Triplice omicidio a Roma: fiaccolata per la famiglia sterminata a Casalotti. Prosegue la caccia al presunto killer
- squadsmpd

- 29 giu
- Tempo di lettura: 4 min

Una fiaccolata per la famiglia sterminata a colpi di mannaia a Roma, nel quartiere di Casalotti. L'iniziativa in memoria di Kamal, Hosne Jahan e della piccola Arowa, le vittime della strage di via Montiglio, è prevista per martedì 30 giugno, alle ore 21:00. Partirà da piazza Ormea e attraverserà le vie del quartiere per ricordare una famiglia che si è sempre distinta per integrazione, disponibilità e spirito di comunità. Un momento di raccoglimento e vicinanza aperto a tutta la cittadinanza.
"Una tragedia immensa ha colpito la nostra comunità di Casalotti, lasciandoci tutti profondamente scossi e addolorati. Kamal, Hosnejahan e la piccola Arowa erano una famiglia molto stimata, da sempre esempio di integrazione e grande disponibilità verso il nostro quartiere - scrive il consigliere al municipio XIII Carlo Mattia, promotore dell'iniziativa -. Per onorare la loro memoria e stringerci attorno a chi resta, vi invito a partecipare a una fiaccolata in loro memoria. Ci ritroveremo martedì 30 giugno, alle ore 21:00, in Piazza Ormea. Cammineremo insieme per le vie di Casalotti per ricordare questa famiglia".
Caccia al presunto killer
A sterminare la famiglia bengalese sarebbe stato un connazionale di 43 anni, Shahadat Hossain svanito nel nulla. La caccia all'uomo infatti continua. Le ricerche del presunto autore della strage di Casalotti, sono state estese in tutta Italia, con controlli alle frontiere, nei casolari abbandonati della periferia nord-ovest di Roma e perfino nel fiume Tevere, mentre prende sempre più corpo anche l'ipotesi che possa essersi tolto la vita.
Segnalazioni in tutta Roma
Sono oltre sessanta le segnalazioni arrivate dopo la diffusione sui canali social e whatsapp della polizia di Stato della foto del presunto autore del triplice omicidio. Segnalazioni che finora non hanno portato però a individuare il ricercato e le ricerche degli investigatori della squadra mobile proseguono senza sosta.
Ricerche a Selva Candida
L'ultima traccia ritenuta significativa dagli investigatori conduce nella zona di Selva Candida, dove nelle ultime ore si sono concentrate le attività di polizia e carabinieri impegnati senza sosta nella ricerca di Shahadat Hossain, il cittadino bengalese di 43 anni ritenuto responsabile di aver massacrato venerdì sera una famiglia in un appartamento di via Montiglio, a Casalotti. L'uomo, residente ufficialmente a Frosinone, avrebbe ucciso con una mannaia, già sequestrata dagli investigatori, Kamal Uddin Babul, 39 anni, la moglie Jahan Hosne Momotay, 38 anni, e la loro bambina Islam Arowa, ferendo gravemente anche l'altro figlio della coppia, di 18 anni.
Palazzo presidiato
Il palazzo dove si è consumato il triplice omicidio resta presidiato dalla polizia, mentre le ricerche del fuggitivo sono state estese anche in campo internazionale. Gli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini della procura di Roma, mantengono il massimo riserbo sulla traccia che aveva collocato il ricercato nella zona di Selva Candida. Parallelamente sono stati battuti casolari abbandonati tra Casalotti, Boccea e Primavalle, oltre a verifiche nella provincia di Frosinone e lungo il Tevere, nel tentativo di individuare qualsiasi elemento utile alla cattura.
La testimonianza
Intanto emergono le testimonianze di chi conosceva, anche solo di vista, il presunto killer. "Shahadat Hossain lo conoscevo di vista. Quando ho visto la sua foto pubblicata sono sobbalzato. Quell'uomo frequentava la pasticceria cornetteria in via Borgo Ticino a Casalotti. Sono sicuro di averlo visto lì più di una volta con altri suoi connazionali. Sembrava un tipo molto tranquillo", racconta un residente del quartiere, ancora sotto shock per quanto accaduto.
Il figlio sopravvissuto
Resta delicata la situazione del diciottenne sopravvissuto all'aggressione. Il giovane è stato sottoposto a un intervento neurochirurgico, al policlinco Gemelli, per una frattura cranica con ematoma. È vigile e orientato, ma la prognosi rimane riservata. Le salme delle tre vittime sono state affidate all'Istituto di Medicina legale del policlinico Gemelli, dove tra lunedì e martedì saranno eseguite le autopsie. Cordoglio è stato espresso anche dal cardinale Baldassare Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma. "Con profondo dolore ho appreso la notizia del gravissimo fatto di sangue avvenuto nella nostra città, che ha spezzato la vita di una famiglia e ferito in modo drammatico l'intera comunità romana. La Chiesa di Roma si stringe nella preghiera attorno alle vittime".
La polemica
“Sono profondamente sconcertato dal video pubblicato sui canali social dell'assessore alle Politiche educative, Scolastiche dello Sport e del Turismo, Arianna Ugolini, che mostra alcuni rappresentanti della Giunta e soprattutto la presidente del municipio Giuseppetti saltare scatenati e ballare festanti in una festa organizzata dal municipio all'interno dell'Auditorium Albergotti. Una scena che lascia senza parole per la totale mancanza di sensibilità istituzionale dimostrata nel momento in cui l'intero territorio, e in particolare Casalotti, avrebbero avuto bisogno di sobrietà, presenza e rispetto - dichiara il consigliere di Fratelli d'Italia del municipio XIII, Marco Giovagnorio -. È quanto "ritengo vile e politicamente inaccettabile un simile atteggiamento. Chi rappresenta le istituzioni - sottolinea Giovagnorio - dovrebbe saper leggere il dolore della propria comunità, non voltarsi dall’altra parte. Dovrebbe fermarsi, ascoltare, esprimere vicinanza. Non esibire leggerezza mentre il Municipio piange una delle sue pagine più buie. Il municipio XIII avrebbe dovuto annullare qualsiasi celebrazione e di certo - afferma il consigliere Fdi - non aveva bisogno di pubblicare video festanti, ma di silenzio, rispetto e presenza istituzionale. Senza dimenticare il silenzio assordante degli stessi rappresentanti della giunta del municipio XIII davanti al triplice omicidio".
Dovere morale
"Nel giorno della più grande tragedia che il nostro territorio ricordi, mentre una famiglia veniva distrutta e un quartiere intero precipitava nel dolore - conclude Giovagnorio - nessun rappresentante della Giunta ha ritenuto opportuno spendere anche solo mezza parola di cordoglio, vicinanza o rispetto per le vittime e per i cittadini colpiti da questa immane tragedia. Alla famiglia colpita da questa tragedia, alla comunità bengalese, ai residenti di Casalotti e a tutti i cittadini sconvolti da quanto accaduto vanno la nostra più sincera vicinanza. Le istituzioni, tutte, avrebbero il dovere morale di fare lo stesso".
--
Triplice omicidio a Roma: fiaccolata per la famiglia sterminata a Casalotti. Prosegue la caccia al presunto killer
© RomaToday




Commenti