Roggero dopo la prima settimana di carcere: «Ho detto a mia moglie di affidarsi a un vigilante»
- squadsmpd

- 1 giorno fa
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Il gioielliere: «Temo per quando calerà il clamore mediatico»
Dopo la prima settimana trascorsa nel carcere di Bollate, Mario Roggero rompe il silenzio. Lo fa mentre segue da vicino, attraverso i colloqui con la famiglia, gli avvocati e la televisione della cella, gli sviluppi della sua vicenda giudiziaria e le iniziative promosse per chiedere misure alternative alla detenzione e la grazia.
Il suo primo pensiero, tuttavia, non va al suo immediato futuro ma corre di continuo alla famiglia e alla gioielleria di Grinzane Cavour, riaperta lo scorso martedì 21 luglio dalla moglie e dalle figlie.
«Gli serve assolutamente una guardia giurata — ha confidato al suo avvocato, Stefano Marcolini —. Senza di me, in caso di una nuova rapina, non so come potrebbero difendersi. Tutti sanno che io non sono più lì, potrebbero approfittarsene. Non adesso, che sono sotto l’occhio attento delle forze dell’ordine e della stampa, ma tra un mesetto sì. Sono in apprensione pensando a loro in negozio senza di me. Per questo a ogni telefonata mi raccomando perché stiano molto attente. Dobbiamo aggiungere una guardia giurata che possa proteggerle, il prima possibile, senza badare a spese».
Una preoccupazione condivisa anche dal fratello di Roggero, Dante, che nei giorni scorsi aveva già raccontato l’ansia vissuta dalla famiglia per il ritorno dietro il bancone. Aveva parlato della tensione con cui moglie e figlie hanno affrontato la riapertura della gioielleria, ricordando la paura ancora evidente nei loro occhi nel primo giorno di attività. Una situazione che ha portato anche a un rafforzamento dell’attenzione sul negozio, con diversi passaggi delle pattuglie delle forze dell’ordine davanti all’esercizio commerciale per monitorare la situazione e offrire una presenza rassicurante.
Nella speranza, ancora viva, di poterle raggiungere al più presto: «Mi auguro che il presidente Mattarella prenda in esame la richiesta di mia moglie con molta attenzione e umanità, al di là e al di sopra delle polemiche che hanno segnato la vicenda», è il messaggio che il gioielliere ha voluto far arrivare all’esterno. Solo due giorni fa Roggero ha ricevuto la visita del senatore Giorgio Bergesio, uno dei primi politici a interessarsi del suo caso all’indomani della rapina del 28 aprile 2021. L’incontro è stato l’occasione per raccontare come sta trascorrendo le sue giornate in cella. «Dalle 8 alle 21 possiamo muoverci al di fuori delle celle, sempre nel rispetto degli spazi consentiti», ha spiegato. «Riesco a dialogare con le altre persone recluse, pensavo che avrei avuto più difficoltà. Anche con il compagno di cella andiamo d’accordo, abbiamo entrambi un carattere taciturno», ha riferito.
Inoltre, da oggi, per Roggero, inizia una nuova vita da volontario: «Mi occuperò di alcune incombenze nella biblioteca e nel centro di assistenza. Soprattutto pratiche amministrative a servizio dei detenuti». Negli scorsi giorni, invece, ha passato la maggior parte del tempo «parlando con gli altri detenuti, e guardando insieme i programmi televisivi». Nei suoi desiderata anche l’iscrizione a un corso di inglese, sempre nella direzione di una crescita personale, portata avanti anche con le letture consegnategli dalla moglie e le figlie nella prima visita in carcere. Un incontro di circa tre ore.
Roggero dopo la prima settimana di carcere: «Ho detto a mia moglie di affidarsi a un vigilante» | Corriere.it





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