Intervista alla dott.ssa Maria Gaia Pensieri (Psicologa Sociologa Criminologa) autrice di “Guardie Particolari Giurate: una questione di sicurezza” (dott. Dario Procida)
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"Guardie Particolari Giurate una Questione di Sicurezza"
è il titolo di un importante libro scritto dalla dott.ssa Maria Gaia Pensieri.
Testo indispensabile per chi opera o lavorerà nella sicurezza e vuole comprenderne davvero le dinamiche, necessario per conoscere a fondo una figura centrale ma spesso poco valorizzata, con uno sguardo al futuro e alla necessità di una riforma concreta del settore.
Analisi completa e aggiornata sul ruolo delle Guardie particolari giurate in Italia che approfondisce aspetti storici, normativi, operativi e psicologici della professione e sottolinea l’urgenza di una selezione più rigorosa e di uno screening psicologico continuativo, a garanzia della sicurezza pubblica e della professionalità degli operatori. A questo fine, vengono esaminati casi di incidenti e reati che hanno coinvolto Guardie giurate, per evidenziare criticità e possibilità di miglioramento del settore. Una parte rilevante è dedicata ai servizi specialistici, come la sicurezza marittima e l’antipirateria, con attenzione alla normativa vigente, all’uso delle armi e alla gestione del rischio.
“Un’opera attuale, necessaria e, oggi più che mai, preziosa. Perché la sicurezza nasce dall’informazione, dalla comprensione dei rischi e dalla capacità di affrontarli”. (Massimo Rossi)
Interessati al suo libro abbiamo chiesto:
Dario Procida:
Da dove nasce l’idea di scrivere questo libro?
Maria Gaia Pensieri:
L’idea nasce dall’esigenza di fare chiarezza su una figura spesso poco compresa ma fondamentale per la sicurezza del Paese. Le Guardie Particolari Giurate operano quotidianamente in contesti delicati, ma raramente si racconta davvero il loro ruolo, le responsabilità e le criticità del sistema. Ho voluto offrire uno strumento serio, tecnico ma accessibile, che restituisse dignità e consapevolezza a questa professione.
Dario Procida:
A chi è rivolto il libro?
Maria Gaia Pensieri:
Il libro si rivolge a più livelli: agli operatori del settore, che possono ritrovare un quadro normativo e operativo completo; a chi vuole intraprendere questa carriera; ma anche a giuristi, studiosi e cittadini interessati a comprendere meglio il sistema della sicurezza privata in Italia.
Dario Procida:
Qual è il messaggio principale che vuole trasmettere?
Maria Gaia Pensieri:
Il messaggio è chiaro: la sicurezza è un sistema integrato e le Guardie Particolari Giurate ne sono una componente essenziale. Non si tratta di una sicurezza “minore”, ma di un presidio complementare a quello pubblico, che richiede formazione, responsabilità e riconoscimento istituzionale.
Dario Procida:
Nel libro affronta anche aspetti normativi: quanto è complessa la regolamentazione del settore?
Maria Gaia Pensieri:
È molto complessa e, in alcuni casi, frammentata. Esistono norme nazionali, regolamenti ministeriali e riferimenti europei che si intrecciano. Uno degli obiettivi del libro è proprio quello di sistematizzare queste fonti, rendendole comprensibili e operative per chi lavora sul campo.
Dario Procida:
Quali sono oggi le principali criticità per le Guardie Particolari Giurate?
Maria Gaia Pensieri:
Le criticità sono diverse: dalla formazione non sempre uniforme, alla gestione delle responsabilità, fino alla percezione sociale del ruolo. A questo si aggiungono le sfide legate all’evoluzione delle minacce, che richiedono aggiornamento continuo e maggiore integrazione con le istituzioni pubbliche.
Dario Procida:
Che ruolo ha la formazione in questo settore?
Maria Gaia Pensieri:
È centrale. Non si può parlare di sicurezza senza parlare di competenza. La formazione deve essere continua, qualificata e adeguata ai nuovi scenari operativi, inclusi quelli tecnologici e internazionali.
Dario Procida:
Il libro affronta anche il tema dell’uso e della custodia delle armi. Perché è così importante?
Maria Gaia Pensieri:
Perché è un tema delicatissimo. La custodia delle armi, soprattutto fuori dal servizio, rappresenta un punto critico in termini di responsabilità e prevenzione. Serve una cultura della sicurezza che vada oltre il semplice obbligo normativo, puntando su consapevolezza e responsabilità individuale.
Dario Procida:
In che modo il settore della sicurezza privata sta cambiando?
Maria Gaia Pensieri:
Sta cambiando profondamente. L’introduzione di nuove tecnologie, la crescente complessità delle minacce e la globalizzazione dei servizi di sicurezza stanno trasformando il ruolo delle Guardie Giurate. Oggi è richiesta una figura sempre più professionale, preparata e integrata nei sistemi di sicurezza avanzati.
Dario Procida:
C’è un capitolo o un tema a cui è particolarmente legato?
Maria Gaia Pensieri:
Sicuramente quello sulla responsabilità e sulla prevenzione. È lì che si gioca la credibilità del sistema: nella capacità di anticipare i rischi e gestire situazioni complesse con competenza e lucidità.
Dario Procida:
Negli ultimi mesi la cronaca ha riportato episodi gravi che coinvolgono guardie giurate anche fuori servizio. Quanto incidono questi fatti sulla percezione del settore?
Maria Gaia Pensieri:
Incidono moltissimo, ed è giusto parlarne con equilibrio e rigore. Due episodi recenti sono emblematici.
Il primo riguarda un caso avvenuto in provincia di Foggia, dove una guardia giurata ha utilizzato la propria arma d’ordinanza uccidendo la moglie, un fatto avvenuto in ambito privato ma con conseguenze gravissime .
Il secondo caso riguarda invece un episodio in cui una guardia giurata ha ucciso una persona fuori dal servizio, in un contesto non direttamente riconducibile a un’attività istituzionale, come accaduto in diversi episodi recenti documentati anche dalla cronaca nazionale e nel mio lavoro.
Questi eventi non rappresentano la categoria nel suo complesso, ma devono far riflettere seriamente.
Dario Procida:
Che cosa ci dicono questi episodi sul sistema di selezione e controllo?
Maria Gaia Pensieri:
Ci dicono che il tema della selezione non può limitarsi ai requisiti formali o penali. È necessario un approccio più profondo, che includa una valutazione psicologica seria, periodica e non solo iniziale.
La disponibilità di un’arma, anche fuori servizio, richiede standard elevatissimi di affidabilità e stabilità emotiva.
Dario Procida:
Nel suo libro parla appunto di salute psicofisica degli operatori: è un tema sottovalutato?
Maria Gaia Pensieri:
Sì, ed è uno dei punti centrali del libro. Le Guardie Particolari Giurate operano spesso in condizioni di stress, turnazioni notturne, isolamento operativo e gestione del rischio.
Se a questo si aggiunge una carenza di supporto psicologico o di monitoraggio nel tempo, si crea un terreno potenzialmente critico. I casi di cronaca dimostrano che il problema non può essere ignorato.
Dario Procida:
Cosa spera che il lettore porti con sé dopo aver letto il libro?
Maria Gaia Pensieri:
Una maggiore consapevolezza. Che si comprenda che dietro la figura della Guardia Particolare Giurata ci deve essere professionalità, preparazione e un ruolo strategico per la sicurezza collettiva.
Dario Procida:
Ha già in mente nuovi progetti editoriali?
Maria Gaia Pensieri:
Sì, il prossimo progetto nasce da un’esigenza altrettanto urgente ma spesso poco affrontata: il fenomeno delle fughe e quindi della scomparsa dei soggetti con disturbo dello spettro autistico.
Si tratta di una realtà complessa e sottovalutata, che coinvolge famiglie, istituzioni e operatori della sicurezza. L’allontanamento improvviso di persone autistiche non è un semplice episodio comportamentale, ma un evento ad alto rischio, con potenziali conseguenze anche molto gravi.
Nel nuovo lavoro ho analizzato il fenomeno da più prospettive: clinica, sociale e operativa. Verranno approfonditi i fattori di rischio, le dinamiche comportamentali, le implicazioni per le famiglie e soprattutto il ruolo dei sistemi di ricerca e intervento, inclusa la collaborazione tra forze dell’ordine e gli altri enti coinvolti nelle attività di ricerca.
L’obiettivo è quello di fornire uno strumento concreto, fondato su evidenze scientifiche e casi reali, che possa contribuire alla prevenzione e alla gestione di queste situazioni, migliorando la sicurezza e la tutela delle persone più vulnerabili.
Ringraziamo la dott.ssa Maria Gaia Pensieri (Psicologa Sociologa Criminologa)
per essersi resta disponibile all'intervista, ricordiamo che la dott.ssa Pensieri essere Referente SQUAD, Sociologa, Criminologa Investigativa e Psicologa, docente a contratto presso l’Università Popolare degli Studi di Milano, da anni si occupa di sicurezza, persone scomparse, violenza di genere e tutela delle fasce più fragili della società. È Presidente del Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi ODV, con cui porta avanti attività di ricerca scomparsi, formazione e supporto alle famiglie coinvolte. Socia dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi (AcISF).
Autrice e divulgatrice, ha firmato e cofirmato diverse pubblicazioni tra cui: Unum?Ipotesi per un modello sociologico del tardo antico (Arbor Sapientiae Ed.), Guardie Particolari Giurate (Nuova Editrice Universitaria), La Falsa Giustizia. La genesi degli errori giudiziari e come prevenirli (Infinito Ed.) e Guardie Particolari Giurate, una questione di sicurezza (Infinito Ed.).
Laurea in Scienze per l’Investigazione e la Sicurezza
Laurea Magistrale in Ricerca Sociale per la sicurezza Interna ed Esterna Master in Master I livello in Antropologia filosofica e forense, criminologia e tecniche investigative avanzate.
Master II livello in Scienze Criminologico-Forensi
Dottorato di ricerca in Scienze umane e sociali indirizzo criminologico Laurea Magistrale in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni



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