Il tenente colonnello Paglia: «Contro di me offese e minacce di morte sui social dopo le critiche a Vannacci. Così ho deciso di denunciare»
- squadsmpd

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Il tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d'oro al valor militare e consigliere del ministro Crosetto: «Non ho offeso nessuno ma sostenuto che l'Esercito ha altri valori»
«Avrei fatto volentieri a meno di tutto questo, ora vorrei solo gettare acqua sul fuoco perché questa vicenda sta diventando eccessiva». A parlare è il tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’oro al valor militare, consigliere del ministro della Difesa Guido Crosetto con un passato da parlamentare. Nelle ultime settimane, le sue critiche all’ex generale Roberto Vannacci — «Indossando quell’uniforme l’ha macchiata» — lo hanno trascinato al centro di una polemica, inevitabilmente sbarcata sui social, dove è divenuto oggetto di insulti e gravi minacce, anche di morte.
«Ho deciso di denunciare per far calmare coloro che a volte scrivono cose insensate per il semplice gusto di farlo. Finché sono giudizi costruttivi e opinioni diverse — spiega Paglia — fa anche piacere leggere, perché confrontarsi è un modo di crescere. Ma offese e minacce non portano da nessuna parte. Avrei potuto rispondere con una battuta, ma è meglio mantenere il mio ruolo istituzionale senza scendere al loro livello».
Sopravvissuto ad un combattimento a Mogadiscio nel 1993, Paglia ha perso l’uso delle gambe ma non ha mai lasciato l’Esercito. «Sono stato in aspettativa solo quando mi sono candidato. Sui social mi hanno definito vigliacco — racconta — ma la mia storia dimostra il contrario. Sono tranquillo e sereno, anche se mi dispiace quanto sta accadendo. Allo stesso tempo, non potevo rimanere in silenzio, non era giusto per le donne e gli uomini che, come me, hanno reso giuramento alla Repubblica e servono il loro Paese. Continuerò a dirlo: noi non serviamo i governi. Dal 2013 io sono stato consigliere dei ministri, di centrodestra e centrosinistra. Nel mio ruolo non faccio politica, a differenza di qualcun altro».
Durante la conversazione, Paglia cerca di non citare Vannacci, ma il discorso va inevitabilmente alla polemica a distanza: «Ritengo di non aver offeso nessuno. Dire che l’Esercito ha altri valori non ha niente di politico — precisa Paglia — e non sono entrato nel merito di chi ora guida un partito, Futuro nazionale. Continuerò a ribadire che nella Difesa, tra le forze armate e tra chiunque indossa una divisa ci sono idee ben precise, che ci portano a servire i cittadini. Non possiamo essere identificati come estremisti».
Ma ci sono anche altre considerazioni che hanno alimentato la polemica: «Io penso che ci sia stato un lapsus da parte del deputato Vannacci, quando si è meravigliato che io parlassi così di un superiore. Mi spiego: lui è in pensione, non è un mio superiore. Inoltre — aggiunge il tenente colonnello — personalmente non ho nessuna intenzione di venir meno al giuramento che ho fatto, di sporcare l’uniforme o di ricevere una sospensione per aver rilasciato dichiarazioni eccessive, errate, offensive o divisive. Tutto ciò non mi appartiene. Se parlo è perché sono autorizzato a farlo e non lo faccio a titolo personale, ma a nome del ministero della Difesa e dopo essermi confrontato con il capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano. Se nessuno mi ha richiamato finora, forse non ho detto cose sbagliate. Anzi — conclude — ringrazio il ministro Crosetto e i tanti che mi hanno riservato messaggi di vicinanza: mi fanno sentire meno solo».
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