Fakir, i due agenti tornano al lavoro: "Travolti da insulti e minacce social"
- squadsmpd

- 10 ago
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’Sbirri assassini’ e la promessa di un regolamento di conti, il legale: "Uno di loro ha rimosso il profilo". Lunedì, dopo tre settimane di stop, riprenderanno servizio "ma con un dolore profondo per l’accaduto".

Riprenderanno servizio lunedì i due agenti coinvolti nell’inchiesta della Procura per la morte di Abderrahim Fakir. Torneranno al lavoro al Commissariato Bolognina Pontevecchio, "con un grande peso addosso ma certi di aver fatto del loro meglio in quella situazione", le parole dell’avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due poliziotti, di 23 e 28 anni.
La mattina del 19 luglio in via Svevo, al Pilastro, gli agenti intervengono su chiamata dei cittadini, che avevano segnalato una persona in stato confusionale. Dopo un intervento di contenimento su Fakir, alla presenza di quattro operatori della Croce Rossa - tutti volontari, tra loro nessun medico né infermiere - intervenuti nel frattempo, il 42enne va in arresto cardiaco e muore. Una tragedia che avviene ’in diretta’ davanti agli occhi degli abitanti del quartiere e dei tanti schermi dei telefonini che stanno riprendendo.
La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo (pm Domenico Ambrosino, Francesca Arienti e procuratore aggiunto Morena Plazzi): sono sei le persone iscritte con il modello 45 bis, il cosiddetto scudo penale, vale a dire i due agenti e i quattro volontari. E adesso, dopo un periodo di ferie e malattia, i due poliziotti riprenderanno servizio dopodomani. Ma non può essere tutto come prima.
In queste ultime tre settimane, infatti, hanno ricevuto una valanga di insulti e minacce più o meno velate sui social: ’Sbirri assassini’, ’Toglietevi la divisa’, ’Poi veniamo a regolare i conti’. Tanto che "uno di loro ha dovuto mettere in stand by i suoi profili social", spiega Bordoni. Al momento, però, gli agenti non hanno intenzione di procedere con le denunce. Ora, vogliono soltanto che sia fatta piena luce su tutta la vicenda.





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