CRANS-MONTANA: Quando la Safety non può permettersi scorciatoie (analisi di Bellardini Danilo)
- squadsmpd

- 2 gen
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La tragedia avvenuta a Crans-Montana, all’interno di un locale notturno durante i festeggiamenti di Capodanno, non è solo una notizia di cronaca.
È prima di tutto un momento di profondo dolore e rispetto.
🕯️ Il mio pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a chi oggi vive un’assenza improvvisa e insopportabile.
🤍 Agli infortunati, l’augurio sincero di una pronta e completa guarigione, fisica e psicologica.
In pochi minuti, una serata di festa si è trasformata in un inferno.
E come troppo spesso accade, le criticità erano tutte già note.
🚪 Vie di fuga: il primo vero dispositivo di sicurezza
Nei luoghi di pubblico spettacolo, le vie di fuga non sono un dettaglio architettonico, ma un sistema salvavita.

Devono essere multiple, ben distribuite e sempre accessibili
Devono restare libere, illuminate, segnalate
Devono essere dimensionate sul reale affollamento, non su quello “teorico”
Una sola uscita, una scala stretta o un percorso non immediatamente riconoscibile diventano, in emergenza, colli di bottiglia mortali.
🧯 Prevenzione incendi: non basta essere “a norma”
Materiali combustibili, allestimenti scenografici, soffitti, addobbi temporanei:
ogni elemento interno a un locale può accelerare drammaticamente la propagazione del fuoco.
La prevenzione incendi deve essere:
Progettata, non adattata
Verificata nel tempo
Pensata per lo scenario peggiore, non per quello più comodo Il flashover non concede seconde possibilità.
👥 Affollamento e gestione del pubblico
Il sovraffollamento è uno dei fattori di rischio più sottovalutati.
In emergenza, più persone = meno tempo utile per evacuare.
Rispettare le capienze non è burocrazia, è gestione del rischio reale.

🚑 Squadre di emergenza: i primi minuti fanno la differenza
Una domanda cruciale: chi gestisce l’emergenza nei primi 60–120 secondi?
Personale formato
Ruoli chiari
Procedure provate
Capacità di guidare, calmare, indirizzare
In contesti ad alto affollamento, squadre di emergenza interne o private, addestrate e integrate con i soccorsi pubblici, possono salvare decine di vite prima ancora dell’arrivo dei Vigili del Fuoco.
🧠 La vera lezione
La safety non è un documento, non è una firma, non è un costo.
È una cultura, fatta di prevenzione, formazione e scelte coraggiose.
Ogni tragedia come questa ci ricorda una verità scomoda:
le emergenze non avvisano, ma spesso trovano sistemi impreparati.
📌 Come professionisti della sicurezza abbiamo un dovere morale e tecnico: continuare ad alzare il livello, anche quando è scomodo, anche quando “non è richiesto”.
Perché la sicurezza non si improvvisa. E non ammette sconti.

"Sono un Vigile del Fuoco, Formatore e Consulente in Sicurezza
Nato nel 1987, ho intrapreso la mia carriera nei Vigili del Fuoco a soli 18 anni. Oggi ricopro il ruolo di Caposquadra con qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, esperienza che mi ha permesso di sviluppare competenze operative e gestionali in scenari complessi, emergenze e attività di coordinamento.
Parallelamente, ho conseguito un’abilitazione universitaria in Security Management e mi sono specializzato come consulente e formatore professionale in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08). Opero come RSPP e Coordinatore delle Emergenze qualificato, offrendo supporto tecnico e formazione mirata a enti pubblici e aziende private. La mia esperienza si estende anche alla consulenza in sopravvivenza urbana e gestione delle maxi emergenze, ambiti in cui integro la mia formazione tecnica con l’esperienza diretta maturata sul campo.
Il mio obiettivo è diffondere cultura della sicurezza, preparazione e resilienza, accompagnando organizzazioni e persone a gestire con competenza rischi e situazioni critiche."

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