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Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito in visita ai Reggimenti Addestramento Volontari

Il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ha incontrato i volontari dell’85° RAV “Verona”, del 235° RAV “Piceno” e del 17° RAV “Acqui”.

Il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha fatto visita nella giornata odierna ai tre Reggimenti Addestramento Volontari dell’Esercito Italiano, La visita si inserisce nel processo di modernizzazione e innovazione della Forza Armata che pone al centro la qualità del capitale umano, a sottolineare l’importanza della formazione di base dei giovani Volontari in Ferma Iniziale. La visita del Capo di SME è iniziata al mattino a Montorio Veronese: accolto al suo arrivo dal Comandante dell'85° RAV “Verona”, Colonnello Emanuele Patalano, il Generale Carmine Masiello, passato in rassegna il picchetto d’onore, ha salutato la bandiera di guerra del Reparto e ha incontrato i Volontari in Ferma Iniziale (VFI) del 1° blocco 2026. Nel suo discorso ha voluto sottolineare: “Benvenuti nella famiglia dell’Esercito! Desidero innanzitutto esprimervi il mio sincero compiacimento per la scelta che avete compiuto. Non è una scelta semplice e proprio per questo merita rispetto. Allo stesso tempo, sento il dovere di parlarvi con sincerità e trasparenza di ciò che significa essere soldati. La vita militare è fatta di impegno, sacrifici, rinunce e fatica. È una scelta che può essere sostenuta soltanto se dentro di voi maturano valori solidi, capaci di dare la forza necessaria per affrontare ogni difficoltà. Sono questi valori a costituire l’ossatura della nostra Istituzione”.

La visita del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito è proseguita in tarda mattinata ad Ascoli presso la Caserma “Emidio Clementi" sede del 235° RAV “Piceno”. Dopo la resa degli onori, accolto dal Comandante di Reggimento, Colonnello David Bastiani, ha salutato la Bandiera di Guerra e ha incontrato i giovani volontari del 1° blocco 2026. Nel corso del suo intervento, il Generale Carmine Masiello ha dichiarato: “disciplina, onore, Patria, lealtà, coraggio, spirito di corpo, dovere. Sono parole con cui imparerete presto a confrontarvi ogni giorno. Su di esse dovrete riflettere, perché tra poche settimane presterete giuramento di fedeltà alla Repubblica, assumendovi l’impegno di servire e difendere la Patria, fino all’estremo sacrificio se necessario. La disciplina è il fondamento della vita militare. La nostra missione è servire l’Italia in armi, e l’impiego delle armi può esistere soltanto all’interno di regole precise; diversamente si trasformerebbe in un semplice esercizio di violenza, che non appartiene ai soldati. L’onore è l’orgoglio di indossare l’uniforme, di portare il Tricolore sul braccio, di appartenere a un’Istituzione al servizio del Paese e dei suoi cittadini. Nel concetto di Patria sono racchiuse le nostre radici, la nostra storia e i valori che ci uniscono. La Patria è il rispetto per chi ha sacrificato la propria vita per l’Italia. È la consapevolezza di appartenere a una Nazione che merita di essere servita, difesa e onorata. Per questo servono soldati con la "S" maiuscola”.

Al termine della visita, il Capo di SME si è spostato a L’Aquila, sede del II battaglione del 235° RAV “Piceno”, dove è giunto nel primo pomeriggio. Anche in questa sede ha voluto condividere alcuni momenti incontrando tutto il personale del battaglione, e sottolineando: “Ottant’anni fa nasceva la Repubblica Italiana. Ottant’anni fa l’Esercito giurava fedeltà a un nuovo ordine democratico. Da allora generazioni di soldati hanno servito il Paese con dedizione, offrendo la propria vita per il bene dell’Italia. Questa è l’eredità che assumerete sulle vostre spalle nel momento in cui pronuncerete il vostro giuramento. È un’eredità che richiede standard fisici, morali e professionali elevati, sui quali non possono esserci compromessi. Il comportamento di ciascun soldato non riguarda soltanto sé stesso: può avere conseguenze sui propri commilitoni e sull’intera Istituzione. Per essere soldati serve forza di volontà. Serve la capacità di mettere il dovere al primo posto, anche nelle giornate più difficili. In quei periodi in cui non esistono sabati o domeniche, quando le notti sono brevi, le sveglie suonano prima dell’alba, la pioggia è battente o il caldo è insopportabile. Perché la Patria si difende sempre!”.

Le visite del Capo di SME sono terminate nel pomeriggio a Capua, presso la Caserma “Oreste Salomone", sede del 17° RAV “Acqui”. Dopo la resa degli onori, il Vertice di Forza Armata, accolto dal Comandante di Reggimento Colonnello Vincenzo Catalano, ha salutato la Bandiera di Guerra e ha incontrato i Volontari in Ferma Iniziale insieme al personale militare e civile. Nel corso del suo intervento, il Generale Masiello ha detto: “I momenti difficili si superano con la determinazione, con una preparazione fisica adeguata, con valori profondamente radicati e con quella fiducia reciproca che costituisce lo spirito di corpo. Lo spirito di corpo è il legame che unisce i soldati. È la consapevolezza di appartenere a una famiglia nella quale si cresce insieme, si migliora insieme e nessuno viene lasciato indietro. Diventare soldati significa scegliere una professione unica, capace di offrire soddisfazioni profonde che vanno ben oltre l’aspetto materiale. Significa dedicare la propria vita a qualcosa di più grande di sé. Vi do appuntamento al giorno del vostro giuramento, quando, davanti ai vostri genitori, ai vostri familiari e alle persone che vi sono care, pronuncerete con orgoglio le parole “Lo giuro”. In quel momento, quel grido rappresenterà la conferma della consapevolezza, della maturità e dell’orgoglio della scelta di vita che avete compiuto”.


 
 
 

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