In mimetica e anfibi sul lago di Garda, si fingono paracadutisti del Col Moschin: denunciati
Protagonisti una 36enne residente in provincia di Cuneo e il suo compagno, 40enne di Lecco. Le accuse: usurpazione di titoli, false attestazioni a pubblico ufficiale e possesso ingiustificato di armi e uniformi

Una passeggiata estiva a due passi dal lago di Garda si è trasformata in un episodio grottesco, che ha fatto scattare l’intervento della Polizia locale e l’apertura di un fascicolo in Procura. Protagonisti una 36enne residente in provincia di Cuneo e il suo compagno, 40enne di Lecco, denunciati dagli agenti di Lazise, nel Veronese, per essersi finti militari al rientro da una missione.
Mimetiche e anfibi ai piedi
I fatti risalgono allo scorso 17 agosto. A tradire la coppia, l’abbigliamento decisamente fuori luogo per affrontare il caldo di agosto nella località turistica. Niente ciabatte o bermuda, ma una bardatura da battaglione d’assalto: divise mimetiche, anfibi, gradi, stemmi ufficiali, occhiali da sole scuri e persino il volto parzialmente travisato da foulard militari. Un look che non è certo passato inosservato tra turisti e residenti, che hanno segnalato la singolare presenza alle forze dell’ordine.
Paracadutisti del Col Moschin
Raggiunti dalla Polizia locale, i due avrebbero dichiarato di appartenere al 9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, (reparto d’élite dell’Esercito Italiano), sostenendo di essere di ritorno da un'operazione segreta per la sicurezza nazionale.
La verifica
La farsa è durata il tempo di una telefonata al vero comando del Reggimento: zero riscontri, nessuna missione in corso e, soprattutto, nessuna traccia dei due nella lista dei parà. Messi alle strette, i finti militari hanno ammesso la loro grande passione per la divisa. Lei avrebbe detto di sentirsi a proprio agio con quel tipo di abbigliamento, lui di avere sempre sognato di arruolarsi, ma di non esserci riuscito per problemi familiari.
Coltelli e lampeggiante
Gli agenti hanno quindi perquisito la camera d’albergo e il fuoristrada 4x4 della coppia, trovando cinque coltelli con lame tra i 9 e i 13 centimetri con i marchi di Carabinieri ed Esercito, adesivi del Ministero della Difesa e un lampeggiante stroboscopico blu, simile a quello utilizzato dalle forze dell’ordine. Tutto il materiale è stato sequestrato. Nonostante entrambi fossero regolarmente titolari di porto d'armi per uso sportivo, è scattata la denuncia a piede libero con le accuse di usurpazione di titoli, false attestazioni a pubblico ufficiale e possesso ingiustificato di armi e uniformi.





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