Sciacalli in casa del poliziotto Tommaso Alessi durante i suoi funerali
- squadsmpd

- 21 apr
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Abitazione devastata mentre la comunità salutava l’agente della Scuola di Polizia: la famiglia scopre il colpo al rientro dal Santuario, cresce la richiesta di giustizia

Nel giorno in cui Nettuno si fermava per l’ultimo saluto a Tommaso Alessi, poliziotto della Scuola di Polizia, 55 anni, la sua abitazione veniva violata da ignoti che hanno approfittato dell’assenza della famiglia per compiere un furto. Il rientro dei familiari, dopo la cerimonia funebre celebrata al Santuario di Nostra Signora delle Grazie, si è trasformato in uno choc: porte forzate, ambienti messi a soqquadro e segni evidenti del passaggio dei ladri. Un’azione rapida, condotta mentre la comunità era raccolta per accompagnare Alessi nel suo ultimo viaggio.
Il poliziotto, stimato all’interno della Scuola di Polizia di Nettuno, è stato salutato da colleghi e conoscenti in una cerimonia partecipata. La contemporaneità tra il funerale e il furto ha reso l’episodio particolarmente grave sul piano umano, oltre che materiale. Secondo quanto ricostruito, i malviventi avrebbero agito proprio nelle ore in cui l’abitazione era incustodita. Un dettaglio che aggrava il quadro complessivo della vicenda, per la scelta del momento in cui colpire.La famiglia Alessi, già provata dal lutto, si è trovata a fare i conti con una seconda ferita nel giro di poche ore. Un episodio che ha suscitato forte sconcerto nell’ambiente della Polizia di Stato e tra quanti conoscevano il 55enne. Le indagini sono ora in corso per risalire ai responsabili del furto. Resta l’amarezza per una vicenda che ha trasformato il giorno dell’addio in un ulteriore momento di violazione e dolore.
L’indignazione che monta tra i colleghi e i cittadini non è solo emotiva, è una richiesta di giustizia. Le parole del cappellano, Padre Antonio Gebrael Raaidy, che ricordava la gentilezza quotidiana di Tommaso, stridono violentemente con la ferocia di chi ha atteso che il feretro entrasse in chiesa per forzare le finestre della sua abitazione: «Questo episodio non può restare confinato alla cronaca locale. Non basta il picchetto d’onore se poi, fuori, la legalità viene calpestata nel modo più ignobile».




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