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Intervista al dott. Luca Indirli ( Criminologo - Grafologo) autore di: “Io sono ciò che scrivo! Movimento Grafico Comportamento Umano” ( dott. Dario Procida)

 

“Io sono ciò che scrivo! Movimento Grafico Comportamento Umano”

il dott. Luca Indirli ha intitolato questo importante libro scritto.


lo sono ciò che scrivo, sintesi perfetta di una normale attività grafica e scrittoria che produce genuinamente ogni persona. Oltre a essere di supporto a chi vuole intraprendere la professione di Grafologo Forense, al suo interno verranno rappresentate le particolari dinamiche metodologiche finalizzate a strutturare una vera e propria consulenza Grafologica, la lettura di questo libro trasporterà il lettore in un mondo affascinante fatto di segni, segnature, tracce grafiche e annessi significati proiettivi.

Dopo aver letto questo testo, in ognuno nascerà spontanea la domanda, scrivo ciò che sono o sono ciò che scrivo? La risposta sarà personale così come personale è la nostra scrittura!


Abbiamo chiesto all'autore del libro:


Dario Procida:

Da dove nasce l’idea di scrivere un libro sulla Grafologia?


Luca Indirli:

L’idea nasce dal profondo: questo libro è il resoconto di un sapere che ha la sua radice nella passione per la materia, tanto da materializzarsi nel mio lavoro quotidiano. Da alcuni anni, con umiltà e semplicità, cerco di trasmettere questa passione e, durante le lezioni, molti dei miei allievi mi hanno chiesto di pubblicare e riassumere in un testo ciò che insegno sistematicamente. Ho ascoltato il loro desiderio e l’ho trasformato in un patrimonio di dominio pubblico.

 

Dario Procida:

Cos'è la grafologia?


Luca Indirli:

Etimologicamente, la grafologia è lo studio della scrittura; dal punto di vista culturale, è l’atto con cui il soggetto identifica se stesso. Alla base della grafologia c’è il concetto di "gesto grafico", inteso come l'equivalente di una condotta scrittoria che non si cristallizza in un dato statico, ma rende il testo l'identificazione stessa di chi scrive. Il gesto grafico si realizza in una gestualità dinamica che prende vita dal movimento. Il movimento è vita; la scrittura è vita.

 

Dario Procida:

Si comprende che Marco Marchesan è il tuo caposcuola: quali sono i suoi insegnamenti?


Luca Indirli:

Marco Marchesan è effettivamente il caposcuola da cui trae ispirazione la mia interpretazione della grafologia. Fondatore della Società Internazionale di Psicologia della Scrittura, Marchesan, oltre a ideare un personalissimo metodo di indagine psicologica, ha aperto alla possibilità di effettuare una prevenzione "primaria" della delinquenza, della devianza, della violenza e delle tensioni sociali, introducendo il concetto di "grafopsicologia" e costituendo la cosiddetta "Psicologia della Scrittura".
Ha tracciato una netta distinzione tra la psicologia della scrittura e la grafologia classica, delineando tre punti cardine che strutturano il suo metodo:
I fondamenti fisio-psicologici: La psicologia della scrittura ha studiato il rapporto tra il gesto grafico, il sistema nervoso e la psiche. Ha scoperto le leggi dell’espressività mimica, secondo le quali le caratteristiche psicologiche (tendenze e attitudini) si riproducono simbolicamente nella scrittura. Tali leggi sono state verificate secondo i canoni della sperimentalità, conciliandoli con il pieno rispetto della spontaneità, che è il vero tesoro psicologico della scrittura.
Il sistema grafico: Possiede una struttura organica in cui sono inquadrati i segni accertati nella scrittura, corrispondenti ad altrettanti gruppi di tendenze o attitudini della psiche.
Il sistema psichico: Considera la costituzione e la funzionalità della psiche nei suoi tre stadi (conscio, subconscio e inconscio). Questo sistema consente allo psicologo della scrittura di tracciare una descrizione sistematica e dettagliata della psiche nel suo dinamismo proiettivo.
I problemi della grafologia hanno sempre riguardato due aspetti essenziali nella sua specifica accezione scientifica: l’aspetto epistemologico e l’aspetto metodologico. Marchesan è riuscito a trovare una soluzione a entrambi. Ha dato alla Psicologia della Scrittura una solida base psicodinamica e personalistica, integrando le conoscenze dell’analisi freudiana sull'inconscio e valorizzando le tre sfere dell’Io (contributo epistemologico). Per l'aspetto metodologico, ha introdotto precisi criteri di misurazione nell’analisi della scrittura, dando origine a una disciplina tecnica e scientifica denominata Grafometria (dal greco grapho, scrivo, e metron, misuro).

 

Dario Procida:

Mediante la lettura del tuo libro ci insegni che la grafologia è anche comunicazione. È così?


Luca Indirli:

Vero, comunicazione e grafologia viaggiano insieme. Tutto è comunicazione, compresa la scrittura, che nel suo intimo è una profonda azione di relazione tra il soggetto e l’ambiente (rappresentato dal foglio). Se l’elemento fondamentale della scrittura è la lettera, l’elemento fondamentale del pensiero è l’idea. La grandezza della lettera rappresenta l’idea che il soggetto ha di sé: lettere grandi indicano un grande senso dell’Io; lettere piccole, un senso ridotto dell’Io.
Il rapporto tra comunicazione e grafologia è molteplice: quest'ultima è intesa come un mezzo pratico che aiuta a comprendere meglio chi siamo e come comunichiamo. Risulta quindi complementare alle scienze umanistiche, fornendo spunti interpretativi che arricchiscono la comprensione del comportamento umano nelle dinamiche di relazione.

 

Dario Procida:

Nel capitolo 3 parli del sistema grafico di Marchesan. Di cosa si tratta?


Luca Indirli:

Nel metodo di Marchesan, il sistema grafico viaggia in parallelo con il sistema dinamico. L’autore analizza ben 226 segni grafici che compongono la radice funzionale del sistema, assegnando a ciascuno il corretto significato proiettivo. Il sistema grafico si mantiene vivo attraverso l’interpretazione del sistema dinamico, che riesce a dare essenza funzionale alla metodica espressiva del concetto grafico. Quest'ultimo, una volta automatizzato, si struttura in parametri altamente personali che culminano in indicazioni di concreta realtà esistenziale.

 

Dario Procida:

Nel libro soffermi lo sguardo anche sulla grafologia forense, una sezione pratica e investigativa.


Luca Indirli:

La grafologia forense studia il "reato grafico", ovvero si occupa di ogni forma di alterazione scrittoria che determini un falso gestuale. Ci sono fondamentalmente due forme di alterazione grafica:
La dissimulazione: L'alterazione volontaria della propria grafia. Il soggetto esce dal proprio status scrittorio per non farsi riconoscere e, di conseguenza, altera gli automatismi grafici che connotano la sua naturale funzione di scrittura.
L'imitazione: Intesa come la tendenza a riprodurre una scrittura esistente messa in atto da altri. In questo caso, il soggetto deve forzare e abbandonare il proprio automatismo per entrare nella situazione gestuale e grafica di colui che vuole imitare.
Nel mio libro sono spiegate le varie forme di dissimulazione e imitazione di uno scritto.

 

Dario Procida:

Si dice che per lavorare come grafologo forense sia necessario disporre di un'idonea attrezzatura. È vero?


Luca Indirli:

Sì, è vero. Per lo svolgimento di un incarico professionale è fondamentale dotarsi di strumenti specifici adibiti all’analisi del tratto e di sistemi di microscopia ottica computerizzata. Tra questi figurano:
·        Lo stereomicroscopio con videocamera ad alta definizione;
·        Il microscopio digitale con illuminazione multispettrale, calibrato nelle bande del visibile, dell'ultravioletto (UV) e dell'infrarosso (IR) per il rilievo macroscopico dei solchi pressori;
·        Un video-comparatore forense dotato di sorgenti luminose selettive nelle bande UV, IR, bianco e blu.
Tali strumentazioni devono essere affiancate da sorgenti di illuminazione ausiliarie, come una lavagna luminosa per l'analisi in trasparenza e lampade selettive a spettro d'onda differenziato.
Inoltre, è indispensabile disporre di una fotocamera digitale Reflex e di uno scanner ad alta definizione con una risoluzione ottica nativa di almeno 1200 dpi.

Dario Procida:

In sintesi, come lavora un grafologo forense?


Luca Indirli:

Un grafologo forense opera su basi strettamente scientifiche, facendo sì che la propria competenza diventi il pilastro dell’indagine, rifiutando qualsiasi valutazione soggettiva a favore di un approccio rigorosamente oggettivo.
L'analisi grafologico-peritale si articola in quattro fasi chiave:
·        Osservazione preliminare dei documenti/scritti;
·        Individuazione e rilevazione dei segni e delle componenti grafiche corrispondenti;
·        Confronto e comparazione tecnico metodologica;
·        Sintesi e formulazione del giudizio peritale.
In ambito investigativo, la grafologia rappresenta un elemento fondamentale per la prevenzione e l'accertamento dei reati falsificatori, grazie a un'accurata analisi del segno grafico e del contesto scrittorio personalizzato.

 

Dario Procida:

Fai anche un parallelismo tra grafologia e devianza.


Luca Indirli:

Come ho voluto sottolineare più volte, la grafologia è in grado di individuare i segni grafici legati a condotte disfunzionali. Il rapporto tra devianza e grafologia rappresenta un'area di studio affascinante e potenzialmente utile, seppur controversa. Offre una prospettiva unica per esplorare i tratti psicologici e comportamentali degli individui, contribuendo alla comprensione di fenomeni complessi come, appunto, quelli della devianza.

 

Dario Procida:

Infine, mi parli dell’editore Formazione Promethes? Cosa rappresenta?


Luca Indirli:

Formazione Promethes è un ente formativo capitanato dalla dottoressa Graziella Mazza, psicologa, psicoterapeuta, autrice della prefazione del libro e, soprattutto, persona speciale. Espressione di professionalità, competenza e sensibilità, ha saputo creare con umiltà un nucleo formativo di eccellenza, che si muove nel panorama attuale con audacia e maestria.

Ringraziamo il dott. Luca Indirli  (Criminologo - Grafologo)


Luca Indirli vive a Lecce e ha completato gli studi presso l'Università del Salento, conseguendo le lauree in Pedagogia (votazione 110/110 e lode) e in Filosofia (votazione 108/110).
Mediante un Master annuale, tenutosi presso la scuola di Alta Formazione Ikos Ageform di Bari, ha conseguito la qualifica di Esperto in Criminologia.
Grazie a un corso universitario presso l'Università degli Studi di Lecce, si è perfezionato in Psicologia della scrittura (scuola Marchesan), avendo così la possibilità di conoscere l'affascinante mondo della Grafologia.
Ha approfondito la scienza grafologica presso l'Istituto di Indagine Psicologica di Milano, conseguendo la specializzazione triennale in Perizie Grafiche Giudiziarie e quella quadriennale in Psicologia della scrittura.
Esperto nella formazione in ambito criminalistico e grafologico forense, collabora da diversi anni con alcuni istituti di formazione locali e del territorio nazionale, svolgendo incarichi di docenza all'interno di Master di Criminologia e Criminalistica per la materia di Grafologia Forense.
Esperto nella relazione di aiuto come pedagogista, dal 1997 svolge la sua mansione presso l'Associazione Emmanuel di Lecce all'interno dei centri terapeutici adibiti alla cura di soggetti con problematiche correlate a dipendenze patologiche da sostanze.
Da diversi anni è iscritto presso l'albo del Tribunale Civile e Penale di Lecce come criminalista e grafologo forense.
Come libero professionista e grafologo forense, collabora con numerosi studi legali della Puglia e del territorio nazionale.
Ha pubblicato due libri di grafologia forense: Compendio di Grafologia - Metodo Marchesan e Io sono ciò che scrivo - Movimento Grafico e Comportamento Umano. Aspetti legati alla Grafologia Generale e Forense.

Ricordiamo che il dott. Luca Indirli è Referente SQUAD quale si presta ad attività come consulenze, formazione, editoria ed altre attività...




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