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Torino, carabiniere perseguitato dall'ex moglie chiede aiuto: “È pericolosa, ma non posso permettermi lo psicologo”

In tribunale, ha raccontato di aver ricevuto fino a cento mail moleste al giorno ed essere stato minacciato di morte

una donna pericolosa, senza limiti. Per tutto quello che mi ha fatto, avrei bisogno di rivolgermi a uno psicologo. Ma costa almeno settanta euro a settimana, non posso permettermelo in questo periodo in cui devo spendere così tanto per gli avvocati che mi tutelano”.

Anche con queste parole oggi, 15 giugno, al tribunale di Torino, un carabiniere ha raccontato gli atti persecutori che da anni subirebbe dalla propria ex moglie, con cui ha avuto un figlio che soffre di problemi di salute. Lei, rinviata a giudizio per stalking, con aria sprezzante ha ridacchiato mentre ascoltava l’uomo che testimoniava, seduta al banco degli imputati. Potrà raccontare la propria versione dei fatti in una delle prossime udienze, davanti al giudice e alla sostituta procuratrice Valeria Sottosanti.

L’incubo delle mail moleste

La coppia è separata da anni. “Tutto è stato complicato nella nostra relazione, anche dopo la separazione” è entrato nel merito il carabiniere, 38 anni. Parlava deciso. Di vicende violente, per lavoro, ne ha seguite tante. Questa volta, però, la presunta vittima è lui stesso.

“In ogni momento, lei mi disturbava con una raffica di mail – ha spiegato, raccontando fatti iniziati nel 2022 – Erano fino a cento al giorno. Io le leggevo sempre tutte, perché pensavo che contenessero anche comunicazioni su nostro figlio”. Invece, il più delle volte, erano una lunghissima sequenza di insulti: “Io sono il tuo guaio – scriveva la donna – Dormi bene, ma sappi che oggi ti ammazzo. Ti rovino l’esistenza, infame. Chiama pure gli sbirri. Se cambi mail, mi segno anche la nuova”. Poi si aggiungevano le telefonate e i messaggi, per i quali lui ha cambiato già tre numeri di telefono, nella speranza (vana) che lei non venisse a sapere dei nuovi.

L’uomo ha denunciato la ex due volte. Durante le indagini, per lei è scattato il divieto di comunicazione con lui. “A quel punto, iniziavo (parla al passato, come nei verbali delle forze dell’ordine, ndr) a ricevere comunicazioni moleste dalla mail di sua madre, penso sempre scritte dalla mia ex moglie” ha aggiunto.

Pedinato in strada

Anche la nuova compagna della presunta vittima sarebbe stata presa di mira dall’imputata con messaggi e mail moleste. Un giorno, l’imputata le avrebbe addirittura inviato proprie foto intime scattate dal carabiniere durante la loro relazione. “Lui è un mostro” le scriveva, alludendo al figlio di lei nato da una precedente relazione.

La presunta stalker, in alcune occasioni, avrebbe danneggiato l’auto dell’ex. Poi sarebbe arrivata a pedinarlo, fotografandolo di nascosto e inviandogli le immagini. “Io ero terrorizzato sia per questo, sia per le minacce di morte che spesso mi rivolgeva. Avevo paura per me e per la nuova compagna. Spesso diceva anche che mi avrebbe messo nei guai sul posto di lavoro, dicendo che non rispettavo gli accordi sul mantenimento per mio figlio”.

La minaccia col coltello, dieci anni fa

L’uomo, per le tensioni con l’ex moglie, ha detto di non riuscire a vedere il figlio dal 2024. Poi si è soffermato su un episodio che risale al 2016. “L’imputata qui presente – ha precisato indicando la donna, in tribunale – A casa sua, prendeva un coltello e me lo puntava addosso. Cercava di colpirmi con un fendente. Anche quella volta, ho avuto paura”.

In aula, la difesa della donna ha insistito sui toni violenti che avrebbero avuto anche alcuni messaggi inviati dal carabiniere alla ex. “È vero che l’ha definita scimmia e schizofrenica?” ha chiesto l’avvocata che tutela l’imputata. “Possibile, ma sempre in risposta alle sue provocazioni – ha risposto lui – Quando uno è preso di mira per così tanto tempo, rischia di perdere la testa. Io avrei bisogno di aiuto, ma in questo periodo sto spendendo tutto in avvocati. Oltre a quello che mi affianca in questo processo, ne ho coinvolto un altro per rivolgermi al tribunale dei minori, nella speranza di poter presto rivedere mio figlio”.



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Torino, carabiniere perseguitato dall'ex moglie chiede aiuto: “È pericolosa, ma non posso permettermi lo psicologo”



© TorinoToday

 
 
 

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