulla verifica delle fonti e sulla capacità di contestualizzare le notizie. Parallelamente, un percorso di approfondimento in ambito internazionale mi ha fornito gli strumenti per interpretare i fenomeni complessi con metodo e spirito critico. Con il tempo i miei interessi si sono orientati sempre più verso la geopolitica, la finanza e gli aspetti geoeconomici, nella convinzione che oggi gli equilibri internazionali non possano essere compresi senza analizzare anche le dinamiche economiche, finanziarie e strategiche che li influenzano. È proprio da questa visione interdisciplinare che è nata anche la mia attività di saggista e, con essa, l'esigenza di andare oltre la cronaca, approfondire le cause dei grandi cambiamenti globali e offrire una lettura più ampia delle loro conseguenze. La mia visione professionale parte da un principio semplice, l'informazione non dovrebbe limitarsi a raccontare ciò che accade, ma aiutare le persone a comprenderne il significato. Per questo cerco sempre di coniugare rigore analitico, chiarezza espositiva e indipendenza di giudizio, rendendo accessibili anche temi complessi senza rinunciare alla profondità dell'analisi".

 

dott. Dario Procida:  

Nel 2023 ha pubblicato il suo libro: “Come il capitalismo finanziarizzato ha minato, corrotto e sopraffatto i governi democratici” cosa ha ispirato l’idea di questo titolo è qual è lo scopo di questo libro? 


dott.ssa Diletta Fileni:

"L'idea del libro nasce dall'esigenza di analizzare un fenomeno che, negli ultimi decenni, ha trasformato profondamente gli equilibri economici e politici, in particolare la crescente influenza della finanza sull'economia reale e, più in generale, sui processi decisionali degli Stati. Ho scelto un titolo volutamente provocatorio per stimolare una riflessione critica sul rapporto tra potere economico, mercati finanziari e democrazia. L'obiettivo non è sostenere una tesi ideologica, bensì offrire al lettore strumenti di analisi per comprendere come la finanziarizzazione dell'economia abbia progressivamente ridotto i margini di autonomia dei governi, influenzando in molti casi le decisioni di politica economica. Con questo libro desidero accompagnare il lettore oltre la semplice cronaca, ricostruendo le dinamiche che hanno contribuito a definire l'attuale assetto del sistema economico globale. Comprendere questi meccanismi è, a mio avviso, indispensabile per interpretare con maggiore consapevolezza le sfide del presente e del futuro".

 

 dott. Dario Procida:  

Nel suo libro analizza come i mercati finanziari abbiano gradualmente condizionato le agende politiche. In che modo il capitalismo finanziarizzato è riuscito a svuotare dall'interno la sovranità popolare senza bisogno di modificare formalmente le costituzioni democratiche?"



dott.ssa Diletta Fileni:

"Il capitalismo finanziarizzato non ha sostituito le istituzioni democratiche né modificato formalmente le costituzioni. Il cambiamento è avvenuto in modo più sottile, attraverso un progressivo spostamento del potere decisionale verso attori finanziari globali e mercati sempre più interconnessi. In questo contesto, i governi si sono trovati spesso a dover orientare le proprie politiche tenendo conto delle aspettative dei mercati, delle agenzie di rating e dei grandi investitori internazionali. Ciò ha inevitabilmente ridotto i margini di autonomia nella definizione delle politiche economiche, soprattutto in un mondo caratterizzato da un'elevata mobilità dei capitali. Quando le decisioni politiche vengono influenzate principalmente dall'esigenza di rassicurare i mercati o mantenere la fiducia degli investitori, il rischio è che la volontà espressa dai cittadini attraverso il voto perda parte della propria capacità di incidere concretamente sulle scelte di governo. È proprio questa la riflessione che propongo nel libro, non una crisi della democrazia sul piano formale, ma una trasformazione dei rapporti di forza che può limitarne, nella pratica, l'effettiva capacità decisionale. Il mio intento non è sostenere che la finanza sia un elemento negativo in sé. I mercati svolgono una funzione essenziale nell'economia. Il punto è interrogarsi su quale debba essere il giusto equilibrio tra il ruolo della finanza, quello della politica e la tutela dell'interesse pubblico, affinché le decisioni democratiche possano continuare a rappresentare realmente la volontà dei cittadini".

 

 

dott. Dario Procida:  

La finanziarizzazione dell'economia ha spesso spostato la ricchezza dal lavoro al capitale. In che misura questa crescente disuguaglianza ha logorato la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche, aprendo la strada a populismi e autoritarismi?



dott.ssa Diletta Fileni:

"La crescente finanziarizzazione dell'economia ha contribuito ad ampliare il divario tra i rendimenti del capitale e quelli del lavoro, alimentando disuguaglianze economiche e sociali che, in molti Paesi, hanno inciso anche sulla fiducia nelle istituzioni. Quando una parte della popolazione percepisce che la crescita economica non si traduce in un miglioramento delle proprie condizioni di vita, oppure ritiene che le opportunità siano distribuite in modo sempre meno equo, può maturare un senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni democratiche e della loro capacità di rappresentare l'interesse generale. In questo contesto trovano spesso spazio movimenti populisti e, in alcuni casi, derive più autoritarie, che si presentano come risposta a un diffuso sentimento di insoddisfazione. Naturalmente sarebbe riduttivo attribuire questi fenomeni esclusivamente alla finanziarizzazione dell'economia. Entrano in gioco anche altri fattori, come la globalizzazione, le trasformazioni del mercato del lavoro, le crisi economiche, i flussi migratori e l'impatto delle nuove tecnologie. Nel mio saggio sostengo che la questione centrale sia ristabilire un equilibrio tra efficienza economica, giustizia sociale e partecipazione democratica. Una democrazia solida non può prescindere da un'economia che favorisca crescita, opportunità e una distribuzione più equilibrata dei benefici dello sviluppo, perché solo così è possibile rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni".

   

 dott. Dario Procida:  

Di fronte a un sistema finanziario che sembra aver sopraffatto la politica, da dove può ripartire la democrazia per riprendere il controllo? Quali sono le leve concrete legislative o di mobilitazione cittadina per invertire   questa rotta?"

 

dott.ssa Diletta Fileni:

"Credo che la democrazia possa recuperare centralità solo tornando a esercitare pienamente   la     propria funzione di indirizzo politico. Non si tratta di contrapporre politica e mercati, ma di  ristabilire un equilibrio nel quale la finanza torni a essere uno strumento al servizio dell'economia reale e non un fine in sé. Le leve concrete sono diverse. Innanzitutto, una regolamentazione dei mercati finanziari capace di ridurre gli eccessi speculativi e aumentare la trasparenza. In secondo luogo, politiche economiche orientate agli investimenti produttivi, all'innovazione, alla ricerca e alla valorizzazione del lavoro, affinché la crescita generi benefici diffusi e non si concentri esclusivamente nella rendita finanziaria. Un altro elemento fondamentale è rafforzare la cooperazione internazionale. I mercati operano su scala globale e molte sfide non possono essere affrontate efficacemente da un singolo Stato. Per questo è necessario promuovere regole condivise che rendano il sistema più stabile, equo e sostenibile. Infine, credo sia indispensabile investire nella cultura economica e finanziaria dei cittadini. Una democrazia è tanto più forte quanto più i suoi cittadini comprendono i meccanismi che influenzano le decisioni pubbliche. Solo una partecipazione consapevole può contribuire a costruire istituzioni più solide, responsabili e realmente orientate all'interesse collettivo".


dott. Dario Procida:  

Che ruolo hanno avuto le grandi crisi finanziarie, come quella del 2008, nel rafforzare il potere della finanza rispetto alla politica?



dott.ssa Diletta Fileni:

"La crisi finanziaria del 2008 ha rappresentato uno spartiacque. Ha mostrato con estrema chiarezza quanto il sistema finanziario fosse diventato centrale e quanto le sue fragilità potessero avere ripercussioni sull'intera economia mondiale. Molti governi sono stati costretti a intervenire per evitare il collasso del sistema bancario e, da quel momento, il rapporto tra politica e mercati è diventato ancora più complesso. In molti casi, le priorità si sono concentrate sulla stabilità finanziaria e sul ripristino della fiducia degli investitori, spesso a scapito di altre esigenze economiche e sociali. Nel libro non sostengo che la crisi abbia creato questo fenomeno, ma che lo abbia reso evidente e, per certi aspetti, accelerato. La finanziarizzazione era un processo già in atto da tempo; il 2008 ne ha semplicemente messo in luce le conseguenze, mostrando quanto le decisioni dei governi fossero ormai strettamente legate alle dinamiche dei mercati finanziari. Credo che quella crisi abbia lasciato un insegnamento importante: un sistema economico può essere davvero stabile solo se esiste un equilibrio tra finanza, economia reale e capacità della politica di perseguire l'interesse pubblico. Quando questo equilibrio si rompe, aumentano non solo i rischi economici, ma anche quelli sociali e democratici".


dott. Dario Procida:  

A distanza di alcuni anni dalla pubblicazione, ritiene che le sue analisi siano state confermate dagli eventi più recenti?


dott.ssa Diletta Fileni:

"Ritengo che molti degli sviluppi degli ultimi anni abbiano confermato le riflessioni contenute nel libro. Gli eventi recenti, dalle tensioni geopolitiche alle crisi energetiche, fino all'aumento del debito pubblico e alla crescente centralità dei mercati finanziari nelle decisioni economiche, hanno mostrato quanto economia, finanza e politica siano ormai profondamente interconnesse. Naturalmente il contesto evolve continuamente e ogni fase storica presenta caratteristiche proprie. Tuttavia, la questione centrale che ponevo nel libro rimane, a mio avviso, estremamente attuale, ovvero, come garantire che la politica conservi la capacità di orientare le scelte strategiche nell'interesse collettivo, senza essere eccessivamente condizionata da logiche esclusivamente finanziarie. Più che offrire risposte definitive, il mio obiettivo era aprire una riflessione su un tema che considero cruciale per il futuro delle democrazie. Se il libro continua a suscitare dibattito e a stimolare domande su questi temi, credo che abbia raggiunto il suo scopo più importante".


dott. Dario Procida:  

Guardando al futuro, è ottimista sulla capacità delle democrazie di recuperare il primato della politica oppure ritiene che il processo di finanziarizzazione sia ormai irreversibile?



dott.ssa Diletta Fileni:

"Le istituzioni sovranazionali hanno svolto un ruolo complesso e non possono essere valutate in modo univoco. Organismi come l'Unione europea o il Fondo Monetario Internazionale sono nati con l'obiettivo di favorire la stabilità economica e la cooperazione tra gli Stati. Tuttavia, in alcune circostanze, le regole e i vincoli da essi previsti hanno ridotto i margini di manovra dei governi nazionali, soprattutto durante le crisi economiche e finanziarie. Nel libro non sostengo che queste istituzioni siano la causa della perdita di sovranità democratica, ma che abbiano operato all'interno di un sistema economico sempre più globalizzato e finanziarizzato, nel quale le decisioni nazionali sono inevitabilmente influenzate da dinamiche internazionali. Credo che la vera sfida non sia mettere in discussione l'esistenza delle istituzioni sovranazionali, bensì rafforzarne la legittimazione democratica, la trasparenza e la capacità di perseguire non solo la stabilità finanziaria, ma anche lo sviluppo economico, la coesione sociale e l'interesse dei cittadini. In un'economia globale, la cooperazione internazionale è indispensabile; ciò che conta è trovare un equilibrio tra governance sovranazionale e responsabilità democratica".


redattrice per il Corriere di Puglia e Lucania nonchè Web Content Editor, specializzata nella gestione strategica della comunicazione aziendale. Blogger per caso, scrittrice per passione. Scrivo saggi ed editoriali.



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